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Si rafforza il personale infermieristico del Policlinico. Il Commissario dell’azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Iacolino, ha infatti deliberato l’immissione in servizio di 11 infermieri attingendo alla graduatoria della selezione effettuata un anno fa.

Dal primo febbraio saranno immessi in servizio 7 infermieri ai quali, dal giorno 16, se ne aggiungeranno altri quattro. Degli undici professionisti, che firmeranno un contratto di un anno, sei lavoreranno al pronto soccorso, quattro in cardiochirurgia e uno in otorinolaringoiatria.
La carenza di infermieri è una delle maggiori criticità del nostro servizio sanitario – commenta Iacolino – e queste assunzioni colmano parzialmente alcuni vuotiIl percorso di potenziamento del personale è una priorità del mio mandato al fine di consentire il recupero delle attività ordinarie e delle liste d’attesa e in particolare l’apertura, ormai prossima, della nuova Area di Emergenza con annesso Pronto Soccorso”.

La dotazione organica approvata nel 2021 dall’assessorato regionale della Salute prevede 877 infermieri. In atto, in servizio vi sono 724 unità a tempo indeterminato e 126 a tempo determinato, a cui dal mese prossimo, si aggiungeranno gli undici nuovi assunti.

Un’alunna della quinta elementare della scuola “Emanuela Loi” in via Dogali a Palermo, martedì scorso si è sentita male per il freddo, ha cominciato a tremare e a sentire intorpidimento alle gambe. E’ stata soccorsa dal 118 e portata in ospedale per ipotermia.

Nell’istituto i riscaldamenti sono spenti per un guasto e da qualche giorno e le temperature si sono abbassate notevolmente.

Il segretario della Flc Cgil Palermo Fabio Cirino esprime solidarietà alla dirigente scolastica Rosaria Corona dell’istituto Emanuela Loi di Passo di Rigano alla piccola studentessa, a tutti gli studenti, e a tutti i dirigenti scolastici che “nonostante l’abnegazione e l’enorme lavoro che svolgono ogni giorno si sentono spesso soli e abbandonati in trincea a combattere contro le inefficienze delle strutture edilizie scolastiche. Se il guasto c’è, ed è segnalato da tanto tempo, e accade un incidente, che altro c’è da fare, se non essere costretti a chiudere la scuola”.

ANSA

A Palermo la Polizia ha arrestato, in flagranza di reato, due giovani palermitani, indagati del reato di rapina aggravata in concorso a danno di un esercizio commerciale. Durante un pattugliamento in viale Strasburgo, i poliziotti della Squadra Mobile hanno notato nel senso opposto di marcia quattro soggetti a bordo di due motocicli, senza casco e travisati con sciarpe e passamontagna. Li hanno seguiti a distanza finchè, giunti in via Principe di Pantelleria, hanno visto i due passeggeri che sono entrati in un negozio, e i due conducenti sono rimasti in attesa in strada, verosimilmente con funzioni di palo. E i due “pali” si sono accorti dei poliziotti e sono scappati. I due passeggeri sono usciti dal negozio e hanno tentato di allontanarsi a piedi. I poliziotti li hanno bloccati, disarmati di una pistola. In loro possesso è stato trovato il cassetto del registratore di cassa. Arrestati. Ricercati i due conducenti.

Dei manifesti satirici sono stati affissi nel centro di Palermo, non casualmente nei pressi del palazzo di Giustizia. Si tratta di una provocazione sarcastica, scaturita dall’arresto eccellente di Matteo Messina Denaro, e su iniziativa del Collettivo Offline Corporation Palermo. I manifesti sono intitolati: “Elezioni primarie di Cosa nostra”. E poi “Questa volta il nuovo capo della mafia lo scegli tu! Dopo le dimissioni del segretario Andrea Bonafede, sono ufficialmente indette le primarie per l’elezione del nuovo capo di Cosa nostra”. E poi le istruzioni per votare: “Gli affiliati dovranno mostrare la certificazione della ‘punciuta’ con allegato residuo del santino bruciato”. E poi: “Gli incensurati dovranno invece esibire la tessera di iscrizione da almeno 3 anni ad uno dei partiti di riferimento”. E poi in conclusione uno slogan: “Democrazia, partecipazione, collusione”.

Operazione antimafia stanotte a Palermo. I carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Piazza Verdi hanno eseguito 7 provvedimenti cautelari – 5 in carcere e 2 ai domiciliari – nel mandamento di Pagliarelli e piu’ precisamente della famiglia di Rocca-Mezzomorreale. Gli arrestati di oggi sono: Pietro, Gioacchino e Angelo Badagliacca, Marco Zappulla e Pasquale Saitta. Ai domiciliari sono andati Michele Saitta e Antonino Anello.

