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Tragico incidente a Palma di Montechiaro, avvenuto nella tarda mattinata di oggi, ove è rimasta coinvolta una coppia di anziani residente nella città del Gattopardo.

L’anziana coppia che stava percorrendo in auto, una Lancia Y,   il corso Giovanni Battista Odierna è andata a sbattere contro un muro. Non risulta ancora chiara l’effettiva dinamica, ma è apparso subito chiaro che non si trattava di un semplice sinistro.

Alla guida della Lancia Y c’era Giuseppe Mancuso, 74anni nisseno di provenienza ma palmese di fatto, accanto la moglie, 67anni originaria del luogo.

Subito dopo in funesto impatto, tra le lamiere contorte della piccola utilitaria, la situazione è risultata subito grave. I due coniugi erano rimasti incastrati tra le lamiere dell’auto; solo l’intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di estrarre la coppia.

Le condizioni dei due anziani è risultata gravissima; i sanitari del 118, accorsi sul posto, hanno richiesto l’elisoccorso per il trasferimento in “codice rosso” al pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Purtroppo, durante il trasferimento al nosocomio nisseno Giuseppe Mancuso non c’è l’ha fatta, il suo cuore ha cessato di battere. La moglie, se pur in gravi condizioni, è stata consegnata nelle mani dei sanitari dell’Ospedale nisseno.

Sul posto oltre ai vigili del fuoco e dei sanitari erano presenti gli agenti della polizia municipale e gli agenti del locale commissariato di polizia.

Adesso spetterà agli agenti della polizia municipale di Palma di Montechiaro stabilire cosa sia successo veramente e se si è trattato di un incidente autonomo o meno.

E’ accaduto stamattina in una banca del Villaggio Mosè. Due uomini armati di pistola e incappucciati sono entrati nei locali della BPer, banca sita lungo il viale Leonardo Sciascia del popoloso quartiere agrigentino. Appena dentro i due hanno fatto capire subito quali fossero le loro intenzioni ed hanno intimato al cassiere di aprire la cassaforte per prendere il bottino.

A quel punto ciò chenon ti aspetti: la cassiera alla quale era stato intimato di aprire la cassaforte è crollata a terra svenuta. Tale circostanza ha messo “in angoscia” i due malviventi i quali, a quel punto, hanno deciso di scappare via a gambe levate. Evidentemente non si trattava di professionisti ed a questo punto sarebbe opportuno capire se le pistole possedute dai delinquenti fossero giocattolo.

Sul posto sono intervenuti Volanti e Squadra Mobile di Agrigento. Stanno interrogando gli impiegati per capire qualcosa mentre i colleghi setacciano vie e viuzze adiacenti l’istituto bancario.

 

È giunto alla fase finale il corso di avviamento alla professione, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, con l’obiettivo di fornire ai giovani architetti gli elementi fondamentali per superare le inevitabili criticità della fase di avvio alla professione.

La nona, e penultima, giornata sui temi della normativa sismica e della presentazione dei progetti strutturali, si è svolta ieri nella sede dell’Ordine degli Architetti. La lezione è stata tenuta dal presidente dell’Ordine, Rino La Mendola nel ruolo di Capo del Genio Civile di Agrigento e dal consigliere della Fondazione Architetti nel Mediterraneo Giuseppe La Greca, nel ruolo di esperto nell’uso della piattaforma della Regione Siciliana “Sismica”.

“Siamo giunti alla fase conclusiva di questo corso di formazione di 30 ore che, unitamente alla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, abbiamo voluto organizzare per offrire ai giovani architetti gli elementi fondamentali per superare le inevitabili criticità della fase di avvio alla professione con una serie di tematiche importanti trattate durante ogni incontro – afferma Rino La Mendola – Con le lezioni di oggi e venerdì concludiamo questo ciclo di lezioni trattando il progetto dal punto di vista strutturale. Oggi ho affrontato la parte che riguarda le procedure, notevolmente semplificate dalla Regione, per la presentazione dei progetti all’ufficio del Genio civile”.

“Durante la lezione di oggi – spiega Giuseppe La Greca – abbiamo condotto una esercitazione pratica sull’uso della piattaforma Sismica, importante perché ci relaziona direttamente con l’ufficio del Genio civile, oltre a semplificare il lavoro, e indispensabile per la progettazione sismica di verifica degli edifici del nostro territorio, al termine della quale è stato avviato un dibattito per individuare eventuali punti da approfondire ed essere di supporto ai nostri iscritti. L’aspetto fondamentale è l’istituzione del servizio istituito dall’Ordine, erogato gratuitamente da me e dall’architetto Giuseppe Lalicata, punto di riferimento per i colleghi che ne avvertono la necessità che ci auguriamo essere uno strumento utilizzato dagli altri enti che si relazionano con la piattaforma Sismica. Ritengo importante adottare questa tipologia di lavoro come principio fondamentale per la nostra professione”.

