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Questa sera alle ore 18:00 con partenza da Santo Spirito secondo appuntamento con il progetto della “Metropolitana Pedonale Urbana”, #MuoviAG con l’itinerario del Serpotta e del Barocco.

Il progetto, ideato dal movimento Agrigento 2030 è nato con l’obiettivo di valorizzare il contesto urbano ed aiutare le persone a migliorare la consapevolezza dei cittadini sulla necessità di tutelare i beni archeologici e monumentali del centro storico di Agrigento.

I treni pedonali guidati da una guida turistica, vi guideranno lungo percorsi storici monumentali del centro storico, per poi arrivare alla Cattedrale di san Gerlando in cui subito dopo è prevista la lunga notte delle chiese organizzato dalla Curia.

L’evento è completamente gratuito.

Ad Agrigento è stata presentata la seconda edizione della rassegna letteraria “Autori in Girgenti”, dal 12 giugno al 5 settembre, promossa dal Sindacato librai di Sicilia e dalla libreria “Il mercanti di libri” di Alessandro Accurso Tagano. Gli incontri con l’autore si svolgeranno sempre alle ore 18, in piazzetta Purgatorio, e saranno coordinati dal professor Enzo Alessi.

Ad Agrigento, all’Hotel della Valle, in via Crispi, oggi pomeriggio venerdì 7 giugno, e poi domani sabato al mattino, si svolge un congresso medico – scientifico intitolato “Oltre le colonne d’Ercole dell’anticoagulazione”. I responsabili scientifici del congresso sono Salvatore Corrao, professore della scuola di Medicina all’Università di Palermo e direttore del dipartimento di Medicina interna dell’ospedale “Civico” di Palermo, e Giuseppe Caramanno, direttore della Cardiologia ed Emodinamica dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

 

All’ultimo concorso per medici di Pronto Soccorso in Sicilia 101 candidati per 121 posti. L’assessore Razza propone: “Ingaggiamo pensionati e medici non specializzati”.

Il Pronto Soccorso negli Ospedali è come la prima linea del fronte di guerra: sei sotto il fuoco. E’ spesso il luogo crocevia tra la vita e la morte, e tu, medico, in poco tempo hai il dovere di comprendere e di agire, subito, e nel modo più corretto possibile arrampicandoti anche sul muro scivoloso dell’impossibile, gettando la spugna solo quando il tutto e per tutto è stato tentato. Altrimenti sono guai. E adesso il Pronto Soccorso è anche un posto di lavoro poco sicuro perché tu, medico, rischi il linciaggio, l’aggressione fisica, la violenza, del disperato o del prepotente maleducato e arrogante. Ed è già accaduto tante volte. E tu, medico al Pronto Soccorso, sei come il classico banconista nei saloon dei film western: ogni 10 bottiglie che servi, una te la ritrovi in testa. E ciò spiega perché il Pronto Soccorso per il medico sarebbe la destinazione professionale meno ambita e desiderata. Ed altrettanto spiega perché, soprattutto nei Pronto Soccorso siciliani la carenza dei medici in organico è più che allarmante, e i disservizi sono la costante e non l’eccezione. Ed ancora altrettanto spiega perché – udite udite – con la fame di lavoro che dilaga, all’ultimo concorso per medico di Pronto Soccorso in Sicilia, per 121 posti si sono presentati solo 101 candidati. Incredibile ma vero. Così conferma l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, che, a rimedio di quanto accade, intende adottare lo stesso sistema che si usa in tempo di guerra, quando l’Esercito ha bisogno di soldati e si richiamano alla leva anche i veterani. Mancano i medici nei Pronto Soccorso? Sì. E l’assessore Razza rivela: “Sto lavorando ad una delibera di giunta per consentire agli ospedali di utilizzare personale in pensione, con contratti a tempo determinato, come ha già fatto il Veneto. E’ una soluzione che ci consentirebbe di far fronte ai disservizi”. E non solo: l’assessore di “Diventerà Bellissima” intende ingaggiare nei Pronto Soccorso anche i medici laureati non specializzati, attraverso i contratti di formazione lavoro, affiancandoli a medici più esperti. I sindacati di categoria confermano lo stato di grave malessere nei Pronto Soccorso e la conseguente fuga dei medici, e denunciano: “Nei Pronto Soccorso i medici lavorano in condizioni esasperanti con turni estenuanti e con pochi giorni di riposo. Questo è uno dei motivi per cui i giovani medici non sono tanto allettati da questo tipo di lavoro. E poi, altro problema, i pensionamenti: l’età media dei medici è di 55 anni, già fin troppo alta. In tutta Italia è stato calcolato che andranno in pensione nei prossimi anni almeno 16mila medici. Per far fronte a questo problema in alcune regioni come il Veneto, Toscana e Lombardia sono stati richiamati i medici in pensione, mentre in Molise sono stati reclutati i medici militari. Sì, è intervenuto l’Esercito. E poi, in Italia c’è la necessità ogni anno di almeno 10mila medici specializzati ma dalle scuole di specializzazione ne escono solo 7mila. E dei 9mila giovani che si laureano in Medicina solo 7mila si specializzano in Italia. Gli altri vanno fuori, negli Stati Europei con migliori condizioni di lavoro e stipendi. Questo è uno spreco da parte dello Stato, che forma giovani medici ma non dà loro la possibilità di essere assunti in Italia”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Il caso insorto a seguito del ritiro dell’emendamento “Salva imprese” dal decreto “Sblocco cantieri” e il conseguente blocco dei lavori da parte delle imprese creditrici della Cmc di Ravenna nei cantieri stradali lungo l’Agrigento – Caltanissetta e la Palermo – Agrigento: la Lega, tramite Alessandro Pagano, vice capogruppo alla Camera, assicura che il problema è risolto, anzi non ricorre alcun problema, perché il fondo “salva imprese” è stato solo trasferito dal decreto “Sblocca imprese” al decreto “Crescita”. E Alessandro Pagano spiega perché: “Perché l’emendamento “Salva imprese”, proposto dai colleghi del Movimento 5 Stelle, avrebbe istituito una nuova, sia pur minima, tassa per creare un fondo, alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici. La soluzione del trasferimento nel decreto “Crescita”, invece, è assolutamente più di buon senso, e non implica alcuna tassazione diretta o indiretta”.
 
