Home / 2022

La scuola “San Leone Surf Tribe”  unica scuola Surf in provincia di Agrigento associata con​ la Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard (FISW), nella giornata di ieri con i suoi giovani allievi ha partecipato alla prima gara regionale presso il Lago di Poma a Partinico.

Flavio Volpe e Bruna Lo Presti, con il traguardo di 3 km e mezzo hanno portato a casa il primo posto della gara regionale divisa in varie categorie. Gli altri allievi che hanno partecipato sono Emma Baldanza, Claudio Casalicchio, Tommaso Lombardo, Clara Rotulo.

“Considerando che i nostri ragazzi hanno preso in mano i Sup due settimane prima della gara hanno raggiunto un bel traguardo sorprendendo tutti noi”, dichiara il presidente Michele Domenico Catania. “Con il Sup oltre alle escursioni guidate si possono svolgere varie gare, e chissà nascono futuri campioni in questa attività, noi come educatori continueremo ad allenarli, ma già fuori Agrigento ci siamo fatti conoscere al meglio”.

Un turista del Bergamasco, Antonio Magni, 57 anni, di Sorisole, disperso da venerdì scorso sull’isola di Marettimo, in provincia di Trapani, è stato trovato morto domenica mattina dalle squadre del Soccorso alpino e speleologico siciliano che hanno perlustrato l’area su elicotteri dell’Aeronautica militare. L’uomo era uscito per un’escursione a Cala Bianca percorrendo il sentiero che parte dal paese. Il gestore del Bed and breakfast che lo ospitava, accortosi del suo mancato rientro, ha lanciato l’allarme e sono iniziate le ricerche che hanno condotto al ritrovamento del corpo senza vita, probabilmente a seguito di un malore.

Nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido, i Carabinieri del Ros di Palermo hanno arrestato il luogotenente dell’Arma Gianfranco Antonuccio, in servizio al Reparto investigativo della Compagnia di Licata. Il militare è indagato di induzione a consegnare denaro, traffico di monete false e rivelazione di segreto d’ufficio. A carico di Antonuccio vi sono, tra l’altro, le dichiarazioni dell’avvocato di Canicattì, e aspirante collaboratrice della giustizia, Angela Porcello, 51 anni, arrestata il 2 febbraio del 2021, il giorno dell’operazione antimafia condotta dai Carabinieri cosiddetta “Xydi”, e attualmente sotto processo in abbreviato con richiesta di condanna a 18 anni di carcere. L’avvocato Porcello, radiata dall’Ordine, ha dichiarato ai magistrati che il carabiniere Gianfranco Antonuccio avrebbe chiesto 1.500 euro al suo compagno, il capomafia canicattinese Giancarlo Buggea, 52 anni, quando lui è stato ristretto ai domiciliari. Antonuccio, incaricato di controllare che Buggea rispettasse le prescrizioni imposte dalla misura cautelare, avrebbe, in cambio dei 1.500 euro, chiuso un occhio sul comportamento del boss. Il nome di Antonuccio ricorre, inoltre, in diverse intercettazioni dalle quali emergono anche suoi rapporti con una organizzazione di trafficanti di droga.

Qualcuno, nel solito delirante e accafonato video rivolto alla massima Istituzione di Agrigento, aveva persino invocato i caschi blu, i servizi segreti americani, il Kgb e i militari sparsi afghani.

Il tutto per fermare una sorta di ecatombe pronta a piombare sulla città di Agrigento a mezzogiorno esatte, cioè all’uscita dalla chiesa di San Calò di Giurgenti.

Il Santo Nero è uscito regolarmente, nessuna calca, nessuna rissa, nessuna scena raccapricciante. Agrigento ed il suo popolo si sono comportati egregiamente e precisamente come lo sceriffo dalla stella assai cadente non aveva pronosticato. Davvero una bella lezione di civiltà, educazione, senso del rispetto delle regole.

Si le regole. Causa Covid il Prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa ha organizzato la processione con alcuni restringimenti. Nessuno ha chiesto di salire nel simulacro per baciare e pregare anche per soli 10 secondi; come detto, tutti hanno rispettato le regole.

