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Nella più grande delle Pelagie sono attualmente 40 i positivi, un dato che sfora i parametri previsti dalla normativa nazionale in base al rapporto con la popolazione. Solo nell’ultima settimana si sono registrati 32 nuovi casi.

L’ordinanza del governatore siciliano, Nello Musumeci, dovrebbe arrivare nelle prossime ore sulla scorta della relazione dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, da cui le Pelagie dipendono.

Dopo lo stop ai dati registrato nella giornata di ieri, quando un’inchiesta della procura di Trapani ha portato ai domiciliari il vertice del Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) della Regione Siciliana, dall’Isola è ripresa la comunicazione dei dati giornalieri sull’epidemia da Covid-19 al ministero della Salute e all’istituto superiore di sanità.
Il computo complessivo dei dati di ieri e di quelli odierni fa salire a 2.904 i nuovi positivi nell’isola nelle ultime 48 ore. Nello stesso arco temporale si sono registrati 21 decessi e 380 guarigioni.
In Sicilia al momento si contano 19.920 positivi, 2.503 più rispetto a due giorni fa.
In tutta la provincia di Palermo negli ultimi due giorni sono stati scoperti 1.133 casi. Negli ospedali siciliani i ricoverati in regime ordinario sono 891, quelli nelle terapie intensive e sub-intensive 140.

i nuovi contagi per province:

 

Palermo 1.133,

Catania 645,

Messina 288,

Siracusa 153,

Trapani 165,

Ragusa 64,

Caltanissetta 211,

Agrigento 147,

Enna 98.

Sembrava finito tutto così, in fondo al dolore di una madre, Piera Maggio che per 17 lunghi anni, ha atteso che qualcuno le dicesse che sua figlia era ancora viva, che quella bambina, Denise Pipitone, scomparsa il 1 settembre del 2004, tra mille misteri mai risolti, potesse far ritorno a casa.

In questi anni, tante sono state le segnalazioni, ma si finiva sempre con un nulla di fatto. Bambine, ragazzine, che assomigliavano un pochino alla ricostruzione che gli inquirenti avevano fatto sul come potesse essere diventata Denise, che si trovavano anche fuori dall’Italia, fuori dalla Sicilia, non erano Denise.

E così dopo 17 anni quel giallo si riapre, e a Mazara del Vallo, si spera che la bimba scomparsa davanti casa mentre aveva solo 4 anni, possa far ritorno ai suoi affetti più cari dei quali forse, non ha neanche ricordo.

Nuova speranza di poter riabbracciare sua figlia, dopo l’appello della 21enne russa che in video appello ha raccontato di essere stata rapita da piccina e di essere arrivata in Russia quando aveva 5 anni con un campo rom. La bambina  ha poi vissuto nel campo nomadi, chiedendo l’elemosina per portare soldi alla comunità. Successivamente è stata arrestata e trasferita in un orfanotrofio. Ed è proprio nell’istituto che le hanno tagliato i capelli e dato il nome attuale. Ospite di una trasmissione tv, la ragazza ha quindi rivolto un appello alla madre: “Non ti ho mai dimenticato, ti sto cercando e ho la possibilità di trovarti. Eccomi qui, sono viva, voglio conoscerti e trovarti”.

Questo appello verrà trasmesso questa sera a “Chi l’ha visto?” trasmissione di Rai 3 che spesso in questi 17 lunghi anni si è occupato della sparizione di Denise.

La somiglianza tra la ragazza che risponde al nome di Olesya Rostova e la mamma di Denise, Piera Maggio è particolarmente significativa, ma le risposte le darà solo l’esame del Dna.

Sarà l’avvocato della famiglia Giacomo Frazzitta a partire per la Russia, una volta completato l’iter per ottenere l’autorizzazione per l’ingresso nel paese, nel rispetto delle norme previste per la pandemia.

Sofferenza e ricerche non si sono mai interrotte in questi anni, tra appelli della madre, avvistamenti finiti nel nulla e faide familiari che si consumavano in pubblica piazza.

E adesso questa notizia che rimette tutto in gioco e che potrebbe finire in lieto fine.

 

Ad Agrigento, in occasione della Pasqua, nel palazzo vescovile è stata esposta la “Crocifissione” del pittore di Aragona, Gerlando Meli, nella foto insieme al cardinale e arcivescovo, Francesco Montenegro, e all’arciprete Livatino. Lo stesso Meli, artista apprezzato non solo in Italia, commenta: “Ho voluto rappresentare le tre croci dai colori rosso, dal nero e dalle sfumature del bianco simbolo di pace tra i popoli e dai colori vibranti e palpitanti. L’opera è stata recentemente donata al Cardinale Vescovo Francesco Montenegro che si è congratulato con l’ autore per la forza e i colori del dipinto”.

Papa Francesco ha scritto un suo intervento nella prefazione del libro che il vescovo di Catanzaro, Vincenzo Bertolone, ha dedicato al giudice Rosario Livatino. Tra l’altro il Pontefice ha scritto: “Ripensando alla figura del magistrato siciliano, ribadisco quanto espressi già nella Sala Clementina il 29 novembre 2019: ‘Livatino è un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l’attualità delle sue riflessioni’. A Rosario Angelo Livatino, oggi anche attraverso la sua beatificazione, rendiamo grazie per l’esempio che ci lascia, per aver combattuto ogni giorno la buona battaglia della fede con umiltà, mitezza e misericordia. Sempre e soltanto nel nome di Cristo, senza mai abbandonare la fede e la giustizia, neppure nell’imminenza del rischio di morte. E’ questo il seme piantato, è questo il frutto che verrà”.

