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 “Ho avuto modo di parlare con il prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, che mi ha spiegato i fatti che sono accaduti ieri nel centro migranti di Bisconte che funge anche da struttura di primo soccorso e accoglienza (Hot spot), con la fuga di 24 ospiti e il ferimento di alcuni agenti. Il prefetto mi ha rassicurata che la situazione è sotto controllo e che i migranti fuggiti erano risultati tutti negativi al test sierologico covid-19. Attraverso il lavoro del nostro consigliere del terzo quartiere, Alessandro Geraci e dei consiglieri comunali, ci attiveremo per monitorare attentamente la situazione della struttura. A dichiararlo la senatrice messinese Grazia D’Angelo (M5S).

Alla senatrice si aggiungono le parole del consigliere Alessandro  Geraci  che dichiara: “L’ex caserma Gasparro ricade in una zona fragile in quanto inserita in ambito di risanamento, ma anche a pochi passi dal centro cittadino in cui i residenti preoccupati chiedono che sicurezza ed accoglienza vadano di pari passo”.

“E’ quindi arrivato il momento di convocare un tavolo tecnico con il Prefetto Librizzi, allo scopo di tenere alta l’attenzione, tutelando i cittadini, gli ospiti del centro e le forze dell’ordine impegnate nel servizio di assistenza e vigilanza ai migranti”, conclude la sen. Grazia D’Angelo.

Sono 145 mila gli operai agricoli censiti in Sicilia, almeno 70 mila quelli sfruttati in nero. Oltre il 30 per cento dei “regolari”, inoltre, non raggiunge neppure contributi per 51 giornate annue. Gli strumenti per migliorare salari e tutele dei lavoratori contrattuati, ma anche per contrastare caporalato e sommerso esistono. Restano, però, inattuati o fermi ai blocchi di partenza. Emblematico è il caso dei contratti provinciali di categoria, in attesa di rinnovo ormai da sei mesi. Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil hanno, quindi, indetto per oggi in tutta Italia il “CPLDAY” per chiamare le organizzazioni imprenditoriali al tavolo delle trattative: “Occorre sottolineare centralità e valore della contrattazione provinciale agricola per dare risposte a tutti i lavoratori agricoli”, affermano i segretari generali di Fai-Flai-Uila Sicilia Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino che hanno illustrato stamattina priorità e proposte sindacali nel corso di una videoconferenza stampa. L’iniziativa è stata dedicata alla memoria di Adnan Siddique e di tutte le vittime di caporalato, nel cui nome Fai-Flai-Uila chiedono ormai da tempo alla Regione siciliana l’approvazione di una normativa contro lo sfruttamento criminale sul lavoro per rendere ancora più incisiva sul nostro territorio la legge nazionale 199. 
La piattaforma di Fai-Flai-Uila prevede alcuni punti salienti. Per le tre organizzazioni di categoria, intanto, vanno previste nella contrattazione provinciale misure per regolamentare il sistema degli appalti, monitorando così la legittimità della concessione sia nei confronti del committente che dell’appaltante. Altro elemento-chiave, la questione salariale: “Non può essere considerata solo come un elemento di costo – affermano gli esponenti di Fai-Flai-Uila – È, invece, uno strumento che concorre all’incremento del reddito e, quindi, risulta indispensabile per invertire il calo dei consumi, contribuire al rilancio del mercato interno, aiutare la crescita del Paese”. Contro sfruttamento e caporalato, invece, Fai-Flai-Uila ritengono fondamentale nel rinnovo contrattuale la definizione del costo del trasporto degli operai agricoli sui luoghi di lavoro e la sua ripartizione con le aziende, oltre alla piena attuazione dell’accordo-quadro per il contrasto alle molestie e alla violenza nel settore. 
Altra richiesta: l’insediamento e la piena operatività degli Osservatori Regionali, necessari per armonizzare i contratti provinciali, eliminando le differenze più eclatanti di inquadramento. “È necessario dare vita – dichiarano Manca, Russo e Marino – a un unico organismo bilaterale per ciascun territorio provinciale in cui unificare le funzioni attualmente distribuite nei diversi organismi e a cui attribuire anche nuovi compiti, valorizzando sempre più il ruolo della bilateralità. Rivendichiamo anche attenzione sul tema della formazione che, assieme a tutela della salute e sicurezza, costituisce una sfida e un investimento per il futuro dell’agricoltura”.  Fai-Flai-Uila, inoltre, rimarcano una netta opposizione a qualunque richiesta relativa ai salari di raccolta, mentre propongono di puntare sul salario di risultato/produttività utile per stabilire incrementi economici ai lavoratori agricoli, beneficiando della detassazione. Nella piattaforma i sindacati prevedono, poi, il sostegno alla maternità/paternità attraverso misure quali il “bonus bebè”, il rimborso spese per asili-nido e/o per l’istruzione, il sostegno agli operai agricoli a tempo indeterminato che sono stati licenziati, a integrazione di quanto già assicurato dall’Eban.
“Cia, Coldiretti e Confagricoltura – concludono Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino – avviino immediatamente la contrattazione con i sindacati per varare i rinnovi contrattuali. Vanno garantiti i diritti di una categoria che opera in un settore fondamentale per la Sicilia e per l’Italia e che durante l’emergenza pandemica ha ancora una volta dimostrato di essere indispensabile”.

