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Promuovere i giovani, la cultura ed il territorio. Con questo spirito sono stati consegnati tre Premi Laurea “Peppino Cultrera” a tre ex studenti laureati al Polo Universitario Territoriale di Agrigento, dell’Università degli Studi di Palermo. Una cerimonia ricca di contenuti ed emozioni. L’iniziativa è stata promossa dal Lions Club Agrigento Host, in collaborazione con la famiglia Cultrera, in memoria del loro congiunto scomparso lo scorso anno che era un socio e già presidente Lions. “Con questo service – spiega il presidente del Lions Club Agrigento Host Caramazza – tenendo viva la memoria del socio Peppino Cultrera, insieme alla famiglia, abbiamo voluto valorizzare i nostri giovani, i loro talenti e il nostro territorio. Un progetto sinergico portato avanti con  l’Università degli studi di Palermo. Un tassello in più che si inserisce nella candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura”. La Commissione esaminatrice della prima edizione del Premio di Laurea “Peppino Cultrera” ha coronato: Domenico Blando, Gabriella Fanara e Mariangela Vitello, tre architetti che hanno presentato le loro tesi di Laurea su alcuni luoghi del territorio (Agrigento, Favara e Linosa). La consegna dei premi, del valore di 500 euro ciascuno, è avvenuta a Villa Genuardi, alla presenza dei familiari di Peppino Cultrera, i figli e i nipoti visibilmente commossi, che hanno annunciato la volontà di ripetere l’iniziava anche negli anni futuri. A portare i saluti istituzionali sono stati il presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, Giovanni Francesco Tuzzolino, il presidente del Consorzio Universitario Empedocle, Antonino Mangiacavallo, il consulente del Rettore Massimo Midiri per la cura dei rapporti con i club service, Valeria Torregrossa, il presidente del Lions Club Agrigento Host, Giuseppe Caramazza, il presidente della Zona 26, Enrico Fiorella, il coordinatore del Corso di Studio in Architettura e Progetto nel Costruito, Renata Prescia e Piero Fiaccabrino, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, che hanno espresso coralmente apprezzamento per l’iniziativa.  Commosso e particolarmente sentito anche il ricordo che il socio Lions Antonio Calamita, ha tracciato dell’amico Peppino Cultrera. A seguire spazio ai tre giovani vincitori del Premio che hanno illustrato i contenuti delle loro tesi di Laurea e ai due docenti relatori Alessia Cilona ed Ettore Sessa.

