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A seguito di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, i Carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno arrestato un giovane di 21 anni di Porto Empedocle, che sconterà 4 anni e 5 mesi di reclusione per violenza sessuale continuata e di gruppo. Il 21enne, che all’epoca degli abusi aveva 16 anni, è stato trasferito nella Casa circondariale di Caltanissetta.

Lo stavano intercettando per arrivare al superlatitante, il boss Matteo Messina Denaro. Ore di registrazioni che i carabinieri del Ros ha cominciato a riascoltare scoprendo che alle attività mafiose aggiungeva gli abusi sui bambini.

Condotte gravissime che hanno indotto il procuratore aggiunto della Dda di Palermo Paolo Guido a disporre il fermo di Vincenzo Spezia, fedelissimo di Messina Denaro, capomafia di Campobello di Mazara dopo la morte del padre Nunzio.

Delle tre piccole vittime, due bambini e una bambina di 9 anni, solo due maschietti finora sono stati identificati.

“Il decreto riaperture del Governo Draghi, con il mantenimento del coprifuoco, è una vera e propria follia ed una presa in giro nei confronti degli italiani, costretti a rimanere in casa dalle 22.00 anche durante la stagione estiva, ma soprattutto rappresenta il colpo di grazia definitivo per il settore turistico.

Un’estate con il coprifuoco, infatti, comporterebbe lo spostamento dei flussi turistici verso altre destinazioni, con un danno economico incalcolabile per l’intera economia italiana e per tutte quelle attività, come ristoranti, bar, alberghi e negozi, che vedono solitamente incrementare il loro volume d’affari durante la bella stagione.

Se si vuol fare ripartire davvero l’economia e dare respiro al settore turistico, l’estate deve essere senza limiti d’orario, con vacanze in sicurezza grazie ai protocolli sanitari, per questo Fratelli d’Italia ha deciso di scendere in piazza per l’abolizione del coprifuoco, a difesa di tutte quelle categorie ridotte allo stremo dalle miopi decisioni del Governo, con un flash mob che si terrà in Via Atenea, davanti alla Camera di Commercio, Sabato 24 Aprile alle ore 10.00”, queste le parole del Commissario provinciale di fratelli d’Italia, Calogero Pisano. 

Promessa mantenuta quella della sindaca di Favara di destinare immediatamente gli arrivi dei finanziamenti a copertura degli arretrati agli operatori ecologici.

Già qualche giorno fa l’assessore regionale agli Enti locali, Marco Zambuto, aveva anticipato l’arrivo di trasferimenti finanziamenti al Comune di Favara che adesso si iniziano a concretizzare.

“Il particolare finanziamento – a parlare è Anna Alba – fa parte del fondo per garantire agli enti locali il reintegro del minor gettito derivante all’abrogazione dell’addizionale sull’energia elettrica. Si tratta di un importo di 119mila euro al quale ne seguiranno altri che daranno una certa liquidità all’amministrazione comunale intenzionata a sanare, in prima battuta, gli arretrati alle ditte che gestiscono il servizio di igiene ambientale e a loro volta a pagare gli stipendi ai loro dipendenti”.

E’ stata una giornata difficile quella al Palacongressi di Agrigento, hub vaccinale per la provincia dove si somministrano i vaccini anticovid e dove oggi si sono registrate lunghissime code e svariati disagi. Le persone ammassate, sono esplose in atti di ira, e hanno incominciato a non seguire più la fila. Così son dovute intervenire le forze dell’ordine tutte, polizia, carabininieri e vigili urbani che hanno dovuto riportare la calma. Alcuni disguidi ed è scoppiato il caos. In mattinata sembrava andare tutto bene, ma nel primo pomeriggio i disguidi sono nati forse anche a causa della grande affluenza in seguito al primo giorno di open-veekend, che permetterà a molti di sottoporsi al vaccino anche senza avere una prenotazione.

 

1.412 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 34.077 tamponi processati, con una incidenza del 4,1%. La Sicilia è quinta per numero di contagi giornalieri. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 23 e portano il totale a 5.241. Il numero degli attuali positivi è di 25.628 con un incremento di 440 casi rispetto a ieri; i guariti sono 949. Negli ospedali i ricoverati sono 1.422, 34 meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 178, 4 meno rispetto a ieri

I nuovi contagi per province:

Palermo 469

Catania 336

Messina 96

Siracusa 97

Trapani 22

Ragusa 142

Caltanissetta 106

Agrigento 124

Enna 20.

La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, oggi, ha portato a termine un’importante attività di contrasto alla pesca illegale.

Gli uomini della Guardia Costiera sono entrati in azione a seguito della rilevazione, da parte di un mezzo aereo del Corpo, di un peschereccio intento ad effettuare attività di pesca in un’ area interdetta, destinata al ripopolamento ittico, denominata “ad Ovest del Bacino di Gela”.

