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Con una messa celebrata dall’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, nella rinata Cattedrale di Montevago sono state ricordate oggi le vittime del terremoto che la notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 devastò la Valle del Belìce. ”La riconsegna della Cattedrale ridà vita alle persone di questo territorio”, ha detto l’arcivescovo. Alla celebrazione hanno partecipato le massime autorità provinciali, tra cui il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa, e i sindaci della Valle del Belice.

In rappresentanza della Regione Siciliana è intervenuto l’assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto. ”A 54 anni dal sisma ricordiamo i nostri concittadini che hanno perso la vita e celebriamo la rinascita della nostra chiesa Madre guardando con fiducia al futuro”, ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo.

Si riunisce la terza commissione Attività Produttiva all’Ars, ove è stato messo sul piatto il sistema del riordino del settore agricolo e forestale . – «Ottimo risultato raggiunto, approvato e trasmesso per esame dell’aula il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica – dice l’assessore regionale dell’Agricoltura Toni Scilla. – Nella stessa seduta è stato anche esitato positivamente, e trasmesso in commissione Bilancio, il disegno di legge sui forestali, che incrementerà le garanzie occupazionali a 180 giornate lavorative annue. Particolarmente significativi sono i due articoli che riguardano gli interventi per l’ampliamento della superficie da rimboschire, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, e soprattutto la previsione di nuovi ingressi di lavoratori. È la conclusione del processo di razionalizzazione dei contingenti previsto dal disegno di legge del governo Musumeci, che consentirà un ricambio generazionale del bacino dei lavoratori forestali».

Da qui, ora la palla passa al voto e gli operai forestali devono attendere ancora per capire se il tutto sarà messo nero su bianco e magari toccare la realtà che tanto si aspetta. “Purtroppo siamo diventati tutti San Tommaso, per non dire personalmente, voglio toccare con mano una realtà che tanti aspettiamo da tanto tempo – dice Antonio David, operaio e responsabile del sito di ForestaliNews – Voglio capire se tutto ciò corrisponde ad una realtà che tanti operai attendono, cioè quello di non elemosinare le 101 o 78 giornate annue. Tutti sanno che con queste giornate non si può mantenere una famiglia e sfido chiunque a dire al contrario. Purtroppo sappiamo che ormai la parola stabilizzazione deve essere cancellata dai vocabolari, inutile continuare a prenderci in giro, ma quella di arrivare a 180 giorni per tutti gli operi sarebbe un’ottima vittoria non solo da parte nostra, ma di un governo che potrebbe mettere una “pezza” ad anni di precariato totale”.