In occasione degli eventi religiosi programmati in onore di San Calogero, che avranno luogo nel periodo dal 1 luglio al 10 luglio 2022, il DIVIETO ASSOLUTO:
Ai titolari di attività commerciali e di pubblici esercizi, in sede fissa ed itinerante, di vendere e somministrare, fatto salvo quanto specificato ai punti successivi, bevande, sia alcoliche che non alcoliche, in bottiglie o bicchieri di vetro o in lattine e contenitori in metallo, o in altro materiale potenzialmente utilizzabile quale strumento atto ad offendere o a turbare l’incolumità fisica e l’ordine pubblico, in particolare: gli esercenti i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, gli esercenti commerciali di vendita al dettaglio, i laboratori artigianali alimentari con annessa attività di vendita di bevande, i titolari di distributori automatici di bevande, nonché gli operatori anche non professionali che esercitano l’attività di vendita di somministrazione negli eventi di somministrazione temprane in città:
Di utilizzare nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, nell’ambito territoriale di svolgimento della manifestazione, bottiglie e bicchieri di vetro o lattine e contenitori di metallo, per il consumo di bevande con obbligo nel caso di vendita o somministrazione di bevande in contenitori di plastica che la stessa sia effettuata previa asportazione dei tappi di chiusura.
Di consumare bevande alcoliche, in aree pubbliche, piazze, strade, giardini, parchi, salvo nei casi in cui la somministrazione e la conseguente comunicazione avvengano all’interno dei locali abilitati anche alla ristorazione, alla sola attività complementare di bar, a condizione che le bevande alcoliche siano somministrate esclusivamente con pasti serviti ai tavoli e non al banco;
È altresì previsto l’obbligo di posizionare idonei contenitori per il deposito di bicchieri di plastica ed altro, che non dovranno essere abbandonati sul suolo pubblico o aperto al pubblico e l’obbligo, prima della chiusura serale dell’attività, di effettuare una accurata pulizia degli spazi e sedie, rispettando le regole per il conferimento dei rifiuti secondo la raccolta differenziata nonché l’ulteriore obbligo di avvalersi delle procedure più veloci per contattare le Forze di Polizia al fine allontanare ed isolare clienti molesti, ubriachi, minorenni che chiedono da bere nonostante i divieti;
Di vendere e far esplodere all’interno dell’area della manifestazione, artifici pirotecnici che abbiano effetto scoppiettante, crepitante o fischiante, ovvero prodotti che, anche se non espressamente vietati, possono comportare (se usati maldestramente) situazioni di pericolo fatti salvi spettacoli di fuochi d’artificio preventivamente autorizzati dalle competenti autorità ai sensi e per gli effetti delle norme vigenti (art. 57 Tulps);
Di portare al seguito, nell’area di svolgimento degli eventi con notevole assembramento di pubblico, ombrelli, aste per selfie, oggetti contundenti di vario tipo, caschi bombolette spray al peperoncino;
Di bivaccare, nell’area interessata alle manifestazioni ed in quelle adiacenti, nonché detenere o utilizzare strumenti idonei all’imbrattamento di immobili e arredi urbano, ovvero praticare ogni forma di accattonaggio, sollecitare e richiedere denaro o altra utilità economica, con particolare riguardo ai parcheggi pubblici;
Dare atto che la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’art. 7 del Decreto Legislativo n. 267/2000, di importo compreso tra € 25,00 ed € 500,00 nonché al sequestro del materiale utilizzato o illecitamente detenuto ai sensi dell’art. 20 comma 5 della predetta legge, fatte salve eventuali ed ulteriori sanzioni amministrative disposte dalla stessa legge 689/1981.
Di incaricare la Forza Pubblica del controllo relativo all’osservanza dell’Ordinanza

“A Licata la cartolina di benvenuto al mare è davvero sconcertante. Spiagge e strade di accesso al mare trasformate in discariche a cielo aperto. La situazione ad oggi è davvero critica. Rifiuti di ogni genere, dai materassi all’amianto, dai frigoriferi ai pneumatici, per non parlare di plastica e vetro, sono i protagonisti delle zone di Pisciotto, La Rocca  e Mollarella.  Montagne di  rifiuti di ogni genere ed erbe infestanti fanno bella mostra di se deturpando il panorama e mortificando l’ambiente. La conseguenza sono, spiagge e strade irrimediabilmente sporche e poco invitanti con il rischio di incendi come già si è verificato.  Urge un intervento di bonifica da parte dell’amministrazione comunale.“

Sono le parole dell’Onorevole di “Prima L’Italia” e presidente commissione speciale all’Ars Carmelo Pullara

 “La stagione estiva è già entrata nel vivo-scrive Pullara- e complice le alte temperature i bagnanti hanno letteralmente preso d’assalto le spiagge del litorale licatese ma le strade costellate di discariche sono un pessimo biglietto da visita  per chi  le percorre.

Sulla strada che conduce alla Rocca i rifiuti non si contano più. Sul bordo della strada sono presenti materassi, brande e vasche in amianto. La  spazzatura è ovunque.

Licata è ormai una discarica a cielo aperto.  Rifiuti abbandonati dai bagnanti sulla spiaggia  di Mollarella a cui è seguita la denuncia dei titolari dei lidi che chiedono la sistemazione sull’arenile  di contenitori per la spazzatura. Certo i rifiuti abbandonati sulla spiaggia sono segno concreto di una ineducazione civica ma se a ciò si aggiunge  una incomprensibile “latitanza” dell’amministrazione comunale, il dramma igienico sanitario è servito.

E’ assurdo e inaccettabile che cumuli di rifiuti possano rimanere per giorni e giorni sui cigli delle strade  soprattutto in quelle di accesso al mare. E’ un orrore e una ferita inferta all’ambiente del nostro territorio.

