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“L’emendamento alla finanziaria regionale che innalza da 3 mila a 5 mila euro il bonus per le donne delle isole minori che per partorire devono spostarsi nei punti nascita delle città siciliane e sono costrette ad affrontare spese non indifferenti, è un importante segnale di attenzione per le nostre comunità”. Lo dice Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa.

“Ringrazio Eleonora Lo Curto, capogruppo dell’Udc all’Ars, che ha proposto questo emendamento già approvato durante l’esame della manovra finanziaria nelle commissioni – aggiunge Martello – e ringrazio coloro i quali lo hanno sostenuto e condiviso nel merito, ad iniziare dal presidente della commissione Sanità Margherita La Rocca Ruvolo”.

“I residenti delle Isole minori della Sicilia vivono una realtà del tutto particolare ed hanno necessità specifiche soprattutto dal punto di vista dell’accesso ai servizi sanitari. Questa norma è di certo un sostegno concreto ed importante per le partorienti e per le loro famiglie, mi auguro – conclude Martello – che al termine della manovra finanziaria la commissione Sanità dell’Ars possa ascoltare tutti noi sindaci delle Isole minori per una seduta dedicata alla necessità di rafforzare le strutture ed i servizi sanitari nei nostri territori, resa ancora più urgente dall’emergenza Covid”.

Sono stati avviati stamattina i lavori di manutenzione straordinaria della SP32 Ribera-Cianciana, che saranno eseguiti dal Genio Civile di Agrigento, in virtù di apposito accordo istituzionale tra il Libero Consorzio dei Comuni Agrigentini e l’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità, guidato dall’On. Marco Falcone.

I lavori, che impegnano risorse stanziate dalla Regione per 1,2 milioni di euro, consistono sommariamente nel consolidamento dei tratti stradali soggetti a frana, nel ripristino della pavimentazione stradale dissestata e della segnaletica orizzontale. Tutto ciò, al fine di ripristinare buone condizioni di transito di sicurezza per gli automobilisti, lungo tracciati stradali fondamentali per collegare, non solo Ribera a Cianciana, ma anche i comuni dell’entroterra agrigentino – come Bivona, Santo Stefano Quisquina ed Alessandria della Rocca- alla viabilità principale.

“Siamo lieti di  continuare ad offrire  il nostro contributo, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola,  affinché possa essere ridotto quel gap infrastrutturale che ha progressivamente isolato la provincia di Agrigento, tarpando le ali al suo sviluppo socio-economico. Nel corso del 2020, abbiamo sbloccato ben 24 cantieri relativi ad infrastrutture importanti per il nostro territorio ed abbiamo progettato ed eseguito, in tempi estremamente ridotti, la pavimentazione delle strade agrigentine attraversate dal giro di Italia. Adesso, sempre in attuazione alle politiche del Presidente Musumeci  e dell’Assessore al ramo Falcone, abbiamo assunto il ruolo di soggetto attuatore di una serie di lavori di manutenzione di diverse strade Provinciali, che saranno eseguiti durante il corrente anno 2021. Entro la fine del mese di marzo saranno infatti avviati anche i lavori di manutenzione di ampi tratti delle Strade Provinciali n°24 Burgio-Lucca Sicula, n°35A Portella di Sciacca-Lucca Sicula, n°35B Lucca Sicula- Bivio SS380, n°47 S.Anna-Villafranca Sicula, n°88 di collegamento tra la SP36 e la SP47 e della strada ex consortile n°11 Calamonaci-Villafranca Sicula”.

Il programma che eseguirà il Genio Civile di Agrigento, per la riqualificazione della strade provinciali, si arricchirà presto anche dei lavori di manutenzione della panoramica dei templi, per la parte su cui non è intervenuto il Libero Consorzio dei Comuni agrigentini, della SP15, che collega l’Ospedale San Giovanni di Dio alla viabilità principale ed al Comune di Agrigento, della SP12 Naro-Campobello di Licata e della viabilità di collegamento tra la SP71-A e la SP71-B, che comprende via dei Giardini e Viale delle Dune, nel litorale di San Leone.

