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Collegi uninominali. Alla Camera, Lillo Pisano ha avuto quasi 53 mila preferenze e si trova in nettissimo vantaggio su Filippo Perconti, 5Stelle, che ha acquisito quasi 37 mila voti.

A metà delle preferenze circa la candidata della coalizione di Centrosinistra Elonora Maria Sciortino (20.703 voti). Fermo a quota 8.400 voti è il candidato di De Luca sindaco d’Italia Roberto Battaglia. Troviamo poi Leonardo Ciaccio, sindaco di Sambuca di Sicilia che, con Azione – Italia viva ha, al momento, 7.455 voti.

La stagione di caccia alla tortora selvatica in Sicilia, quest’anno, si chiuderà il prossimo 29 settembre. È stato pubblicato il decreto dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, col quale si modifica la data di fine dell’attività venatoria per questo tipo di volatile, precedentemente fissata al 31 ottobre.

La modifica dà attuazione alla recente sentenza del Tar Sicilia, che aveva sospeso l’efficacia del decreto assessoriale del 9 settembre nella parte in cui la data di chiusura della caccia della tortora selvatica, stabilita nel calendario venatorio 2022/23 al 29 settembre per un errore materiale, era stata riportata al 31 ottobre, come negli ultimi calendari venatori regionali.

Omicidio nella tarda mattina di oggi a Marsala, in provincia di Trapani. La vittima è un pregiudicato di 60 anni, Antonino Titone, accoltellato in varie parti del corpo. Il delitto è avvenuto nella zona popolare di Sappusi. Indagini sono in corso ad opera della Squadra Mobile di Trapani e dei colleghi del commissariato di Marsala.

Per le elezioni regionali in Sicilia ha votato il 48,62 per cento degli aventi diritto, ovvero 2.249.870 votanti su 4.627.146 elettori. Il dato sull’affluenza del 2022 è comunque superiore a quello di cinque anni fa quando era stata del 46,75%.

Dai dati definitivi delle 23 di ieri la provincia con l’affluenza più alta è Messina, al 53,4% (nel 2017 era al 51,75%); a seguire Catania col 52,24% (51,56%) e Palermo al 50,14% (46,4%). Questo il dato per le altre province: Siracusa 48,37% (47,56%), Trapani 48,12% (45,43%), Ragusa 47,08% (47,28%), Agrigento al 41,46% (39,63%), Caltanissetta 40,81% (39,83%) e infine Enna al 39,99% (37,68%).

Lo scrutinio per il presidente della Regione e i deputati dell’Ars nelle 5.293 sezioni della Sicilia inizierà alle 14.

Settanta i deputati dell’Assemblea regionale siciliana che saranno eletti. Così la ripartizione dei seggi: 62 attribuiti con il sistema proporzionale puro e soglia di sbarramento al 5 per cento a livello regionale (16 a Palermo, 13 a Catania, 8 a Messina, 6 ad Agrigento, 5 a Siracusa e a Trapani, 4 a Ragusa, 3 a Caltanissetta e 2 a Enna); 1 seggio spetta al candidato alla Presidenza della Regione eletto e 1 seggio al candidato governatore arrivato secondo nelle preferenze.

Infine, 6 seggi vengono assegnati all’interno della lista regionale del candidato presidente (cosiddetto listino): si tratta, in sostanza, di una lista bloccata che funziona da premio di maggioranza e consente alla coalizione collegata al Presidente della Regione eletto di ottenere al massimo 42 seggi all’Ars. I seggi a tal fine non utilizzati sono distribuiti, con criterio proporzionale, alle liste di minoranza che abbiano superato lo sbarramento.

I dati relativi alle operazioni di scrutinio odierne, man mano che verranno trasmessi al dipartimento delle Autonomie locali dalle prefetture territorialmente competenti, saranno immessi sul sistema Idec (realizzato con la collaborazione dell’assessorato dell’Economia e della società Sicilia digitale), elaborati dal programma e pubblicati sul portale elezioni.regione.sicilia.it, in modo da assicurare un aggiornamento in tempo reale.

I risultati ufficiali saranno proclamati dagli appositi Uffici centrali circoscrizionali, costituiti presso i Tribunali dei nove Comuni capoluogo, e dall’Ufficio centrale regionale, costituito presso la Corte d’Appello di Palermo.

Ulteriori informazioni sono presenti all’interno del portale della Regione Siciliana nella sezione dedicata alle elezioni regionali del 25 settembre 2022. L’aggiornamento dei risultati relativi all’elezione del presidente della Regione è consultabile anche da questo link (http://www.elezioni.regione.sicilia.it///golive/votiListeRegionali_live.html).

