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L’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza di concerto con i vertici dell’Asp (erano tutte presenti le Istituzioni?) di Agrigento hanno deciso in fretta ed in furia di stravolgere e trasformare, sostanzialmente, l’ospedale di Agrigento San Giovanni di Dio in un punto Covid 19.

Forti di un certificato della ditta specializzata in “areazione” che assicura il perfetto funzionamento del sistema di climatizzazione, il reparto (che ormai non è più un reparto ma è, di fatto una intera struttura) Covid 19 è pronto per essere avviato. Ultimi dettagli, ultimi ritocchi e vai.

Che succede adesso?

Tanti sono gli interrogativi che dovranno essere posti, quasi a prevenire (vista l’esperienza) situazioni che potranno presentarsi da un momento all’altro.

Come saranno gestite le urgenze chirurgiche e traumatologiche ad Agrigento, in considerazione che le sale operatorie, al San Giovanni di Dio, sono chiuse?

Saranno trasferite a Licata? Con quali conseguenze? Tutti i pazienti con patologie gravi come saranno gestiti?

Tutti i percorsi dei pazienti COVID positivi con pluripatologie hanno un itinerario già stabilito oppure entrano e seguono un percorso assolutamente blindato?

Non sarebbe stato meglio identificare una struttura COVID, avulsa dal nostro nosocomio, tenuto conto dell’importanza vitale della nostra struttura ospedaliera?

E’ troppo tardi per tornare indietro?

Proprio in queste ore si è levato un coro di proteste e sdegno da parte di tutti i sindaci del Distretto Socio Sanitario D3 di Canicattì i quali lamentano non solo le disfunzioni legate all’ospedale Barone Lombardo ma anche di “scongiurare l’allestimento all’interno dell’ospedale “Barone Lombardo” di un reparto per l’isolamento dei pazienti positivi (o sospetti positivi) al Covid_19, in quanto è materialmente impossibile – nelle condizioni date – allestire un percorso specifico che non metta a repentaglio la salute del personale ospedaliero e dei pazienti e/o comunque non li esponga al pericolo d’infezione”.

Per l’ospedale di Agrigento i vertici sanitari aziendali, di fronte a un bivio, hanno scelto probabilmente la strada più complessa e più intricata, stracolma di interrogativi, alcuni dei quali li abbiamo posti prima.

E’ desiderio non solo nostro ma di tutta una intera popolazione avere risposte convincenti a queste e ad altre domande che inevitabilmente sorgeranno giorno dopo giorno in modo sempre più pregnante?

N.B. Intanto, nella giornata di ieri, nonostante le innumerevoli rassicurazioni da parte di tutti i preposti, questo foglio A4 che vedete nella foto è apparso in uno degli ascensori (funzionanti) dell’ospedale San Giovanni di Dio.

Non crediamo proprio che lo abbia affisso un barbone di passaggio…

Un uomo extracomunitario è stato colpito dal divieto di avvicinento e frequenza di luoghi frequentati da una donna canicattinese – rea di essere l’ex amante dell’uomo.
La misura è stata emessa dal Tribunale di Agrigento ed eseguita dagli agenti del commissariati di Canicattì.
La vicenda: l’uomo e la donna, hanno intrattenuto un rapporto  extraconiugale. Dopo che la donna decide di troncare il rapporto clandestino, l’uomo da inizio agli atti persecutori.
Minacce, offese, vessazioni, pedimenti e continue telefonate sono i comportamenti persecutori tenuti dall’uomo.
A far scattare la denuncia da parte della donna, a quanto pare, sia stata la minaccia di pubblicazione di alcune foto e video hard che riprendevano la donna.

L’Onorevole Roberto Di Mauro del gruppo Autonomisti e vice Presidente dell’Ars interviene sui recenti atti intimidatori accaduti a Canicattì nei confronti del gruppo di imprese che gestisce la raccolta differenziata.

L’intervista

Una decina di finestre della scuola Sandro Pertini” di Canicattì sono state danneggiate da ignoti vandali nella notte tra giovedì e venerdì. A fare la scoperta sono stati gli impiegati dell’istituto all’apertura del plesso scolastico di ieri mattina. Subito è stata avvisata la dirigente scolastica Giuseppina Cartella che ha denunciato il fatto. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale Compagnia che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini.

Gli uomini della Polizia Stradale di Agrigento, diretti dal comandante Giuseppe Morreale, hanno “bloccato” un autobus destinato a una gita scolastica. Il pullman, da un controllo effettuato, risultava avere pneumatici usurati e dunque non rispettava gli standard di sicurezza previsti dalla legge. Gita scolastica dunque rimandata di poche per studenti ed insegnanti di una scuola di Canicattì che si sono rivolti ad altra ditta per compiere la loro escursione. Il titolare del pullman “incriminato” è stato sanzionato con una multa.


La scorsa notte a Canicattì in c.da Bastianella, i carabinieri, unitamente a personale Vv. Ff., sono intervenuti in casolare abbandonato, ove era divampato un incendio. Domato, si accertava che ignoti avevano dato alle fiamme il rivestimento esterno di cavi elettrici, rinvenendo in una stanza del citato stabile accatastati kg 1.000 circa di rame già ripulito – di probabile provento di furto – sequestrato ed affidato in custodia giudiziale.


Gli agenti del Commissariato di Canicattì hanno arrestato Maurizio Li Calzi, classe 74, in via La Loggia, in esecuzione del provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Palermo – emesso il 20 aprile scorso – dovendo espiare la pena di 2 anni di reclusione oltre al pagamento di una multa di 10.000€ per i reati di detenzione ai fini di spaccio e inosservanza degli obblighi imposti.
Li Calzi è stato condotto presso il carcere “Petrusa” di Agrigento.


Un incendio, a Canicattì, ha distrutto la Volkswagen Golf di proprietà di un operai di 35 anni. Il rogo si è esteso anche ad un mezzo parcheggiato vicino, un Fiat Ducato, di un bracciante agricolo di 58 anni che è stato semidistrutto. Sul posto i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Il fatto è accaduto in piena notte, a cavallo tra mercoledì e giovedì scorso, in via Carabiniere Di Gioia, dove sono giunti anche i carabinieri per i rilievi di rito.


Il Comune di Canicattì – tramite determinazione sindacale – ha provveduto a nominare il dott. Domenico Ferrante a capo della direzione V – Corpo Polizia Municipale.
Il sindaco Di Ventura ha così colmato l’ultima “casella” ancora scoperta cioè la Polizia Locale. Nominato anche il dirigente della direzione IV – Servizi alla Città: è il dott. Angelo Licata.
Le nomine danno seguito ad un processo di riorganizzazione dell’Ente, deliberato dalla Giunta Municipale, che ha il compito di dotare il Comune di diverse professionalità e approfondite conoscenze interdisciplinari.


E’ durata 72 ore la latitanza di Gaetano Marturana, 52 anni possidente di Canicattì, condannato martedì scorso all’ergastolo perchè ritenuto responsabile dell’omicidio per motivi d’interesse del pensionato Angelo Anello.
Marturana è stato rintracciato ed arrestato dai poliziotti di una volante del commissariato di Piazza Armerina. Dal controllo dei documenti è risultato che era ricercato ed è stato quindi ammanettato e trasferito nel carcere di Agrigento.
L’omicidio di Anello venne compiuto nel luglio 2005 nelle campagne tra Canicattì e Caltanissetta.