Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag

In un solo giorno sono cresciuti i positivi al Corognavirus in Sicilia, con un incremento di 10 persone, ma diminuscono i ricoverati. Questo secondo il bollettino quotidiano diffuso dal ministero della Salute aggiornato ad oggi. Nell’Isola i ricoverati con sintomi sono 34 e tre sono in Terapia intensiva per un totale di 37 pazienti in ospedale. Passano da 249 a 256 le persone in isolamento domiciliare. Il totale positivi è oggi di 293. Si registra un nuovo decesso, che porta il totale a 284. In 24 ore eseguiti 2.670 tamponi. I casi totali dall’inizio della pandemia sono 3.318.“

 

Il Raggruppamento temporaneo di imprese, Sea, Iseda ed Ecoin, che gestisce il servizio rifiuti a Canicattì, comunica che da domani, mercoledì 5 agosto, cambiano i turni di conferimento dei rifiuti e si ritorna al precedente calendario.

Il sindaco Ettore Di Ventura, infatti, alla luce del reperimento di un impianto dove conferire i rifiuti organici, ha firmato un’ordinanza con la quale si ripristina il precedente calendario per le utenze domestiche.

Da domani dunque, come tutti i mercoledì si raccoglierà l’organico e la carta e cartone. Giovedì il secco residuo ed i pannolini, il venerdì plastica e metalli e pannolini e il sabato l’organico ed il vetro.

Il lunedì si conferirà l’organico ed i pannolini ed il martedì, plastica e metalli e pannolini.

Il Sindaco di Naro On. Maria Grazia Brandara ha inviato una lettera alla Gestione Commissariale del Servizio Idrico Integrato A.T.I. AG9 ripercorrendo le varie problematiche che tutti i naresi hanno vissuto dopo la mancata erogazione dell’acqua in diversi periodi nei mesi di Luglio e Agosto.

Tale situazione ha suscitato diverse polemiche che il Sindaco ha raccolto prontamente e con grande apprensione.

Con l’entrata in vigore di codesta Gestione Commissariale – scrive il Sindaco Brandara nella lettera – sembrava che il problema dell’acqua per i Comuni dell’ATI 9 fosse stato risolto. Quest’anno si è invece tornati ai disagi degli anni precedenti. La responsabilità non è additabile alla Gestione Commissariale, bensì, al Consorzio Acquedottistico Tre Sorgenti, che è ormai diventato un vecchio carrozzone privo di mezzi e risorse che però ostinatamente viene tenuto in piedi”.

Il Sindaco Brandara conclude la sua nota con la richiesta alla Gestione Commissariale che i cittadini di Naro vengano esonerati dal pagamento del canone relativo al bimestre Luglio – Agosto.

La Giunta presieduta dal sindaco Lillo Firetto ha deliberato l’accettazione delle somme donate dalla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale che saranno distribuite in buoni acquisto di beni di prima necessità attraverso un avviso pubblico. La generosa donazione si deve alle relazioni di stima e di collaborazione intessuti con il presidente della Fondazione, il professore avvocato Emmanuele Francesco Maria Emanuele, “Ambasciatore” della Città dei Templi, a cui il sindaco Lillo Firetto ha conferito nel 2019 il prestigioso riconoscimento della Menzione Speciale.  “Un sentito ringraziamento rivolgo alla Fondazione e in modo particolare al professor Emanuele da parte della città – afferma Firetto -. Agrigento ancora una volta ha potuto contare sulla vicinanza e la generosità di Terzo Pilastro, soprattutto in un momento così difficile, in cui abbiamo continuo bisogno di sostenere le famiglie in difficoltà economica dall’inizio del lockdown e nella fase di ripresa”. Emanuele è annoverato tra i personaggi di caratura internazionale che, con il loro impegno e amore per Agrigento, hanno più contribuito a mantenere alto il nome della città e della sua millenaria Valle dei Templi. Scegliendo Agrigento come sede di convegni, eventi e mostre di rilevanza internazionale, ha contribuito a diffondere l’immagine del territorio agrigentino quale emblema di dialogo, arte e cultura, strumenti di aggregazione e di pacificazione, riconoscendo alla città centralità culturale, artistica e sociale nel Mediterraneo, bacino di crescita per la civiltà contemporanea.

Mesi e mesi, liti, oggi si, domani no. Nel frattempo la sanità agrigentina crollava sotto i colpi micidiali della malaria che uccideva una nostra collega, Loredana Guida. Al San Giovanni di Dio manca un reparto di malattie infettive.

Infuriarono le polemiche, da Musumeci a Razza per proseguire con la Commissione regionale Sanita della quale tra presidente e componenti il 75% è tutto agrigentino.

Seguirono ancora polemiche, poi, inevitabili, le promesse; presto l’ospedale di Agrigento si doterà di un reparto di malattie infettive. E poi ancora il Covid 19. Oggi, 4 agosto, tutto è passato nel dimenticatoio.

La data di oggi, però, rappresenta anche un evento importantissimo. L’Asp di Agrigento, finalmente, si dota di un nuovo Direttore Generale che avrà le funzioni di Commissario. Si tratta del dott. Mario Carmelo Zappia, 58 anni.

Forse già da domani il suo insediamento all’Asp agrigentina. Occorre ripartire immediatamente perchè i problemi che attanagliano la sanità provinciale sono tanti e gravi.

Al dott. Zappia gli auguri di un proficuo lavoro.

