Il dissalatore di Porto Empedocle fisso e non mobile. Il Comitato Mare Nostrum grida all’inganno: “Subito un ricorso al presidente della Repubblica”.
A Porto Empedocle il Comitato Mare Nostrum intende incontrare urgentemente il sindaco Calogero Martello. Gli ha scritto ufficialmente. L’oggetto della contesa è la bugia sulla collocazione del dissalatore. E’ stato annunciato come impianto mobile, nell’ex area Enel. E invece è stato reso fisso, inamovibile, nonostante la possibilità di trasferimento nell’ex area industriale, ritenuta più appropriata anziché nell’attuale luogo a vocazione turistica.
Il Comitato ricorda che l’ingegnere Sansone, delegato del commissario per l’emergenza idrica, in Consiglio comunale a Porto Empedocle il 10 luglio del 2025 ha dichiarato che il dissalatore sarebbe stato installato nell’ex area industriale. Nella seduta straordinaria del Consiglio comunale dello scorso 4 febbraio, il sindaco Martello ha affermato di essere stato ingannato dall’ingegnere Sansone, e che avrebbe agito per riscontrare legalità e trasparenza, ed eventualmente sequestrare l’impianto.
Secondo il Comitato Mare Nostrum, presieduto da Maurizio Saia, “la tanta pioggia versata dal cielo ha riempito gli invasi. Tanta acqua è stata riversata in mare per la sicurezza delle dighe. La crisi idrica è superata. Il dissalatore è inutile. E’ costato oltre 20 milioni di euro. Ha solo deturpato la spiaggia empedoclina, pregiudicando lo sviluppo turistico come prospettato dal Piano regolatore generale. Intendiamo collaborare con il sindaco Martello, per presentare subito un ricorso amministrativo straordinario al Presidente della Repubblica contro l’atto del Commissario per l’emergenza idrica che definiamo illegittimo, a difesa del territorio e del mare di Porto Empedocle”.
Angelo Ruoppolo (Teleacras)
