Cgil: “ L’apertura della scuola svela la paralisi di questa provincia”

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La riapertura delle scuole e il rientro dei pendolari al lavoro bastano da soli a riaccendere i riflettori sulla drammatica situazione della mobilità nell’Agrigentino. A rendere il quadro ancora più emergenziale sono bastate le prime piogge di fine estate: un primo acquazzone ha messo nuovamente in ginocchio un territorio fragile, trasformando diverse strade in fiumi di fango, causando allagamenti e paralizzando interi tratti viari.

Tra le aree più esposte e penalizzate in tutto questo contesto rimane e spicca la SS 115 a Porto Empedocle che, pur non essendo l’unico punto critico della provincia, si conferma uno degli snodi più intasati ed esasperanti: oltre 5.000 residenti dei quartieri via Crispi e Ciuccafa sono periodicamente presi in ostaggio dal traffico, mentre lavoratori e studenti restano intrappolati in code interminabili. A denunciare lo stallo è la CGIL di Agrigento con il segretario generale Alfonso Buscemi, insieme alle categorie della Fillea CGIL (guidata da Francesco Cosca) e della Filcams CGIL (rappresentata da Salvina Mangione). Proprio la Fillea CGIL ha recentemente siglato un protocollo di collaborazione con la Rete degli Studenti Medi di Agrigento. Durante l’incontro, avvenuto alla presenza del segretario generale della CGIL Alfonso Buscemi, il coordinatore provinciale Francesco Rizzo ha posto l’attenzione sulle quotidiane difficoltà di chi viaggia verso il capoluogo: «Gli studenti affrontano disagi enormi per raggiungere le scuole, soprattutto chi proviene dalla direzione di Sciacca verso Agrigento a causa dei frequenti ingorghi a Porto Empedocle».

A tal proposito, Alfonso Buscemi ha ribadito: «La voce dei giovani non può rimanere inascoltata, esattamente come non può rimanere inascoltata la voce della natura che si ribella all’uomo. La fragilità idrogeologica e la paralisi della viabilità soffocano l’economia di questo territorio e richiedono un cambio di passo immediato». Sul fronte delle infrastrutture e dei cantieri interviene Francesco Cosca, segretario generale della Fillea CGIL, sottolineando che «l’ammodernamento della rete stradale, la messa in sicurezza di un territorio vulnerabile e lo sblocco delle opere incompiute darebbero un’iniezione di fiducia fondamentale al settore delle costruzioni, che con la conclusione dei lavori del PNRR rischia una forte contrazione». Sul settore turistico si esprime invece Salvina Mangione, segretaria generale della Filcams CGIL, evidenziando che i dati della stagione estiva appena conclusa indicano come il 2026 abbia registrato una contrazione. Il dilagare del turismo “mordi e fuggi” e “last minute” ha ridotto la durata dei contratti stagionali, penalizzando i lavoratori e mettendo in sofferenza l’intero indotto tra ristorazione, commercio e servizi, già gravato dai disagi estivi. Traffico paralizzato, strade allagate al primo temporale e infrastrutture inadeguate rischiano di trasformare una provincia dalla straordinaria vocazione turistica in una “gabbia” difficile da raggiungere e da attraversare, denuncia il sindacato. La CGIL di Agrigento, insieme a Fillea e Filcams, chiede pertanto alle Istituzioni territoriali e regionali di assumersi la responsabilità dando risposte certe: non servono più annunci, ma tempi certi, risorse e cantieri reali per garantire a cittadini, lavoratori e studenti una mobilità moderna, sicura e protetta dai rischi del dissesto.

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