Un’azione insolita e particolarmente accurata: prima distrutto il lunotto, poi smontate e portate via tutte le portiere del fuoristrada. I carabinieri indagano per fare luce sull’episodio e capire se dietro il danneggiamento ci sia un furto mirato o un possibile gesto intimidatorio.
Un episodio dai contorni ancora tutti da chiarire si è verificato a Canicattì, dove una Jeep appartenente a un operaio di 25 anni è stata pesantemente danneggiata e privata di tutte le portiere.
A colpire è soprattutto la modalità con cui è stato compiuto il raid. I malviventi avrebbero prima mandato in frantumi il lunotto posteriore del veicolo, per poi procedere all’asportazione di tutte le portiere. Un intervento che lascia emergere diversi interrogativi sulla natura dell’azione e sulle reali intenzioni di chi è entrato in azione.
Si tratta di un furto finalizzato al recupero di componenti dell’automobile oppure di un gesto deliberato per intimidire il proprietario? Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, ma non ci sono elementi sufficienti per stabilire un movente.
Sull’accaduto indagano i carabinieri, impegnati a ricostruire la dinamica e a individuare i responsabili. Gli investigatori stanno verificando anche l’eventuale presenza di impianti di videosorveglianza nella zona, nella speranza che le immagini possano fornire indicazioni utili.
Resta da capire perché sia stata presa di mira proprio l’auto del giovane operaio e se dietro un danneggiamento tanto anomalo si nasconda qualcosa di diverso da un semplice furto.
