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La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a nove indagati di avere reso, a disposizione degli stranieri giunti clandestinamente in Italia, documenti, biglietti di viaggio ed anche abitazioni, tra Lampedusa e Porto Empedocle, utili per evitare i controlli e i relativi rimpatri. A scoprire tale presunta organizzazione è stata la Squadra Mobile di Agrigento, coordinata da Giovanni Minardi, che nell’aprile del 2018 ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari firmata dal Tribunale di Agrigento.

Sei esemplari di tonno rosso, dal peso complessivo di una tonnellata e 120 chili, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza. Il pescato è stato trasportato in un furgone bloccato dalle Fiamme gialle per un controllo nella zona marinara di Acitrezza, frazione di Aci Castello, nel Catanese. Il conducente e l’occupante del mezzo non hanno fornito la documentazione prevista dalla normativa comunitaria e nazionale specifica per il tonno rosso, che serve a identificare la provenienza del prodotto ittico. E’ scattato quindi il sequestro con conseguente contestazione di una sanzione amministrativa.

Ritengo che andremo sempre di più verso una società populista, che urla più che ragionare. In questo periodo di resilienza abbiamo visto che il cattivismo, documentato dall’Istat nell’era pre-Covid 19, non si è fermato. Non è facile essere ottimisti. Troppi egoismi, soluzionismi, arrivismi, protagonismi. Troppi ismi. Poca solidarietà e poco rispetto degli altri. Spesso è la politica dei sondaggi e dei video sui social ad alimentare tutto. Non è un buon esempio”.

Lo ha dichiarato il professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione all’Università di Messina, in un’intervista rilasciata al giornalista Tiziano Zaccaria del settimanale “Viversani e Belli” a pagina 16  in un’ampia inchiesta intitolata “Quale sarà il nostro futuro? “ dopo l’emergenza Covid 19.

Alla domanda del giornalista Zaccaria se sarà una società più rinchiusa in casa, con smartworking ed e-commerce l’esperto ha risposto: “Sarà una società costretta a cambiare pelle, provata psicologicamente e economicamente. Una società piena di paura. Si è passati dall’infodemia alla psicodemia. Dall’invasione di notizie sul virus, vere e false, al terrore per il contagio. Poi la paura di rimanere senza lavoro o la certezza di perderlo. Tutti ci siamo tuffati nell’uso dei nuovi media. La tecnologia della sopravvivenza ci ha permesso di lavorare e di fare acquisti on line. Sarà difficile tornare indietro”.

Secondo il sociologo cresceranno gli interessi per i temi ambientalisti: “Se ripenso alle parole scritte da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sii, già da allora dovevamo cambiare le nostre abitudini e il rapporto con tutto quello che ci circonda. Ma privilegiamo il vantaggio momentaneo rispetto alla certezza di un pianeta più sostenibile. Covid 19 ha fermato la marcia inarrestabile di Greta e dei suoi valori. Marcia – ha concluso il professor Pira- che prosegue sulla rete, ma non con la stessa efficacia. Singolare che dei ragazzi facciano lezione di sostenibilità agli adulti, incapaci di costruire per loro un mondo migliore ”.

Troppo facile contestare Matteo Salvini quando mette piede in Sicilia.
Ad “aspettarlo” in provincia di Messina, oltre ad una fetta di popolazione, anche il nuovo movimento delle “Sardine” che, a dire il vero, sembravano essere dileguate dopo l’emergenza coronavirus. Non sono mancati, ovviamente, anche gli applausi per il leader della Lega, in quanto di simpatizzanti ne ha incontrati parecchio.
L’Immigrazione è il perno principale che ha contraddistinto Matteo Salvini nel corso del suo mandato di Ministro degli Interni.
Una battaglia continua per il ripristino del blocco degli arrivi e per frenare la criminalità organizzata. Tra l’altro nessuno ha certezza che dentro le barche che approdano nelle coste, tutti i presenti siano davvero oro colato. Così come alcuni dei “migranti” cercano nuovi territori per portare avanti le loro azioni illegali.
Inevitabile il “ritorno” a Lampedusa, dove adesso gli abitanti dell’Isola sono ridotti allo stremo; hanno anche indetto un referendum per chiudere definitivamente l’hotspot presente nell’Isola.
Salvini continua il suo percorso siculo verso Capaci, luogo tristemente noto, e depone una corona di fiori; inevitabile il pensiero a Cosa Nostra per la quale Salvini ha ribadito non solo che la lotta non è finita ma occorre anche incentivare le Forze dell’Ordine, con estrema pericolosità in prima linea.
Altra questione, il ponte sullo Stretto; Salvini si dice favorevole e lancia una frecciata ad Alitalia per il caro voli. Situazione, questa, già posta sui tavoli del Govenro nazionale.
L’obiettivo principale della visita di Salvini, è stato quello di incontrare le categorie più in difficoltà come quella dei pescatori, dei commercianti, operai e disoccupati, colpiti economicamente dal Covid 19; Salvini ha ironizzato sugli aiuti economici (600 euro), peggio delle briciole, e sugli altri provvedimenti intrapresi dal Governo ma dei quali ancora oggi non si è vista nessuna traccia.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Emiliana Busto, ha chiesto alla Corte d’Assise la condanna a 25 anni di carcere a carico di Anisoara Lupescu, la donna originaria della Romania imputata, col marito Vasile Lupascu, 44 anni, e il figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, già condannati in primo grado col rito abbreviato a 30 anni di carcere ciascuno, di avere concorso nell’omicidio di Pinau Constantin, 37 anni, loro connazionale romeno, massacrato a colpi di zappa e di bastone in un agguato l’8 luglio del 2018 a Naro. Il movente sarebbe da ricercare in dissidi tra le due famiglie. La sentenza è attesa la prossima settimana.

