In Sicilia attualmente negli invasi il 60% di acqua in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati e le valutazioni dell’apposito Osservatorio della Regione.
La Sicilia registra un netto miglioramento della disponibilità idrica. Al primo agosto 2026, secondo i dati della Regione, nei bacini artificiali dell’Isola sono presenti 500,71 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 311,42 milioni dello stesso periodo del 2025. L’incremento è quindi di 189,29 milioni di metri cubi, superiore al 60%, segnando una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Tra gli aumenti più rilevanti quello del lago Poma, passato da 22,65 a 51,57 milioni di metri cubi, dell’invaso Arancio, salito da 5,83 a 14,56 milioni, e del Rosamarina, quasi triplicato con 59,45 milioni rispetto ai 21,03 dell’agosto 2025. A fronte del miglioramento complessivo della dotazione, l’Osservatorio distrettuale permanente ha riscontrato che non sussistono più le condizioni per mantenere lo stato di severità idrica nell’Isola, anche in una prospettiva di pianificazione pluriennale.
La situazione rappresenta un importante sollievo per l’agricoltura siciliana, dopo che nel biennio 2024-2025 l’acqua destinata all’irrigazione era stata fortemente ridotta o completamente bloccata in diversi invasi a uso plurimo. Nel 2026 le dighe di Ancipa, Castello, Garcia, Poma, Rosamarina e Ragoleto hanno invece potuto soddisfare le necessità dei coltivatori. A sostenere il recupero hanno contribuito anche gli investimenti del governo Schifani per limitare le perdite della rete, digitalizzare le infrastrutture e rafforzare il controllo remoto degli impianti. L’Osservatorio continuerà a monitorare gli invasi per individuare tempestivamente eventuali criticità legate all’andamento meteorologico dei prossimi mesi.
Angelo Ruoppolo (Teleacras)