La nave quarantena “Azzurra”, partita da Porto Empedocle ieri sera, è giunta questa mattina a Lampedusa. Sono state, immediatamente, avviate le operazioni di trasferimento dei migranti. Dunque, le persone che erano presenti nell’hotspot dell’isola, saliranno a bordo della grande imbarcazione. Il trasferimento è avvenuto a gruppo di dieci persone. I migranti sono stati accolti dal personale bardato con tute bianche e mascherine. Alle persone sono state anche consegnate delle mascherine.La nave tornerà in rada a Porto Empedocle, contrariamente a quanto detto nei giorni scorsi dal viceministro all’Interno Vito Crimi durante la sua visita nella cittadina marinara. L’Azzurra sosterà dinanzi la cittadina marinara per consentire un più rapido intervento in caso di malore di qualche immigrato o personale di bordo, essendo Agrigento dotata di ospedale, mentre anche le procedure di identificazione risulteranno più snelle alla luce della presenza della postazione di frontiera della polizia di Stato.

Si è arrampicato su un balcone in una casa in fiamme e ha salvato quattro bambini intrappolati nell’incendio. E’ accaduto a Isnello, piccolo paese delle Madonie. Protagonista dell’acrobatico salvataggio Nunzio Mogavero, un operaio forestale di 49 anni, richiamato dalle grida disperate provenienti da un appartamento del centro storico vicino a una chiesa dove si stava celebrando un funerale.
Dopo l’intervento è stato portato in ospedale per una ferita alla gamba. Le fiamme sono divampate al piano terra e si sono propagate al primo piano dove si trovavano tre sorelline e un loro cuginetto. La madre delle bambine si era allontanata per fare la spesa poco prima che divampasse un incendio provocato, a quanto pare, da un corto circuito all’impianto elettrico.
Mogavero ha tentato di entrare nell’edificio ma il portone d’ingresso era bloccato. Con l’aiuto di due carabinieri che stavano partecipando al funerale è riuscito a raggiungere, inerpicandosi sulla parete, il balcone al primo piano. Ha quindi afferrato i piccoli e a uno a uno li ha calati dall’alto porgendoli alle persone che si erano radunate sulla strada. Nunzio Mogavero è conosciuto per altri episodi di generosità. L’anno scorso ha tratto in salvo un turista che si era perso nei boschi e in precedenza aveva salvato un daino intrappolato in una rete metallica.

Nella serata del 1 agosto u.s., personale della Polizia di Stato, nel corso di un’attività di Polizia rivolta alla prevenzione ed alla repressione dei reati, procedeva all’arresto in flagranza di reato per resistenza minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale nonché  lesioni personali e Atti persecutori nei confronti di una donna del cinquantasettenne licatese G.A. soggetto pluripregiudicato.

Gli uomini del Commissariato di P.S.   di Licata,  in servizio di volante, nel percorrere una centrale strada cittadina, venivano attirati dalla richiesta d’aiuto di una donna, fortemente intimorita dall’atteggiamento persecutorio di un uomo, con il quale poco prima aveva avuto un’accesa discussione.

Gli operatori cercavano di comprendere l’accaduto, ascoltando le parti, ma l’uomo prima inveiva con minacce ed epiteti ingiuriosi e diffamatori successivamente aggrediva fisicamente la donna con schiaffi al volto e gli stessi agenti.

Gli operatori di Polizia, pertanto, deferivano l’uomo all’A.G. e procedevano all’arresto flagranza di reato.  

 “Ho appreso che altri cinque migranti sono fuggiti dall’hotspot di Bisconte, gli stessi del gruppo dei trenta che qualche notte fa è arrivato in città. Tutto ciò mi amareggia perché ho dato la mia disponibilità al Prefetto di Messina affinché si potesse continuare a utilizzare la struttura in sicurezza, nelle more che venga chiusa. Avevo infatti preteso che tutto ciò andava bene a patto che non si verificassero più situazioni incresciose come quella di qualche settimana fa. Ricordo che ancora ci sono una ventina di migranti a piede libero, di cui non si ha nessuna traccia. A questi si aggiungono gli altri cinque. A questo punto dico basta perché la pazienza ha un limite. Invito il Prefetto ad alzare la voce per non consentire più che i migranti siano dirottati all’interno dell’hotspot di Bisconte, il quale ribadisco essere abusivo e inadeguato. La invito anche a sollecitare chi di dovere per giungere alla conclusione dell’istruttoria e mettere un punto su questa spiacevole vicenda. Darò una settimana di tempo, oltre la quale non sopporterò più tali soprusi. Se le cose non cambieranno, lunedì ci sarò io all’interno dell’hotspot e non mi muoverò fino a quando non raggiungerò l’obiettivo: la chiusura definitiva”. Lo riferisce il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dinanzi al Gip del Tribunale di Agrigento i nove componenti della famiglia Sferrazza – accusati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, posti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Malebranche”.

Ieri mattina, davanti al gip Luisa Turco che ha firmato l’ordinanza su richiesta del procuratore Luigi Patronaggio e dei pm Paola Vetro e Alessandra Russo, sono comparsi tutti per l’interrogatorio di garanzia. Tecnicamente si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il principale indagato è Gioacchino Sferrazza, insieme a lui sono finiti ai domiciliari anche il padre Gaetano, la moglie Maria Teresa Cani, i figli Fabiana e Gaetano, il fratello Diego, la moglie Giovanna Lalicata e i figli Gaetano e Clelia. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Daniela Posante, Giovanni Castronovo, Chiara Proietto, Antonella Arcieri e Giacinto Paci. La decima indagata finta agli arresti domiciliari è la commercialista Graziella Falzone, 53 anni, assistita dagli avvocati Santo Lucia e Salvatore Falzone, che sarà interrogata stamattina, insieme ai tre indagati (in tutto sono 22 le persone sotto inchiesta) destinatari di un provvedimento che impone loro l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Si tratta di Francesco Maraventano, 38 anni, anche lui in passato ex presidente dell’Akragas; Vincenzo Lo Cicero, 36 anni e Assuntina Lupo, 55 anni.