A Licata, al seggio elettorale allestito nella scuola Don Milani, i poliziotti del locale Commissariato hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento un elettore di 40 anni che, ricevute le tre schede elettorali, e avviatosi nel camerino, è ritornato indietro inveendo contro il presidente di seggio e strappando le schede. Il presidente di seggio, che sarebbe stato “reo” (tra virgolette) di avere rimproverato il 40enne, ha telefonato alla Polizia. L’ipotesi di reato contestata è distruzione di scheda destinata alle operazioni elettorali.

Un maresciallo capo di 39 anni, sposato e padre di un bambino, in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Ribera e residente a Cattolica Eraclea, si è suicidato sparandosi con la pistola d’ordinanza. I colleghi ieri mattina domenica lo hanno cercato senza sosta, e lo hanno trovato cadavere ad Eraclea Minoa, lungo la strada provinciale di collegamento con il centro abitato di Cattolica Eraclea. Sono stati i familiari a telefonare ai Carabinieri perché non rispondeva più a telefono. La sua automobile è stata rinvenuta in una sorta di terrazzo panoramico sulla foce del fiume Platani. Il corpo senza vita a poca distanza.

A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato e della Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato una donna di 47 anni, di Canicattì, sorpresa in possesso di 80 grammi di cocaina, materiale per il “taglio” e il confezionamento della sostanza stupefacente e 4.500 euro in contanti, presunto provento dell’attività di spaccio. I poliziotti, animati da sospetti investigativi, hanno sottoposto a perquisizione domiciliare l’abitazione della canicattinese. E’ ristretta agli arresti domiciliari in attesa della convalida dell’arresto da parte del Tribunale.

Il prossimo inverno,   in assenza di  riforme strutturali, si preannuncia  durissimo per i consumatori. Vediamo come difendersi dagli aumenti di luce e gas.

Perché sono aumentati i prezzi di luce e gas

Sono  due anni che sui mercati energetici si è abbattuta una “tempesta perfetta” che ha portato ad aumenti mai registrati prima per le bollette,  determinati dalla congiuntura di vari fattori e concretizzatisi inun aumento esponenziale del prezzo del gas naturale,   poi scaricatosi  anche sui prezzi dell’elettricità. Dopo anni in cui il prezzo del gas all’ingrosso si è sempre mantenuto al di sotto dei 30 euro/MWh, nel mese di agosto il prezzo ha sfondato quota 300 euro/MWh, più di dieci volte la media degli anni prepandemia. L’aumento del prezzo del gas naturale ha trascinato con sé anche i prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Questo è dovuto al fatto che, in Italia, ancora buona parte della produzione elettrica (circa il 40%) avviene ancora tramite il gas utilizzato nelle centrali turbogas. Anche per il PUN (Prezzo Unico Nazionale) gli aumenti sono stati drammatici con un prezzo medio passato dai 60 euro/MWh tra il 2004 e il 2020 ai 120 euro/MWh del 2021 e ai quasi 330 euro/MWh per i primi otto mesi del 2022, praticamente più di 5 volte il valore degli anni passati.

Le conseguenze sui consumatori

L’impatto sulle bollette dei consumatori è davvero  drammatico! Sarà ancora peggiore nei prossimi mesi, quando si accenderanno i riscaldamenti. Con i prezzi attuali, in assenza  messi di  interventi immediati e risolutivi, famiglie e  imprese italiane si ritroveranno a pagare bollette salatissime rispetto agli scorsi anni. In presenza di un nuovo Dl Aiuti del Governo che congelasse gli aumenti di luce e gas, ci sarebbe comunque una stangata per le famiglie. Una famiglia tipo, anche se a ottobre i prezzi del mercato tutelato restassero quelli attuali, ossia quelli del terzo trimestre 2022, pagherebbe la luce il 39,8% rispetto al quarto trimestre 2021, mentre il gas costerebbe il 27,6% in più. La bolletta della luce del quarto trimestre 2022 salirebbe, sempre per una famiglia tipo, di 80 euro nel confronto con il corrispondente periodo dello scorso anno, passando da 200 a 280 euro. Per il gas, invece, la bolletta passerebbe da 461 a 588 euro, con un rialzo pari a 127 euro. Una sonora mazzata trimestrale complessiva pari a 207 euro.  Una famiglia tipo, su base annua, anche se immaginassimo prezzi fermi per tutto l’anno, avrebbe una spesa complessiva pari a 2852 euro, 1121 euro per la luce e 1731 per il gas.