«L’aeroporto di Trapani Birgi naviga oggi in acque più sicure per la sinergia tra Regione siciliana e Airgest, appena la situazione sarà stabile avrà senso parlare della creazione di due soli poli aeroportuali siciliani”. È la sintesi dell’incontro, fissato ad un anno dall’insediamento di Salvatore Ombra, scelto dal presidente Nello Musumeci alla guida della società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio che si è svolto a Palazzo D’Orleans per comunicare l’esito della gara ex legge regionale 14/19 con la quale la sono stati stanziati oltre 9,4 milioni per incentivare la presenza di vettori aerei, secondo la normativa comunitaria, e incrementare le rotte dallo scalo di Trapani Birgi per i prossimi anni.

Presenti oltre ai vertici della Regione siciliana e di Airgest, l’assessore al Turismo, Manlio Messina, ai Trasporti, Marco Falcone, alle Attività Produttive, Mimmo Turano e la deputata trapanese regionale Eleonora Lo Curto. Per Airgest presente il consiglio di amministrazione composto da Carmen Madonia e da Saverio Caruso, il direttore generale Michele Bufo e il responsabile amministrativo Dario Sorbello.

L’aggiudicazione del bando legato ai fondi della Regione siciliana

Le risorse del bando sono state aggiudicate a due vettori aerei, la irlandese Ryanair per una quota maggiore e per un triennio di operatività con una stima di oltre 2 milioni di passeggeri e Albastar per un periodo di 12 mesi che consentiranno allo scalo di traguardare oltre un milione di passeggeri annui. «Ciò ha consentito – sottolinea il presidente Salvatore Ombra – alla società Airgest di competere nell’ambito degli incentivi ai vettori ad armi pari con i restanti scali nazionali, dopo il fallimento dei tentativi espletati negli anni pregressi con le procedure di gara per la promozione territoriale ex LR 24/16».

Airgest ha così costruito e messo in atto, con il fondamentale sostegno del socio di maggioranza, Regione siciliana, una serie di complessi adempimenti che hanno portato prima alla stipula di una Convenzione con il dipartimento regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo che ha permesso di utilizzare somme stanziate dal governo Musumeci lo scorso agosto e quindi l’espletamento di una nuova, efficace e trasparente procedura ad evidenza pubblica che in data 14 luglio ha visto la partecipazione e l’aggiudicazione dei due importanti vettori, Ryanair e Albastar.

I progetti tecnici presentati dai due vettori sono stati sottoposti alla verifica del MEO test,  dimostrando la redditività dell’operazione, e quindi il rispetto della normativa comunitaria. Tale misura si somma alla già nota operatività dello scalo ed al prossimo avvio della Continuità territoriale, con sei rotte finanziate dalla Regione e dal governo nazionale a partire dal 1° novembre.

Il deputato alla Camera Rosalba Cimino in seguito all’ordinanza regionale del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ordina di far effettuare ai migranti che arrivano con le Ong una quarantena sulle stesse navi di approdo, precisa che il Governo sta continuando a lavorare per far fronte all’emergenza. «Dopo una prima gara andata a vuoto per una nuova nave traghetto da collocare tra Sicilia e Calabria, stiamo agendo attraverso una nuova gara urgente che permetta di trovare una imbarcazione che sostituisca la Moby Zazà». Il deputato siciliano, componente del Comitato Schengen ribadisce che il Governo sta lavorando per garantire la sicurezza dei cittadini. «In questo momento – spiega Cimino – non occorre fare propaganda sui migranti: la sicurezza loro e dei cittadini siciliani è garantita attraverso un controllo serrato. Chi arriva viene sottoposto a tampone e viene poi ricollocato solo dopo la quarantena effettuata sulla nave, in tutta sicurezza». Intanto, la componente ricorda che proprio in questi momenti la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese è a Tripoli per discutere dei flussi migratori. «Ieri -spiega Cimino – il ministro ha assicurato che c’è massima attenzione alla tutela della sicurezza dei cittadini, siciliani e calabresi in particolare».

