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Il consigliere comunale del Movimento per le Autonomie di Porto Empedocle, Giuseppe Todaro, ha presentato un’interrogazione all’amministrazione comunale sul perché non siano ancora iniziati i lavori allo stadio Collura e al porticciolo turistico. Todaro afferma: “Tali lavori sono già stati appaltati da un po’ di tempo, ma i lavori non sono stati ancora avviati. Tenuto conto che il porticciolo turistico potrebbe essere un’opera fondamentale per la ripresa dell’economia del paese, e visto anche che si è in prossimità della nuova stagione agonistica e che la nostra squadra e tutte le altre associazioni sportive che usufruiscono dello stadio Collura sono costrette ad ‘emigrare’ in altri stadi della provincia, è giusto chiedere e sapere il perché del ritardo nella partenza dei lavori. Vorrei sapere anche se veramente vi è il rischio di perdere i finanziamenti stanziati per tali opere.”

Ad Agrigento alcuni organi di stampa hanno diffuso la notizia secondo cui i lavoratori attualmente impegnati nei cantieri di servizio in città non fossero stati contrattualizzati dal Comune, non avessero quindi alcuna copertura di tipo assicurativo, e che, a fronte dell’ancora mancato pagamento dello stipendio, siano costretti, loro malgrado, a pagare le ritenute. Ebbene, il Comune di Agrigento, contattato dalla redazione di Teleacras, smentisce tale notizia e puntualizza che i lavoratori nei cantieri di servizio ricevono un sussidio sociale dalla Regione tramite il Comune, e che ciò accade in tutta Italia. In cambio di tale sussidio sociale, i beneficiari svolgono attività lavorative a favore del Comune. Non si tratta di un rapporto di lavoro, e, quindi, tale prestazione in cambio del sussidio non sottende l’obbligo di alcun contratto. All’ufficio Ragioneria del Comune gli impiegati hanno commesso un errore: hanno ritenuto la prestazione un rapporto di lavoro e pertanto hanno addebitato la ritenuta a carico del lavoratore sul sussidio pagato. L’errore è stato già corretto. Inoltre, i lavoratori attualmente impegnati hanno una copertura assicurativa e hanno seguito un apposito corso di prevenzione prima di iniziare le attività.

I Bersaglieri di Agrigento hanno festeggiato la nomina del generale agrigentino Luciano Portolano a comandante del Coi, il comando responsabile delle operazioni operative composto da Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, e che opera sia sul territorio nazionale che all’estero. Luciano Portolano, che è il bersagliere con il più alto incarico in Italia, al termine della serata si è complimentato con tutti i componenti della sezione agrigentina, e ha affermato: “E’ una sezione giovane, che in poco tempo ha avuto l’onore e l’onere di organizzare il raduno interregionale che si svolgerà dal 4 al 6 ottobre prossimo. E’ un evento molto atteso, e parteciperanno bersaglieri provenienti da tutta Italia. E’ occasione di vanto per la sezione di Agrigento e che gioverà a tutta la città che è molto ben considerata all’estero e in Italia, e che da occasioni simili acquisisce ancora più valore e visibilità. Per far sì che tutto vada per il meglio, occorrerà essere coesi e forti, caratteristiche tipiche dei bersaglieri. Un evento del genere richiede la possibilità di affrontare diversi rischi che con il nostro presidente Andrea De Castro, saranno affrontati al meglio” – ha concluso il generale Portolano.

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, su provvedimento dell’autorità giudiziaria, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 28enne che non avrebbe ottemperato il divieto di avvicinamento nei confronti della madre tornando a frequentare gli stessi luoghi.

Una storia familiare difficile caratterizzata da un burrascoso rapporto tra madre e figlio culminato con svariati provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Adesso l’aggravamento della misura con l’arresto del 28enne.

Era ricercato dalle autorità tedesche in seguito ad una condanna per falsificazione e introduzione di moneta e da quel momento si era reso irreperibile tornando evidentemente nel suo paese natale, Canicattì.

Ed è proprio nella Città dell’Uva che i poliziotti della sezione anticrimine del commissariato,guidato da Cesare Castelli, lo hanno scovato e arrestato.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere Petrusa di Agrigento .

I Carabinieri hanno arrestato in carcere un uomo di Favara, di 46 anni, che nel centro storico di Agrigento, in via Gallo, ha sorpreso un giovane di 19 anni, lo ha minacciato con un coltello e gli ha rapinato lo smartphone. Il derubato ha telefonato al 112, e ha descritto il rapinatore ai Carabinieri. I militari hanno subito organizzato un piano di controlli a tappeto, e a San Leone hanno rintracciato il malvivente, corrispondente alla descrizione. Dalle sue tasche sono saltati fuori il coltello e lo smartpohne.

Il dottore Santo Pitruzzella uno degli ex ragazzi della III B del Liceo classico Empedocle Agrigento ha organizzato l’incontro in pizzeria per una serata insieme dopo mezzo secolo.

Presenti stasera dopo cinquanta anni dalla maturità classica: Carmelo Amato,  medico, Silvestre (Silvio) Baio architetto ex capo ufficio tecnico Agrigento, Luigi Barba luigi dottore in scienze politiche ex capo dei vigili urbani di S. Angelo Muxaro, Calogero Frisina informatico in pensione, Giuseppe Gallo geologo insegnante in pensione, Alfonso Gaziano medico, Alfonso Licata farmacista, Salvatore Marciante avvocato  ex segretario comunale, Antonio Patti medico patologo clinico in pensione, Santo Pitruzzella medico, Giovanni Sacco laureato in legge dipendente cassa edile, Alfonso Sollano  avvocato bancario in pensione, Calogero Sorce farmacista.

Felici ed emozionati hanno ricordato gli anni del liceo e, per una serata, giovani come cinquant’anni fa.

La zona nord della città di Agrigento invasa dalle fiamme,soprattutto l’area che va da Fondacazzo alla Galleria Santa Lucia che collega Agrigento con Raffadali, sono in atto delle lingue di fuoco alte e che rischiano di fare grossi danni.Sono impegnati incessantemente i canadair,i pompieri e i forestali che stanno facendo l’impossibile per attenuare una situazione che ancora oggi non è stata completamente risolta.Altri focolai sono presenti nella zona industriale.