Aldo Mucci (SGS): “Bisogna modificare il profilo professionale dei collaboratori scolastici, figura centrale nell’educazione”

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“Nel contesto della scuola italiana, emerge con urgenza la necessità di ridefinire il ruolo del collaboratore scolastico, dichiara Mucci, rappresentante di SGS. Il CCNL attualmente in vigore, risalente nella sua parte normativa al 2006, non solo non risponde più alle esigenze della scuola moderna, ma ha anche introdotto, con l’aggiornamento 2019/21, un appesantimento dei carichi di lavoro senza una corrispondente valorizzazione economica e professionale dei collaboratori scolastici”.

Lo dichiara Aldo Mucci che continua:

Si dimentica spesso che il collaboratore scolastico è una figura centrale nell’educazione, non più essere visto come il tradizionale “bidello” (con tutto il rispetto per questa figura storica), ma deve essere riconosciuto come un vero e proprio punto di riferimento all’interno delle scuole. Il collaboratore scolastico partecipa attivamente al processo educativo, interagisce con studenti di ogni ordine e grado, collabora con le famiglie e rappresenta un elemento chiave nel funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche.

Un altro aspetto fondamentale riguarda il ruolo della scuola come centro vitale della comunità. Mucci sottolinea la necessità di mantenere aperte le scuole per evitare un ulteriore impoverimento dei territori, specialmente nel Mezzogiorno. La scuola non è un semplice contenitore di conoscenze, ma un punto di riferimento per la crescita sociale e culturale del paese. Investire nell’istruzione significa garantire pari opportunità agli studenti, indipendentemente dalla loro provenienza geografica. “Non possiamo permettere che i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea compromettano la qualità dell’istruzione nel Sud” – conclude Mucci.

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