Il Corso si concluderà venerdì prossimo con la una lezione sugli interventi nelle costruzioni esistenti e con una seconda esercitazione sull’uso della piattaforma informatica della Regione Siciliana “Sismica”.

La lezione sarà tenuta dal presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo Piero Fiaccabrino e dal consigliere della Fondazione Architetti nel Mediterraneo Giuseppe Lalicata, esperto nell’uso della piattaforma.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’inchiesta, a carico di ignoti, sull’ennesima tragedia del mare con sette morti avvenuta a Lampedusa. Per il procuratore capo Luigi Patronaggio e l’aggiunto Salvatore Vella si configura il reato di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto legato al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono in corso le indagini per identificare gli scafisti e gli organizzatori della traversata conclusasi con la morte di sette giovani originari del Bangladesh, deceduti per assideramento.

Il deputato regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione di vigilanza sulla Biblioteca dell’Assemblea Regionale, Michele Catanzaro, tramite una nota stampa lancia un appello affinchè, a fronte della crisi del settore, il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore alla Cultura, Alberto Samonà, mantengano le promesse a favore dell’Editoria libraria siciliana. Catanzaro aggiunge: “Oggi i nostri editori, gli operatori e i volontari, che fra mille difficoltà tengono accesa la fiammella della cultura in Sicilia, non possono restare da soli a combattere questa battaglia di verità e di libertà”.

Al porto di Palermo la Guardia di Finanza ha controllato un’automobile medica appena sbarcata dal traghetto proveniente da Napoli, e ha scoperto e sequestrato poco più di 30 grammi fra hashish e cocaina. I due passeggeri, un’infermiera ed un soccorritore, equipaggiati con le uniformi di servizio, hanno mostrato evidenti segni di nervosismo appena si sono accorti dei militari, che sono stati dunque indotti ad eseguire l’ispezione insieme ai cani antidroga, che hanno fiutato dentro il kit di pronto soccorso in dotazione al mezzo 30,2 grammi di hashish e un grammo e mezzo di cocaina. I due sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Palermo.

Una società con sede a Palermo ma di origine bresciana ha presentato un progetto per costruire uno dei due termo-utilizzatori preventivati in Sicilia. I dettagli.

Sul tavolo del governo regionale vi è la prima proposta di costruzione di un termo-utilizzatore in Sicilia. Si tratta di un impianto capace di bruciare i rifiuti indifferenziati e produrre energia, come più volte prospettato dal presidente Musumeci. E il progetto interessa uno dei due termo-utilizzatori lanciati nell’avviso pubblico della Regione, quello prospettato nella Sicilia orientale.

Il terreno su cui dovrebbe essere costruito è di proprietà di “Ikea”, 67mila metri quadrati, a poca distanza da uno stabilimento “Ikea” e dall’ex acciaieria “Megara”, oggi “Acciaierie di Sicilia”, a ridosso della zona industriale di Catania, a 3 chilometri dall’aeroporto “Vincenzo Bellini”. Pronta a costruire il primo inceneritore della Sicilia è la “SiEnergy”, una Srl con 20mila euro di capitale sociale, appartenente ai titolari dell’ex acciaieria “Megara” di Catania, e che ha sede legale in via Enzo ed Elvira Sellerio a Palermo ma radici bresciane. “SiEnergy” ha presentato una relazione di 190 pagine, spiegando in dettaglio l’opera, che dovrebbe bruciare mezzo milione di tonnellate di rifiuti indifferenziati, esattamente 555mila tonnellate all’anno, provenienti da Catania, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Ragusa. E ciò per 341 giorni all’anno e altre 3 settimane riservate alla manutenzione.

Il terreno di “Ikea” è tra Catania e Lentini, e a pochi chilometri vi sono diverse aree sensibili come il Simeto e il lago Biviere di Lentini, che ospitano numerose specie vegetali e animali. A fronte di ciò la “SiEnergy” replica che nella stessa zona ipotizzata per accogliere il termo-utilizzatore vi è già un’acciaieria. E poi, ancora nella relazione, aggiunge che le scorie che saranno prodotte dall’impianto, stimate in 121mila tonnellate all’anno, potranno essere utilizzate nell’ambito dell’edilizia civile, nei cementifici. Oltre ai rifiuti non differenziati, l’impianto progettato brucerà rifiuti ospedalieri e fanghi disidratati provenienti dai depuratori. E poi anche il cosiddetto “Fluff”, ovvero gli scarti e le polveri derivanti dalle fasi preliminari della lavorazione dei rottami delle acciaierie. Il tutto per produrre energia. Ovviamente, e nel frattempo, i Comuni siciliani inseguiranno il traguardo del 65% di raccolta differenziata, anche con una futura presenza dell’inceneritore, che, del resto, brucia il non differenziabile, quindi il residuo secco, che oggi si smaltisce nelle discariche dell’isola, quasi tutte private, con costi elevati e problemi di saturazione, tanto che non si esclude il trasporto dei rifiuti fuori Sicilia, a pagamento, aggravando le bollette a carico dei cittadini.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Nottetempo, intorno alle ore 3:30, le motovedette della Guardia costiera di Lampedusa hanno soccorso un barcone con a bordo 280 migranti, soprattutto bengalesi. Altri 3 sono stati rinvenuti morti, e altri 4, in condizioni disperate, sono deceduti poco più tardi, uccisi anche loro dall’ipotermia. Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, commenta: “Ancora una tragedia, ancora una volta piangiamo vittime innocenti. Qui continuiamo a fare la nostra parte tra mille difficoltà, nonostante il governo italiano e l’Europa sembrino avere dimenticato Lampedusa ed i lampedusani. Ma non possiamo andare avanti da soli ancora per molto”.

Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, è stato nuovamente sospeso dall’incarico.

Il segretario generale del Comune, Rossana Manno, gli ha notificato una nota del prefetto Maria Carmela Librizzi, con cui comunica che “ha ripreso la sua efficacia il decreto prefettizio originario di sospensione del 24 luglio 2020 (emanato ai sensi della legge Severino) che si esaurirà decorsi 18 mesi complessivi, al netto del periodo di sospensione”.

Il primo cittadino è stato condannato il 23 luglio del 2020 dal Tribunale di Palermo per peculato a 4 anni e 3 mesi di reclusione nel processo per ‘spese pazze’ all’Ars, su rimborsi all’Assemblea regionale Siciliana come vicepresidente del gruppo del Pdl. Era stato sospeso l’indomani dall’allora prefetto Sammartino, ma era tornato in carica il 5 dicembre 2020 dopo un ricorso in Tribunale. La nuova decisione arriva dopo che la Corte Costituzionale ha definito “non fondate le questioni di legittimita’ ” che erano state sollevate dal giudice civile. “In maniera del tutto inaspettata – ha scritto Pogliese su Facebook- mi ritrovo a commentare l’ennesimo atto che riporta indietro le lancette della mia esperienza da sindaco. Oggi pomeriggio – scrive Pogliese su Facebook – ho ricevuto dal Prefetto una nota, in assenza di una ordinanza da parte del Tribunale, che mi comunica la sospensione dalla carica di sindaco. Il tutto con una interpretazione della normativa, a giudizio di illustri giuristi errata, in contrasto con la stessa ultima sentenza della Corte Costituzionale nei miei confronti, che ha sancito la ‘natura giuridica cautelare e non sanzionatoria della sospensione’. “Astenendomi per sensibilità istituzionale dallo svolgimento delle funzioni di sindaco – aggiunge Pogliese – aspetterò i chiarimenti del caso prima di fare tutte le opportune valutazioni e assumere scelte consequenziali”. (ANSA).

Era conosciuto come “il sergente” perché per alcuni anni aveva indossato la casacca grigioverde. Pino Spinelli, appartenente ad una famiglia di imbianchini e pittori preferì trasferirsi a Caltanissetta dove visse fino all’ultimo giorno ed in cui potere potenziare la sua attività di rappresentante per tutta la Sicilia per la famosa azienda di quel tempo, e cioè la Palmolive.

Ma “il sergente” mai aveva dimenticato le sue radici palmesi, ma, in special modo, era molto legato al borgo marittimo di Torre di Gaffe, in cui era proprietario di un vano e dove lo si ricorda per la sua semplicità di carattere, per il suo senso dell’amicizia e per l’amore verso il mare limpido e la spiaggia dorata.

Poi con il crollo del palazzo Salvaggio e la conseguente morte dell’operaio rumeno Mircea Spiridon, per Pino Spinelli l’incanto di Torre di Gaffe tramontò e non si vide più con il suo sorriso nella piazzetta e nei vicoli del borgo.

La sua scomparsa è stata ricordata da Vittorio il Gafioto il quale ha scritto all’amico che “il bene non si dimentica. Per tutti sei stato Peppe Spinelli. Galantuomo. Persona trainante nello sport, quante e quante partite di calcio in primis, di pallavolo poi, hai arbitrato a tutti noi, tutti tuoi atleti gafioti. Sui tuoi suggerimenti abbiamo allestito i migliori spettacoli musicali noti come: “Le notti delle Stelle”. Hai allietato schiere di tuoi personali amici, organizzando per loro tornei e festini infiniti senza dimenticare le i straordinarie partite a carte.

Quanti sorrisi sono rimasti appesi nell’aria gafiota, maestro e interprete di barzellette e gag esilaranti lasciate viuzze viuzze. Con la tua cara famiglia ogni anno ritornavi puntuale a Torre di Gaffe, e l’estate si accendeva. Tutto questo sei stato per me…”

Il bene non si dimentica.