Giorgia Iacolino: Finalmente si vota ad Agrigento!

La recente decisione del governo regionale di fissare la data per il voto alle amministrative il 4 Ottobre 2020 consente di guardare con prudente ottimismo alle scelte che vedranno impegnata la comunità agrigentina. 

L’emergenza prima sanitaria e poi sociale ed economica, determinata dal Coronavirus ,impone lungimiranza nella scelta del sindaco e della nuova amministrazione comunale oltre che dei componenti il consiglio comunale.

Le difficoltà di famiglie, commercianti ed imprese devono essere ascoltate e finalizzate in attività progettuali concrete al servizio della comunità, liberando risorse nuove per contribuire alla crescita reale della realtà agrigentina.

Serve un cambio di passo con una svolta che valorizzi lo splendore di una città che è testimonianza vivente di una cultura millenaria. Credo in un progetto realmente innovativo dove giovani, imprenditori, professionisti ed onesti lavoratori diano sostegno ad un ritrovato entusiasmo messo al servizio della città  di Agrigento.

Con queste premesse e con la consueta energia – conclude Giorgia Iacolino- mi ricandido al consiglio comunale per guidare una lista di donne e uomini impegnati a risollevare le sorti di una città, Agrigento, che rimane il cuore del Mediterraneo e ricca di risorse culturali e naturali senza eguali che meritano la piena valorizzazione.

A Palermo sono stati denunciati dalla Polizia gli autori del furto e dei danneggiamenti al ristorante “Castello a Mare” di Natale Giunta. Si tratta di quattro giovanissimi. Quanto accaduto risale allo scorso 10 giugno. Gli agenti hanno scoperto gli autori del raid visionando le immagini registrate sia dalle telecamere del ristorante che da quelle pubbliche nella zona, nei pressi del porticciolo della Cala. Le telecamere hanno testimoniato che i quattro prima hanno bevuto birra a bordo di una barca ormeggiata al porticciolo, e poi, esaurita la scorta alcolica, hanno rotto con una pietra la vetrata del ristorante per rubare una bottiglia di liquore, divertendosi a spaccare altre bottiglie, e causando un danno complessivo di 400 euro circa.

A Palermo i Carabinieri hanno arrestato Maurizio Ruggieri, 28 anni, indagato di tentato omicidio. Sarebbe stato lui ad accoltellare, in via Evangelista Di Blasi, Soufiane Saghir, 23 anni, anche lui palermitano di genitori marocchini. Ruggieri, nel corso di una lite, avrebbe colpito tre volte Saghir con un coltello di 30 centimetri. Uno avrebbe lesionato il polmone. Il ferito è stato trasportato all’ospedale Villa Sofia. Non sarebbe in pericolo di vita. Soufiane Saghir a maggio del 2019 è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti spaccaossa, le bande specializzate nelle truffe alle assicurazioni protagoniste di una serie di orrori.

A seguito delle numerose polemiche insorte, compresa la minaccia della chiusura dei locali pubblici di intrattenimento, il sindaco di Palermo ha modificato l’ordinanza relativa alla movida e al contenimento del contagio covid. Dunque, per i prossimi 30 giorni è vietata per tutti gli esercizi di vicinato la vendita per asporto di bevande alcoliche in contenitori di vetro prima delle 8 e dopo le 20. Tale divieto vale anche per i distributori automatici. Esenti sono però i negozianti che svolgono anche attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato come, a esempio, gastronomie e rosticcerie, che sono autorizzati alla vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione fino alle 24. Dalle 24 all’1.30 è consentita unicamente la vendita per il consumo diretto all’interno dei locali o negli spazi esterni di pertinenza, mentre all’1.30 dovranno interrompersi tutte le attività con la chiusura dei locali.