Gli interventi necessari per contrastare gli aumenti della bolletta di luce e gas

La gravità della situazione rende ancora più urgenti  interventi mirati  che, come UNC, da tempo ormai chiediamo al Governo:

  • acquisti a livello comunitario e contestuale tetto al prezzo del gas a livello europeo
  • modifica del sistema TTF di formazione del prezzo del gas
  • contrasto alle speculazioni su borse di gas ed elettricità
  • tassazione extraprofitti a carico di speculatori, a discapito di famiglie e imprese,
  • definizione piano di risparmio energetico e contenimento dei consumi
  • diversificazione approvvigionamenti gas con  potenziamento, per un periodo però transitorio, della capacità di rigassificazione partendo dagli impianti esistenti e accelerando sui nuovi impianti temporanei per superare l’emergenza
  • estrazione gas dai campi adriatici e riattivazione impianti estrattivi esistenti
  • autorizzare l’istallazione diimpianti a fonte rinnovabile (eolico e solare in particolare) accelerando la produzione elettrica per avere prezzi bassi e stabili.

Come risparmiare

L’unico strumento immediato, a disposizione dei consumatori, è  ridurre i propri consumi di gas  evitando (e questo vale anche per la luce) ogni forma di spreco. Ecco quindi i nostri consigli per risparmiare:

  • 19 gradi sono sufficienti ad avere comfort in casa e, dati ENEA, ogni grado in meno impostato sul termostato può determinare un risparmio dal 5 al 10% di gas a seconda del tipo di impianto.
  • regolare correttamente orari del riscaldamento cercando di ridurli rispetto alla programmazione dello scorso anno di un’ora al giorno.
  • spegnere tutti i led, utilizzando ciabatte multipresa, spegnere e limitare le luci in casa, non utilizzare elettrodomestici molto energivori (come  stufette elettriche), abbassare  temperatura scaldabagno
  • pensare a piccoli investimenti: pannelli riflettenti dietro i termosifoni, termostati e valvole intelligenti, lampadine a led, ciabatte multipresa,  manutentere gli impianti.

In ultimo, imparare a leggere e capire bollette e contatori, monitorando i propri consumi.

Manlio Cardella

Gli ordini dei medici e le organizzazioni sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, dei veterinari, dei dirigenti sanitari, dei medici in formazione, annunciano alla prossima Conferenza Stato – Regioni l’avvio di una mobilitazione in difesa della sanità pubblica, del loro ruolo e delle condizioni del loro lavoro. E affermano: “Al centro delle nostre iniziative sono il diritto alla salute dei cittadini, il valore del nostro lavoro, che del Servizio sanitario nazionale è un valore fondante, e la richiesta al prossimo Governo di risposte, a partire dalla legge di bilancio, in merito a:
perdurante latitanza di contratti e convenzioni, con gravi danni organizzativi, economici e previdenziali;
livelli retributivi non coerenti con la gravosità e rischiosità del lavoro;
assunzioni necessarie a far fronte all’esodo in corso, e a migliorare le condizioni di lavoro nelle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali;
recupero di ruolo sociale e professionale;
impegno a evitare lo smantellamento del Servizio sanitario nazionale, in atto da oltre 10 anni, con le diseguaglianze conseguenti, e la privatizzazione della più grande infrastruttura civile e sociale costruita dal nostro Paese. E’ tempo, insomma, di curare la sanità perché questa possa curare la salute degli italiani”.

Secondo gli Exit poll diffusi dalla Rai (Opinio) Renato Schifani sarebbe in testa con una percentuale dal 37 al 41 per cento. Il candidato del centrodestra sarebbe avanti di 13 punti su Cateno De Luca (Sicilia Vera), tra il 24 e il 28 per cento. Segue la candidata di Pd-Cento passi, Caterina Chinnici, tra il 15,5 e il 19,5 per cento, quindi il candidato del M5s Nuccio Di Paola con una percentuale tra il 13 e il 17. Gli altri due candidati (Gaetano Armao e Eliana Esposito) si attesterebbero dall’1,5 al 3,5%.

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Ecco i dati dei primi exit poll diffusi dal Consorzio Opinio per la Rai, durante la trasmissione Porta a Porta, con il numero dei seggi e poi la percentuale delle liste:

Ecco il numero di seggi al Senato:

Centrodestra 111-131
Centrosinistra 33-53
M5s 14-34
Azione-Italia Viva 4-12
Italexit 0

Seggi alla Camera:

Centrodestra 227-257
Centrosinistra 78-98
M5s 36-56
Azione-Italia Viva 15-25
Italexit 0

Liste, percentuali al Senato e alla Camera:

Fratelli d’Italia 22-26%
Pd 17-21%
Movimento 5 Stelle 13,5-17,5%
Lega 8,5-12,5%
Terzo polo (Azione-Italia Viva) 6,5-8,5%
Forza Italia 6-8%
Sinistra-Verdi 3-5%
+Europa 2,5-4,5%
Italexit 0,5-2,5%
Noi Moderati 0,5-2,5%
Impegno Civico 0-2%

Coalizioni, le percentuali al Senato e alla Camera:

Centrodestra 41-45%
Centrosinistra 25,5-29,5%
Movimento 5 Stelle 13,5-17,5%
Terzo polo 6,5-8,5%
Italexit 0,5-2,5%