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Il deputato del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino, componente della Commissione Cultura ha chiesto, attraverso una interrogazione al ministro dell’Istruzione, una proroga di altri 45 giorni per la presentazione della domanda riguardante l’inserimento nelle graduatorie di terza fascia del personale Ata, in scadenza il 26 aprile dopo una prima proroga di quattro giorni. “Ho presentato questa interrogazione per chiedere al Ministro un’ulteriore proroga per coloro che stanno ancora svolgendo i corsi che permettono di ricevere attestati di qualifica di poter terminare e ottenere il documento – ha spiegato il deputato siciliano – quest’anno i corsi sono stati inficiati dal Covid-19 e per questo motivo hanno subito diverse sospensioni nella loro parte pratica. Molti corsi non sono ancora terminati e coloro che hanno intrapreso questo percorso non sono riusciti a ottenere ancora gli attestati di qualifica che permettono loro di avere 1,50 punti in più nelle graduatorie”. L’interrogazione di Rosalba Cimino arriva dopo le richieste di tutte le sigle sindacali che hanno chiesto un’ulteriore proroga per permettere ai corsisti di conseguire il titolo.

In occasione del 25 aprile, 76esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, l’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani, di Agrigento, con l’adesione di Cgil, Cisl e Uil, ha promosso l’iniziativa intitolata “strade di liberazione”. Domenica prossima, 25 aprile, nel rispetto delle norme di contrasto al coronavirus, le delegazioni di Anpi, Cgil, Cisl e Uil deporranno un fiore nelle vie di Agrigento intitolate a partigiani, antifascisti e martiri della resistenza. Le strade interessate sono: via 25 Aprile, via Pietro Nenni, via Calogero Graceffo, via Gramsci e la villetta Sandro Pertini. I promotori affermano: “Anche in un momento così complesso, come quello caratterizzato dalla pandemia, vogliamo, comunque, ricordare gli uomini e le donne che con le loro idee e grazie alla resistenza antifascista hanno contribuito a sconfiggere il regime fascista costruendo un Paese libero e democratico”.

I Carabinieri della Stazione di Castrofilippo hanno arrestato in flagranza di reato un pluri-pregiudicato, F R sono le iniziali del nome, bloccato appena fuori dal centro commerciale Le Vigne in possesso di 13 bottiglie di superalcolici, per un valore di oltre 200 euro, rubate. E’ stato il personale del supermercato a notare l’uomo intento a riempire di bottiglie un borsone. Ed è stato allertato il 112. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale, che poi ha imposto all’uomo l’obbligo di firma in Caserma tre volte alla settimana.

A Palermo, all’hub vaccinale allestito nella Fiera del Mediterraneo, è giunta da Piana degli Albanesi ed è stata vaccinata una delle donne più longeve d’Italia. Si tratta di Maria Riolo, che compirà 102 anni il prossimo ottobre. Dopo l’iniezione la donna ha intonato alcune delle antiche canzoni in arbereshe di Piana degli Albanesi ai medici dell’hub, per ringraziarli. Maria Riolo ha commentato: “Non mi lamento mai. E’ finito subito, non ho sentito niente. Da mesi non esco di casa per via della pandemia, quindi, ricevere la dose di vaccino è stata anche l’occasione per prendere un po’ d’aria”.

Il Comune di Sciacca, tramite la sindaca Francesca Valenti, ha assegnato la cittadinanza onoraria e le chiavi della città ad Anthony Fauci, l’immunologo americano originario di Sciacca. Fauci, intervenendo in video-conferenza al 23esimo convegno nazionale della Siaip, la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, ha così ringraziato: “Ringrazio il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, per l’illustre onore che simbolicamente da lei ricevo delle chiavi della sua città. Sono profondamente commosso nell’accettarle, lo faccio a nome dei miei nonni paterni Antonino e Calogera, che all’alba del Novecento, proprio da questo Comune emigrarono negli Stati Uniti. Non vedo l’ora di venire a Sciacca, non appena questo sarà possibile”.

