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I Carabinieri di Lercara Friddi hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, per indebita percezione del “reddito di cittadinanza”, 30 persone, di età compresa tra i 20 e gli 80 anni, tutte residenti a Lercara. Dopo approfondite indagini, i militari hanno accertato che 22 donne e 8 uomini, per lo più incensurati, al fine di eludere i controlli da parte dell’Inps, avevano reso dichiarazioni mendaci o incomplete nella dichiarazione sostitutiva unica, omettendo dati obbligatori e percependo, quindi, indebitamente il reddito di cittadinanza, ovvero percependolo in misura superiore al dovuto. Il danno erariale complessivo è quantificato in circa 235mila euro, e sono in corso le procedure per la sospensione del beneficio ed il recupero di quanto indebitamente percepito.

Incardinata all’Assemblea Regionale la finanziaria. Già una valanga di emendamenti aggiuntivi. Gli interventi tra maggioranza e opposizione.

Dunque la Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana, presieduta da Riccardo Savona, ha approvato la finanziaria che, adesso, insieme al bilancio, già esitato martedì scorso, approda a Sala d’Ercole per l’esame e l’approvazione definitiva. Si tratta di una manovra contabile imponente e costosa, da 400 milioni di euro. Il Governo Musumeci, tramite l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, sottolinea: “Sono stati rispettati i saldi ed i contenimenti della spesa previsti, ma soprattutto sono state varate norme per il sostegno ad imprese, famiglie, Comuni siciliani, con importanti semplificazioni per costruire una via d’uscita a questa drammatica crisi, complice l’emergenza epidemiologica da covid19” – conclude. Tuttavia, la finanziaria non ha fondamenta solide perché ancora, sul rendiconto 2019 appena approvato dalla giunta regionale e trasmesso all’Assemblea, non è intervenuto il giudizio di parifica da parte della Corte dei Conti e, quindi, si tratta di un’incognita che pregiudica le previsioni di spesa. Ed allo stesso modo incide in negativo la recente impugnativa, da parte del governo nazionale, delle variazioni di bilancio approvate nel dicembre 2020. Ordunque, il bilancio e la legge di stabilità si incardinano in Assemblea, si fissa un termine alla presentazione degli emendamenti aggiuntivi, che già sono tantissimi, dopodiché si procederà al dibattito conclusivo. Ed è un avvio che si prospetta complesso e gravato da insidie. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle denuncia: “Sarà un assalto alla diligenza, tipico del penultimo anno di una legislatura da incubo. In barba alla pandemia e in deroga a tutto abbiamo una legge omnibus, a tratti ridicola e imbarazzante, che raschia il fondo del barile, togliendo risorse persino ai disabili, ma che riesce trovare spazio per il ‘metodo educativo ‘Koshido Budo’ di una palestra di arti marziali. Siamo alla follia. Continueremo la nostra battaglia in aula, ma una cosa è certa: questo governo conferma per l’ennesima volta la sua totale mancanza di visione, continuando a reiterare gli errori di sempre”. Ed il capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, ed il vice presidente Pd della Commissione Bilancio, Baldo Gucciardi, rilanciano: “In Commissione abbiamo votato contro una manovra che non prevede alcun sostegno per le attività produttive e il lavoro, e contiene ben poco per i Comuni. Il Partito democratico ha sostenuto la stabilizzazione dei lavoratori Asu, ma la copertura finanziaria è insufficiente. Chiediamo quindi al governo Musumeci più risorse per assicurare almeno 18 ore settimanali di lavoro. Il governo, inoltre, ha respinto le nostre istanze per i centri antiviolenza, per la forestazione e l’ambiente, per la gratuità del trasporto alunni, per i disabili, i giovani e gli anziani. Sono battaglie che porteremo avanti in Aula durante la settimana”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Stabile l’incidenza dei positivi in Sicilia. Il presidente della Regione, Musumeci, firma un accordo per le vaccinazioni con i medici di medicina generale.