La ConFasi Sicilia, a fronte delle nuove direttive del ministero della Scuola sui punteggi delle graduatorie provinciali, considerando gli emendamenti del governo, ed in particolare i cospicui aumenti salariali concessi ai soli dirigenti scolastici, denuncia la totale ed insensata miopia della gestione del Ministero dell’Istruzione anche per la mancata gestione della stabilizzazione degli insegnanti e l’assenza della Naspi per gli operatori scolastici in caso di Covid. Così affermano in una nota congiunta il presidente regionale di Confasi Davide Lercara, i responsabili provinciali del comparto Istruzione e Formazione di Palermo, Francesco Tulone, e di Siracusa Ida Vasta, i quali ribadiscono che “Confasi continuerà a segnalare tutti i disservizi e il caos normativo, a tutela dei diritti lavorativi dei precari, di tutti i docenti della scuola e del personale tecnico – amministrativo”.

La procura di Palermo sta valutando l’apertura di una indagine dopo la violenta alluvione che ieri ha messo in ginocchio la città. Decine di auto travolte dall’acqua o rimaste intrappolate nei sottopassaggi della circonvallazione allagati, strade trasformate in fiumi in piena, persone costrette a mettersi in salvo abbandonando le macchine sospinte via dalla pioggia. L’indagine dovrebbe accertare eventuali responsabilità nell’assenza di misure necessarie a prevenire e fronteggiare l’emergenza meteo che, dato non ancora confermato, potrebbe aver ucciso due persone. Non ci sarebbero corpi nel sottopasso di via Leonardo da Vinci dove la bomba d’acqua di ieri ha intrappolato decine di auto. Le macchine, riferisce all’ANSA il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, sono state tutte rimosse tranne una. Un’ispezione esterna avrebbe però escluso la presenza di cadaveri a bordo. “I vigili del fuoco – dice Cocina che ha partecipato a una riunione in Prefettura per il coordinamento dei soccorsi – hanno compiuto un grande lavoro per il ripristino della normalità. C’è ancora, nel punto più basso, meno di un metro d’acqua. Il tratto è stato accuratamente ispezionato e non ci sono tracce di persone o di cadaveri che eventualmente galleggerebbero. I lavori proseguono ma siamo ottimisti sull’assenza di vittime”.
Oltre 300 interventi, molti dei quali ancora in corso, e lo sgombero di diverse abitazioni: è questo il bilancio dell’attività svolta da ieri a Palermo dai vigili del fuoco in seguito alla bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città e che ha messo a dura prova tutte le squadre in servizio al comando provinciale. I pompieri hanno fatto evacuare diverse palazzine a rischio di crollo tra via Marabitti e via Spedalieri. In alcuni edifici sono presenti delle crepe vistose all’esterno e i residenti non sono riusciti a chiudere le porte d’ingresso. Le squadre dei vigili del fuoco, coordinate dal comandante provinciale Agatino Carrolo, sono impegnate oltre che nei sottopassi di viale Regione Siciliana, dove un testimone ha segnalato che due persone sarebbero rimaste intrappolate all’interno dell’abitacolo di un’auto sommersa dall’acqua e dai detriti, anche nella zona di Baida dove un torrente di acqua e fango ha trascinato diverse vetture per centinaia di metri.

Fino ad ora agli organi di polizia non è stata presentata alcuna denuncia di scomparsa. Il “giallo” potrà essere risolto solo in seguito al dragaggio completo dell’acqua e all’ispezione delle auto.

Disastro: è questa l’unica parola che può descrivere quanto è successo ieri pomeriggio a Palermo. Un disastro climatico, economico, amministrativo ma, per fortuna, non anche umano: l’unica buona notizia è che non sembrerebbero esserci state vittime.

Federconsumatori Sicilia prende atto delle parole pronunciate ieri dal Presidente della Regione Nello Musumeci e da quelle pronunciate oggi in conferenza stampa dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Ma prende atto anche delle innumerevoli segnalazioni che arrivano da parte dei cittadini in merito a caditoie otturate e immondizia che galleggiava ovunque.

Che l’evento atmosferico sia stato eccezionale è impossibile da negare: lo dicono i numeri. Ma quello che è successo ieri, molto probabilmente, è stato anche l’effetto di un colossale concorso di colpe in cui tutti gli attori hanno una responsabilità, chi piccola e chi grande: dal cittadino che getta il sacchetto di plastica a terra che va ad ostruire le caditoie, all’Amministrazione Comunale che non è solerte nel ripulirle, dal Centro Funzionale Decentrato-Idro della Protezione Civile Regionale Sicilia che forse ha sottovalutato la situazione meteo, agli innumerevoli enti pubblici coinvolti negli ultimi anni nei blocchi dei lavori dei collettori fognari.