Angelo Ruoppolo (teleacras)

Gero Acquisto segretario Generale della Uil di Agrigento esprime grande preoccupazione a seguito dell’improvviso  ritiro dal decreto sblocca-cantieri, dell’emendamento con cui si istituiva il Fondo salva-imprese col quale si sbloccavano risorse per le opere da completare – questo significa un ulteriore ritardo e mortificazioni per il nostro territorio. Ancora una volta si perde l’occasione di far ripartire l’economia e lo sviluppo del nostro territorio. Da tempo la Uil di Agrigento denuncia i gravissimi ritardi dell’asse viario che si abbattono sulla Sicilia e sulla provincia di Agrigento in maniera traumatica e devastante per tutti i cittadini. Qualche mese addietro lo stesso Premier Conte assicurava risorse e tempi certi per la realizzazione delle opere, come al solito sono rimaste solo sterili promesse!!

Gero Acquisto segretario Generale della Uil di Agrigento esprime grande preoccupazione a seguito dell’improvviso  ritiro dal decreto sblocca-cantieri, dell’emendamento con cui si istituiva il Fondo salva-imprese col quale si sbloccavano risorse per le opere da completare – questo significa un ulteriore ritardo e mortificazioni per il nostro territorio. Ancora una volta si perde l’occasione di far ripartire l’economia e lo sviluppo del nostro territorio. Da tempo la Uil di Agrigento denuncia i gravissimi ritardi dell’asse viario che si abbattono sulla Sicilia e sulla provincia di Agrigento in maniera traumatica e devastante per tutti i cittadini. Qualche mese addietro lo stesso Premier Conte assicurava risorse e tempi certi per la realizzazione delle opere, come al solito sono rimaste solo sterili promesse!!“ Non è la prima volta che noi come Uil di Agrigento mettiamo  in evidenza una situazione drammatica dei ritardi e dell’arretratezza del sistema viario provinciale dell’agrigentino, sostiene Gero Acquisto Segretario Generale Della C.S.T. UIL: Le opere pubbliche incompiute nel nostro territorio sono tantissime. La nostra provincia si trova anno dopo anno sempre peggio, 14 strade provinciali chiuse, una viabilità sulle statali più importanti costellate da interruzioni e ritardi cronici ha aumentato il grado di sottosviluppo. Tanti proclami, dai governi che si sono susseguiti, dove ancora non sono chiari tempi e modalità per un settore nevralgico per la nostra provincia che ha bisogno assistenza, manutenzione e migliorie continue, aumenta la rabbia tra i cittadini residenti che hanno riscoperto il treno dopo lustri come mezzo di trasporto. Noi come Uil, abbiamo sempre sostenuto che lo sviluppo turistico e la valorizzazione del territorio parta da una rete stradale primaria e secondaria efficiente, questo è rafforzato dai dati che provengono dall’afflusso dei turisti alla Valle dei Templi con una crescita esponenziale e da record. Per tutto ciò si deve favorire il potenziamento stradale. Agrigento ha bisogno una programmazione e dei fondi certi, perché è una provincia che deve uscire dallo stallo e dall’isolamento, le potenzialità sono enormi ma la crescita e la ricchezza di un territorio parte dall’efficienza dell’asse viario che è un gap che deve essere annullato per avere ritorno all’interno e all’esterno in termini di servizi primari. Anche perché i lavori pubblici sono un toccasana per occupazione ed economia locale”.