Sono 515 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 19.196 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 2,6%, lo stesso tasso rispetto al precedente. La regione è nona nel contagio giornaliero in Italia. Le vittime sono state 19 e portano il totale a 4.254. Il numero degli attuali positivi è di 15.399, con decremento di 1.321 casi. I guariti sono 1.817. Negli ospedali i ricoverati sono 789, nove in più, e quelli in terapia intensiva 120, tre in meno. La distribuzione nelle province vede ancora una volta Palermo in testa con 313 casi, seguita da Catania 90, Messina 23, Siracusa 18, Trapani 21, Ragusa 11, Caltanissetta 19, Agrigento 10, Enna 10. Nel frattempo, il presidente della Regione ha appena sottoscritto un accordo con i medici di famiglia che saranno coinvolti nella campagna vaccinale di massa anticovid sulla popolazione siciliana. E Musumeci commenta: “E’ un nuovo, decisivo, patto tra la Regione e i medici di famiglia nella battaglia contro il coronavirus. Il ruolo dei medici di medicina generale, quello degli hub sparsi su tutto il territorio regionale, i controlli in ingresso per chi arriva in Sicilia, sono determinanti per vincere la lotta al Covid. Ma, oltre a ringraziare chi, da più di un anno, è impegnato in questa difficile emergenza, sento la necessità – conclude il Governatore – di richiamare ciascuno al rispetto delle regole per proseguire nel percorso che vede la nostra Isola in controtendenza rispetto a molti territori della Nazione”. I professionisti che hanno aderito al protocollo saranno impiegati nei loro studi professionali, nelle guardie mediche dislocate su tutto il territorio siciliane, negli hub allestiti dalla Protezione civile regionale, e per le vaccinazioni a domicilio. I medici percepiranno da un minimo di 10 euro (per le iniezioni presso il proprio ambulatorio o nei presidi di continuità assistenziale) fino ad un massimo di 25 euro per le inoculazioni presso le abitazioni dei pazienti impossibilitati a raggiungere autonomamente i centri vaccinali. In particolare, i medici saranno impiegati prioritariamente per le vaccinazioni dei cittadini over 80 e per le persone estremamente vulnerabili. Infatti, dopo i vaccini ai disabili gravissimi (ed ai loro accompagnatori), in Sicilia prenderà il via nei prossimi giorni la campagna di vaccinazione anche per il target dedicato alle fragilità. L’accordo rientra nell’ambito del protocollo sottoscritto a livello nazionale con i rappresentati della categoria.

Costrette a scoprirsi forti, temprate, combattive dentro le proprie case, dentro le proprie vite, in un lockdown che toglie tanto ma restituisce una consapevolezza di sé che non sapevano neanche di avere.

Su La7d ieri sera in prima serata, nel giorno della festa della donna, “TUTTE A CASA” un documentario che scopre i nervi, che racconta storie di donne, raccontate dalle donne, senza filtri, senza trucco e senza inganno.
Da nord a sud, sono tante le protagoniste che hanno aperto le finestre sulla loro quotidianità e l’hanno raccontata senza sconti, senza dover apparire forti a tutti i costi, senza rinunciare alle proprie paure, che diventano certezze in un tempo in cui nulla è certo se non la voglia di attraversare il buio per arrivare a riacciuffare ciò che era prima.

La nuova vita in tempo di pandemia, che trova nel contatto “online” la forma più prossima agli affetti che cambiano rotta: da “se vuoi Bene abbraccia i tuoi cari, stai vicino ai tuoi anziani” a “sei vuoi bene stai lontano, non andare da loro, non abbracciarli”. 

E così nonni e nipoti si guardano in video, la scuola è a distanza, ci si laurea davanti ad uno schermo.

I compleanni online, le lezioni online, nonni e nipoti, online.

La vita stretta e asfissiante dentro convivenze che nascondono violenze, il coraggio di scappare, di andare altrove, proprio nel momento peggiore possibile, proprio mentre “la casa” dovrebbe proteggere.

Le donne del documentario sono schiette autentiche: momenti di relax e di disperazione. 
I viaggi che si trasformano in passi, la vita troppo organizzata, piena di impegni che sta stretta, che soffoca.

Sempre alla ricerca di un proprio spazio, dentro convivenze che non erano più già da tempo e che tornano mentre ci si domanda se ci si riesce a sopportare ancora. E ci si scopre fieri di un genitore, o del proprio figlio.

Immagini non ritoccate, messe insieme con la grazie della normalità in un momento di completa assenza di normalità.

Le nonne a cui mancano nipoti e passeggiate in quantità variabili.
Le finestre che sono pezzi di cielo, e la visione di parti di cose, di porzioni del mondo.

