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Sono stati due maestri del Conservatorio di Cosenza, Carlo Cimino contrabbassista e Nicola Pisani sassofonista, a salutare il folto pubblico intervenuto all’Università della Calabria e con “Silence”, di Charlie Haden hanno dato via al seminario dedicato al marionettista C. J. Abbey con il quale Steven Feld ha realizzato un film “Ghana’s Puppeteer” che documenta la capacità dello stesso Abbey di utilizzare le marionette per raccontare la musica in molte sfumature, dalle strade del Ghana, alle Tv internazionali; Abbey che parlava diverse lingue, che aveva una vera e propria passione per Coltrane, che utilizzava le marionette per rappresentare le situazioni locali, per comprendere il senso del suono. Marionette che dalle sue sapienti mani cantavano ed eseguivano musiche delle varie culture, e quella capacità di Abbey di mettere insieme l’antropologia del suono con il cosmopolitismo.

15 anni di collaborazioni, tra i due, diversi dischi, un film e un libro che è semplicemente una nota a piè di pagina di questa complessa ed entusiasmante storia.

L’invito è giunto a Steven Feld dal Professor Carlo Serra – docente di Teoria dell’immagine del suono – che fortemente ha voluto la sua presenza all’Università della Calabria e che ha organizzato il convegno, invitando un gruppo di esperti del settore, che hanno relazionato circa i loro lavori nell’ambito del suono e della musica. Steven Feld noto nel nostro paese anche per le frequenti incursioni che lo hanno portato a studiare le nostre tradizioni e il nostro paesaggio sonoro.

Presenti al convegno insieme a Steven Feld e al Prof. Carlo Serra, il Prof. Fulvio Librandi, dell’Università della Calabria, il Prof. Antonello Ricci dell’Università della Sapienza di Roma, il Prof. Sergio Bonanzinga dell’Università di Palermo e il Prof. Nicola Scaldaferri dell’Università degli studi di Milano. Da tutti loro è arrivato un contributo fattivo ed interessante sul senso antropologico della musica e dell’ascolto, sull’accostamento tra suono e musica, sull’importanza della tradizione musicale e sul suono come forma di conoscenza del mondo contemporaneo.

Tanti i concetti che hanno catturato il pubblico intervenuto numeroso, composto non solo da studenti della prestigiosa Università calabrese, ma anche musicisti, docenti, giornalisti di settore e appassionati.

Siamo un equilibrio precario da mantenere secondo natura; i sensi mediano il nostro rapporto con il mondo e i saperi che apprendiamo attraverso i sensi, sono veri e propri manufatti culturali. Il suono ci ingloba e il punto di vista come il punto di ascolto sono parimenti utili nella concezione del mondo, un mondo dove il suono ci comprende e ci specifica” – ha spiegato Fulvio Librandi.

Molto interessante il lavoro documentario di Antonello Ricci, antropologo e etnomusicologo nel quale attraverso un’etnosceneggiatura, Luigi Nigro, campanaro, racconta se stesso, la musica delle sue campane, il rapporto tra suono e sentimento,  tra suono e pianto, che si traduce in quel legame che tutti noi abbiamo tra l’udito e il nostro modo di stare al mondo. L’ascolto è il senso dell’antropologia, e la compassione diventa una dimensione importante, nella misura in cui la “passione comune” si evolve anche attraverso gli scambi sonori, attraverso un codice acustico che diventa un codice culturale. Luigi Nigro, che tutto quel che sa gli è giunto da suo nonno, attraverso la comunicazione da bocca ad orecchio, sia per quanto riguarda la storia e la realizzazione delle campane che l’arte della costruzione ed intonazione della zampogna. “L’accordo mi è entrato nella testa” – dice Nigro nel documentario, parlando emozionato di quel momento in cui suo nonno gli insegnava il mondo della musica.

