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Questa mattina il sindaco Ettore Di Ventura,  ha disposto la sospensione delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole di competenza comunale: Istituto Comprensivo “Giovanni Verga”;  Istituto Comprensivo “Mario Rapisardi”; Istituto Comprensivo “Sen. Gangitano”;  Circolo Didattico “Don Bosco”. Questa sospensione in ottemperanza alla Ordinanza Speciale n.120/2020.

La decisione è motivata dal fatto che proprio nei contesti scolastici si è verificato l’aumento dei casi accertati, che dal 1 novembre sono già 50.

Nel pomeriggio di ieri, è stata inviata una nota per richiedere uno screening di massa agli studenti e al personale didattico nelle suddette scuole, e nell’attesa di una risposta positiva, il primo cittadino ha deciso dunque, l’immediata chiusura degli istituti da domani 9 novembre al 13 c.m. come misura precauzionale ad una eventuale propagazione dei contagi.

L’Ordinanza è stata trasmessa per conoscenza e/o competenza alla Presidenza della Regione Siciliana, alla Prefettura di Agrigento, alla Questura di Agrigento, alle Forze dell’Ordine, all’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, all’Assessorato all’Istruzione della Regione Siciliana, all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, all’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio V Ambito Territoriale di Agrigento, ai Dirigenti Scolastici.

E’ necessario che tutta la Comunità prenda coscienza della delicatezza del momento e che ci sia la consapevolezza che Canicattì non può permettersi comportamenti leggeri o avventati. Voglio ricordarvi di uscire da casa SOLO per necessità, di evitare gli assembramenti e di usare correttamente le mascherine. Chiunque avverta sintomi riconducibili a sospetto contagio covid, inoltre, NON deve uscire da casa, quindi né recarsi al Pronto Soccorso, nell’ambulatorio del proprio medico o in farmacia, incontrare altre persone, ma telefonare tempestivamente al proprio medico curante o ai numeri utili 1500 oppure 112 o 118 o al numero verde regionale 800 45 87 87, attivo 24 ore su 24”.

1.083nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 6.894 tamponi effettuati; 13 i decessi, che portano il totale a 676.

21.467 gli attuali positivi con un incremento di 730. Di questi 1.427 sono i ricoverati con un incremento di 97: 1250 in regime ordinario e 177 in terapia intensiva con un aumento di otto ricoveri. In isolamento domiciliare sono 21.467.

I guariti sono 340.

I nuovi positivi sono così distribuiti per province:

Palermo: 152,

Catania 239,

Ragusa 198,

Messina 200,

Trapani 5,

Siracusa 175,

Caltanissetta 92,

Ad Agrigento nessun caso

Enna 22.

di Mario Gaziano
“Tenera è la notte” è il bellissimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald del 1934.
Poi tradotto in film da Hanry King nel 1962.
Era la “tenera” notte dei lungomari della Costa Azzura francese:la promenade des Anglais di Nizza, la Croisette di Cannes, la promenade de Vieux Port di Marsiglia dei focosi anni ruggenti: ruggenti di amori, di passioni, di travolgenti sentimenti.
Di entusiasmi, di forza coinvolgente collettiva, di tensioni positive e creative.
Cosa resta della “tenerezza” di quelle notti a noi?
Nulla di nulla.
La notte del covid ci è nemica.
Le nostre promenades sono i corridoi di casa in cui siamo reclusi: a nord la camera da letto e servizi ,a sud studio, salone, stanze dei figli.
E le “22” dal senso profondamente cambiato:
le “22”: l’inizio della vita comunitaria ,associata, sociale dei giovani, per ritrovarsi, per parlare, innamorarsi e vivere nuovi sogni e nuove illusioni.
Le “22” –anche- l’inizio della lunga notte insonne degli anziani tra pensieri di sintesi e di affetto, o di letture e sceneggiati consolatori.
Ora non più.
La vita “obbligata” in famiglia rende stanche le parole.
Le conversazioni sempre più stringatamente essenziali.
E respirare un’aria di tristezza e di incertezza.
A cercare “ l’amico invisibile” di cui ci ha parlato Kalil Gibrain:con cui condividere nelle ore silenziose della notte ricordi, illusioni, emozioni.
Ma mai trovarlo, sopraffatti da una incombente ansia individuale e comunitaria.
E tentiamo di cercare in noi stessi le ragioni superiori di queste “indispensabili reclusioni”.
E finiamo per avvilupparci in quella magmatica psicosi che dalla nuova obbligata condizione nasce.
Proprio come profetizza la sociologa Marazziti: che proprio da questa nuova psicosi origina non già nuova fiducia ma una pandemica depressione, forse ancora più grave delle conseguenze virali invadenti e fraudolentemente insinuanti.
Così la notte si spegne e ci spegne.
Nei sentimenti familiari e nella solidarietà umana e fors’anche cristiana.
Buona notte. Che vi sia buona, se potete.