La Seap Dalli Cardillo Aragona perde 3-0 sul campo della Futura Volley Giovani Busto Arsizio, una delle formazioni più forti del girone A della Serie A2, costruita per provare a centrare il salto di categoria. La squadra di coach Stefano Micoli lotta caparbiamente, soprattutto nei primi due set, ma alla fine deve arrendersi alla corazzata lombarda, trascinata da una superlativa Bici a segno diciannove volte e dalla schiacciatrice Angelina 15 punti a referto. Per la Seap Dalli Cardillo Aragona, 12 punti di  Dzakovic e 10 di Stival. Il match era valido per la quarta giornata di ritorno e si è disputato al Palaborsani di Castellanza in provincia di Varese. Le padrone di casa sono scese in campo con il sestetto tipo: Demichelis in palleggio, Bici opposta, Angelina e Biganzoli martelli – ricevitori, Casillo e Sartori centrali e Garzonio libero. Coach Micoli, che deve rinunciare al libero titolare Federica Vittorio, schiera il capitano Caracuta al palleggio, Stival nel ruolo di opposto, Dzakovic e Zech martelli ricevitori, Cometti e Negri al centro e Ruffa libero. Nel corso della partita ha trovato spazio l’opposto Zonta. La partita inizia nel segno dell’equilibrio, con le ospiti a dare battaglia alle più quotate avversarie. Aragona sotto 3-1 piazza un primo importante break e sorpassa Busto Arsizio sul 3-4. Poi si gioca punto a punto con la Seap Dalli Cardillo Aragona brava e determinata a condurre 8-10 prima (attacco di Stival) e 12-14 dopo con la schiacciata della montenegrina Dzakovic. La squadra di casa reagisce subito e riesce perfino a portarsi avanti 16-15. L’ultimo pari del primo set è a quota 19 punti, perché poi la Futura Volley Giovani ingrana la marcia giusta e con le bordate di Bici prima (20-19) e Angelina dopo (22-19) vola a vincere il parziale. Stival annulla la prima palla set ma Zech sbaglia la battuta successiva e Busto Arsizio chiude 25-22. Il secondo set ha le stesse sembianze del primo con le due squadre a darsi battaglia sotto rete. La parte iniziale è caratterizzata dai tanti errori, anche al servizio, ma la Seap Dalli Cardillo Aragona sembra avere la giusta cattiveria per mettere in difficolta Demichelis e compagne. Tre muri di fila, due di Negri e uno di Dzakovic, consentono al sestetto aragonese di portarsi sul 6-10. Il Busto Arsizio però è squadra fin troppo esperta e riesce ad impattare con Angelina (12-12). Poi Stival riporta avanti Aragona (12-14) ed è ancora +2 con la fast di Cometti (13-15). La Seap Dalli Cardillo Aragona non molla, gestisce benissimo il set e si porta sul 14-16 grazie alla schiacciata di Dzakovic. Il cuore però non basta e la fuoriclasse Angelina riporta Aragona sulla terra: 19-19. Finale di set molto bello e avvincente: 20 pari prima e ancora pareggio dopo sul 21-21. Uno dei rari errori di Stival (22-21) interrompe l’equilibrio ed rinvigorisce le padrone di casa. La centrale Casillo mura Dzakovic (23-21), poi altro muro di fila del Busto Arsizio (24-21) e l’opposto albanese Bici sigla l’ace del 25-21. Ancora una volta Aragona esce dal set nel finale e il Busto Arsizio non perdona. La Seap Dalli Cardillo Aragona continua a tenere testa alle avversarie anche nel terzo set, con orgoglio e tanta voglia. L’inizio sembra promettere bene: 6-8 con l’attacco vincente di Dzakovic. Ancora una volta la squadra di coach Lucchini reagisce alle difficoltà e torna prepotentemente a comandare il set: 13-10. La centrale Cometti dimezza lo svantaggio 15-14 con un servizio perfetto. Poi nel finale Bici rimette il set tutto in discesa per le padrone di casa: 20-17. Un muro di Zonta sembra dare speranza alla Seap Dalli Cardillo (23-21), ma il Busto Arsizio è cinico e decisivo nei momenti giusti. Bici mette a terra il pallone del 25-22 che vale il 3-0 finale. Aragona torna a casa senza punti, ma esce a testa alta dal PalaBorsani.

Sospensione in via temporanea e precauzionale, di tutti i mercati settimanali a partire dal 16.01.2022 al 26.01.2022, ad eccezione dei mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari, nel rispetto delle norme per la prevenzione del contagio da Covid 19 – OS 10/22
Vista l’Ordinanza contingibile e urgente n.3 del 13.01.2022 a firma del Presidente della Regione Siciliana: “ulteriori misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19, con la quale è stato istituita anche il Comune di Agrigento la zona “arancione”.
il Sindaco con Ordinanza Sindacale n.10 del 15 gennaio ha disposto la SOSPENSIONE in via temporanea e precauzionale, di tutti i mercati settimanali a partire dal 16.01.2022 al 26.01.2022

 

sono 872 i nuovi positivi in provincia di Agrigento a fronte di 2343 tamponi processati. E’ questo il report dell’Asp di Agrigento che che incidca a nche 4 nuovi decessi che portano a 410 il numero totale in provincia dall’inizio della pandemia.

