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Oggi celebriamo un piccolo grande successo per un pizzaiolo imprenditore agrigentino, emigrato in Germania da quasi 10 anni, che per il secondo anno consecutivo è stato selezionato nello staff del Festival di Sanremo, dove avrà l’onore di poter preparare le pizze in stile rigorosamente napoletano per cantanti e ospiti della kermesse canora, durante la settimana del festival.

Il suo nome è Francesco Salamone, ha 40 anni e nel 2013 decise di aprire la sua attività gastronomica in Germania; dunque si è buttato anima e cuore nella missione di portare i gusti dei veri piatti siciliani e italiani all’estero.

Lo stesso Francesco titolare della “Trinacria Feinkost” sita a Pforzheim poco distane della più conosciuta Stoccarda, ci racconta come il suo locale che oltre che un mini market di soli prodotti italiani e prodotti tipici made in Sicily, propone dalla rosticceria alla pasticceria, e ovviamente, la pizzeria, sia divenuto nel tempo un tempio del made in Italy per gli italiani all’estero, pronti a fare chilometri e chilometri per poterlo incontrare, ma soprattutto per gustare le sue specialità.

L’imprenditore grazie ad un boom di follower di svariati milioni di visualizzazioni sul suo profilo, TikTok “La Trinacria”, ci annuncia che sta lavorando per aprire una seconda sede, con oltre 180 posti a sedere per far fronte ai sempre più numerosi clienti che arrivano da tutta la regione.

“Impegno, sacrifici e serietà gli ingredienti più importanti per costruire un percorso di successo nella gastronomia” – dichiara Salamone -.

A Francesco Salamone va il nostro in bocca a lupo per il festival di Sanremo.

 

“Voglio complimentarmi con le Forze dell’Ordine e con i Magistrati per avere assicurato alla Giustizia il boss mafioso Matteo Messina Denaro – afferma il responsabile provinciale per i rapporti con le Forze dell’Ordine, e capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di  Agrigento, Gerlando Piparo – uomini che sono l’orgoglio di tutti noi italiani, rappresentanti dello Stato, che silenziosamente, incessamente, con abnegazione e sacrificio, lavorano ogni giorno a tutela della sicurezza dei cittadini.

Quella di ieri – conclude Piparo – è la vittoria delle Istituzioni ed è la dimostrazione che lo Stato vince sempre sui mafiosi”.

Starebbe parlando con i pm Andrea Bonafede, l’uomo che ha “prestato” l’identità al boss Matteo Messina Denaro. Con i magistrati avrebbe fatto mezze ammissioni dicendo di conoscere il capomafia fin da ragazzo e di essersi prestato a comprare, con i soldi del padrino, la casa in cui questi ha passato l’ultimo anno. L’immobile, in pieno centro abitato, a Campobello di Mazara, risulta intestata infatti a Bonafede. Il geometra risulta indagato per associazione mafiosa.

La chiave di un’Alfa Romeo 164 ritrovata nel borsello del boss Messina Denaro: è stato questo l’input che ha consentito ai carabinieri e ai magistrati di risalire all’ultima abitazione del boss a Campobello di Mazara, perquisita questa notte. Gli inquirenti, attraverso il codice della chiave, sono risaliti al veicolo e grazie a un sistema di intelligenza artificiale hanno ricostruito, con tanto di immagini, gli spostamenti dell’Alfa. Tra le riprese c’era anche quella del boss che entrava e usciva dall’abitazione di Campobello con le borse della spesa: circostanza che ha portato i magistrati al covo.

“Le sue condizioni sono gravi, la malattia ha avuto un’accelerazione negli ultimi mesi. Non lo definirei un paziente in buone condizioni di salute. Sono certo che continuerà a ricevere tutte le cure di cui ha bisogno. Ieri i carabinieri mi hanno chiesto se posticipare di tre, quattro giorni il ciclo di chemioterapia che avrebbe dovuto fare qui avrebbe avuto conseguenze e io ho firmato l’autorizzazione perchè un ritardo così contenuto non avrà alcun effetto sul suo stato di salute”.

Lo dice a Repubblica online Vittorio Gebbia, responsabile dell’Oncologia medica della clinica La Maddalena, dove il boss Matteo Messina Denaro è stato arrestato ieri mattina. Gebbia ha visitato il boss, alias Andrea Bonafede, nel gennaio 2021 prima di una valutazione multidisciplinare chirurgica. Poi il mafioso ha iniziato la chemio e il 4 maggio 2021 è stato operato per le metastasi al fegato da una equipe chirurgica. Gebbia dice che la prognosi infausta è stata “accolta con grande dignità” dal paziente che aveva, la “piena consapevolezza delle sue condizioni di salute” e “nessun atteggiamento che potesse destare sospetto”.