I Carabinieri del comando provinciale di Ragusa, nell’ambito di indagini a Vittoria contro l’evasione dall’obbligo scolastico, hanno denunciato 98 genitori per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare di minorenni. I militari dell’Arma, in collaborazione con gli istituti scolastici, hanno verificato la regolarità della frequenza alle lezioni scolastiche delle scuole elementari accertando che diversi bambini, benché formalmente iscritti, si sono assentati per gran parte dell’anno senza giustificato motivo. Appena tre giorni addietro, ancora a Vittoria i Carabinieri hanno denunciato altri 48 genitori per lo stesso reato.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Sciarrotta, ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, quattro imputati di avere alimentato e gestito una discarica di rifiuti di vario genere non autorizzata a Naro, in contrada Robadao. Si tratta di Calogera Schembri, 86 anni, Calogero Schembri, 89 anni, Vincenza Schembri, 80 anni, e Domenico Tuttolomondo, 67 anni. Parte del terreno in cui è sorta la discarica, scoperta a seguito di una segnalazione dalla Guardia di Finanza nel dicembre 2015, è confiscata alla mafia e affidata alla cooperativa “Rosario Livatino – Libera Terra”. I tre anziani Schembri sono i proprietari dell’altra parte di terreno non confiscata, ma l’avrebbero abbandonato da oltre 30 anni. Tuttolomondo, invece, all’epoca è stato il segretario del Consorzio per la legalità e lo sviluppo che aveva disciplinato con un bando la gestione dei terreni.

I Carabinieri di Agrigento, in aggravamento della misura cautelare, hanno arrestato un uomo di 28 anni, agrigentino, perché ha violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna, una giovane di 20 anni di Porto Empedocle, minacciata e vittima di atti intimidatori. Nel corso della perquisizione a casa del 28enne, i militari hanno rinvenuto e sequestrato un tirapugni di ferro e alcuni bossoli. A fronte di ciò è stato denunciato per detenzione illegale di munizionamento da guerra e detenzione di oggetti atti ad offendere.

I sindaci siciliani occupano le aule consiliari contro l’iniqua distribuzione dei fondi del Recovery Plan. Domenica 25 aprile manifestazione di protesta a Napoli.

Domenica prossima, 25 aprile, giorno del 76esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazi-fascista, 500 sindaci del Sud, e tanti dalla Sicilia, che hanno deciso di aderire alla Rete “Recovery Sud”, manifesteranno a Napoli, in piazza Plebiscito, per onorare sì il giorno della Liberazione ma, soprattutto, per protestare contro l’iniqua distribuzione delle risorse del “Recovery Plan”. Infatti, non sarebbero stati rispettati i criteri di distribuzione dei soldi stabiliti dall’Unione Europea. Anche il ministro del Sud, Mara Carfagna, ha confermato che, se si fossero seguiti i criteri europei, al Sud Italia sarebbero spettati più del 60% dei fondi a disposizione. Invece attualmente solo il 40% del totale sarà destinato al Sud, e ciò, oltretutto, con il benestare dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. Dunque, la manifestazione a Napoli, scelta perché città simbolo del Sud e già capitale del Regno delle due Sicilie, è provocata dall’insoddisfazione degli amministratori meridionali, privati di finanziamenti ritenuti fondamentali per la tenuta socio-economica dei propri territori. Infatti, lo stesso giorno 25 aprile, sempre in piazza Plebiscito, si svolgerà anche un flash mob della delegazione dei 500 sindaci, che indosseranno la fascia tricolore per riaffermare il valore della coesione nazionale e dell’equa distribuzione del denaro offerto dall’Europa. Peraltro, si tratta di un’occasione per ridurre, in un certo qual modo, il divario storico tra Nord e Sud ed attenuare la storica “Questione Meridionale”. Inoltre, i sindaci consegneranno al Prefetto di Napoli un documento congiunto, con le proposte rivolte al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi: in primis, ovviamente, una rimodulazione della distribuzione dei miliardi di euro del “Recovery Fund”. Nel frattempo in Sicilia la protesta si inasprisce e assume contorni plateali. Infatti, parecchi sindaci siciliani esprimono il dissenso con l’occupazione della sala consiliare del proprio Comune per 24 ore. Ed il sindaco di Castelbuono, in provincia di Palermo, Mario Cicero, lancia un appello alla mobilitazione anche ai sindacati di categoria. E afferma: “Le organizzazioni di categoria, i sindacati, l’Anci, Confindustria, la Cna, la Confesercenti, la Confcommercio, la Coldiretti, cosa stanno facendo su questo argomento? Niente, c’è il silenzio totale. Ci stiamo muovendo noi sindaci e la Conferenza episcopale. I vescovi sono con noi”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)