Nel 2016, l’impresa G.B, capogruppo aggiudicataria della gara d’appalto esperita nel maggio del 1991 dal Comune di Castrofilippo per i lavori di costruzione della strada comunale “Cuba”, si era rivolta al Tribunale di Agrigento per ottenere dall’Amministrazione Comunale il pagamento delle maggiori somme dovute per dei lavori suppletivi eseguiti dalla propria impresa durante l’esecuzione dell’appalto.
Durante la realizzazione delle opere, infatti, era stata riscontrata la necessità di eseguire nuovi lavori non previsti nell’originario progetto con relativa variazione dei prezzi concordata, in un primo tempo, fra l’impresa appaltatrice e la direzione dei lavori, salvo poi esser sostituita da un nuovo atto di sottomissione e concordamento di nuovi prezzi a seguito delle decurtazioni di prezzo attuate dal Genio Civile di Agrigento con il parere di competenza espresso sulla Perizia di Variante e Suppletiva; atto che veniva pertanto sottoscritto con riserva dall’impresa appaltatrice proprio con riguardo alla riduzione dei nuovi prezzi conseguente al citato parere del Genio Civile.
Nel 1993, i lavori venivano ultimati entro il termine utile contrattuale e, nel 2008, veniva eseguito il collaudo dei lavori sottoscritto, sempre con riserva, dall’impresa appaltatrice.
Alla luce di ciò, nel 2016, otto anni dopo il collaudo e ventiquattro dopo la conclusione dei lavori, la medesima impresa decideva di agire in giudizio al fine di vedere riconosciuto il proprio diritto al pagamento dei nuovi prezzi in luogo di quelli ridotti oggetto della riserva, nonché l’accertamento dell’inadempimento del Comune di Castrofilippo rispetto agli obblighi contrattualmente assunti ed a quelli imposti per legge, ivi incluso anche il ritardo nella collaudazione delle opere ed il ritardo nel pagamento della rata di saldo.
Si costituiva in giudizio il Comune di Castrofilippo chiamando in causa gli allora direttori dei lavori appaltati – Arch. Rosario Serravillo e Ing. Vincenzo Di Rosa – ritenuti responsabili della pretesa creditoria azionata dall’impresa G.B. per aver sottoscritto il primo verbale di concordamento dei nuovi prezzi poi decurtati in adempimento della rettifica apportata dal Genio Civile, e dai quali il Comune convenuto pretendeva, mediante chiamata di terzo in giudizio, di essere tenuto indenne in caso di positivo accoglimento delle richieste dell’impresa appaltatrice.
Comparivano pertanto in giudizio, l’Arch. Rosario Serravillo, difeso dall’Avv. Assunta Di Matteo e l’Ing. Vincenzo Di Rosa, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, eccependo tra l’altro la prescrizione, oltre che l’infondatezza, di ogni azione e/o pretesa riconducibile al proprio operato nell’espletamento dell’incarico adempiuto con la dovuta diligenza e nel pieno rispetto della normativa all’epoca vigente.
L’Avv. Rubino, precisava, inoltre, come lo stesso direttore dei lavori avesse abbandonato il proprio incarico di direttore dei lavori dall’ottobre 1992 per recesso irrevocabile, né successivamente avesse mai ricevuto alcuna contestazione da parte del Comune di Castrofilippo sul suo operato, né alcuna richiesta di risarcimento in merito all’incarico espletato per l’appalto in questione era mai allo stesso pervenuta né da parte dell’Amministrazione né da qualunque altro soggetto.
Il Tribunale di Agrigento ha condannato il Comune di Castrofilippo al pagamento delle somme richieste dall’impresa appaltatrice e, in accoglimento delle difese spiegate dai legali dell’Arch. Serravillo e dell’Ing. Di Rosa – gli Avv.ti Assunta Di Matteo e Girolamo Rubino – ha rigettato la “domanda di manleva” spiegata dal Comune nei confronti dei terzi chiamati, riconoscendo l’assenza di negligenza da parte della Direzione dei Lavori.
Con la medesima pronuncia, il Tribunale di Agrigento ha inoltre condannato l’Amministrazione comunale al rimborso delle spese processuali anche in favore di questi ultimi.
Pertanto, in attesa della definizione del giudizio di appello instaurato dal Comune di Castrofilippo avverso la superiore sentenza resa dal Tribunale di Agrigento, l’Amministrazione Comunale dovrà comunque provvedere alla refusione delle spese del giudizio di primo grado, atteso il rigetto della richiesta di sospensione degli effetti della sentenza impugnata – e quindi la piena esecutività della stessa – con riferimento al pagamento delle spese di lite in favore dell’Arch. Serravillo e dell’Ing. Di Rosa.