Un momento intenso e significativo quello nel quale Steven Feld ha parlato dell’acustemologia, che unisce il concetto di acustica e di epistemologia, per affermare il suono come metodo di conoscenza. “Il mondo e dentro la bocca e la bocca è nel mondo” – ha detto Feld, spiegando come vi sia un passaggio dall’antropologia del suono all’antropologia nel suono, come le strutture relazionali possono passare dall’interno all’esterno e viceversa, e come nulla ha a che fare con il rituale, ma con la vita di tutti i giorni. La concezione della conoscenza come piacere; il piacere della conoscenza del mondo, che si fonde alla gioia di “essere al mondo”.

Durante il lungo seminario, è stato Sergio Bonanzinga a raccontare attraverso il suo lavoro documentario realizzato tra il 1987 e il 2017, le concezioni di tradizione orale in Sicilia, ossia la ridefinizione del concetto  di musica in relazione all’aspetto interculturale. E mentre nella nostra comune concezione, per conoscere abbiamo bisogno di distinguere, altrove la cultura si forma sulla agglomerazione, sulla relazione, sul “tenere insieme”. Così diventa fare musica e non solo suono, il battere del martello del fabbro sull’incudine, il suono delle ruote del carretto che diventano accompagnamento al canto, l’utilizzo di coltelli come se fossero strumenti a percussione, o il canto del telaio che “se non accordato, stona”.

A chiudere i lavori del convegno, prima di una collettiva e aperta discussione, Nicola Scaldaferri, che ha mostrato un servizio realizzato proprio insieme a Steven Feld, durante le tappe lucane, e i racconti del Maggio di Accettura, nel quale il rituale della musica non lascia mai spazio al silenzio.

Un vero e proprio excursus nel mondo sulla dinamica del suono, sul potere della conoscenza attiva, sull’importanza dell’ascolto e dello scambio quasi simbiotico tra la nostra percezione e le risposte dell’ambiente che in un continuo feedback reagisce con suoni, che sanno essere musica e che nutrono il rapporto sottile e meraviglioso tra le differenti sensibilità ed i contesti socioculturali.

Simona Stammelluti

 

 

 

Giovedì 2 novembre presso il Centro Demoantropologico del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, si potrà incontrare da vicino una delle figure più significative dell’etnomusicologia e dell’antropologia visuale contemporanea: Steven Feld

La presenza in terra di Calabria del famoso studioso americano è stato fortemente voluto dal docente di Teoria dell’Immagine e del Suono, Carlo Serra che, coadiuvato da un gruppo di studenti del corso di laurea di Comunicazione e Dams, ha organizzato il convegno.

Steven Feld approda in italia a 35 anni dalla pubblicazione del suo “Suono e Sentimento”, che ha segnato in modo irreversibile non solo i confini disciplinari dell’etnomusicologia – modificando radicalmente la concezione di paesaggio sonoro – ma anche la forma dell’ascolto, la pratica compositiva e il concetto di tradizione.

Al convegno, vi saranno anche tre studiosi del calibro di Antonello Ricci, Sergio Bonanzinga, e Nicola Scaldaferri, che tratteranno suggestioni e suggerimenti di metodo tratti dai libri di Feld.

La giornata si articolerà su quattro lunghi interventi, con proiezioni di film e di frammenti sonori, per dar poi vita ad un dibattito a più voci, considerate le impressionanti ricadute che le ricerche di Feld hanno sviluppato nell’ambito della tecnologia di ripresa, di articolazione dello spazio sonoro tramite microfoni direzionali, estetica e ricerca antropologica.

Una grande opportunità per gli studenti che potranno così prendere parte a dibattiti che vedranno come fulcro, i temi dell’ascolto e della funzione della memoria, il rapporto fra jazz africano e jazz americano, il problema delle emozioni e della danza, la funzione del mito in musica, da James Brown a Bob Marley fino alla danza africana.

Sempre nelle ore dell’incontro verrà ricordata la grande marionettista ghanese J. C. Abbey che ha narrato la storia del Ghana, attraverso le sue danze e le migrazioni che, attraverso le marionette, hanno mescolato i luoghi e le atmosfere. A lei verrà dedicata la proiezione di uno splendido filmato girato dallo stesso Feld.