La ricerca di uno spazio proprio che diventa spazio per la sopravvivenza, i caffè a tutte le ore, la pulizia a tutte le ore.
Ciò che era un impegno, diventa un diversivo.
Insofferenza che il fa il paio con nostalgia. 

E poi gli hobbies improvvisati, le prove di sopravvivenza.

Come colonna sonora il battito del cuore, che accelera e rallenta, che va e poi si ferma. 

La paura di morire, i problemi quotidiani, i giorni e le notti che si alternano e poi tutto uguale a se stesso.

Belli i racconti delle donne che si tagliano i capelli per sentirsi libere, e poi quelli di chi racconta di come avere o non avere un lavoro stabile faccia la differenza, eccome.

Le manie, le ossessioni.
Le mascherine, il lavaggio delle mani, il non toccare, il non toccarti, il non toccarsi. 

Il virus, le crisi di panico notturne, l’ansia e lo stress.

Le donne che hanno paura ma senza paura raccolgono video in cui spiegano tutto ciò che manca.
Come la voglia di studiare, la speranza nel futuro.

E poi i racconti delle donne in prima linea, negli ospedali e nelle ambulanze.

“Andrà tutto bene, è una presa in giro” – Dice un medico della terapia intensiva.
La realtà è più cruda della speranza. 

La sveglia all’alba, e quel fare “a casa” tutto quello che non si può fare più.  

La tinta a casa. 

La ceretta a casa. 

A casa. 

Tutto a casa. 

Il gesto di mettere su il rossetto per ritrovare il contatto con quel che è stato.  

I nuovi nati.

Le vite affacciate al tempo di pandemia. 

Bello il momento in cui le bambine fanno abbracciare i loro pupazzi: “voi potete, non avete il coronavirus“.

Il lavoro precario di chi lavora nel mondo dello spettacolo.
Le scuole chiuse e quel tempo rubato ai bambini e ai ragazzi: chi glielo restituirà? 

Parole accorate, pronunciate da donne che si mettono a nudo, che condividono il loro mondo e le loro angosce.

E poi gli stati d’animo, tutti. 

Rispondere male, arrabbiarsi, sfogarsi e poi avere sensi di colpa.  

I nonni dalla finestra. 

I pensieri lasciati nell‘ascensore e le lacrime di dispiacere. 

Le file ai supermercati. 

Le cassiere e il loro stress giorno dopo giorno in tempo di pandemia. 

Il volontariato e le buste su per i balconi. 

Il racconto crudo di una ragazza che ha perso il papà che è andato via il giorno del suo compleanno e non è più tornato. 

La natura che si riprende i suoi spazi. 

I gavettoni sui terrazzi. 

Bravissime le donne del documentario a raccontare il concetto di libertà e resistenza. 

E poi il ritorno alla normalità piano piano. Il caffè di nuovo al bar ma nel bicchiere di plastica, le amiche ritrovate ma ad un metro di distanza, le lezioni a scuola, il sorriso che torna dopo 50 giorni di chiusura, ma che questo bel prodotto filmico ha raccontato a braccia e cuore spalancato. 

Donne del mondo dello spettacolo, chiuse come tutte le altre, hanno accettato di raccontare, di raccontarsi.
Tutto poi lavorato da montatrici, autrici, registe, uffici stampa, producer, che hanno messo a punto un lavoro che diventa simbolo del mondo femminile che non molla e sa sempre come farcela.

Emozionante, forte, capace di tirar fuori da ognuno il ricordo di ciò che per sopravvivenza avevamo solo archiviato. 

Plauso alla ideatrice, regista e montatrice del documentario, Cristina D’Eredità, coadiuvata da Nina Baratta e Eleonora Marino.
Un lavoro collettivo, firmato da donne che hanno pagato il prezzo più alto della pandemia: le donne dello spettacolo e della cultura.

