Agrigento sott’acqua, Sodano in America: il sindaco parla di clima nel mondo mentre la sua città affonda

Condividi

Agrigento affonda nell’acqua. E la domanda, ormai, non è più soltanto perché piove così tanto. La domanda è molto più semplice: ma è davvero così difficile pulire tombini e caditoie?

Perché davanti alle immagini di strade trasformate in fiumi, auto in difficoltà, fango e tombini saltati, la solita giustificazione non regge più. Il maltempo può essere intenso, imprevedibile, persino eccezionale. Ma un tombino ostruito non è un fenomeno atmosferico; è manutenzione, è prevenzione, è ordinaria amministrazione.

Il temporale di ieri ha nuovamente messo in ginocchio diversi punti della città, dal centro ai quartieri periferici. In piazza Marconi un’auto è addirittura sprofondata dopo il cedimento della carreggiata. Al Villaggio Mosè l’acqua ha invaso le strade. E ancora una volta Agrigento ha mostrato tutte le sue fragilità.

E allora basta con la favola che questo sia soltanto un problema ereditato dal passato. Sì, è vero: Agrigento si porta dietro da anni problemi irrisolti. Le amministrazioni precedenti hanno avuto responsabilità e occasioni per intervenire. Ma proprio per questo la nuova amministrazione non può limitarsi a raccontare che i problemi sono vecchi. Dopo cento giorni, almeno sui problemi più elementari, qualche risposta concreta deve cominciare a vedersi.

Pulire una caditoia non significa realizzare un’opera faraonica. Non significa approvare un piano urbanistico, trovare milioni di euro o attendere finanziamenti europei. Significa mandare qualcuno con gli strumenti necessari, liberare le grate, rimuovere terra, foglie, detriti e controllare che l’acqua possa defluire. E soprattutto significa farlo prima che arrivi il temporale, non dopo.

La cosa più preoccupante, però, è un’altra. È il tifo. Ci sono cittadini che sembrano aver trasformato l’amministrazione comunale in una squadra di calcio: qualunque critica viene vissuta come un’offesa, qualunque problema viene giustificato, qualunque insufficienza viene attribuita a chi governava prima. Gente che dice sui social: siccome le amministrazioni precedenti non hanno ripulito i tombini l’amministrazione Sodano non è tenuta a ripulirli, o giù di li. Il fatto gravissimo è che questa gente, invasata e con il paraocchi, non capisce che deve essere curata non solo da un luminare ma soprattutto nel più breve tempo possibile. Perchè una città non si governa con il tifo. Si governa con i risultati, senza dire….ma quelli di prima non l’hanno fatto.

Se un tombino è ostruito, è ostruito. Se una strada si allaga, si allaga. Se un quartiere finisce sott’acqua, finisce sott’acqua. E davanti a queste cose non servono tifoserie, applausi o giustificazioni. Serve intervenire.

Il sindaco Michele Sodano ha ricevuto una città piena di problemi, questo è un fatto. Ma proprio perché ha chiesto agli agrigentini di credere nel cambiamento, adesso deve dimostrare che il cambiamento non è soltanto una parola. Perché mentre Agrigento continua a combattere con acqua, rifiuti, strade e manutenzione ordinaria, sarebbe lecito aspettarsi che almeno le emergenze più banali vengano affrontate con tempestività. Il clima mondiale può essere discusso nei grandi consessi internazionali. Ma ad Agrigento, prima ancora di parlare dei destini climatici del pianeta nel Nuovo Continente, qualcuno dovrebbe occuparsi seriamente dell’acqua che entra nelle strade della città. In compenso, però, il sindaco potrà riferire agli agrigentini sul drammatico scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya che tanto problemi sta creando alla gente di quel luogo.

Ma porca puttana, davvero è così difficile provvedere alla misera ordinaria amministrazione? Non si sta chiedendo la luna! Chiediamo che quando piove l’acqua vada nei tombini e non nelle automobili, nei negozi, nelle case e sulle strade.

È una pretesa così assurda? Forse il vero cambiamento, ad Agrigento, comincerebbe proprio da qui: smettere di considerare normale ciò che normale non è più.

E soprattutto smettere di applaudire prima che i problemi siano risolti.

Notizie correlate

Leave a Comment