Soprattutto in questo periodo dell’anno in cui la popolazione a Licata aumenta è necessario ed obbligatorio avere condizioni igienico-sanitarie che possano garantire la sicurezza dei cittadini, e qui siamo ben lontani da questa situazione. Inoltre le spiagge ed il mare sono dei beni comuni preziosi che vanno tutelati e salvaguardati e non trasformati in discariche.

Anche la situazione in città non è delle migliori dove marciapiedi e tantissimi bordi delle carreggiate  ormai, sono già, dall’inizio primavera, sommersi da sterpi ed erbacce di ogni genere.

Tutto ciò mette a repentaglio la popolazione anche per il rischio di incendi che già nei giorni scorsi si sono verificati che possono essere di natura dolosa o per colpa delle alte temperature.

Se a tutto questo aggiungiamo il problema della siccità con la mancanza di acqua il quadro è completo.

Urge -conclude Pullara-un intervento massiccio di bonifica di tutte le zone per evitare il peggio e garantire la massima garanzia per tutti i cittadini ed i turisti che vengono a visitare la nostra bella terra.

Avevo proposto a gennaio la sfiducia di Galanti per avere nuovo sindaco ed una nuova amministrazione già ora ma in pochi mi hanno seguito, i cosiddetti operatori politici e quasi tutti i consiglieri comunali  sono stati contrari alla sfiducia  però poi sono gli stessi che oggi si lamentano. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso.”

“Il prezzo del carburante continua ad aumentare trascinando con sé, in una vertiginosa spirale verso l’alto, i prezzi delle bollette, delle materie prime e di tutti i prodotti – dichiara il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano – ma il Governo discute in Parlamento soltanto di cannabis e di Ius scholae.

Un comportamento irresponsabile – continua Calogero Pisano – che denota il disinteresse del Premier Draghi e del suo Esecutivo nei confronti delle famiglie e delle imprese italiane che si aspettano misure di sostegno ben più rilevanti rispetto all’irrisorio bonus energia di 200 euro.

Secondo gli analisti economici – conclude Pisano – dati gli aumenti in corso ed in assenza di interventi impattanti del Governo, la spesa complessiva di gas e luce, per l’anno 2022, sarà di 1.200 euro in più a famiglia, a cui si aggiunge un maggior esborso per i beni alimentari di altri 1000/1200 euro su base annua, un vero salasso per tutti gli italiani che, evidentemente, lascia indifferenti il Governo Draghi, ed i partiti di sinistra, la cui priorità è liberalizzare le droghe e dare la cittadinanza agli extracomunitari”.

Io son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Kaos.                                                                                               [L.Pirandello]

  AGRIGENTO. In contrada Càvusu, fuori Girgenti, nasceva il 28 giugno del 1867 Luigi Pirandello: luogo abbastanza isolato, in effetti, ma il padre Stefano vi aveva trasferito la famiglia per fuggire l’epidemia di colera che imperversava in città. Quest’anno cade il 155° anniversario della nascita dello scrittore e Casa Pirandello – che da pochi mesi ha riaperto le porte con un allestimento 4.0, tecnologico e immersivo – aderisce alle celebrazioni programmando un ciclo di visite gratuite curate e condotte dagli operatori di CoopCulture, gestore dei servizi aggiuntivi.

 Sabato (2 luglio) la casa museo resterà aperta fino alle 22,30 (ultimo ingresso alle 22); alle 19, alle 20 e alle 21 sono state organizzate le visite gratuite (per chi ha acquistato il biglietto al museo) di un’ora ciascuna e per massimo 30 visitatori a volta.

 Il nuovo progetto multimediale di Casa Pirandello è incentrato sulla vita del Premio Nobel: sarà questo il cuore della visita di CoopCulture che condurrà attraverso il patrimonio materiale appartenuto al drammaturgo ed alla sua famiglia; fermandosi alle postazioni sarà possibile accedere a contenuti audiovisivi d’archivio su Pirandello, ma anche ad aneddoti e racconti che riguardano la famiglia, i luoghi del cuore e la pittura, vera passione di Stefano Pirandello, del figlio e dei nipoti. Sarà un’immersione virtuale nella Sicilia a cavallo tra fine ’800 e i primi decenni del ‘900, scorrendo una serie di immagini che accentuano nessi e contrasti tra l’entroterra di Girgenti con le sue zolfare, e la Marina o Caricatore di Girgenti, con le abitazioni dei pescatori e i vettori per trasferire lo zolfo; la campagna solare dei pastori, con i templi sullo sfondo, in contrasto con la Girgenti popolosa, animata da personaggi che in seguito si ritroveranno nelle prime commedie.  