I suddetti lavori, che  impegnano risorse stanziate dal Governo Musumeci, per un importo complessivo di  circa 5 milioni di euro, saranno eseguiti dalla ditta “Minnella Michelangelo Srl”, risultata aggiudicataria a seguito di procedura aperta bandita dal Dipartimento Regionale Tecnico, diretto dall’Arch. Salvatore Lizzio, in attuazione dell’accordo quadro n°4 del 9 aprile 2020.

                                    

Un fiore per Roberta. In occasione della Giornata Internazionale dei diritti della Donna, l’amministrazione comunale di Caccamo ha voluto dedicare l’8 marzo a Roberta Siragusa, la studentessa di 17 anni il cui corpo fu trovato parzialmente bruciato un mese e mezzo fa.

“Ancora un momento di riflessione, ma anche un modo per ricordare. Un invito a condividere sulla pagina social il simbolo della Donna: un fiore. Un disegno, una foto o una frase” ha commentato il sindaco Nicasio Di Cola, deponendo un mazzo di fiori sulla panchina rossa realizzata in memoria della ragazza barbaramente assassinata.
Roberta Siragusa fu uccisa la notte tra il 23 e il 24 gennaio nelle campagne di Caccamo. Per l’omicidio si trova in carcere l’ex fidanzato Pietro Morreale, 19 anni, che ha fatto trovare il cadavere ma non ha mai confessato. I carabinieri in questi mesi hanno eseguito diversi sequestri per cercare prove sull’omicidio e stabilire se il giovane accusato del delitto sia stato aiutato anche da un complice. Il medico legale del policlinico di Messina Alessio Asmundo, incaricato dal gip Angela Lo Piparo, depositerà la sua relazione sull’autopsia ad aprile. Sarà quella l’occasione per cercare di risalire alle cause della morte della ragazza. Sin dalla prima ispezione del medico legale e poi successivamente nel corso dell’autopsia era emerso come la vittima non fosse stata strangolata. Secondo gli investigatori la ragazza sarebbe stata invece colpita alla testa e poi data alle fiamme.

Il Pastry chef agrigentino, Giovanni Mangione, malgrado la Pandemia Covid 19 in corso, non si dà per vinto. Non potendo organizzare, nemmeno quest’anno, la maxitorta in onore di San Calogero, ha pensato bene di lanciare un concorso amatoriale, sempre in omaggio al Santo Nero. L’iniziativa è stata indetta in collaborazione con Mario Celauro, coordinatore del gruppo devoti di San Calò.

Per partecipare a questa iniziativa a distanza si dovrà preparare una pietanza a piacere come un piatto di pasta oppure un secondo, di carne o di pesce. Poi, bisognerà inserire la foto del piatto pronto con tanto di ricetta e inviare allo stesso Giovanni Mangione, in privato su Messenger. Tutte le ricette verranno pubblicate, successivamente, sulla pagina Facebook denominata “Dolci fantasie siciliane”. Chi avrà ricevuto più voti si aggiudicherà un Uovo di Pasqua dedicato proprio a San Calogero, preparato artigianalmente dallo stesso Mangione. Alla fine, sempre sulla pagina sociale dell’iniziativa verrà pubblicato un videoclip con tutti i partecipanti con la base musicale curata dall’artista Francesco Porretta. Per informazioni bisogna contattare il numero di telefono cellulare: 338-4976272.

Ad Agrigento le Cta (le Comunità Terapeutiche Assistite) della Cittadella della salute, ovvero l’ex ospedale psichiatrico al Viale della Vittoria che adesso ospita gli uffici dell’Azienda sanitaria, saranno intitolate alla memoria dei due stimati psichiatri Giannunzio Gatto e Savio Randisi. L’omaggio alla figura dei due professionisti sarà celebrato domani mattina, martedì 9 marzo, alle ore 9:30, nello spiazzale antistante le strutture sanitarie. La scopertura delle targhe da parte del commissario dell’Azienda, Mario Zappia, in presenza dei familiari dei due medici prematuramente scomparsi, sarà preceduta da un intervento introduttivo del direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Giuseppe Provenzano, a cui seguiranno altri interventi commemorativi.

