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L’Agifar, l’Associazione Giovani Farmacisti di Agrigento, presieduta da Silvia Nocera e la Federfarma di Agrigento, presieduta da Claudio Miceli, comunicano con soddisfazione la ripresa delle attività del network “Formare l’Eccellenza”, sospese per alcuni mesi a causa dell’emergenza coronavirus. I prossimi 17 giugno e 1 luglio sono state organizzate due sessioni di lavoro dell’evento “La Farmacia in un mondo digitale” con un interessante programma di webinar (Seminario interattivo tenuto su Internet). Per partecipare basterà connettersi al link  https://bit.ly/3c2JgkS dalle ore 14:30.

L’evento, dedicato alla digitalizzazione, nasce in collaborazione con “BD Rowa”, azienda leader nel settore dell’automazione e nuovo partener del network “Formare l’Eccellenza”. La presidente dell’Agifar, Silvia Nocera dichiara: “Grazie alla proficua e costruttiva collaborazione con le aziende e i docenti che condividono il nostro percorso formativo, oggi è possibile ripartire insieme, a testimonianza di quanto, oggi più che mai, la formazione volta all’attualità, gratuita, di alto profilo e accessibile a tutti sia per noi un valore centrale ed irrinunciabile. E’ per questo che, seppur al momento in forma diversa, “Formare l’Eccellenza” riprende il suo percorso con un interessante programma di webinar. Il prossimo 17 giugno inauguriamo con BD Rowa un attualissimo percorso dedicato alla digitalizzazione”.

Condannato a un anno di carcere in primo grado dal Tribunale di Agrigento, assolto in Appello perché il fatto non costituisce reato. L’accusa era il mancato pagamento di alcune fatture emesse da un fornitore relative alla costruzione della famosa pista go-kart “Concordia Karting srl” per essere (solo di diritto e non di fatto) l’amministratore delegato della società. La terza sezione penale della Corte d’Appello di Palermo ha dunque assolto l’imprenditore favarese Alessio Bruccoleri.

La difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Giovanni Castronovo e Chiara Proietto, è riuscita a dimostrare – chiedendo anche l’audizioni di testi che inizialmente erano stati esclusi nel dibattimento in primo grado – che il giovane imprenditore “fosse totalmente estraneo ai fatti contestati, dal momento che, non solo non ha mai preso parte alle operazioni di costruzione della pista di go kart della “Concordia Karting s.r.l.” (inizio lavori nel 2006), ma soprattutto vi ha ricoperto il ruolo di amministratore (per gli anni 2010, 2011, e 2012) solo di diritto e non anche di fatto, essendo stato il padre (finito sotto inchiesta ma prosciolto per intervenuta prescrizione) il vero artefice e direttore di tutto, data anche la giovane età dell’imputato all’epoca dei fatti”.

Fiamme all’interno di una vasta vasta area compresa all’interno del bosco del Magaggiaro, tra Menfi e Santa Margherita Beìce. Da oggi pomeriggio sono incessanti le operazioni dei Vigili del fuoco e del Corpo Forestale per tentare di domare e spegnere  le fiamme che si sono propagate all’interno di uno dei polmoni verdi più vasti della Sicilia.

Almeno un paio di ettari di macchia mediterranea sono già andati in fumo. L’intervento di spegnimento è in corso, ma è piuttosto complicato. Sicuramente gli operatori dovranno lavorare ancora a lungo.

Giungeranno tra poco a Porto Empedocle i 49 tunisini soccorsi ieri, da Guardia costiera e Guardia di finanza, davanti Lampedusa. I migranti, per decisione del ministero dell’Interno, subito dopo lo sbarco dal traghetto “Sansovino” verranno imbarcati sulla nave-quarantena “Moby Zazà” che si posizionerà (salvo maltempo)in rada dinanzi Porto Empedocle.

Era da alcuni giorni che la nave non accoglieva migranti, per garantire l’ordine pubblico, dopo che un tunisino si lanciò in mare dal sesto ponte dell’imbarcazione, morendo annegato nel tentativo di fuggire. La Zazà sarà monitorata dalle motovedette della Capitaneria di Porto.

Un giovane agrigentino di 28 anni è ricoverato nell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta con prognosi sulla vita riservata perché ha subito un grave shock anafilattico dopo essere stato punto da un’ape, in automobile, in compagnia della sua fidanzata, a Cammarata. E’ stata lei a condurlo alla Guardia Medica. Il medico di guardia ha contattato il 118 che ha inviato sul posto un elicottero da Caltanissetta con personale medico. Il ventottenne, in arresto cardiorespiratorio, è stato ventilato, massaggiato, intubato e trasportato all’ospedale Sant’Elia.

Il ponte sullo Stretto di Messina: doccia fredda del premier Conte. “Prima la rete viaria in Sicilia, poi costruiamo l’ultimo miglio sul mare tra l’Isola e la Calabria.