I guariti sono 77 mentre il numero di tamponi processati è pari a 2.343. Agrigento e Favara fanno registrare il picco dei contagi: 121 e 144 nelle ultime 24 ore.

In ospedale si trovano 62 pazienti. In degenza ordinaria/subintensiva sono 56 (+7): in 30 (+3) si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 26 (+4) al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 5 (dato stabile) i pazienti in terapia intensiva ricoverati. In 2 (-4) si trovano al presidio ospedaliero riberese (dato stabile) e 3 (dato stabile) al San Giovanni di Dio.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 1763 (+121); Alessandria della Rocca: 94 (+6); Aragona: 200 (+10); Bivona: 89 (+3); Burgio: 41 (-2); Calamonaci: 71 (+3); Caltabellotta: 97 (+7); Camastra 93 (+8); Cammarata: 241 (+19); Campobello di Licata: 321 (+11); Canicattì: 1482 (+99); Casteltermini: 264 (+7); Castrofilippo: 153 (+2); Cattolica Eraclea: 72 (+1); Cianciana: 143 (+8); Comitini: 44 (+6); Favara: 1438 (+144); Grotte: 218 (+19); Joppolo Giancaxio: 59 (+1); Licata: 870 (+60); Lucca Sicula: 61 (stabile); Menfi: 248 (+5); Montallegro: 45 (+3); Montevago: 23 (+4); Naro: 214 (+4); Palma di Montechiaro: 1170 (+39); Porto Empedocle: 605 (+33); Racalmuto: 336 (+6); Raffadali: 404 (+25); Ravanusa: 253 (+18); Realmonte: 153 (+7); Ribera: 480 (-6); Sambuca di Sicilia: 111 (+2); San Biagio Platani: 38 (stabile); San Giovanni Gemini: 280 (+19); Sant’Angelo Muxaro: 16 (stabile); Santa Elisabetta: 38 (stabile); Santa Margherita di Belice: 202 (+7); Santo Stefano di Quisquina: 191 (+8); Sciacca: 1011 (+74); Siculiana: 223 (+8) con un migrante ospitato al “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 38 (+2).

13 migranti (+3) in quarantena sulle navi di accoglienza.

Un brutto incidente con l’aggravante che l’investitore è scappato via senza prestare soccorso.

E’ accaduto ieri, nel tratto di strada che unisce Porta Aurea con San Leone. Un automobilista mentre era alla guida della propria Fiat 500 ha investito un ciclista ed è scappato via. Giunti immediatamente i soccorsi il ciclista, un uomo di 50 anni, è stato trasferito all’odpedale agrigentino dove gli è stato riscontrato un trauma cranico.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione infortunistica stradale del corpo di Polizia Municipale i quali, grazie ad una serie di accorgimenti e dopo brevi indagini, sono risaliti all’autore dell’incidente.

Si tratta di un pensionato di 75 anni di Agrigento che è stato denunciato in stato di libertà per i reati di omissione di soccorso e la conseguente fuga dopo l’incidente.

 

 

Il Giudice id Pace di Agrigento, ha condannato il Comune di Canicattì, in solido con A.G., 70 anni di Canicattì al risarcimento del danno patito da T.S. 75 di Canicattì, assistito e difeso dall’Avv. MariaTeresa Meli, per le lesioni da questo riportate a seguito dell’aggressione subita da un branco di cani, alcuni dei quali appartenente a A.G.

I fatti, verificatisi nel territorio di Canicattì, risalgono al mese di ottobre 2017, quando l’anziana vittima, nel tentativo di buttare l’immondizia veniva aggredito da un branco di cani di grossa taglia, alcuni dei quali appartenenti a A. G. , altri randagi. Gli animali di grossa taglia, si
avventavano contro la vittima, mordendola in diverse parti del corpo; Per le diverse ferite riportate, il sig. TS ha dovuto fare ricorso al presidio ospedaliero di Canicattì, ove prontamente medicato è stato sottoposto al posizionamento di punti di accostamento, con prognosi di gg 10 ( dieci) s.c., oltre alla prescrizione di profilassi antibiotica.