Dalle lettere private dello scrittore balza intensa e per nulla corrosa, la “dichiarazione di poetica” per il teatro, il suo amore crescente per il cinematografo, ma anche la voglia di disegnare protagonisti insuperabili, che si ritrovano nelle prime edizioni e nei copioni autografi esposti. Sedendosi virtualmente allo scrittoio che Pirandello usava nella casa di via Bosio, a Roma, sarà come ritrovarsi al suo fianco, per sbirciare direttamente pagine e appunti, guardati a vista dalle maschere (animate dagli stessi visitatori); si potrà riflettere su tre aspetti che riguardano Luigi Pirandello: la vittoria del Premio Nobel, la morte con le dinamiche surreale legate alla traslazione delle ceneri e la nascita di Pirandello che avvenne proprio in una delle sale dell’attuale Casa museo. Qui CoopCulture chiuderà la visita, chi vuole potrà completarla raggiungendo l’area dove sorgeva il famoso pino, sotto cui riposa lo scrittore. 

Ho ascoltato con attenzione i commercianti della via Atenea, e l’amministrazione da me presieduta ha deciso di modificare la regolamentazione oraria di accesso e transito di Via Atenea.

A tal proposito, comunico che domani sarà pubblicata la delibera di Giunta che prevede la modifica della regolamentazione oraria accesso e transito nella Z.T.L. di Via Atenea per il periodo estivo, come di seguito specificato:

Transito veicolare limitato 

Da lunedì 4 luglio e fino a venerdì 30 settembre 2022

Tutti i giorni tranne domenica e festivi

Dalle ore 9.30 alle ore 13:00

Dalle ore 16.30 alle ore 02.00

 Domenica e festivi

Dalle ore 10,30 alle ore 12,30

Dalle ore 17.00 alle ore 02.00

“In un’epoca in cui basta una foto diffusa in rete per gettare il discredito nei confronti di un intero territorio, che dovrebbe fare del turismo uno dei suoi motori trainanti, vedere ancora sversamenti fognari lungo i litorali agrigentini è una vergogna assoluta”.

Così il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di caro interviene sugli ennesimi sversamenti di liquami fognari che, anche nei casi di brevi piogge, trasformano il viale delle Dune di San Leone, ad Agrigento,  in un fiume nauseabondo e chiede al governo regionale “interventi urgenti per salvare la stagione turistica”.

“Oltre al pericolo per la salute pubblica – dice il parlamentare favarese – si aggiungono anche i danni di immagine per gli operatori turistici che, dopo due anni di pandemia, sperano nella ripartenza estiva”.

“Nel quartiere di San Leone– spiega Di Caro – il problema della cattiva gestione delle acque nere sembra che abbia avuto origine qualche decennio fa, dopo i lavori di rifacimento della condotta di Villaggio Mosè che avrebbe registrato l’impiego di tubature di diametro inferiore rispetto al passato e che quindi, non sarebbe in grado di smaltire correttamente una maggiore portata di liquidi in ingresso. Per questo motivo  chiedo che venga attuata una verifica per stabilire se, alla base degli atavici problemi sanleonini, ci sia un mero errore di progettazione. Ciò non toglie – continua il deputato – le gravi responsabilità del governo regionale, che nulla ha fatto in questi cinque anni, per ammodernare una delle reti idriche più disastrate d’Europa quale è quella della provincia di Agrigento. Nulla ha fatto il governo Musumeci sui depuratori, sul trattamento delle acque reflue e sulla rete fognaria agrigentina”.

