Home / 2022 / Giugno (Pagina 26)

Fino alla mezzanotte di stasera la Protezione civile regionale ha diramato l’allerta meteo ”gialla” in provincia di Agrigento per dei fenomeni temporaleschi violenti in corso soprattutto nella zona dell’entroterra. In alcuni comuni interni, come Racalmuto, Castrofilippo e Canicattì, è già caduta un’abbondante quantità d’acqua che ha alzato il livello di attenzione per il rischio allagamenti. Il bollettino della Protezione civile parla di “rischio idrogeologico su ampi settori”.

Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di Protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Don Mario Sorce, il parroco che, il 19 febbraio del 2014, venne malmenato nel tentativo di sedare una rissa tra giovani, ha riconosciuto in aula uno dei suoi aggressori, nell’ambito del processo che si sta celebrando al Tribunale di Agrigento, in composizione monocratica, che vede sette imputati. Il sacerdote ha invece scagionato un altro degli imputati, dicendo che quest’ultimo non lo avrebbe mai colpito. I giovani andati a giudizio furono Nizan Bhiri, Salvatore Capraro, Silvestre Giovanni Russo, Stefano Davide Burgio, Angelo Caparezza, Gabriele Minio, e Giuseppe Contrino, 34 anni (giudicato con il rito abbreviato), tutti di Agrigento. L’aggressione si verificò all’interno di un bar nei pressi della chiesa del Quadrivio Spinasanta.

“Finanziati dal governo Musumeci altri due importanti progetti del dissesto idrogeologico, seguiti dalla IV Commissione che presiedo: quello di Cianciana, versante ovest del centro urbano, secondo stralcio, a cui sono destinati 1.680.000,00M. e Montallegro, costone roccioso zone ovest centro abitato, contrada Bonifacio, a cui sono destinati 1.687.842,03M.

Voglio ringraziare in particolar modo il Presidente Musumeci, nq di commissario contro il dissesto idrogeologico, per la costante attenzione al territorio agrigentino”.

“Dalle anticipazioni del medico autoptico si può dire sin d’ora che i colpi sono stati inferti con un’arma compatibile con un coltello da cucina, non ancora trovato, e sono più di undici. Uno solo è stato letale perché ha reciso i vasi arteriosi dell’arteria succlavia ma la morte non è stata immediata”.

Lo si apprende da fonti della Procura di Catania dopo l’autopsia avvenuta ieri pomeriggio sul cadavere della piccola Elena.

“Il decesso”, inoltre, “è intervenuto dopo più di un’ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13”.