Tre imprenditori e il revisore legale di una società fallita, la Seitral srl di Santa Venerina, in provincia di Catania, che opera nel settore dei trasporti, sono stati arrestati ai domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di una indagine per reati fallimentari ed evasione fiscale coordinata dalla Procura catanese. Si tratta dell’amministratore di diritto della Seitral, Luigi Emilio Demarco, di 55 anni, gli amministratori ‘di fatto’, Giuseppe e Rosario Russo, padre e figlio, di 64 e 41 anni, ed il sindaco unico e revisore legale, Rosario Scotto D’Abusco, di 65 anni. Il Tribunale ha inoltre disposto il sequestro preventivo delle quote societarie e dell’intero complesso aziendale di due società, oltre alle relative disponibilità finanziarie, per un valore di circa 18 milioni di euro.

L’ex assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Convocato dal procuratore aggiunto di Trapani, Maurizio Agnello, e dai sostituti Sara Morri e Francesca Urbani, Razza ha chiesto tempo per leggere gli atti dell’inchiesta, nel cui ambito gli è stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia. L’ex assessore è stato accompagnato dal suo legale, l’avvocato Enrico Trantino. Qualora Razza decidesse di rispondere in futuro, risponderà innanzi al giudice di Palermo a cui il fascicolo sarà trasferito per competenza territoriale.

A Ribera oggi al fine di evitare il contagio da Còvid 19, sarà effettuata la sanificazione delle vie cittadine.

A Favara invece si sfida la sorte con cumuli di rifiuti per strada a causa dello sciopero degli operatori ecologici, oggi, al terzo giorno di astensione dal lavoro. Eppure in città i contagi sono 90. E prima dello sciopero il servizio scadente non ha mai assicurato l’igiene dei luoghi.

Difficile capire come in piena pandemia, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, Favara possa trovarsi sommersa dai rifiuti senza che già alla semplice notizia della protesta si sia attivata la macchina dello Stato per garantire il diritto alla salute ai favaresi cittadini italiani.

E’ morta la docente 54enne Augusta Turiaco, da giorni in coma al reparto di Rianimazione Policlinico di Messina. L’11 marzo scorso le era stato somministrato il vaccino AstraZeneca, ma subito erano cominciati i forti mal di testa, si era sottoposta ad analisi che avevano evidenziato la presenza di trombosi e una grave trombocitopenia. Ricoverata al Policlinico nel frattempo era sopraggiunta una emorragia celebrale ed aveva subito un intervento chirurgico.

Augusta Turiaco, che insegnava musica alla scuola Gallo, aveva manifestato la volontà di donare gli organi, e pertanto saranno donate le cornee. Sulla vicenda la procura di Messina ha aperto una inchiesta e sono stati già sentiti i familiari e il medico di famiglia della donna. L’avvocato Daniela Agnello, che assiste la famiglia, ha presentato un esposto in procura che è stato anche inviato ad altre autorità tra cui all’ambasciata tedesca. Augusta Turiaco, infatti, era anche cittadina tedesca.

La sua famiglia in un messaggio la ricorda come una persona eccezionale, ringrazia i medici del Policlinico e invita i cittadini a vaccinarsi contro il Covid. “Augusta Turiaco – scrive la famiglia – era una persona straordinaria nella sua normalità che ha trascorso la Sua vita prima tra le sale di concerto e poi tra i banchi di scuola come insegnante. Cittadina e donna onesta, nelle scorse settimane si era sottoposta con entusiasmo alla campagna vaccinale, salvo poi vedersi coinvolta in un incubo che ha avuto purtroppo esito infausto. Lascia dietro di sé due figli, due genitori e due fratelli che si porteranno dietro il ricordo di una donna forte e presente, capace di far fronte con coraggio alle difficoltà della vita”.

La famiglia ringrazia “di cuore l’encomiabile sforzo dei medici del Policlinico di Messina che hanno seguito incessantemente la vicenda, facendo il possibile. La famiglia, nonostante le ombre emerse, sulle quali chiede comunque venga fatta luce, invita la cittadinanza a non sottrarsi alla campagna vaccinale consapevole della sua importanza, considerate le contingenze pandemiche. Come estremo gesto d’amore Augusta Turiaco aveva manifestato la volontà di donare i propri organi”.

Aumentato il numero dei tamponi eseguiti, “spalmati” i decessi, alterati i dati sui positivi al Covid. Cinque mesi di cifre false che la Regione siciliana avrebbe comunicato all’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento del Coronavirus nell’isola e che ora lasciano un’ombra profonda sul governo regionale e sulla gestione dell’emergenza sanitaria.

Adesso ci si chiede cosa succederà, vista la fase di incertezza che riguarda soprattutto Musumeci ed il suo futuro politico.

Il governatore ha assunto l’interim della sanità “fino a quando sarà necessario”. Ma individuare un successore a Razza, fedelissimo del presidente, ideologo e co-fondatore di Diventerà Bellissima sarà arduo.

Potrebbe essere un altro fedelissimo di Musumeci, da scegliere eventualmente tra il capogruppo Alessandro Aricò,  Giusy Savarino o  Gino Ioppolo, che però dovrebbe dimettersi da sindaco di Caltagirone. In alternativa potrebbe arrivare un tecnico, ad esempio un medico che ha collaborato nella gestione dell’emergenza.

Intanto, viene sancito il patto fra il presidente della Regione e il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè per chiudere rapidamente la manovra con le tabelle finali e aprire poi la questione morale alla Regione con Musumeci che fra oggi e domani risponderà al fuoco incrociato dell’opposizione.