Questo conferma – commenta il Presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – che il concetto di tutela del territorio riguarda tutti e non è uno slogan astratto da ecologisti. E se il territorio è la città di Palermo, dove il cemento da decenni vince sul verde pubblico, la tutela è ancor più difficile. Ma ancor più necessaria. Chiediamo un intervento urgente ed efficace della Magistratura – conclude La Rosa – perché solo una inchiesta approfondita potrà stabilire se quel che è successo ieri era realmente inevitabile e se le conseguenze che abbiamo visto non potevano essere mitigate da opportune azioni preventive“.

Un accertamento urgente delle responsabilità, tra l’altro, è necessario anche al fine di stabilire se potranno esserci dei risarcimenti per i danni subiti dai cittadini, chi dovrà pagarli e in che modo e misura. “In città – spiega il Presidente di Federconsumatori Palermo, Lillo Vizzini – ci sono decine di automobili danneggiate, garage e scantinati allagati, commercianti che hanno perso migliaia e migliaia di euro di merce a causa dell’acqua che è entrata in negozio. Molte di queste persone erano già in forte difficoltà a causa del recente lockdown e ora si ritrovano con danni enormi e senza alcuna assicurazione che li copra. Chi pagherà per tutto ciò?“.

Infine, Federconsumatori Sicilia non può che ringraziare tutti gli uomini e le donne che, per lavoro o per solidarietà, hanno operato nelle ultime ore per mettere in sicurezza le persone in pericolo e per far tornare la città di Palermo alla normalità.

Si è svolta oggi, al Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, l’assemblea dei soci per l’insediamento del nuovo Presidente e della nuova Governance .

Adesso è ufficiale, il dott. Mangiacavallo sarà alla guida di Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento, nominato direttamente dall’Assessore Regionale all’Istruzione e Formazione Roberto Lagalla .

Il Presidente f.f. dott. Giovanni Di Maida, che è stato alla guida del Consorzio fino ad oggi lavorando strenuamente per la ripresa del Consorzio, oggi riprenderà la sua carica di vicepresidente al fianco di Nenè Mangiacavalo, medico e con una lunga esperienza in politica, insieme al prof. Lavanco che rappresenterà l’Universita di Palermo.

“Un sentito ringraziamento a chi ha gestito con difficoltà nell’ultimo periodo il Consorzio Universitario, in primis al dott. Di Maida” Dichiara Mangiacavallo e continua “Ho accettato con piacere la nomina di Presidente di Empedocle, perché credo fermamente nel ruolo fondamentale che il Consorzio può avere per la Provincia di Agrigento. Spero che possa sempre più diventare, il volano della crescita non solo culturale, ma anche economica e sociale di un vasto territorio che possiede grandi e riconosciute potenzialità”

Il dott. Di Maida nella sua dichiarazione, esprime “grande compiacimento per la nomina di Nenè Mangiacavallo che è espressione del territorio. Vi è già grande unità di intendi, rispetto al lavoro fatto ed alle nuove prospettive di crescita del Consorzio Universitario Empedocle. Lavoreremo unitamente al rappresentante UNIPA prof. Lavanco, nell’interesse del territorio”

Con la Nomina del nuovo Presidente, del Consiglio d’Amministrazione, una offerta formativa ancora più ampia dell’Università degli Studi di Palermo ed un corso di laurea In Mediazione Linguistica e Culturale della scuola Agorà Mundi, il Consorzio Empedocle, si candida ad essere uno dei migliori poli per l’accoglienza dei già numerosissimi studenti che vorranno intraprendere nuovi ed importanti studi, non solo nella nostra provincia, ma nell’intero territorio regionale e nazionale, promuovendo una lunga serie di iniziative culturali di spessore per ampliare maggiormente il suo raggio di azione.

Il 29 di questo mese, l’insediamento del Presidente Mangiacavallo e la nuova Governance, verrà presentato con una manifestazione pubblica, nell’Auditorium del Consorzio Universitario, nel rispetto delle normative anti contagio emanate dallo Stato Centrale.

Nei giorni scorsi, il Comune di Agrigento ha disposto l’acquisto di una nuova telecamera da connettere al sistema a circuito chiuso che dovrebbe consentire alla polizia municipale di avere una visione complessiva quantomeno della via Atenea. In particolare la videocamera sarà collocata in direzione piazza San Francesco, inquadrando probabilmente anche la nuova statua di Andrea Camilleri

Il sistema di videosorveglianza è rimasto per lungo tempo fuori uso perché i pozzetti presenti sotto il livello stradale venivano allagati in caso di pioggia, ma anche danneggiati dai ratti.