La Dott.ssa A. M. D., nel lontano 1993, partecipava ad un concorso pubblico per titoli ed esami finalizzato alla copertura di 9 posti di collaboratore biologo, bandito ed espletato dall’ormai disciolta U.S.L. n. 58 di Palermo.
In seguito alla valutazione dei titoli e all’espletamento delle prove concorsuali, la Dott.ssa A. M. D., veniva collocata al 21° posto della graduatoria di merito degli idonei.
Con una successiva deliberazione, la disciolta U.S.L. n. 58, provvedeva ad utilizzare ulteriormente la predetta graduatoria, disponendo l’assunzione di altri 13 collaboratori biologi, tra i quali rientrava anche la Dott.ssa A. M. D., da destinare all’Azienda Ospedaliera Policlinico.
Tuttavia con un successivo provvedimento, la stessa U.S.L., decideva di revocare in autotutela la nomina dei 13 collaboratori biologi che dovevano essere destinati al Policlinico.
Dopo un lungo contenzioso giudiziario, il T.A.R. di Palermo, annullava il provvedimento con il quale veniva disposta la revoca dell’assunzione dei biologi inseriti nella predetta graduatoria, e conseguentemente, obbligava, le sopra citate Amministrazioni sanitare, all’immissione in servizio della Dott.ssa A. M. D..
Sebbene la situazione si sia positivamente risolta, il comportamento illegittimo delle Amministrazione coinvolte nel succitato giudizio (durato ben 10 anni), ha arrecato, alla Dott.ssa A. M. D., un grave danno patrimoniale, privandola delle retribuzioni che, la stessa, avrebbe avuto diritto a percepire in assenza del provvedimento di revoca adottato dall’U.S.L. n. 58.
Pertanto, la Dott.ssa A. M. D., con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, si vedeva costretta ad adire nuovamente il T.A.R. di Palermo al fine di chiedere la condanna, delle Amministrazioni sanitarie, al risarcimento dei danni conseguenti dall’adozione dell’illegittimo provvedimento di decadenza dell’assunzione.
In particolare, gli Avvocati Rubino e Impiduglia, sostenevano che, nel caso in esame, l’atteggiamento negligente tenuto dalle Amministrazioni sanitarie, comportasse inevitabilmente la sussistenza, in capo alle medesime, della responsabilità extracontrattuale, ex art. 2043c.c., per i danni patrimoniali (consistenti nelle mancate retribuzioni) causati alla Dott.ssa A. M. D.
Vieppiù, i sopra citati difensori, affermavano anche la sussistenza di un danno non patrimoniale subito dalla Dott.ssa A.M.D., poiché il comportamento tenuto dalle Amministrazioni sanitarie coinvolte, ha ingiustamente privato la medesima Dott.ssa, della possibilità di realizzarsi professionalmente, nonché, di accrescere la propria capacità lavorativa, con evidenti ripercussioni anche in termini di immagine professionale.
Il T.A.R. di Palermo, accogliendo le tesi sostenute dagli Avvocati Rubino e Impiduglia, con la sentenza pubblicata in data 25.05.2022, ha statuito che, nel caso in oggetto, sussistono tutti gli elementi costitutivi della responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c., venendo in considerazione sia il danno patrimoniale patito dalla ricorrente, sia il nesso causale tra l’atto illegittimo di decadenza, successivamente annullato, e il predetto danno patrimoniale.
Per quanto, invece, inerente alla quantificazione del risarcimento, il suddetto Tribunale Amministrativo, ha stabilito che l’entità delle retribuzioni non percepite costituisce soltanto uno dei parametri alla stregua dei quali calcolare il relativo importo, in quanto, nel caso in oggetto, appare opportuno applicare un criterio equitativo, che sappia cogliere la gravità della condotta della P.A. e, al contempo, valutare la circostanza per cui la parte ricorrente è riuscita a godere liberamente del proprio tempo, impiegando le proprie energie in altre attività lavorative, effettivamente svolte dalla Dott.ssa A. M. D..
In conseguenza di quanto statuito, il T.A.R. di Palermo, sempre con la sopra citata sentenza, ha condannato l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, al risarcimento, nei confronti della Dott.ssa A. M. D., del danno scaturito dall’illegittimo comportamento tenuto dalle Amministrazioni sanitarie, quantificato nel 50% delle retribuzioni che avrebbero dovuto essere corrisposte alla ricorrente dalla data del 27 gennaio 1999 fino al mese di novembre 2006, nonché, al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in Euro 2.000, oltre oneri accessori.
Il sopra descritto giudizio, stante l’eccessivo lasso tempo intercorso tra l’instaurazione dello stesso e la sua definizione (ben 11 anni e 9 mesi), può essere oggetto di un ricorso giurisdizionale ai sensi della Legge Pinto, volto ad ottenere un indennizzo patrimoniale nei casi di un’eccedente durata dei procedimenti giudiziari.

Un fiume di persone, con una colonna sonora unica. Vasco Rossi ha esaltato il Franco Scoglio gremito di 41mila spettatori che hanno vissuto una notte ai piedi del Komandante.

Arrivavano da tutta la Sicilia, oltre un migliaio dalla sola provincia di Agrigento, ma anche dalla Calabria, Sardegna, Centro e Nord Italia. Appena il Blasco ha iniziato a cantare XI Comandamento in tanti hanno dimenticato la fatica della notte trascorsa in tenta, della strada in salita percorsa all’andata, dell’attesa di chi quel biglietto lo ha acquistato addirittura un anno fa. Il palco è immenso, il 50% più grande di qualsiasi altro spettacolo di Vasco Rossi. Tutte d’un fiato, l’artista ha proposto 30 canzoni, compresa quella “Albachiara” alla fine che è diventata il manifesto musicale del popolo del rocker, una canzona che ha attraversato generazioni ma che è ancora quella che si canta a squarciagola. Oggi, al Vg, proporremo un pezzo dell’artista che ha dedicato alle persone scomparse prematuramente.

A distanza di quasi tre anni dalla sua realizzazione, oggi è successo quello che speravamo mai potesse accadere: qualcuno nella notte ha imbrattato il murale di Andrea Camilleri, a Porto Empedocle, con una sostanza rossastra, probabilmente una granita o qualcosa di simile.
La denuncia è dell’Associazione culturale locale, Mariterra.
“Proprio in questi giorni – si legge in una nota – avevamo contestato alcuni post che sollecitavano la rimozione dell’opera legata allo scrittore, e non solo perché riteniamo sia un discorso sbagliato, ma anche perché sappiamo bene la fatica fatta per creare tutto questo e perché riteniamo che su Facebook, certi discorsi possono essere facilmente fraintesi o che spesso servono solo a sobillare gli esaltati di turno e a creare odio. Casualità o meno, oggi abbiamo avuto un colpo al cuore e abbiamo potuto tamponare i danni nella sola parte bassa, armati di stracci e sgrassatore. Tante volte abbiamo trovato vasi danneggiati, piante divelte e persino il poster della pace, prima rubato e poi strappato, nonostante le chiare segnalazioni della presenza di una telecamera comunale, ben visibile, posta proprio nella nostra via Salita Chiesa. A tal proposito, e visto che da sempre esigiamo più controlli, chiediamo, a gran voce, al sindaco Calogero Martello di far recuperare le riprese della telecamera presente e punire i colpevoli, per dare una segnale forte a tutta la città, e per evitare che la prossima volta, succeda anche di peggio”.