Allertati gli agenti del locale Commissariato di P.S., i quali si portavano in loco constatando l’accaduto. Veniva formalizzata denunciava dell’occorso alla competente autorità giudiziaria. La Procura della Repubblica di Agrigento apriva un fascicolo di indagine che sfociava nel
procedimento penale; L’avv. Meli Mariateresa dimostrando l’appartenenza dei cani alla signora AG, otteneva la condanna di A.G. alla multa di € 800.00. Ritenendo sussistente anche la responsabilità del comune, l’Avv. Meli MariaTeresa azionava autonomo giudizio per ottenere la condanna solidale del comune di Canicattì e della proprietaria degli animali al risarcimento del danno patito dall’anziano.

Con la sentenza depositata in data 30/12/2022, il Giudice di Pace di Agrigento, in accoglimento della domanda proposta dall’avv. Meli MariaTeresa, nell’interesse del suo assistito, condannava in solido A G ed il Comune di Canicattì al risarcimento del non patrimoniale maggiorato da interessi legali e rivalutazione monetaria oltre alla rifusione delle spese legali.

“I vax uccidono. Giù le mani dai bambini”.

I no vax stavolta hanno preso di mira il centro hub vaccinale del villaggio Mosè, fra i più importanti in Sicilia e dove quotidianamente si effettuano vaccini a tantissima gente.

Caratterizzata dal simbolo W, come per dire siamo noi, la scritta è apparsa lungo il muro che costeggia il Palacongressi agrigentino. Quello di ieri è stato l’ennesimo episodio avvenuto ad Agrigento in pochi giorni.

Indagano i carabinieri.

 

Non sappiamo se tutte le testate giornalistiche del mondo abbiamo saputo della “pena esemplare” inflitta ad un pregiudicato di elevatissimo spessore che nel corso di questi ultimi anni ha messo a rischio serio la vita di tante vite umane e soprattutto quale sia stata la loro reazione.

Ci riferiamo al signor Quaranta, di Favara, noto bombarolo, imbrattatore e attentatore di posti più o meno conosciuti al mondo nei quali, l’uomo di Favara, quasi per gioco ossessivo, non esita a far saltare in aria ciò che gli si presenta dinnanzi ai propri occhi, vite umane comprese.

Nell’agrigentino ha danneggiato diverse opere, ha distrutto i vasi posizionati nel lungomare di San Leone, distrutto e abbattuto statue sacre a Favara. Ed ancora: ha compiuto un attentato alla metropolitana di Milano, un altro alla Valle dei Templi, un altro ancora nella zona adiacente il carcere Di Lorenzo di Agrigento ed infine ha cercato di distruggere la marna di Punta Bianca e Scala dei Turchi con cadenza temporale micidiale.

Insomma, un curriculum di tutto rispetto che fa di Quaranta un criminale incallito e senza pietà nei confronti della comunità. Non solo: reitera i suoi pericolosi lavori mostrando una eloquente strafottenza nei confronti delle istituzioni che già in passato lo hanno beccato.

La notizia dei giorni scorsi, l’ennesimo attentato a Scala dei Turchi, ha fatto il giro di tutto il mondo. Un eccezionale lavoro portato avanti dai Carabinieri i quali nel giro di pochissime ore hanno individuato il Quaranta che, nell’occasione ultima, si è fatto “collaborare” da un altro pregiudicato paesano, venditore di uova.

Portato dinnanzi alle Autorità competenti, il 50enne favarese, vista la sua pericolosità, vista la sua serialità, vista la poca propensione ad interessarsi della vita delle persone, ha subito una pena che, francamente, lascia quantomeno perplessi.

Un avviso orale: per tre anni non deve mettere più piede a Realmonte! Tutto qui.