di Mario Gaziano
Non è proprio il caso di parafrasare il celebre romanzo di Milàn Kundèra “L’insostenibile leggerezza dell’essere” da cui l’intrigante film con Daniel Day–Lewis e l’affascinante Juliette Binoche.
Non è proprio il caso per stigmatizzare la “insostenibile superficialità” di Fiorello e degli autori del festival di Sanremo.
Una superficialità becera e cialtrona. Senza alcun pudore.
Alla ricerca di una inutile risata, di una “carnevalata” per alzare l’audience.
Incredibile e inaccettabile.
Per dove ridono solo loro: Fiorello e Amadeus.
Per dove nessun telespettatore accenna  non ad una risata, ma -men che meno- ad un sorriso.
La televisione pubblica insegue una “inutile superficialità”, ad ogni costo, per cogliere pervicacemente consensi di borgata e di borgatari.
Proprio come “borgatari della notte ubriacaticcia” si sono proposti i due super-conduttori con gags da “strapazzo”.
Poco o niente da Sanremo 2021.
Poco o niente sul piano della costruzione di uno spettacolo suoper confezionato.
Il cattivo gusto impazza ed è sostenuto e ringalluzzito da trovate tra blasfemia e cialtroneria.
Incredibile per il maggiore spettacolo della televisione pubblica.
Lo spettacolo con la pretesa di essere grandioso nelle scenografica, nell’ingegneria illuminotecnica, nella esecuzione di una prestigiosissima orchestra, miserabilmente caduto per trovate e gags nemmeno del più miserando degli avanspettacoli di ultima periferia.
Prendano lezioni (autori, registi e direttore) dalle notti eleganti e civilissime degli Oscar.
Ha ragione Oscar Wilde che ne “L’importanza di chiamarsi Ernesto” sentenzia rumorosamente “Il vizio supremo è la superficialità”: (gustoso e intelligente testo teatrale che ho presentato come direttore artistico del Pirandello di Agrigento nel 2015, co una grande Lucia Poli.
Un “vizio assurdo” (per parafrasare, questa volta, Cesare Pavese).
Un “vizio” più mortificante del “vizio pavesiano con odore di morte”.
Qui,a Sanremo 2021,si è celebrata la morte dell’intelligenza.
Si è celebrata la celebrazione di una “superficialità” inutile e pretenziosa.
Senza alcun rispetto.
Povero Fiorello ,da artista a a “buffoncello di strada”.
E povero Amadeus caduto, inadeguatamente, nella trappola del dovere “piacere ad ogni costo”.
Cari miei,questa volta, vale sempre il grande Ennio Flaiano :”L’insuccesso (Vi) ha dato alla testa”.

Con l’aggravante scandaloso che Salini, ad della RAI, propone un triplete Amadeus-Fiorello.

 

Mario Gaziano

Tavoli pieni, e saracinesca alzata, dopo le 18. I carabinieri della Tenenza di Favara, hanno multato dieci persone, più il titolare di un bar, per non aver rispettato le norme anti Coronavirus. I guai per il proprietario sono iniziati almeno una mezz’ora dopo, quando una gazzella passando per una zona del centro, ha notato che i clienti erano serenamente seduti ai tavoli del bar a consumare l’aperitivo.

A quel punto i 10 avventori sono stati identificati dai militari, e multati con una sanzione di 400 euro ciascuno. Gli stessi carabinieri hanno poi elevato due sanzioni amministrative al gestore del bar (una per violazione della normativa anticovid, l’altra relativa alla somministrazione di alcolici), e gli hanno notificato un provvedimento di chiusura di cinque giorni.

Comune di Canicattì: Emergenza covid 19: Uffici comunali del complesso ex Badia, in via Mariano Stabile, chiusi al pubblico per sanificazione straordinaria dal 9 al 10 marzo c.a.

Vista la riscontrata positività al tampone rapido di un dipendente operativo nel plesso comunale ex Badia di via Mariano Stabile e in attesa di ulteriore esame di verifica con tampone molecolare, precauzionalmente, domani 9 e dopodomani, mercoledì 10 marzo, gli uffici siti nel suddetto immobile (demografici, ARO e Patrimonio) rimarranno chiusi al pubblico per consentire le operazioni di sanificazione straordinaria.
E’ quanto dispone l’ordinanza sindacale n. 19 dell’8/03/2021.
In caso di conferma della positività dalle indagini epidemiologiche si procederà al tracciamento dei contatti e alla relativa comunicazione all’ASP, così come da protocollo.
Informiamo la comunità che saranno garantiti i servizi essenziali (dichiarazione di nascita e denuncia di morte) attraverso il numero 328 2722491

Sono 515 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 19.196 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 2,6%, lo stesso tasso rispetto a ieri. La regione e’ nona nel contagio giornaliero di oggi. Le vittime sono state 19 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.254. Il numero degli attuali positivi e’ di 15.399, con decremento di 1.321 casi rispetto a ieri. I guariti sono 1.817. Negli ospedali i ricoverati sono 789, nove in piu’ rispetto a ieri, quelli in terapia intensiva 120, tre in meno.