Ieri in tarda serata è stata varata una manovra economica aggiuntiva dalla Giunta DLuca: oltre 15 milioni di euro, che si sommano alla precedente che ammonta a 11 milioni di euro, messi a disposizione per gli operatori economici costretti ad un periodo prolungato di chiusura nella prima fase di lockdown e che adesso sono sottoposti a nuove modalità di commercio, per le quali l’utilizzo di internet potrebbe essere di notevole supporto. Le risorse saranno utilizzate attraverso l’erogazione di un contributo una tantum fino a d un tetto massimo di € 3.000 a fondo perduto erogato in tempi rapidi, per sostenere una parte dei costi aziendali fissi e incomprimibili (locazioni passive, scorte, utenze) che stanno portando le imprese di piccole e piccolissime dimensioni a mettere in discussione il futuro delle loro attività economiche.

Intendo agire con immediatezza – dichiara il sindaco De Luca – a fianco del nostro comparto imprenditoriale messo già a dura prova nel primo lockdown e per questo motivo ho messo a disposizione un plafond importante di oltre 15 milioni di euro. Saremo in grado di erogare tutto il plafond in tempi rapidi perché eventuali somme residue saranno ripartite fra i beneficiari aventi diritto. Intendo agire su due fronti: fornire un supporto immediato alle micro-realtà imprenditoriali che versano in gravi difficoltà, con l’erogazione di una ‘indennità una tantum’ e proporre in aggiunta un meccanismo di incentivazione che comprenda un servizio di assistenza tecnica ed accompagnamento alla ripartenza favorendo, accelerando il processo dell’e-commerce, un virtuoso percorso che può avvicinare le micro-imprese messinesi a nuovi modelli di business on line, sfruttando le potenzialità della rete”.

Il Covid-19 ha messo in moto un cambiamento destinato a durare per sempre nel commercio – conclude il Primo cittadino – un repentino cambiamento delle modalità di acquisto dei vari beni da parte dei consumatori, con una riorganizzazione del sistema che ha riguardato tutti, dal negozio sotto casa, alla Grande distribuzione fino alle piattaforme online. Stiamo mettendo a punto un software per creare un mercato virtuale di prossimità, dove le singole imprese potranno presentare i loro servizi/prodotti, gestire agende ed appuntamenti, fare transazioni. Svilupperemo un servizio innovativo per le imprese messinesi che potranno, grazie alla piattaforma, vendere i loro servizi/beni ad acquirenti, anche con una fidelity card territoriale, valida presso tutti gli esercizi aderenti. Intendo schierarmi a fianco delle nostre imprese per fare in modo che da questa crisi nascano nuove opportunità”.

“Ribadiamo la necessità immediata di un fondo da destinare a soggetti pubblici e privati, per sostenere i costi per la messa in scena degli spettacoli in calendario che si svolgono nei teatri e che saranno trasmessi via streaming.  In molti Comuni amministrati dal centro destra, si sta già facendo, ma c’è bisogno di un aiuto da parte del Governo. In comuni come Treviso, Potenza, Novara, Monza, Piacenza, Verona, Lodi, Pavia, Monza, Civitavecchia, Pisa  e Genova si sta andando avanti e le Regioni stanno procedono con  i bandi, ma c’è bisogno di un fondo da parte del Governo. Vanno pagati attori e maestranze: gli spettacoli vanno messi in scena, c’è questa necessità e priorità, per evitare che scompaiano intere compagnie e trovarci tra un paio di mesi, privi di questo immenso patrimonio della nostra cultura”.  