Non possiamo non fare i complimenti a Sua Eccellenza il Prefetto, Cocciufa, per la perfetta organizzazione della processione durante la quale tutto è andato per il verso giusto.

A dirigere l’orchestra sul campo l’esperienza messa a disposizione di un grande vice Questore, Cesare Castelli, oggi in quel di Licata ma vecchia conoscenza di agrigentini ed empedoclini per avere guidato il Commissariato di Frontiera in modo davvero eccellente. Nel pomeriggio un altro vice Questore, Angelo Cavaleri, non ha fatto rimpiangere l’ottimo Castelli permettendo così il regolare svolgimento fino all’arrivo della statua in via Garibaldi. Così come siamo certi che anche nel turno serale che spetterà al Commissario Capo Andrea Palermo tutto filerà liscio come l’olio.

Come non ringraziare anche le altre Forze dell’Ordine, il 118, i volontari; insomma tutti coloro che hanno contribuito a rendere perfetta una festa grazie anche alle difficoltà (previste) derivanti dal caldo assassino.

Certo, il rischio dei contagi esiste, impossibile negarlo. Ma lo stesso rischio si corre andando nelle pizzerie, nei ristoranti, nei bar, nei luoghi della movida, in via Atenea, a San Leone. Se qualcuno pensava (o voleva farci credere) che gli assembramenti della processione fossero più letali di quelli della movida, il tentativo è fallito miseramente.

In attesa di vedere i numeri dei prossimi giorni (se aumenteranno si dovrà dimostrare che sono tutti beccati nella processione e non nei ristoranti, nei pub, nelle pizzerie e così vi dicendo), facciamo ancora una volta i complimenti a coloro i quali si sono adoperati per la riuscita della festa più importante dell’anno (per gli agrigentini).

Chiamamu a cu n’aiuta, evviva San Calò!!!

 

“Il faccio il tassista per vivere, ho effettuato due trasferte, per accompagnare due donne sudamericane, che mi avevano chiesto di essere portate a Caltagirone, in un indirizzo a me sconosciuto. Mi hanno pagato il viaggio e sono andato via”. Si è difeso, e ha respinto le accuse, Salvatore Di Caro, il quarantanovenne di Favara, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Sex indoor”, effettuata dai poliziotti del Commissariato di Caltagirone, e dalle Squadre Mobili di Agrigento e Catania, che ha portato anche alla chiusura di 4 case di appuntamento, in cui si esercitava la prostituzione, e bloccato un “giro d’affari” illegale stimato dagli investigatori in circa 130 mila euro l’anno.

Il favarese, durante l’interrogatorio, ha provato a chiarire la sua posizione, ribadendo la sua estraneità alla contestata organizzazione, dedita allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Il legale difensore dell’indagato, l’avvocato Monica Malogioglio, ha ribadito che Di Caro ha effettuato quei viaggi senza sapere, e conoscere nulla della presunta organizzazione, e dei presunti promotori, ed ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari. Il Gip del Tribunale di Caltagirone, preso atto della richiesta dell’avvocato Malogioglio, deciderà nelle prossime ore.

Otto le misure cautelari (due in carcere e gli altri ai domiciliari) emesse dal Gip, su un presunto gruppo criminale che sfruttava la prostituzione di giovane donne, e transessuali, prevalentemente straniere. Di Caro – secondo l’accusa – aveva il compito di reclutare le prostitute, introdurle nel florido mercato Calatino, e occupandosi di accompagnarle in alcuni dei quattro immobili, dove si sarebbero svolti gli incontri a pagamento.