L’area nella quale è stata riscontrata l’attività illecita fa parte di una delle tre “aree di restrizione”, individuate nel Mediterraneo, per la tutela di alcuni stock ittici, nello specifico il nasello europeo e il gambero rosa. Nello specchio acque in questione vige il divieto di pescare con reti a strascico.

Dopo che il mezzo aereo della Guardia Costiera ha individuato il motopesca intento in attività fraudolenta, è prontamente intervenuta una motovedetta del Corpo che lo ha intercettato in mare e scortato fino al porto di Porto  Empedocle.

L’attività ispettiva ha portato alla contestazione di ben 3 verbali ed a 2 sequestri amministrativi per sanzioni che ammontano complessivamente a € 6.000. Nello specifico, sono stati  sequestrati: circa 40 metri di rete (non conforme alla normativa prevista) e 33 kg di prodotto ittico (in quanto pescato con attrezzi non consentiti). L’intero prodotto ittico sequestrato, considerato in buono stato di conservazione da parte del veterinario, è stato devoluto in beneficienza presso enti caritatevoli.

L’operazione rientra in una più ampia attività di controllo e monitoraggio delle attività di pesca poste in essere dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, a salvaguardia delle risorse ittiche, degli ambienti costieri e della salute dei consumatori, attività che verrà posta in essere costantemente.

Sono stati appaltati a Sciacca, per poco più di 500mila euro, i lavori per il restauro e l’allestimento dell’Auditorium, con 120 posti a sedere, che sorgerà nel Complesso monumentale di Santa Margherita a Sciacca. In proposito l’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà, commenta: “Con il restauro della Chiesa di Santa Margherita, in cui sarà allestito l’Auditorium, si colloca il primo tassello del più ampio disegno per la realizzazione del Museo inter-disciplinare regionale di Sciacca, atteso ormai da 20 anni. Il finanziamento di quest’opera, dopo lunghi anni di silenzio, è frutto della volontà del governo regionale, e avvia una nuova stagione di promozione culturale del territorio. Importante è il ruolo svolto dalla Soprintendenza di Agrigento che ha curato la progettazione, consentendo di effettuare il recupero di un bene monumentale di grande valore storico e artistico, che sarà restituito al territorio come polo culturale di grande importanza per l’intero comprensorio”.

Al Comune di Porto Empedocle, il consigliere comunale Calogero Lattuca, nonché candidato a sindaco, ha rivolto una interrogazione alla sindaca Ida Carmina per il decoro cittadino affinchè si pianifichino degli interventi di bonifica degli spazi a verde pubblico della città, ed in particolare dell’area in cui insiste l’ aiuola-rotatoria “Maestri del Lavoro”, adiacente la caserma dei Carabinieri. Ed i consiglieri comunali 5 Stelle, Salvatore Ersini e Morena Cortelli, tramite un’interrogazione e una mozione all’Amministrazione comunale, sollecitano l’avvio della procedura di pulizia delle spiagge, e poi chiedono di estendere la possibilità di votazione dei progetti della cosiddetta “Democrazia partecipata” a tutti i cittadini che abbiamo compiuto i 16 anni di età.

Ancora una volta si parla di Denise nella trasmissione del mercoledì sera su Rai 3 “Chi l’ha visto?” e ancora una volta ospiti di Federica Sciarelli sono Piera Maggio e l’Avvocato Frazzitta.

Nel corso della puntata di ieri 21 aprile, sono state rivelate delle intercettazioni inedite che gli inquirenti non avrebbero mai considerato durante le indagini, oltre a quelle lacune che nel corso degli anni hanno viziato la vicenda della sparizione della piccola Denise, scomparsa a Mazara del Vallo, nel 2004, all’età di 4 anni.

E si ipotizza una riapertura del caso che potrebbe vedere anche membri delle forze dell’ordine tra gli indagati. Ed è la mamma di Denise, Piera Maggio a chiedere che sia fatta la verità “in mezzo a un mucchio di bugie che continuano a permanere nel tempo, depistaggi, coincidenze su Anna Corona che devono essere ancora verificate”. Ed è Piera Maggio a rivelare della gelosia che Anna Corona ex moglie di Piero Pulizzi nutriva non nei confronti dell’ex marito, ma nei suoi, considerato che proprio verso Piera, la signora corona aveva degli atteggiamenti ambigui.

Sin dall’inizio, dopo la sparizione della bambina, le indagini si erano concentrate proprio sui familiari di Denise che portava il cognome di toni Pipitone che l’aveva riconosciuta, perché ignaro del fatto che la bimba fosse figlia di Piero Pulizzi, con il quale Piera maggio aveva iniziato una relazione extraconiugale.

Da parte sua il Polizzi, in quel momento storico, viveva da solo perché aveva lasciato Anna Corona dalla quale aveva avuto due figlie femmine, Jessica e Alice. La ex moglie e le figlie sapevano della relazione del padre con Piera Maggio la quale dichiara che la Jessica, spesso era passata davanti alla sua abitazione con aria minacciosa ed intimidatoria, commettendo anche atti vandalici nei confronti della famiglia di Piera Maggio. Sarà Giacoma, la sorella di Piera, a raccontare al giudice di essere stata poi aggredita da Anna Corona al supermercato e di aver ricevuto anche delle minacce.