Ancora una volta si perde l’occasione di far ripartire l’economia e lo sviluppo del nostro territorio. Da tempo la Uil di Agrigento denuncia i gravissimi ritardi dell’asse viario che si abbattono sulla Sicilia e sulla provincia di Agrigento in maniera traumatica e devastante per tutti i cittadini. Qualche mese addietro lo stesso Premier Conte assicurava risorse e tempi certi per la realizzazione delle opere, come al solito sono rimaste solo sterili promesse!!

“ Non è la prima volta che noi come Uil di Agrigento mettiamo  in evidenza una situazione drammatica dei ritardi e dell’arretratezza del sistema viario provinciale dell’agrigentino, sostiene Gero Acquisto Segretario Generale Della C.S.T. UIL: Le opere pubbliche incompiute nel nostro territorio sono tantissime. La nostra provincia si trova anno dopo anno sempre peggio, 14 strade provinciali chiuse, una viabilità sulle statali più importanti costellate da interruzioni e ritardi cronici ha aumentato il grado di sottosviluppo. Tanti proclami, dai governi che si sono susseguiti, dove ancora non sono chiari tempi e modalità per un settore nevralgico per la nostra provincia che ha bisogno assistenza, manutenzione e migliorie continue, aumenta la rabbia tra i cittadini residenti che hanno riscoperto il treno dopo lustri come mezzo di trasporto. Noi come Uil, abbiamo sempre sostenuto che lo sviluppo turistico e la valorizzazione del territorio parta da una rete stradale primaria e secondaria efficiente, questo è rafforzato dai dati che provengono dall’afflusso dei turisti alla Valle dei Templi con una crescita esponenziale e da record. Per tutto ciò si deve favorire il potenziamento stradale. Agrigento ha bisogno una programmazione e dei fondi certi, perché è una provincia che deve uscire dallo stallo e dall’isolamento, le potenzialità sono enormi ma la crescita e la ricchezza di un territorio parte dall’efficienza dell’asse viario che è un gap che deve essere annullato per avere ritorno all’interno e all’esterno in termini di servizi primari. Anche perché i lavori pubblici sono un toccasana per occupazione ed economia locale”.

Il comitato delle imprese creditrici del gruppo “Cmc Ravenna” per le opere pubbliche nella Regione Siciliana annuncia il blocco di ogni attività nei cantieri stradali lungo la Agrigento-Caltanissetta e la Palermo-Agrigento”. E spiega così perché: “Avendo appreso dalla stampa che il governo nazionale, dopo la ricomposizione dei rapporti fra M5s e Lega, ha improvvisamente ritirato ieri dal decreto Sblocca Cantieri l’emendamento con cui si istituiva il Fondo salva-imprese col quale avremmo ricevuto un’anticipazione sui nostri crediti pari al 70%, siamo costretti nostro malgrado – a meno di ripensamenti odierni dell’Esecutivo prima del voto finale al Senato – ad avviare le procedure per comunicare alle Prefetture, all’Anas e ai sindacati l’immediato blocco di ogni attività nei cantieri lungo la Agrigento-Caltanissetta e la Palermo-Agrigento”.

La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha rinviato a giudizio cinque imputati di omicidio colposo a seguito della morte di Giovanni Callea, 44 anni, di Licata, l’operaio folgorato da una scarica elettrica l’11 maggio del 2017 in un cantiere a Licata in contrada “Piano Bugiades”. Saranno sottoposti a processo gli imprenditori Valerio Peritore, 51 anni, e Angelo Incorvaia, 56 anni, titolari della impresa Omnia che commissionarono le opere, poi Sonia Carità, 38 anni, Francesco Urso, 39 anni, legali rappresentanti della Betonmix che fornì il calcestruzzo, ed Enrico Angelo Florio, 42 anni, altro operaio la cui condotta presunta imprudente avrebbe concorso nel provocare la scarica elettrica. L’imprenditore licatese Carmelo Spiteri, 53 anni, titolare dell’impresa “Casa sicura società cooperativa”, incaricata della esecuzione delle opere, ha patteggiato la condanna ad 1 anno e 10 mesi di reclusione.

La Procura di Gela ha avviato un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente ed eventuali responsabilità a seguito di quanto accaduto ieri pomeriggio al mercato settimanale in via Madonna del Rosario, dove lo scoppio di una bombola di gas, collegata ad un furgoncino ambulante per la vendita di polli allo spiedo, ha provocato il ferimento di 20 persone di cui tre versano in condizioni più gravi tra gli ospedali Civico di Palermo e Cannizzaro di Catania. E si tratta del titolare del furgone, un commerciante di 45 anni di Grotte, C C, sono le iniziali del nome, la moglie T P, di 40 anni, e un loro impiegato, V M, di 38 anni, che è di Racalmuto. Ferita anche una ragazza di Gela, M M, 22 anni, a lavoro sullo stesso furgone.