Lo dichiara la senatrice Lucia Borgonzoni capo dipartimento Cultura della Lega, il presidente della regione Calabria Nino Spirlì con gli assessori leghisti con delega alla cultura di molte regioni italiane Alberto Samonà (Sicilia), Stefano Bruno Galli (Lombardia), Mirko Bisesti (P.A Trento), Giuliano Vettorato (P.A Bolzano), Cristiano Corazzari (Veneto), Giorgia Latini (Marche), Vittoria Poggio (Piemonte) ai quali si aggiungono anche gli assessori Paola Agabiti (Umbria, Lista Tesei) e Andrea Biancareddu (Sardegna, UDC).

“La pediatria dell’ospedale cervello di  Cervello di Palermo ha   già chiuso i battenti, si parla di chiusura dell’Ostetricia dello stesso ospedale, che fa 1500 parti all’anno, e di altri reparti in Sicilia.  Ci chiediamo: dove finiranno i pazienti sfattati dall’improvvisazione di Razza e Musumeci? Qui si rischia non solo di capitolare davanti all’avanzata del Covid, ma anche di mettere la pietra tombale sulla sanità siciliana”

Lo affermano i deputati del M5S componenti della commissione Salute, Giorgo Pasqua,  Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

“Ora – dicono i deputati 5 stelle  – che a Razza manca la terra sotto ai piedi, dopo aver dormito in primavera ed estate, non realizzando i posti letto Covid che avrebbe dovuto realizzare, l’assessore sembra tornare sconsideratamente  verso  quegli ospedali misti da cui si era partiti, ma rivelatisi subito inadeguati perché ad alta probabilità di rischio contagio.  Non solo, ci chiediamo, e soprattutto chiediamo a Razza, dove finiranno i pazienti sfrattati dalla sua incapacità?  Ci dica, se lo ha, qual è sul il suo piano B, quali sono le alternative obbligatorie a queste chiusure, per non abbandonare al proprio destino ampie fasce della popolazione.   Non si può continuare ad improvvisare, come si sta facendo ora sotto l’avanzata del virus, è in gioco il destino della sanità siciliana”.

Sicilia zona “Arancione”- è quanto emerso dall’ultimo DPCM entrato in vigore nella giornata di ieri 6 novembre 2020. Sull’isola si registrano sempre più casi ed il nostro sistema Sanitario comincia ad avere serie difficoltà nel riuscire a fronteggiare i ricoveri: la situazione è indubbiamente seria e preoccupante.

Nella provincia di Agrigento e all’interno del nostro Territorio Comunale la situazione non è sicuramente migliore; ma a preoccupare la comunità tutta, in questo momento, è soprattutto la situazione che emerge dalle scuole: come più volte ribadito, la CGIL sostiene le scuole aperte ed in presenza, ma ciò può e deve assolutamente attivarsi solo in condizioni sicure che purtroppo come possiamo dedurre dai dati, non siamo in grado di garantire. Infatti, la situazione territoriale attuale palesa una esponenziale crescita della curva epidemiologica con incidenza non indifferente all’interno delle Istituzioni Scolastiche del Primo Ciclo; alla luce di quanto emerso, dobbiamo prendere atto del fatto che pur attivando rigidi e seri protocolli, la situazione all’interno delle scuole è in continuo peggioramento.

Come ribadito più volte, la salute di studenti e lavoratori della conoscenza e conseguentemente dell’intera società, è un diritto imprescindibile che va assolutamente e prioritariamente tutelato!

Alla preoccupazione per l’impennata dei casi, si aggiunge una situazione poco rassicurante che riguarda il rallentamento nelle procedure di tracciamento dei contatti, nell’effettuazione dei tamponi e successivi esiti, nelle attività delle USCA e delle ASP.