Gesto di omaggio questa mattina, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo, in favore delle pazienti e delle operatrici sanitarie dei reparti di oncologia medica e di radioterapia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Un tradizionale mazzetto di mimose, simbolo della festa delle donne, è stato consegnato in corsia dai volontari di AMICO Onlus con il patrocinio della Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Un gesto di semplice vicinanza ma che è stato accolto con apprezzamento dalle pazienti e dal personale dei reparti.

Eccoci qui, a scansare gli auguri per la Festa della Donna perché ormai va di moda così.
La donna si festeggia tutto l’anno” – sentiamo dire ormai da tempo.

Dobbiamo scansare gli auguri.
Come se la forza di indignarsi svanisse davanti ad una mimosa, o ad un gesto carino che ci arriva dal mondo maschile.
Ho sempre detestato lo stereotipo di genere, la distinzione tra i sostantivi al maschile e quelli al femminile.
Dottore, avvocato, direttore, professore dovrebbero avere la stessa neutralità di giornalista, astronauta, farmacista. 

Siamo, esistiamo e siamo capaci di svolgere una mansione a prescindere dal genere, e a volte la spiccata bravura delle donne in alcune mansioni viene ignorata, perché ancora c’è questo modo di concepire il mondo con la convinzione che la donna generatrice di vita sia delicata ed emotiva, e non scaltra e cocciuta.

E poi c’è la violenza sulla donna che sceglie, che si ribella.
Ci sono gli appellativi che suonano come offese e diventano ferite profonde. 
E’ vero, non abbiamo ancora molto da festeggiare, perché si festeggia una ricorrenza quando un traguardo lo si è raggiunto, ma qui siamo ancora ben lontani dall’affermare di poter festeggiare una creatura che chiede solo di essere rispettata e di poter trovare il proprio posto nel mondo, e che quel ruolo venga riconosciuto in base alle capacità di ognuno e non rinchiuso in un codice fatto di esteriorità, di pregiudizio e di raccomandazioni.

E’ vero: non servono fiori, cioccolatini e frasi sdolcinate.
Serve una presa di coscienza: perché studiamo come gli uomini, abbiamo giudizio critico e capacità decisionale, sappiamo tenere a bada le emozioni e abbiamo la capacità di sedere lì dove la competenza richiede un ruolo (non di genere).

Ma la realtà dice che si muore ancora per mano di uomo, che non si può dire “non ti voglio più” perché si finisce vittima di femminicidio, che se hai una minigonna passi davanti alla tua collega in pantalone, che alla presidenza della Repubblica mai nessuna donna ha ancora seduto, e che tutto quello che fai, alla fine è sempre scontato.

Non vi rendete conto di quante offese gratuite consegnate alle donne ogni giorno. 
No, non parlo solo agli uomini che oggi torneranno a casa con mimose e torte a forma di cuore.
Parlo anche alle altre donne, a coloro che ancora invidiano, che non si schierano, che stanno zitte, che non sanno fare squadra, che criticano, provano invidia, che cancellano, umiliano, annientano le altre donne, giudicando senza sapere.

E allora, sarebbe bello un 8 marzo nel quale fosse tangibile l’amore ed il rispetto nei confronti delle donne, tutte.
Un 8 marzo senza violenze, senza offese, senza soprusi, senza discriminazioni.

Un 8 marzo nel quale la donna viene coccolata ed apprezzata semplicemente per quello che è o per quello che si sforza di fare tutti i giorni.

Un 8 marzo nel quale la donna viene ammirata come quella creatura che da la vita, che prova ad amare sempre e comunque, che si rimbocca le maniche, sempre, che non si tira mai indietro, che lotta per quello in cui crede, che sciopera, se lo crede giusto, che parla quando c’è da parlare e tace quando deve tacere, che difende gli affetti, che cammina a testa alta anche quando subisce, che prova a ribellarsi, senza vergogna, che non si vende, né si (s)vende…mai.

Un 8 marzo nel quale l’amore degli uomini arrivi con una carezza e non con un fiore, che arrivi con il complimento mai fatto prima, con una parola, che tanta forza racchiude in sé, e che sa essere un ponte meraviglioso tra chi la proferisce e chi la ascolta con cuore sincero.