Un viaggio, dunque, che attende gli studenti dell’Unical e non solo.
Un viaggio intorno alla musica, ai rapporti che legano la danza, le fiabe e i racconti con l’intrecciarsi alle sette note. Un viaggio per capire come ci approcciamo alla musica, alle note tribali di popoli come quelli dei Kaluli, popolazione studiata per molti anni dall’americano, nello stato della Papa Nuova Guinea.

Sarà una giornata all’insegna dell’Antropologia del Suono, capace di andare oltre l’aspetto descrittivo, per fornirci una chiave di lettura sul nostro rapporto con il mondo, che ha nell’orecchio e nella voce i suoi canali essenziali

 

Simona Stammelluti


Partirà il prossimo 19 aprile in uno dei borghi più belli d’Italia, un progetto culturale, di solidarietà ed integrazione che mira a scoprire le tante qualità che appartengono a diverse culture. Si tratta di laboratori musicali (e non solo) nati da un’idea di Fabio Cinque, cantautore siciliano e sua moglie Angela Zwingauer, che hanno incontrato nell’amministrazione comunale di Montalto Uffugo (Cs) e nella Cooperativa Atlante, la giusta sinergia per “fare” cose belle, fatte bene.
Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione di questo progetto che reca il nome di “Suoni Erranti” – laboratorio di contaminazione musicale – un progetto pilota diretto da Fabio Cinque che ha come scopo quello di mettere in contatto diversi talenti e diverse culture, capaci di “contaminarsi” vicendevolmente dando vita a scambi culturali ed emozionali, ad insegnamenti reciproci, nonché a sostenere l’aggregazione e l’integrazione nella società di ragazzi extracomunitari, gestiti nel territorio montaltese dalla Cooperativa Atlante, nell’ambito del progetto Sprar.
Lo Sprar è un sistema di protezione che mira non solo ad accogliere rifugiati e richiedenti asilo, ma anche a sobbarcarsi la responsabilità della loro integrazione nel tessuto sociale, della loro istruzione oltre all’inserimento nel mondo del lavoro. Tutto questo affinché gli “extracomunitari” così come vengono spesso definiti in senso dispregiativo, non siano quelli che rubano, che tolgono ai residenti, ma che possono essere un valore aggiunto per un territorio con la proprio cultura e le proprie usanze. E in questo il comune di Montalto Uffugo, nella persona del Sindaco Pietro Caracciolo, può vantarlo come un fiore all’occhiello, considerato il bel progetto “Le note dell’accoglienza” realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociale Atlante.

Durante la conferenza stampa – alla quale erano presenti anche il Sindaco  Avv. Pietro Caracciolo, l’assessore Puntillo e il presidente della cooperativa Atlante Carmine Federico –  sono stati proprio Fabio Cinque e sua moglie Angela a raccontare con un contagioso entusiasmo, le motivazioni che hanno spinto a proporre questo laboratorio, motivazioni che risiedono proprio nella voglia di creare un circuito di persone, esperienze e capacità che mescolate, possano dare vita a nuove ispirazioni, nuove conoscenze e nuovi rapporti umani, che dovrebbero sempre restare vivi e vividi proprio nello scambio, nella contaminazione, nella condivisione di conoscenza e di “voglia di conoscenza”.
Sarà un laboratorio gratuito, aperto a tutti coloro vorranno prenderne parte, siano essi musicisti o semplici appassionati, o che abbiano voglia di vedere da vicino come nascono nuove sfumature di musica e colori, mettendo al centro esclusivamente quello che si è disposti a dare.
Il comune di Montalto Uffugo ha messo a disposizione i luoghi, Fabio Cinque metterà a disposizione la sua arte, i responsabili della cooperativa supervisioneranno e collaboreranno al meglio e il resto lo faranno i ragazzi ospiti dello Sprar, già ben integrati nel territorio, che aspettano solo di poter raccontare un po’ meglio chi sono e che sogni hanno.
E’ un seme meraviglioso piantato in una primavera in divenire, che aspetta solo di mettere radici e di crescere rigoglioso. Il progetto parte da da Montalto Uffugo, ma si spera possa diventare talmente contagioso, da “errare” per poi radicarsi anche in altri tessuti sociali, dove la cultura, la solidarietà e la condivisione non possono che generare come in un effetto domino, una realtà migliore.
Se ci fosse qualcuno interessato alla realizzazione del progetto anche in terra di Sicilia, può visionale la pagina Facebook, Suoni Erranti.
Simona Stammelluti