Sì possiamo ancora farcela a salvare il mondo dalla superficialità, dall’odio, dalla pochezza umana, dalla maleducazione, dalla prevaricazione, dalla prepotenza, dall’incapacità di discernere il bene dal male, dall’egoismo e dall’assenza di coscienza.

È stato un gesto disarmante quello che un bambino svizzero ha fatto, mosso da un senso di colpa per aver rubato un ovetto di cioccolato dal negozio di alimentari del signor Danilo Chiaruzzi, a San Marino lo scorso 30 maggio.

E così gli scrive una lettera e allega anche una banconota da 10 euro.

Non avevo i soldi, mi dispiace molto. So di aver sbagliato, spero mi possa perdonare perché vorrei essere in pace

Il piccolo ragazzino vuole “essere in pace”, perché ha conosciuto il tormento della sua coscienza che gli diceva di aver sbagliato.
Non era “solo” un ovetto, era “l’ovetto” quello che lui desiderava e non poteva avere, che ha rubato per saziare il suo desiderio, che poi è diventato pentimento.
Un gesto esemplare e disarmante, degno di nota e di plauso, che ha lasciato senza parole anche il gestore del negozio che racconta l’evento sui social network:

Ormai non mi sorprende più nulla, con quello che abbiamo passato in questi anni, ma oggi mi sono ricreduto. Mi è arrivata una raccomandata dalla Svizzera, scritta a mano con all’ interno 10€ come lettera di scuse di un padre il cui figlio mi avrebbe rubato in gita un ovetto kinder. Sono rimasto allibito e questa dovrebbero leggerla tanti ragazzi che quotidianamente, per gioco o sfida mi rubano patatine caramelle o altro! Gli risponderò con una cartolina e un invito a tornare a trovarci per stringergli la mano!

Tutto è bene quel che finisce bene, soprattutto se di mezzo ci sono i nostri giovani, coloro che qualche volta ci deludono, ma che alla fine sanno come sorprenderci. Questo episodio dovrebbe contagiare di onestà e bellezza. In tempi così bui di egoismo e mancanza di rispetto verso le regole e verso il prossimo, restiamo stupiti da un gesto così concreto.
Insegniamo ai giovani che si può sbagliare e poi rimediare, che chi sbaglia paga e chiede anche scusa.
Perché come dice il ragazzino svizzero nella sua lettera, bisogna imparare anche ad essere in pace, con sé stessi e con gli altri.

Bravo Benjamin, crescerai e sarai un uomo onesto e capace di cambiare il mondo.

Ps: Sono sicura che il signor Chiaruzzi, alla cartolina allegherà anche il resto dei 10 euro!

 

 

“Stanotte, 17 giugno, fino alle 4, si è svolta la gara GP2 tanto attesa. I momenti da brivido si vivevano in v.le Bonfiglio e i due rami di via Nazionale dove si va in pieno per l’80% del percorso fino alle staccate “Posta” e “Canali”. Ampia partecipazione dei residenti. I più fortunati che abitano lungo il percorso l’hanno potuta seguire stando comodamente a letto. Interessanti anche le gare di altre categorie svoltesi intorno alle 23 di giorno 16″.

Questo il resoconto straordinariamente ironico di quanto accade nel piccolo Comune di Castrofilippo, “La città della cipolla”.

E’ raccontato talmente bene che forse a qualcuno sembrerà una favola da raccontare ai più piccoli. Ed invece è una tristissima realtà.

Buona notte a chi può…

 

L’amministrazione comunale di Agrigento ha deliberato l’affidamento ad un avvocato esterno al Comune dell’incarico di impugnare i provvedimenti disposti dal ministero alle Politiche sociali e dalla Corte dei Conti di revoca e restituzione dei 135.617 euro destinati a iniziative sociali e che il Comune ha speso per l’acquisto di automobili Suv e personal computer. Secondo l’amministrazione comunale, l’atto a firma dell’ex dirigente ai Servizi sociali, Gaetano Di Giovanni, è regolare e la richiesta di restituzione delle somme è illegittima. L’incarico di difesa del Comune è stato affidato all’avvocato Tommaso Pensabene Lionti.