Un 8 marzo nel quale, ricordare il” perché l’8 marzo viene celebrato” sia motivo di riflessione e che possa essere il preludio di un piccolo/grande mondo nel quale forse un giorno, la donna camminerà al fianco dell’uomo, con lo stesso identico diritto alla dignità

 

Chiediamo un incontro urgente al Dirigente Regionale di ANAS, per quanto tempo ancora, Agrigento, la sua provincia e la Sicilia devono avere strade chiuse o impercorribili???
Queste alcune delle domande che vorremmo porre al dirigente regionale di Anas Sicilia:
• A cosa sono serviti se non a fare passerella gli incontri con il Vice Ministro oramai ex “Cancelleri”?
• Per quanto tempo ancora Agrigento e la sua provincia devono essere bistrattate ed utilizzate da Anas?
• Cosa è cambiato nell’ultimo decennio ad Agrigento, in Provincia ed in Sicilia?
• A quando finalmente la consegna alla città del Ponte Morandi? (a Genova un ponte ricostruito in meno di 18 mesi, ad Agrigento per ripristinarne uno esistente ad oggi non sono bastati 4 anni)
• Saranno risarciti con opere di compensazione i danni procurati alla città di Agrigento?
• Saranno risarciti i commercianti della zona sud della città?
• Quando la Provincia di Agrigento sarà collegata col MONDO attraverso il tessuto viario gestito da ANAS?

Agrigento, la sua Provincia e la Sicilia(PALERMO, 28 MAG – Il governo Musumeci ha affidato a un pool di avvocati il compito di redigere una relazione per quantificare i danni economici e di immagine che l’Anas ha procurato all’isola per non avere portato a termine alcuni cantieri ritenuti strategici e fondamentali. “Il 15 giugno il gruppo ci darà l’esito del lavoro e noi procederemo di conseguenza giudizialmente nei confronti di Anas”, dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in conferenza stampa.) sono stanchi di aspettare, non si può parlare di grandi infrastrutture a Roma mentre in Sicilia siamo isolati dal mondo….