Piera ha avuto sin da subito dubbi sulla eventuale resposabilità delle due donne, la Corona e la Pulizzi considerato che nessuno mai aveva avuto un qualche rancore nei suoi confronti. Ma ieri sera Piera Maggio ha rivelato che il movente del presunto rapimento della piccola Denise potrebbe risiedere negli atteggiamenti ambigui che la Anna Corana aveva nei suoi confronti e sottolinea di non aver portato via il marito a nessuno.

“Non si è mai capito cosa volesse da me la signora Corona, non sono mai stata amica di questa persona. Io penso che lei fosse gelosa di me come persona, ma non solo per il suo matrimonio finito male. Ho sempre sostenuto che si fosse infatuata di me. È tutto scritto agli atti” – ha detto Piera Maggio durante la trasmissione di ieri sera.

Il giorno dopo la scomparsa di Denise, il 2 settembre del 2004, la questura di Trapani redige un verbale.
Sia la Polizia che i  Carabinieri sono convinti di essere stati nella casa di Anna Corona, ex moglie di Piero Pulizzi, ma in realtà però avevano ispezionato un altro appartamento, diverso da quello abitato dalla prima moglie di Piero Pulizzi. Ma sarà l’altra figlia della Corona, Alice a dichiarare durante il processo, che sarebbero state le forze dell’ordine a non voler effettuare i controlli nella casa giusta: “Quando loro sono arrivati, eravamo già sotto. E subito dopo è arrivata mia mamma. Hanno parlato con mia mamma e niente, gli hanno chiesto di accomodarsi sopra a casa. Loro sono voluti rimanere nell’entrata. Invece di farli rimanere lì nell’entrata, la signora li ha fatti accomodare a casa sua, nel salone. Hanno parlato con mia mamma, le hanno dato questa notizia. Noi siamo saliti sopra, io sono andata anche a giocare. Quando hanno finito siamo saliti tutti sopra, io, mia mamma e mia sorella. E la mamma ci ha dato questa notizia, di quello che era successo”.

Per Piera Maggio ci sono solo un mucchio di bugie, lacune, coincidenze, incongruenze, depistaggi.

Ma c’è di più. C’è una telefonata partita da un magazzino di via Rieti a Mazara del Vallo, diretta alla mamma di Anna Corona, Antonietta Lo Cicero, circa mezz’ora dopo la scomparsa di Denise, e quando Piera Maggio ancora non sapeva neanche che sua figlia era scomparsa.  Sarà l’avv. Frazzitta, avvocato di Piera Maggio a spiegare  che quella telefonata era stata fatta dalla figlia alla mamma per avvertirla di tornare subito a casa perché era successo qualcosa, ma senza specificare cosa. Dai tabulati – come spiega Frazzitta – si evince che c’era stata una solo telefonata ricevuta da quella utenza, ed è quella di via Rieti, dove è residente Loredana Genna, amica di Anna Corona.

Ci sono poi intercettazioni di telefonata abbastanza disturbata, tra Jessica e il suo ex fidanzato Gaspare, durante la quale lui le chiede “che cosa le hai fatto?” e la risposta disturbata e in dialetto siciliano sarevbe stata: “L’ho messa dentro”.

Ancora intercettazioni interessanti come quella ambientale dalla quale si ascolta come Anna Corona chiede a Jessica se avesse a che fare con la scomparsa della sorellastra e la ragazza dopo aver negato sempre dirà: “Però poi a casa ce l’ho portata”.

Durante la trasmissione Piera Maggio ha dichiarato:  “Loro sapevano tutto. Sapevano come muoversi, quali apparati cellulari usare. Sapevano dov’erano le cimici (…). Quella che non sapeva niente ero io. Perché comunque io non ero tanto esperta, non avevo avuto alcun caso giudiziario alle spalle. Non ero esperta. Non sapevo come funzionavano tutte queste cose. Di certo non ero interessata a nascondere la verità. Quando si fanno certe cose è perché si vuole nascondere la verità. (…)”.

Ricordiamo che Jessica Pulizzi è stata assolta in Cassazione per insufficienza di prove e proprio in merito alla sentenza di primo grado Piera Maggio ricorda i tre giudici del primo caso di tipo penale e avevano soltanto esperienze di tipo civile.

“Non dimenticherò più i sorrisi sornioni e beffardi di un giudice, ogni volta che mi guardava (…). Quando dovevamo testimoniare, eravamo tutti tenuti a fornire le nostre generalità e l’indirizzo di domicilio e residenza. Ma a Jessica Pulizzi questo non fu chiesto. Incompetenze, anomalie o depistaggi hanno sin dall’inizio impedito il ritrovamento di mia figlia. Finalmente dopo 17 anni sta venendo fuori lo schifo che sta dietro questa vicenda. Spero che tutti i responsabili vengano giudicati uno per uno” – conclude.