Se necessariamente dobbiamo fare gli ipocriti, diciamo che tutto è andato bene. Se, al contrario, dobbiamo guardare in faccia la realtà, ci si accorge che in effetti il provvedimento del Questore agrigentino (non sappiamo se concordato con altre Istituzioni) è assai riduttivo, vista la pericolosità del soggetto.

La recrudescenza dell’attività criminale del Quaranta avrebbe imposto ben altri e  molto più duri provvedimenti; poco più di un rimprovero, come fa un genitore con il proprio figlio. “Non fare il monello, queste cose non si fanno”.

Premiamolo, allora! Si, anche una caramella a latte. Nel suo ignobile gesto lo stesso Quaranta ha avuto “l’accortezza” di non usare materiale corrosivo e indelebile che avrebbe scempiato per sempre uno dei posti più belli al mondo!

Insomma, poco meno di uno schiaffetto sulla guancia e tanto di…mi raccomando non lo fare più. Questo, più o meno, il verdetto. Un verdetto che sembra svilire lo straordinario lavoro svolto da parte dall’Arma dei Carabinieri i quali, in pochissime ore sono riusciti ad acciuffare i pregiudicato. Con tutti i rischi che regnano sovrani quando si compiono operazioni del genere.

Figurarsi per Quaranta cosa vorrà significare un avviso orale. Gli è stato detto di non andare più al mare a Scala dei Turchi per i prossimi tre anni.

Cambi lido…

L’Assemblea dei sindaci siciliani, svoltasi oggi pomeriggio in videoconferenza, per valutare l’evoluzione della pandemia sui territori ha ribadito la necessità di chiarezza sul  rapporto esistente fra la normativa nazionale e quella regionale  con riferimento alle conseguenze derivanti dalla istituzione di zone gialle, arancioni e rosse e alle condizioni giuridiche per emanare le eventuali ordinanze sindacali.

Ha inoltre ribadito la necessità di avere a disposizione, Comune per Comune, dati certi e aggiornati sul numero dei contagiati  e dei vaccinati  e sulla eventuale incidenza dei ricoveri sulle strutture sanitarie  per evitare il ripetersi dello stato di incertezza e di preoccupazione dei giorni scorsi.

“In tale incerto contesto, come amministratori   abbiamo assistito alla crescente preoccupazione da parte del mondo scolastico e dei nostri concittadini per l’incremento esponenziale dei contagi ed abbiamo evidenziato con forza  in una nota ufficiale e nel corso dell’ultima riunione della   task force sulla scuola, l’assenza dei dati sull’andamento epidemiologico  e l’inadeguatezza degli strumenti disponibili nelle  strutture scolastiche, come la mancanza di mascherine FFP2 e dei  necessari impianti di areazione nelle aule”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“La posizione assunta da numerosi amministratori che hanno deciso di emanare le ordinanze (ex art. 50 del TUEL) tenendo conto dell’aumento esponenziale dei contagi – continua Orlando – è nata dalla necessità di  scongiurare una reale condizione di pericolo che di fatto è poi stata  confermata dalle ultime ordinanze del presidente della Regione, Nello Musumeci, che hanno sottoposto a provvedimenti restrittivi anti COVID – 19  e dichiarato in zona arancione, ben 149 comuni siciliani”.

“Chiediamo – conclude il presidente Orlando – inoltre  che le altre istituzioni competenti e le autorità sanitarie   si attivino per prevenire eventuali situazioni di pericolo rilevando e soprattutto arginando,  in tempi rapidi, eventuali focolai”.

Nel corso dell’assemblea è emersa, infine,  anche la criticità relativa alla circostanza che alcune ASP, a causa dell’incremento dei contagi, non hanno più provveduto a svolgere il servizio di ritiro dei rifiuti domestici dei cittadini in quarantena. A tal proposito è stato sollecitato  il ripristino del servizio di pertinenza delle ASP che, solo in qualche caso, potrà essere svolto dal Comune, previa intesa con l’ASP.