Matteo Messina Denaro è ora nel carcere de L’Aquila a regime carcerario del 41 bis.
E in queste ore deve pensare alla linea difensiva che dovrà attuare nei processi e negli innumerevoli interrogatori che lo attendono, considerati tutti i capi d’accusa.
Ebbene, ha deciso di nominare come suo legale, sua nipote Lorenza Guttadauro, avvocato penalista e consanguinea non di uno, ma di due boss mafiosi. La legale infatti, che esercita in uno studio di Palermo, è figlia della sorella del boss, Rosalia Messina Denaro, e di Filippo Guttadauro, arrestato e condannato per associazione mafiosa e figlio di uno storico capobastone. Il nonno paterno della legale è infatti lo storico boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro. La legale è inoltre sposata con Girolamo “Luca” Bellomo, già condannato per crimini mafiosi e che sarebbe stato uno dei pupilli  di Messina Denaro, oltre che finanziatore della sua latitanza.

Ad Adnkronos, la legale con la quale la nomina non è ancora stata formalizzata ha detto:

Sono rimasta sorpresa anche io dalla nomina ricevuta da Matteo Messina Denaro, le dico la verità, non me l’aspettavo

E’ stata diffusa una foto che ritrae il boss Matteo Messina Denaro insieme ad un medico a Palermo, dove il capomafia ha ricevuto prestazioni sanitarie sotto il falso nome di Andrea Bonafede. L’ex superlatitante, dopo che gli è stato diagnosticato un tumore al colon, il 13 novembre del 2020 è stato operato all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo. Poi il 4 maggio del 2021 è stato operato alla clinica “La Maddalena” a Palermo per rimuovere delle metastasi.

“Esprimiamo grande soddisfazione per l’apertura del pronto soccorso di Ribera, l’ospedale Fratelli Parlapiano  era stato convertito in reparto Covid durante la pandemia,  l’interessamento e la volontà politica per tale soluzione da parte del capogruppo della DC all’ARS Carmelo Pace, sicuramente ha convinto a tale soluzione un pò tutti i politici, compreso l’assessore alla sanità Giovanna Volo che ha firmato tale provvedimento”.

Lo dichiara il responsabile di Cittadinanza Attiva Pippo Spataro che continua: “Anche noi come Cittadinanzattiva,  avevamo fatto pesare più volte, con vari comunicati stampa ed interventi presso ASP, la necessita che in questo ospedale occorreva fare un pronto soccorso, cioè dare l’agibilità a questa struttura di un vero e proprio ospedale,  un risultato molto importante per questo territorio che mette in risalto il lavoro fatto dal capogruppo Carmelo Pace, intervenuto più volte spiegando all’assessore alla salute Volo e nei vari incontri con gli amministratori, con i sindaci dell’entroterra di questa zona, con i dirigenti dell’ASP di Agrigento,  l‘esigenza di tale trasformazione che risponde alle necessità di questa popolazione,  che racchiude  un territorio molto vasto, per i notevoli paesi dell’entroterra di cui fa parte Ribera, tale necessità accolta anche dai vertici della sanità provinciale

Sicuramente di fondamentale importanza risulta la convenzione con l’università di Palermo, a seguito di un incontro tra l’assessore Volo e il rettore Midiri che indubbiamente avrà vantaggi e buone ricadute per le unità operative per una migliore ed eccellente medicina, che potrà avere finalmente un primario che potrà dirigere ed avere responsabilità su questo reparto, oltre un ambulatorio di ortopedia ben attrezzato che verrà incontro alle esigenze di vari pazienti del luogo.

Si e fatta richiesta altresì al ministero della Salute, di dichiarare l’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera ospedale di zona disagiata, con tutti i vantaggi per i pazienti e per garantire il diritto alla salute ai  cittadini delle zone montane e pre montane che ne derivano da tale posizione.

Nel notare con grande compiacimento, che un passo avanti sulla sanità agrigentina e stato fatto e ringraziando gli artefici di tale benevolo vantaggio, auguriamo all’ospedale dei Fratelli Parlapiano di Ribera un buon lavoro che aiuti i cittadini di questo comprensorio ad avere una buona sanità per potersi curare al meglio”.

Ieri a Trapani, si è svolto, nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, il passaggio di responsabilità del Raggruppamento “Sicilia” tra il Colonnello Michelangelo Genchi, Comandante del 6° Reggimento bersaglieri e il Colonnello Paolo Divizia, Comandante del 62° Reggimento fanteria.

Durante le attività condotte sul territorio siciliano nel secondo semestre dello scorso anno gli uomini e le donne del Raggruppamento, a guida 6° Reggimento bersaglieri, hanno operato assiduamente in sette delle nove province siciliane in supporto alle Forze di Polizia, a presidio del territorio, garantendo la vigilanza di punti nevralgici quali tribunali, consolati, edifici religiosi, sedi istituzionali e centri per l’immigrazione.

Le numerose attività di controllo del territorio, condotte a favore della collettività nei principali centri urbani, presso piazze, stazioni e aeroporti della Regione, hanno permesso di effettuare molteplici interventi di ordine pubblico quali soccorso a terzi, interventi per sventare tentativi di furto, aggressioni, nonché azioni in contrasto allo spaccio di stupefacenti.

 

FONTE: Raggruppamento 5 “Sicilia”