Il provvedimento e’ stato disposto dal gip di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano e sono stati eseguiti tra Palermo, Riesi e Rimini. Ritenuto molto interessante, dunque, quanto emerso dalla riunione della famiglia mafiosa di Palermo – Rocca Mezzomonreale al completo, tenutasi per estrema prudenza in una casa nelle campagne della provincia di Caltanissetta; in quel contesto si e’ registrato il costante richiamo degli indagati al rispetto di regole e dei principi mafiosi piu’ arcaici che – compendiati in un vero e proprio “statuto” scritto dai “padri costituenti” – sono considerati, ancora oggi, il baluardo dell’esistenza stessa di Cosa nostra.

Nell’ambito della conversazione captata, definita dallo stesso gip. “di estrema rarita’ nell’esperienza giudiziaria”, si e’ piu’ volte fatto esplicito richiamo all’esistenza del “codice mafioso scritto”, custodito gelosamente da decenni e che regola, ancora oggi, la vita di cosa nostra palermitana.Gli indagati sono accusati di di associazione di tipo mafioso ed estorsioni, consumate e tentate, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attivita’ mafiosa e di essersi avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omerta’ che ne deriva. Gli investigatori dell’Arma dei carabinieri – coordinati dai pm della Dda di Palermo – che hanno arrestato sette persone del mandamento di Pagliarelli, hanno scoperto l’esistenza di uomini d’onore “riservati”, rimasti ad oggi del tutto estranei alle cronache giudiziarie, “i quali godrebbero di una speciale tutela e verrebbero chiamati in causa soltanto in momenti di particolare criticita’”.

Grazie alle intercettazioni e ai pedinamenti, i carabinieri che hanno eseguito 7 arresti a Palermo, hanno anche “ascoltato” una riunione della famiglia tenutasi nelle campagne di Caltanissetta – durante la quali gli indagati hanno fatto piu’ volte fatto riferimento allo “statuto” delle regole di cosa nostra, un vero e proprio “codice”: “il costante richiamo degli al rispetto di regole e dei principi mafiosi piu’ arcaici che sono considerati, ancora oggi, il baluardo dell’esistenza stessa di cosa nostra”. I carabinieri hanno sventato un omicidio nei confronti di un architetto e numerose estorsioni e richieste di pizzo, uno dei quali effettuata mediamente una bambola con un proiettile in fronte. “Grazie all’importante dispositivo di contrasto di cui si e’ dotato il Comando provinciale carabinieri di Palermo, nonche’ al ricorso sistematico alle piu’ sofisticate tecnologie di captazione, e’ stato possibile superare le continue accortezze poste in essere dagli indagati al fine di sottrarsi alle indagini”. Lo rilevano gli investigatori dell’Arma dopo l’ultimo blitz antimafia a Palermo.

Ancora vi sono focolai nella nave “La Superba”, ormeggiata a Palermo dopo l’incendio divampato nel garage a tarda sera di sabato 14 gennaio prima della partenza per Napoli. Sono giunti mezzi speciali e uomini dei Vigili del fuoco da Genova per riuscire a domare definitivamente il rogo. Sono stati effettuati dei fori sul ponte 6, che costituisce la copertura del ponte 4, all’interno dei quali è stato inserito liquido schiumogeno per raffreddare il locale garage. E’ stato così deciso di procedere all’apertura del portellone.

Una staffetta diretta conseguenza delle tensioni sul caso Cannes, la manifestazione che l’assessorato regionale al Turismo aveva finanziato senza gara per 3,7 milioni ad una ditta lussemburghese e che il presiedente Schifani, dopo l’inchiesta condotta da La Sicilia aveva stoppato.

Oltre a consegnare all’ex latitante la sua carta di identità per consentirgli di ottenere un falso documento e a dargli la tessera sanitaria necessaria per le terapie e le visite mediche alle quali il boss doveva sottoporsi, Bonafede ha acquistato – per sua stessa ammissione – la casa di Campobello di Mazara in cui Messina Denaro ha trascorso l’ultimo periodo della latitanza, gli ha dato il bancomat permettendogli di fare delle spese, gli ha fatto comprare la Giulietta sulla quale viaggiava.

La macchina, acquistata un anno fa personalmente dal padrino in una concessionaria di Palermo, formalmente era intestata alla madre di Bonafede. E sempre alla madre del geometra, una disabile di 87 anni, era intestata la Fiat 500 data in permuta per l’acquisto della Giulietta.

La giunta regionale ha nominato altri tre dirigenti generali negli assessorati. Si tratta di Alberto Pulizzi, confermato a capo del dipartimento regionale della Pesca, poi Antonio Cono Catrini, destinato al dipartimento Turismo, e poi Donata Giunta al dipartimento degli Affari extraregionali. Sono tutti dirigenti di seconda fascia. Da oggi, invece, il dipartimento regionale della Funzione pubblica procede alla pubblicazione degli atti di interpello per i dirigenti di terza fascia, che occuperanno i vertici dei restanti dipartimenti. Schifani commenta: “Prosegue in questo modo la riorganizzazione della macchina burocratica che è la condizione essenziale per un funzionamento più snello ed efficiente dell’amministrazione regionale. Contiamo di completare il quadro delle nomine in breve tempo, affinché ogni dipartimento abbia un assetto definitivo”.