i nuovi contagi per province:

Palermo in testa con 313 casi, seguita da Catania 90, Messina 23, Siracusa 18, Trapani 21, Ragusa 11, Caltanissetta 19, Agrigento 10, Enna 10

La dottoressa R.F. – giovane praticante della provincia di Agrigento  – ha partecipato, presso la Corte di Appello di Palermo, all’Esame di Stato per abilitazione all’esercizio della professione di avvocato.
La Commissione esaminatrice ha, tuttavia, espresso nei confronti della giovane un giudizio negativo, attribuendole un punteggio insufficiente nelle materie oggetto di esame.
Pertanto, la giovane – con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha impugnato innanzi al TAR Sicilia Palermo gli atti della Commissione di Esame
In particolare, a mezzo del ricorso, è stato sostenuto come, nella riunione di determinazione dei criteri di valutazione e di individuazione dei quesiti da sottoporre ai candidati, non fossero presenti commissari appartenenti a tutte le categorie professionali indicate dall’art. 47 della legge n. 247/2012 (ossia avvocati, magistrati e professori universitari). In particolare, tra i presenti non figurava nessun componente di provenienza dal mondo accademico.
Con il ricorso è stato, altresì, sostenuto che la presenza di commissari appartenenti a tutte le suddette categorie professionali fosse necessaria non solo in sede di correzione degli elaborati ma anche in sede di individuazione e specificazione dei criteri di valutazione della prova orale.
Il TAR Sicilia Palermo Sez. III – Presidente dott.ssa Maria Cristina Quiligotti, Relatore dott. Roberto Valenti- condividendo le censure degli avv.ti Rubino e Impiduglia, ha accolto il ricorso della giovane praticante, rilevando che “in sede di riunione plenaria, tra i componenti presenti della I sottocommissione figuravano solo avvocati ed un magistrato, con conseguente mancanza di una delle tre categorie previste dalla norma ai fini della stessa composizione: segnatamente, tra i presenti non figurava alcuno dei componenti (nominati) di provenienza dal mondo accademico (Professore universitario o Ricercatore)”.
Per effetto della suddetta pronuncia del TAR Palermo la giovane praticante sarà sottoposta a “un nuovo esame orale innanzi una sottocommissione diversa da quella presso la quale ha precedentemente sostenuto la prova, previo preavviso non inferiore a 30 giorni”.

La Giornata internazionale dei diritti della donna quest’anno si inserisce in un contesto del tutto particolare: la pandemia ha fatto emergere nel nostro Paese, così come in altri, quanto ancora sia forte il divario di genere. Ci basti pensare che le donne sono state i soggetti che ne hanno subito maggiormente le conseguenze e non dal punto di vista sanitario, ma da quello sociale e economico. Nel terzo trimestre 2020, infatti, in Sicilia si contano 21 mila donne occupate in meno. In totale si contano sull’isola 478 mila occupate totali, di cui 80 mila (16,7% del totale) occupate indipendenti (-3 mila rispetto al terzo trimestre 2019) e 398 mila occupate dipendenti al III trimestre 2020 (-18 mila rispetto al III trimestre 2019).

Cosa pesa su questi numeri? Le ore settimanali che la donna dedica alla cura della casa e dei figli sicuramente, quasi completamente a carico di quest’ultima. Questo, insieme ai pregiudizi che accompagnano la figura femminile nel mondo del lavoro e che impediscono loro di raggiungere posizioni di rilievo, limitandone così la presenza nei ruoli manageriali, nonostante in Italia le donne rappresentino la maggior parte dei laureati e diplomati.

La complessità dell’accesso al mondo del lavoro depotenzia la crescita economica di tutto il Paese e sul piano sociale si traduce in difficoltà della donna ad autodeterminarsi e essere completamente indipendente dalla famiglia o dal partner. Anche in questi contesti maturano le violenze domestiche e i femminicidi. Riportare sullo stesso piano donne e uomini, eliminare le diseguaglianze e raggiungere una parità concreta e tangibile, al di là di qualsiasi quota rosa, è un obiettivo che con buonsenso tutti dovremmo sostenere. #8marzo