Anni di presunte violenze domestiche, insulti, minacce e umiliazioni. Un clima di paura che, secondo le accuse, avrebbe coinvolto anche le figlie, fino all’episodio del 4 agosto, quando la maggiore sarebbe stata colpita con pugni e calci.
Il giudice ha disposto il giudizio immediato per il quarantaduenne di Porto Empedocle, accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni e danneggiamento. A far partire l’inchiesta è stata la denuncia presentata dalla moglie il 5 agosto al commissariato cittadino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe più volte aggredito la donna e danneggiato mobili e oggetti domestici. Le violenze sarebbero aumentate soprattutto dopo aver bevuto. Una situazione che, stando alla denuncia, avrebbe trasformato la quotidianità familiare in un continuo stato di tensione e paura.
Particolarmente grave l’episodio del 4 agosto: il quarantaduenne avrebbe distrutto il cellulare della figlia maggiore e successivamente si sarebbe scagliato contro di lei, colpendola con pugni e calci mentre tentava di allontanarsi dall’abitazione insieme alla madre e alle sorelle. La ragazza sarebbe caduta a terra riportando lesioni.
Il racconto della giovane, ascoltata dagli investigatori, avrebbe confermato quello della madre, riferendo anche le aggressioni subite personalmente.
Già nell’agosto scorso era scattata una misura cautelare: l’uomo era stato allontanato dalla casa familiare, con il divieto di avvicinarsi a meno di mille metri dalla moglie e dalle figlie e di contattarle attraverso qualsiasi mezzo. Disposto anche il braccialetto elettronico.
Adesso la vicenda approda in tribunale. L’imputato ha scelto il rito abbreviato mentre l’inchiesta è stata coordinata dal pubblico ministero Denise Venturino.