A Genova è stato ricostruito il ponte crollato in un anno. In Sicilia non sono stati sufficienti cinque anni per ricostruire una sola campata del viadotto Himera franata lungo la Palermo – Catania, così come il trascorrere di altrettanti anni, più o meno, è stato necessario per il ponte Verdura sulla statale 115 in territorio di Ribera, o per il viadotto Petrulla, rovinato a terra tra Licata e Ravanusa. E chissà ancora quanto tempo trascorrerà per la restituzione al transito del secondo tratto a sud – ovest del viadotto “Morandi” o “Akragas” ad Agrigento, chiuso dal 2017, o per il viadotto “Petrusa” al confine tra Agrigento e Favara (l’Anas ha promesso a maggio, trascorso maggio adesso, a giugno, ha appena promesso a luglio). Tutto ciò è una assurdità tutta italiana, e siciliana, che riflette l’Italia a due velocità sullo sfondo dell’atavica questione Meridionale risalente al post epoca borbonica e dell’unità di Italia. Il paradosso è: da una parte, a nord, lo scontro anche violento, già col rischio della crisi di governo, per costruire o non costruire la Tav, la tratta ad alta velocità in Piemonte, tra Torino e Lione. E, dall’altra parte, a sud, in Sicilia, il lastrico e il collasso economico perché non si costruisce alcunché e le infrastrutture stradali giacciono solo sulla carta dei progetti e negli annunci della classe politica di turno. L’ultima, la giunta di Musumeci, ha annunciato una denuncia contro l’Anas, per avere peccato con “pensieri, parole, opere e omissioni”, e scusate la mia citazione dalla preghiera del “Confesso a Dio onnipotente”. Adesso è alla ribalta delle cronache quotidiane la costruzione o no del ponte sullo Stretto di Messina, tra favorevoli, contrari e, altra categoria, i prudenti. E i prudenti sono coloro che ritengono opportuno prima dotare la Sicilia di una rete viaria al passo con il 2020 e non con il 1920, e poi, dopo – ecco la prudenza, nel senso della ragionevolezza – cimentarsi nella costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, concretizzando il tanto auspicato corridoio Berlino – Palermo. Nell’elenco dei “prudenti” si è già iscritto nei giorni scorsi il viceministro siciliano ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri. E adesso è il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ad assurgere tra i “prudenti” verso il tratto di asfalto sopra il mare di Scilla e Cariddi, tra Villa San Giovanni e Messina. Infatti, il premier, “l’avvocato del popolo” (come suole definirsi), interrogato ha risposto: “Non dobbiamo dividerci perché la questione si porrà quando avremo completato sia le infrastrutture per arrivare al ponte, che quelle in Sicilia. Di fronte a una rete adeguata avremo il problema dell’ultimo miglio, ovvero il ponte sullo Stretto di Messina. Sono favorevole a tutto ciò che ha una razionalità economica, che risponde all’interesse generale e fa bene al Paese. Quindi ragionare oggi del ponte sullo Stretto è una fuga in avanti. Domani, di fronte a infrastrutture realizzate, ragionarci diventa una necessità”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto sul registro degli indagati 43 persone tra medici e infermieri per l’ipotesi di reato di “omicidio colposo in ambito sanitario” per la morte di una donna 81 anni di Porto Empedocle. Si tratta di personale medico in servizio all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e alla clinica Sant’Anna della città dei Templi. Il magistrato, che ha aperto un’inchiesta dopo la presentazione di una querela da parte dei familiari della donna, assistiti dall’avvocato Giuseppe Zucchetto, ha disposto l’autopsia per martedì pomeriggio. I medici e gli infermieri potranno nominare consulenti di loro fiducia per prendere parte all’esame autoptico. La donna è morta il 30 maggio scorso.

“Questa emergenza avrebbe dovuto portare ,stando ai proclami del governo nazionale,  ad un forte interessamento per il Sud, tutti hanno indicato  nella ripresa   del Sud la ripartenza  per l’intero paese .
Ebbene nella realtà invece le prime risposte non date vanno nel segno della continuità quella che da sempre vede il meridione  arrancare e abbandonato, temiamo che possa esplodere una vera bomba sociale”.
A dichiararlo è Giovanni Condorelli, Segretario Confederale con delega per il Mezzogiorno.
“Il caso Alitalia che taglia i voli a Trapani, il caro biglietto , le migliaia di lavoratori e lavoratrici  a rischio di Almaviva  –  spiega –  sono già i primi segnali di quello che  sta accadendo e  che potrebbe accadere nelle prossime settimane”.
“Il governo decida e agisca subito –  conclude   Condorelli –   non possiamo più tollerare perdite di tempo, la gente non ce la fa più”.
“Questa emergenza avrebbe dovuto portare ,stando ai proclami del governo nazionale,  ad un forte interessamento per il Sud, tutti hanno indicato  nella ripresa   del Sud la ripartenza  per l’intero paese .
Ebbene nella realtà invece le prime risposte non date vanno nel segno della continuità quella che da sempre vede il meridione  arrancare e abbandonato, temiamo che possa esplodere una vera bomba sociale”.
A dichiararlo è Giovanni Condorelli, Segretario Confederale con delega per il Mezzogiorno.
“Il caso Alitalia che taglia i voli a Trapani, il caro biglietto , le migliaia di lavoratori e lavoratrici  a rischio di Almaviva  –  spiega –  sono già i primi segnali di quello che  sta accadendo e  che potrebbe accadere nelle prossime settimane”.
“Il governo decida e agisca subito –  conclude   Condorelli –   non possiamo più tollerare perdite di tempo, la gente non ce la fa più”.