Partirà il prossimo 19 aprile in uno dei borghi più belli d’Italia, un progetto culturale, di solidarietà ed integrazione che mira a scoprire le tante qualità che appartengono a diverse culture. Si tratta di laboratori musicali (e non solo) nati da un’idea di Fabio Cinque, cantautore siciliano e sua moglie Angela Zwingauer, che hanno incontrato nell’amministrazione comunale di Montalto Uffugo (Cs) e nella Cooperativa Atlante, la giusta sinergia per “fare” cose belle, fatte bene.

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione di questo progetto che reca il nome di “Suoni Erranti” – laboratorio di contaminazione musicale – un progetto pilota diretto da Fabio Cinque che ha come scopo quello di mettere in contatto diversi talenti e diverse culture, capaci di “contaminarsi” vicendevolmente dando vita a scambi culturali ed emozionali, ad insegnamenti reciproci, nonché a sostenere l’aggregazione e l’integrazione nella società di ragazzi extracomunitari, gestiti nel territorio montaltese dalla Cooperativa Atlante, nell’ambito del progetto Sprar.

Lo Sprar è un sistema di protezione che mira non solo ad accogliere rifugiati e richiedenti asilo, ma anche a sobbarcarsi la responsabilità della loro integrazione nel tessuto sociale, della loro istruzione oltre all’inserimento nel mondo del lavoro. Tutto questo affinché gli “extracomunitari” così come vengono spesso definiti in senso dispregiativo, non siano quelli che rubano, che tolgono ai residenti, ma che possono essere un valore aggiunto per un territorio con la proprio cultura e le proprie usanze. E in questo il comune di Montalto Uffugo, nella persona del Sindaco Pietro Caracciolo, può vantarlo come un fiore all’occhiello, considerato il bel progetto “Le note dell’accoglienza” realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociale Atlante.

Durante la conferenza stampa – alla quale erano presenti anche il Sindaco  Avv. Pietro Caracciolo, l’assessore Puntillo e il presidente della cooperativa Atlante Carmine Federico –  sono stati proprio Fabio Cinque e sua moglie Angela a raccontare con un contagioso entusiasmo, le motivazioni che hanno spinto a proporre questo laboratorio, motivazioni che risiedono proprio nella voglia di creare un circuito di persone, esperienze e capacità che mescolate, possano dare vita a nuove ispirazioni, nuove conoscenze e nuovi rapporti umani, che dovrebbero sempre restare vivi e vividi proprio nello scambio, nella contaminazione, nella condivisione di conoscenza e di “voglia di conoscenza”.

Sarà un laboratorio gratuito, aperto a tutti coloro vorranno prenderne parte, siano essi musicisti o semplici appassionati, o che abbiano voglia di vedere da vicino come nascono nuove sfumature di musica e colori, mettendo al centro esclusivamente quello che si è disposti a dare.

Il comune di Montalto Uffugo ha messo a disposizione i luoghi, Fabio Cinque metterà a disposizione la sua arte, i responsabili della cooperativa supervisioneranno e collaboreranno al meglio e il resto lo faranno i ragazzi ospiti dello Sprar, già ben integrati nel territorio, che aspettano solo di poter raccontare un po’ meglio chi sono e che sogni hanno.

E’ un seme meraviglioso piantato in una primavera in divenire, che aspetta solo di mettere radici e di crescere rigoglioso. Il progetto parte da da Montalto Uffugo, ma si spera possa diventare talmente contagioso, da “errare” per poi radicarsi anche in altri tessuti sociali, dove la cultura, la solidarietà e la condivisione non possono che generare come in un effetto domino, una realtà migliore.

Se ci fosse qualcuno interessato alla realizzazione del progetto anche in terra di Sicilia, può visionale la pagina Facebook, Suoni Erranti.

Simona Stammelluti