E’ stato un altro fine settimana rovente e di fuoco, nel senso letterale del termine, nell’Agrigentino. Numerosi sono stati gli incendi insorti tra sabato e domenica, molti dei quali sarebbero dolosi. Lavoro incessante per i Vigili del fuoco e per le Guardie forestali in terreni e boschi. E’ carbonizzata un’ampia area tra i territori di Canicattì e Castrofilippo. Ad Aragona le fiamme hanno coinvolto finanche il parco minerario, ed è stato necessario l’intervento degli elicotteri antincendio. A Favara in contrada “Caltafaraci” un incendio di sterpaglie si è esteso pericolosamente a ridosso di abitazioni di campagna, ed è stato fronteggiato e respinto in tempo dai Vigili del fuoco. Allo stesso modo in contrada “San Benedetto” i Vigili hanno evitato che un incendio, ancora divampato in un terreno di sterpaglie, provocasse un disastro ad una concessionaria bruciando capannone e automobili.

Il governo regionale predispone un’ordinanza d’emergenza per l’invio dei rifiuti fuori Sicilia. Stop alle discariche di Catania e Trapani. E’ il collasso.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha inviato oggi a Roma un’ordinanza rivolta all’attenzione del governo nazionale, tramite cui si intende predisporre l’invio dei rifiuti siciliani fuori Sicilia. Da Palermo ad Agrigento, da Messina a Trapani fino al Ragusano, in Sicilia è emergenza rifiuti. Il collasso è provocato dallo stop alla discarica di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, avvenuta a metà dello scorso mese di giugno a seguito di un pronunciamento del Tar che ha innescato una reazione a catena. I rifiuti respinti a Motta Sant’Anastasia sono stati trasportati nell’impianto di contrada Borranea a Trapani che adesso, di conseguenza, è a rischio saturazione. I sindaci dei Comuni dell’ex Ato Trapani hanno inviato a governo e deputati regionali una lettera che denuncia la grave condizione igienica e ambientale scatenata dall’impossibilità di conferire i rifiuti solidi urbani nella discarica Borranea di Trapani. E i sindaci tra l’altro hanno scritto: “Siamo profondamente preoccupati per l’attuale emergenza. Con un afflusso di turisti ritornato ai numeri degli anni pre-covid, non poter assicurare il normale svolgimento della raccolta dei rifiuti sta provocando allarme nei cittadini ed un enorme danno economico e di immagine per l’intera provincia. Sappiamo che le cause dell’ennesima emergenza sono dovute alla fragilità del sistema regionale del ciclo dei rifiuti, privo di impianti di trattamento finale idonei. Ad oggi nella discarica trapanese conferiscono 85 Comuni, 60 delle province di Palermo, Agrigento e Messina e 25 della provincia di Trapani. Su 370 tonnellate al giorno che sono conferite, solo 170 provengono dai Comuni trapanesi, le altre 200 sono di Comuni fuori provincia. Data la drammaticità della situazione riteniamo urgente e non differibile un incontro con il presidente della Regione, Nello Musumeci, per prospettare e adottare tutti i provvedimenti necessari finalizzati a superare una ormai prossima emergenza sanitaria. Contestualmente chiederemo un incontro al prefetto di Trapani, Filippina Cocuzza, per informarla della crisi riguardante la raccolta dei rifiuti, e per concertare le possibili soluzioni anche al fine di prevenire eventuali problemi di ordine pubblico”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Bloccare urgentemente i prezzi di luce, gas e carburanti perché siamo in presenza di una vera e propria emergenza nazionale che avrà effetti pesanti sull’economia e sulle condizioni economiche delle famiglie. I prezzi al dettaglio, tuttavia, sono destinati a salire ancora nelle prossime settimane, come conseguenza dell’escalation dei carburanti che registrano livelli altissimi alla pompa e delle evidenti speculazioni sui listini, e l’inflazione è destinata a raggiungere quota 10%”. Lo afferma il prof. Francesco Tanasi docente dell’Università San Raffaele Roma e Segretario Nazionale Codacons.

L’attuale  tasso di inflazione all’8% si traduce a parità di consumi in una maggiore spesa pari a +2.457 euro annui per la famiglia “tipo”, che raggiungono +3.192 euro annui per un nucleo con due figli, considerata la totalità dei consumi di una famiglia – calcola il Codacons.

“Di fronte a tali numeri il Governo non ha più alibi, e deve intervenire con urgenza per salvare le tasche di famiglie e imprese bloccando da subito i prezzi di energia e carburanti” – conclude  il professore Tanasi.