Oggi, 12 giugno 2020, l’Arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, ha comunicato che il 1° ottobre,  ordinerà presbiteri i diaconi  Carmelo Davide Burgio, della Comunità ecclesiale di Porto Empedocle, Alessio  Caruana  e Dario Fasone, della Comunità ecclesiale di Agrigento, Salvatore  Piazza di Menfi , Calogero Putrone e Matteo  Mantisi della Comunità ecclesiale di Realmonte“Con gli altri Animatori – dice il rettore del Seminario don Baldo Reina – abbiamo accolto con gioia la data dell’ordinazione sacerdotale di 6 giovani diaconi. Nel cuore di questa pandemia questa bella notizia ci sembra una carezza di Dio, un motivo in più per alimentare la speranza e per riprendere il cammino con la forza necessaria. È in festa il Seminario, le famiglie dei candidati e le comunità di appartenenza. È in festa – conclude –  la chiesa agrigentina che può contare su 6 nuovi servi pronti a far arrivare a tutti la misericordia di Dio.”

La Regione si avvia a porre il vincolo di interesse culturale sul brand “Targa FLORIO” proteggendo così un elemento così fortemente caratterizzante della cultura e dell’identità siciliana.

Questa mattina – con una nota congiunta a firma della Soprintendente dei Beni Culturali di Palermo, Lina Bellanca e della responsable del procedimento, Selima Giuliano – inviata all’ACI di Palermo, si è avviata la procedura per la dichiarazione di interesse culturale della Targa Florio, manifestazione sportiva che dal 1906 porta il nome della Sicilia in tutto il mondo.

La Targa Florio – dichiara l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà – costituisce ancora oggi a livello mondiale un riferimento immediato e diretto alla cultura e alla storia della Sicilia ed è un evento fortemente radicato nella memoria collettiva. Non si tratta solo di un marchio legato al mondo dell’automobilismo ma rappresenta la storia stessa dell’automobilismo, la sfida che un’Isola seppe lanciare al mondo intero, un’azione titanica che partendo da una terra dove anche le strade erano difficili da percorrere, ha lasciato un segno indelebile in tutto il mondo. La Targa Florio ancora oggi suggestiona, evoca ed emoziona. Basti pensare – continua l’assessore Samonà – che le grandi marche automobilistiche continuano ad utilizzare il percorso della Targa Florio per testare le loro vetture e realizzano materiale promozionale fotografando i luoghi della Targa. Riconoscere il valore del brand “Targa Florio” vincolandone l’uso è un atto necessario e dovuto ai siciliani per evitare che possa compiersi uno scippo alla nostra storia”.

La manifestazione automobilistica e motociclistica “Targa Florio” – precisa Sergio Alessandro, dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali – è stato un evento sportivo di punta nella Palermo degli anni Venti rappresentando l’aspirazione al successo e alla dimensione internazionale di una borghesia locale in ascesa. Per il suo valore storico e simbolico la Targa è stata dichiarata patrimonio storico-culturale della Regione siciliana unitamente ai circuiti storici piccolo (72 km), medio (l08 km) e grande (148 km) ed alle antiche tribune di Floriopoli, quale riconoscimento per il contributo dato alla positiva diffusione dell’immagine della Sicilia nel mondo. E dal 26 giugno 2009 è iscritta nel registro delle Eredità immateriali della Regione siciliana al n. 129 del libro delle celebrazioni”.

La titolarità del marchio appartiene oggi all’Automobile Club di Palermo che detiene anche una raccolta di fotografie e documenti storici e 21 targhe in metallo fuso celebrative delle edizioni della storica manifestazione. La prima edizione della Targa Florio si è svolta il 6 maggio 1906 e si deve alla grande intuizione di Vincenzo Florio che realizzò proprio sul circuito delle Madonie, dove tutt’oggi è ancora disputata, una gara a dir poco leggendaria, legando per sempre il nome della storica gara ai luoghi. L’ACI avrà da oggi 30 giorni per proporre le eventuali osservazioni.