ADESSO BASTA, VOGLIAMO CONTO E RAGIONE
Per chi vuole sapere e ha la pazienza di leggere, allego l’elenco delle strade e dei ponti chiusi totalmente o parzialmente che non suscitano reazioni da parte dei politici, degli amministratori, degli utenti e dei cittadini.
Era il 13 Maggio 2004
Il consiglio di amministrazione dell’Anas Spa ha approvato il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale dell’itinerario Palermo-Agrigento (2,239 miliardi di euro) e il progetto definitivo e lo studio di impatto ambientale dell’itinerario Agrigento-Caltanissetta (594,5 milioni di euro).
Entrambe le opere sono inserite nelle previsioni programmatiche di realizzazione delle infrastrutture strategiche, come individuate dalla delibera Cipe n. 121 del 21.12.2001 – “Legge Obiettivo”, e nell’Accordo di Programma Quadro 2001 sottoscritto dall’Anas con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Siciliana.
Le due infrastrutture seguiranno ora le procedure accelerate della Legge Obiettivo. Per accelerare i tempi, l’Anas propone di affidare la progettazione esecutiva e la direzione lavori a Contraente Generale, a seguito di gara.
Palermo-Agrigento
Il progetto preliminare della Palermo-Agrigento si sviluppa per circa 57,48 km lungo le statali 121 e 189 e prevede i lavori di adeguamento a quattro corsie della S.S. 121 dal km 0 al km 50 e della S.S. 189 dal km 50 al km 57,780 per il tratto Palermo-Lercara e l’adeguamento della S.S. 118 dal km 0 al km 10,700 (variante di Marineo).
La nuova infrastruttura consentirà un rapido collegamento tra Palermo ed Agrigento, oltre a collegare le diverse località ubicate lungo il tracciato con funzione di supporto del traffico pendolare tra i numerosi centri abitati che gravitano su Palermo.
Tra le opere d’arte principali si evidenziano 22 viadotti, 3 gallerie e 8 svincoli.
L’importo complessivo dell’opera ammonta ad €2.239.295.509,57. Il tempo per l’esecuzione dei lavori è stimato in 1.765 giorni. Quasi 5 anni.
A19 Itinerario Agrigento–Caltanissetta
Il progetto definitivo e lo studio di Impatto ambientale dell’Agrigento-Caltanissetta sono stati redatti sulla base di un incarico affidato dalla Provincia di Agrigento secondo la
Convenzione di cofinanziamento stipulata con l’Anas e riguardano i lavori di adeguamento a quattro corsie della S.S. 640 “di Porto Empedocle” nel tratto dal km 9,800 al km 44,400, in provincia di Agrigento.
Lo sviluppo complessivo del tracciato è di 34 km circa. Tra le opere d’arte principali si evidenziano 20 viadotti, 3 gallerie artificiali e 8 svincoli.
L’importo complessivo dell’opera ammonta ad €594.583.224,23. Il tempo per l’esecuzione delle opere è stimato in 1.460 giorni. Quattro anni di lavoro.
Da quel momento l’unica certezza per gli automobilisti, gli albergatori, gli agricoltori e quanti vivono e lavorano nel territorio sono stati i rinvii per vedere finita l’opera.
Rinvii su rinvii e inchieste delle Procure
Annunciati nel 2011 come imminenti, adesso i lavori da quasi 300 milioni di euro sono partiti e rappresentano il primo faticoso passo avanti per cancellare uno dei “buchi neri” della viabilità dell’Isola, quei 127 chilometri delle statali 121 “catanese” e 189 “della valle del Platani” che per anni hanno “diviso” più che unire Palermo ed Agrigento. Una strada trafficata e che si è anche conquistata sul campo in non invidiabile appellativo di “strada della morte” per i continui incidenti mortali.
L’appuntamento è fissato per la fine del 2016, quando finalmente, secondo l’Anas, saranno pronti i primi 34 chilometri della “nuova” Palermo-Agrigento. Persino otto chilometri con quattro corsie come un’autostrada e niente pericolosi svincoli “a raso”. “Con l’avvio dei lavori – aveva affermato l’Amministratore unico dell’Anas Pietro Ciucci – si mantiene l’impegno preso dall’Anas per la prosecuzione dell’ammodernamento dell’itinerario Palermo-Agrigento che rappresenta una priorità strategica per la viabilità siciliana”.
Lo scandalo del Viadotto Scorciavacche
Durò solo sette giorni: inaugurato il 23 dicembre 2014, il viadotto Scorciavacche, sulla Palermo-Agrigento, collassò la vigilia dell’ultimo dell’anno. Metà carreggiata sprofondò. Sull’altra metà, si disegnò una profonda spaccatura. Nessuna vittima per miracolo, ma in un attimo si sbriciolò un investimento da 13 milioni di euro. Due anni e mezzo dopo, la Procura di Termini Imerese ha chiuso l’inchiesta sulle cause del crollo: quattordici gli avvisi di conclusione delle indagini, notificati a ex vertici nazionali e regionali Anas e all’azienda che aveva eseguito i lavori, la Bolognetta Scpa.
I lavori in corso lungo il tratto Bolognetta-Lercara dovevano essere completati a ottobre 2017 ma questo non avverrà. Il completamento slitta di un anno, a fine 2018.
Le ultime notizie sono di una battaglia tra l’impresa, l’Anas e la Regione per una nuova variante. Sono state avviati i licenziamenti per gli operai.
Chi percorre quella strada tutti i giorni sa bene che ancora a fine 2019 ci saranno solo cantieri e semafori e politici sempre pronti a dire che la Sicilia può vivere di turismo e la loro attività politica è tesa alla valorizzazione dei meravigliosi beni architettonici e culturali unici al mondo.
Era il 30 Novembre 2016
Nell’ambito dei lavori di realizzazione della nuova strada statale 640, l’Anas procederà alla chiusura totale del ponte “Petrusa” lungo la strada statale 122 “Agrigentina” che sovrappassa la statale 640.
Lo rende noto la società, sottolineando che i veicoli provenienti da Agrigento e diretti a Caltanissetta, giunti al km 10,400, potranno immettersi sulla statale 122 tramite il ramo di immissione dalla statale 122 alla statale 640 dell’esistente svincolo “Petrusa“, provvisoriamente reso a doppio senso di circolazione, percorrere la statale 189 reimmettendosi sulla 640 tramite lo svincolo di Caldare.
I veicoli provenienti da Caltanissetta e diretti ad Agrigento potranno percorrere l’itinerario in senso inverso, reimmettendosi sulla strada statale 640 al km 16,300 della statale 122. Il traffico proveniente da Favara potrà’ raggiungere la statale 640 tramite la strada provinciale 3, e proseguire per Agrigento o Caltanissetta tramite lo svincolo “Caldare”. Resta immodificata l’Accessibilità al territorio del comune di Favara, tramite l’attuale percorso.
Era il 17 Agosto 2018, Anas diceva che stava valutando l’abbattimento del Ponte Morandi di Agrigento perché questo era il volere politico del sindaco di Agrigento, poi d’un tratto si cambiò idea e si disse che ci sono 32.000.000 di € pronti per rimettere a nuovo il ponte, ad oggi dopo che sono stati rilasciati tutti i nulla osta necessari, i lavori latitano e nessun amministratore dice e fa nulla per aprire una delle arterie più utili per l’intera provincia agrigentina….…
Era il 31 Agosto 2018
Chiusa la galleria “Spinasanta”, in territorio di Agrigento.
A renderlo noto l’Anas che ha diramato una nota.
La chiusura dell’importante e trafficata arteria sarà fino al 30 novembre.
La struttura si trova lungo la strada statale 118 “Corleonese Agrigentina”, e collega Agrigento con Raffadali.
Era il 6 Febbraio 2019 La giornata tanto attesa è arrivata, oggi si sono iniziati i lavori di ricostruzione del Ponte Petrusa costo dell’opera oltre 2 milioni e 700 mila euro, mentre la durata prevista è di 300 giorni.
È l’inizio della fine di un incubo per gli abitanti di Agrigento e di Favara, costretti a percorrere strade alternative più lunghe e meno sicure.
Oggi 3 Febbraio 2020
cantiere deserto o quasi ed Anas dichiara che la colpa del ritardo sarebbe della ditta costruttrice…….
13 LUGLIO 2020 RIAPERTO IL “PETRUSA”
25.11.2020 RIAPERTA LA GALLERIA “SPINASANTA”
25.02.2021 CHIUSA galleria Spinasanta “infiltrazioni di acqua”
OGGI, 07 Marzo 2021, SIAMO STANCHI DI ASPETTARE DI ESSERE UNA ISOLA DOVE NON SI RIESCE A RISPRISTINARE LA NORMALITA’ NEL TESSUTO VIARIO GESTITO DA ANAS