“Dal 2019,  da Sala d’Ercole – conclude Di Caro – interrogo ripetutamente il governo regionale sull’avvio delle necessarie azioni di mitigazione per evitare  questo disastro ambientale ma, come al solito, Musumeci e i suoi  non ascoltano le istanze che giungono dal territorio agrigentino”.

“Pubblicato l’elenco delle 1380 imprese del comparto agricolo e florovivaistico che riceveranno i fondi a titolo di ristoro del bando che ha stanziato complessivamente 15 milioni di euro. Le istanze, presentate lo scorso anno, erano finalizzate all’erogazione di contributi a fondo perduto in relazione alle perdite di fatturato avute durante il lockdown del 2020 per l’emergenza Coronavirus. Avevo preso un impegno concreto con le aziende florovivaistiche e soprattutto con quelle dei fiori recisi che hanno avuto il cento per cento delle perdite, gran parte di queste si trovano proprio nella mia città, Marsala. Un intervento normativo e finanziario mi era stato sollecitato da Nicola Pipitone, presidente della cooperativa “Il contadino” che raccoglie circa 100 aziende tra Marsala e Petrosino, investendomi del problema. Da lì ho predisposto gli atti nella legge di stabilità seguendone l’iter sino alla definizione dei criteri del bando e alla relativa graduatoria. La misura introdotta con un mio emendamento votato all’interno della finanziaria regionale dello scorso anno, permette ora la concessione del contributo a titolo di ristoro. Ho seguito personalmente l’iter di attuazione del bando che prevedeva gli aiuti finanziari per un settore economico ed occupazionale di grande rilievo. Durante il lockdown le aziende florovivastiche hanno continuato a produrre fiori portandoli al macero a causa dello stop ad eventi, cerimonie, funzioni religiose ed altre ricorrenze. Sono felice che ora le imprese del settore ricevano i ristori, ricordando però che queste erano state escluse colpevolmente dal precedente governo nazionale. Nel Parlamento siciliano, invece, ho lavorato per non escludere o lasciare indietro nessuno, in una fase in cui il Covid ha bloccato l’intera economia della regione”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Il prestito di 10 milioni di euro dalla Regione all’Aica Azienda idrica Comuni agrigentini per lubrificare le attività di inizio gestione della stessa Aica, e i relativi versamenti da parte dei Comuni consorziati nell’Aica: il Comune di Favara è pronto a versare la propria quota di 850mila euro. Il sindaco, Antonio Palumbo, annuncia: “Ieri sera il Consiglio comunale ha approvato la delibera per permettere al Comune di versare ad Aica gli 850mila euro destinati dalla Regione alla fase di start up della società consortile. Adesso il compito di Aica, e quindi di tutti noi, è far sì che l’idea di una gestione idrica pubblica possa davvero rappresentare quello che i cittadini chiedevano: più diritti, più equità, meno interferenze della politica”.

“Lo stato di abbandono e pericolosità delle strade provinciali sta contribuendo ad accelerare il lento e inesorabile processo di desertificazione demografica dei comuni montani e a vocazione agricola dell’entroterra agrigentino che più di altri avvertono la gravissima carenza infrastrutturale e le scarse opportunità lavorative. Si tratta in molti casi di arterie stradali che rappresentano l’unico strumento per potersi avvalere di diritti essenziali come la sanità, l’istruzione, i trasporti ma che spesso finiscono inghiottite da frane e allagamenti rendendo difficile la mobilità delle persone e delle merci”.
Lo afferma il coordinatore provinciale del movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello.
“Senza una rete di infrastrutture adeguate e legate ai comparti produttivi, senza il varo di misure compensative capaci di colmare il gap economico e geografico, senza la valorizzazione e la tutela delle produzioni locali appare impensabile per gli operatori economici e i giovani di quei paesi come Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Alessandria della Rocca immaginare qualsiasi opportunità di crescita e nuove prospettive occupazionali.
Riteniamo che il nuovo Governo regionale dovrà fare fino in fondo la propria parte per sfruttare al meglio le risorse del PNRR e i fondi strutturali europei e assicurare, in tempi ragionevoli, il rifacimento e la manutenzione straordinaria delle strade interne per garantire una maggiore competitività dei sistemi produttivi e al contempo arginare l’incessante fuga di tanti giovani”.