Gaetano Armao agli arresti domiciliari: il gip accoglie la richiesta della Procura nell’inchiesta sulle presunte tangenti per le autorizzazioni ambientali. Ai domiciliari anche l’avv. Pier Luigi Matta

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L’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Il provvedimento è stato disposto dal gip Giuseppa Zampino, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura di Agrigento al termine degli interrogatori preventivi.

L’inchiesta ruota attorno a un presunto sistema di corruzione legato al rilascio delle autorizzazioni ambientali in Sicilia e all’attività della Commissione tecnica specialistica (Cts) della Regione, organismo del quale Armao è stato presidente fino alla scorsa estate.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’ex esponente del governo regionale avrebbe ricevuto denaro in cambio di interventi e favori sulle pratiche sottoposte all’esame della commissione. Un quadro accusatorio che gli investigatori avrebbero ricostruito anche attraverso intercettazioni ambientali, grazie a microspie installate nello studio professionale e nell’automobile dell’indagato.

Le registrazioni avrebbero documentato diverse presunte consegne di denaro. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti ci sarebbero anche le modalità con cui le somme sarebbero state occultate, circostanze che hanno contribuito ad alimentare l’ipotesi di un sistema organizzato di pagamenti illeciti.

La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata disposta anche nei confronti dell’avvocato Pierluigi Matta, accusato di corruzione, e di Luigi Zancla.

L’indagine investe dunque un settore particolarmente delicato dell’amministrazione regionale: quello delle valutazioni e delle autorizzazioni ambientali, passaggi fondamentali per la realizzazione di impianti e investimenti sul territorio siciliano.

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