Non possiamo più attendere! Bisogna agire immediatamente! La scuola è la culla della società: il virus circola all’esterno in maniera silente per poi arrivare all’interno delle Scuole.

A livello locale, ad oggi abbiamo assistito alla chiusura della stragrande maggioranza delle scuole del Primo Ciclo: a questo punto non è più bastevole individuare l’alunno o il docente positivo per poi applicare successivamente il protocollo previsto in materia di prevenzione da Covid-19.

Occorrerebbe attivare uno screening di massa per fare chiarezza sulla reale circolazione del virus all’interno delle scuole. Si tratta di agire nell’immediato per il bene di tutti a tutela della salute Pubblica. Ed è per i motivi sopra descritti che la Camera del Lavoro “Antonio Saccaro” di Canicattì, facendosi portavoce della preoccupazione che sta dilagando all’interno della Comunità Canicattinese, manifestando nel contempo grande apprezzamento per l’incessante lavoro e per l’immenso impegno con i quali l’Amministrazione Comunale di Canicattì sta gestendo questa situazione emergenziale unica e difficile chiede al Sindaco Avv. Ettore Di Ventura ed all’intera Amministrazione della Città di Canicattì di intervenire ed attivarsi affinché si possa organizzare a breve uno screening di massa destinato alle scuole del territorio, rivolgendo particolare attenzione a quelle del Primo Ciclo (all’interno delle quali si sono già registrati diversi casi), per garantire la sicurezza e la tutela della salute!

Hanno deciso di prendere d’assalto le casette per l’erogazione dell’acqua nel territorio di Montalto Uffugo (Cs) distruggendole e portando via i soldi che erano contenuti all’interno.
Eppure i malviventi, non hanno forse tenuto conto delle telecamere che li hanno ripresi persino in volto, mentre uno di essi faceva da “palo”.
Incastrati dunque dalle telecamere che hanno ripreso volto e targa del mezzo utilizzati per fare il colpo, adesso dovranno rispondere di ciò che hanno fatto.
Hanno pensato di poter agire indisturbati e che nessuno avrebbe potuto notare nulla, ed invece per loro non è andato per come avevano previsto.
Adesso attendiamo che la giustizia faccia il loro corso e che vengano puniti per il furto e per i danni arrecati non solo alla casetta dell’acqua, ma a tutta la collettività

“A seguito della positività al Covid-19 di un deputato regionale, a cui auguriamo pronta guarigione, l’Assemblea regionale siciliana ha correttamente deciso di chiudere per una settimana mettendo tutti i lavoratori in smart working, avviando la sanificazione e mettendo a disposizione test rapidi. Una scelta correttissima, a tutela della salute della collettività, ma ci chiediamo perché non si faccia altrettanto in tutti gli uffici regionali dove si scoprono casi di positività: alcuni uffici chiudono, altri restano aperti, c’è chi fa i tamponi e chi no. Una babele in piena regola a cui bisogna porre fine, applicando ovunque misure stringenti”.
Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del
Siad-Csa-Cisal.

Sono 2.430 i migranti che nei primi sei giorni d’inizio novembre sono giunti a Lampedusa. In poco meno di una settimana si sono registrati diversi sbarchi e approdi direttamente sulla terraferma, come accaduto a luglio e agosto.
Nello stesso arco temporale, con il coordinamento della Prefettura di Agrigento, le forze dell’ordine sono riuscite a trasferire dall’hotspot di contrada Imbriacola 1.221 persone che sono state imbarcate sulle navi quarantena o spostate in centri d’accoglienza della Sicilia. Ieri sera, all’hotspot si contavano 1.209 ospiti: uomini, donne e bambini che non appena riceveranno l’esito del tampone rapido per il Covid e verranno identificati potranno essere spostati. Durante la notte, con i nuovi sbarchi, il numero delle presenze è aumentato. Al lavoro non soltanto i soccorritori, ma anche medici e personale sanitario che si occupano di sottoporre a tampone i migranti e i poliziotti che effettuano il fotosegnalamento e il rilievo delle impronte digitali per identificare chi arriva