Il presidente della quinta Commissione comunale di Agrigento, Carmelo Cantone, insieme ai colleghi consiglieri Mario Fontana, Gerlando Piparo e Alessandro Sollano, hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina. Cantone spiega: “Derivano difficoltà dal decreto 1507/2019 che riguarda il rinnovo quinquennale della classifica delle strutture ricettive. Tale decreto modifica, anche con effetto retroattivo, i parametri qualitativi volumetrici e impone alcuni adeguamenti che risultano particolarmente impegnativi per il rinnovo della classificazione delle strutture ricettive. Le differenze che riguardano principalmente l’aumento dei metri quadri, necessari all’assegnazione dei posti letto, costituiranno, sicuramente, oggetto di riduzione di posti letto. Dunque, ci sarà chi potrà continuare a lavorare, riducendo i posti autorizzati, e ci sarà, invece, chi non potrà, trattandosi di modifiche strutturali. Bisogna dunque modificare il decreto per renderlo quanto più aderente alle esigenze degli operatori turistici nel rispetto del quadro normativo nazionale in materia. Quanto meno bisogna renderlo non con efficacia retroattiva”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Mario Fontana, ritiene che in alcuni casi l’ordinanza del sindaco Miccichè su San Leone sia stata interpretata erroneamente. Fontana spiega: “Tutti possono usufruire dei servizi ristorativi della località balneare di San Leone, anche coloro i quali non risiedono nella provincia di Agrigento. Credo che l’Amministrazione debba esprimere, con maggiore chiarezza, l’essenza di tale ordinanza, in quanto è inconcepibile che le attività locali, già abbastanza danneggiate dal covid, debbano subire ulteriori danni dal fatto che non ci sia un’esaustiva comunicazione che faccia interpretare al meglio le ordinanze”.