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La Sicilia per la prossima settimana resterà in zona arancione. E’ quanto emerge dai dati e delle indicazioni della cabina di regia del ministero della Sanità.

In base a questi il ministro Roberto Speranza firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 3 maggio. È in area rossa la regione Valle D’Aosta. Sono in area arancione le regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla.

Istituita la “zona rossa” in tre comuni siciliani di province diverse. Si tratta di: Ravanusa (provincia di Agrigento), Santa Caterina Villarmosa (provincia di Caltanissetta) e Nizza di Sicilia (provincia di Messina), così come richiesto dai sindaci e a seguito delle relazioni delle Asp.

A prevederle un’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, appena pubblicata. Le restrizioni scatteranno da domenica prossima, resteranno in vigore fino a mercoledì 12 maggio. Prorogata, infine, la “zona rossa” per il comune di Longi (provincia di Messina) fino a domenica 7 maggio.

“San Leone Pulita” partirà domani 1 maggio, un metodo nuovo e sperimentale di raccolta dei rifiuti per strada nei weekend. Sarà possibile conferire in ben 20 punti diversi punti.
A disposizione dei cittadini che consumeranno cibo e bevande da asporto ci saranno 20 CONTENITORI per la raccolta del VETRO e della PLASTICA.

I carrellati, della capienza di 240 litri ciascuno, saranno collocati il sabato pomeriggio alle 15 e verranno prelevati la domenica successiva alle 7.

– 4 carrellati, 2 per la raccolta di bottiglie in vetro e 2 per il conferimento della plastica, saranno collocati sul lungomare
– 8 carrellati (4 vetro + 4 plastica) in piazzale Giglia
– 8 carrellati (4 vetro + 4 plastica) nel piazzale Cesco Tedesco, porticciolo Turistico.

Una soluzione sperimentale che l’amministrazione comunale promuove per fronteggiare l’abbandono selvaggio di bottiglie e spazzatura nella frazione balneare da parte di chi consuma cibi e bevande per strada.

“Ci auguriamo – dicono il sindaco Franco Miccichè e l’assessore Aurelio Trupia – che i cittadini utilizzino gli appositi contenitori ed evitino di abbandonare vetro e plastica. Uno scenario a cui abbiamo già assistito e che non vorremmo più vedere. Mi appello al buon senso e alla collaborazione di tutti, soprattutto dei giovani affinché non venga deturpato il decoro di San Leone”.

Partirà domenica 16 maggio la stagione balneare in Sicilia. Lo stabilisce un’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci, appena pubblicata.

Il provvedimento è stato adottato di concerto con l’assessore regionale dell’Ambiente, Toto Cordaro. Fino a sabato 15, quindi, sono sospese le attività degli esercizi balneari, la fruizione delle spiagge libere e la balneazione in tutta l’Isola. Restano consentite, invece, manutenzione, montaggio e allestimento degli stabilimenti balneari e la pulizia della spiaggia di pertinenza.

861 i nuovi positivi al Covid19 in su 28.145 tamponi processati, con una incidenza del 3,1%.
La Sicilia è ottava per numero di contagi giornalieri. I morti sono stati 19 e portano il totale a 5.410. Il numero degli attuali positivi è di 24.896, con un decremento di 348 casi rispetto a ieri. I guariti sono 1.190. Negli ospedali i ricoverati sono 1.337, 32 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 165, tre in piu’ rispetto a ieri.

I nuovi contagi per province:

Palermo 306

Catania 215

Messina 113

Siracusa 51

Trapani 50

Ragusa 1

Caltanissetta 24

Agrigento 75

Enna 26.

Cateno De Luca non ci sta a passare per macchietta e affida a Facebook, il teatro di casa, la propria replica a Giusy Savarino. I toni sono poco solenni: Finalmente in campo gli statisti a difesa del non più ricandidabile Nello Musumeci. Non so quanti conoscano l’on. Savarino, ma pare – purtroppo per i siciliani – che sia niente di meno che la presidente della Commissione Ambiente, ovvero una dei principali responsabili del disastro ambientale che affligge la nostra regione – ha esordito il sindaco di Messina -. Né si capisce a che titolo parli di certi argomenti, considerato che non ha ruoli significativi nell’ambito di partiti e movimenti politici. Comunque lo fa, perché pensa di ingraziarsi il suo benefattore Nello Musumeci. Però su una cosa ha ragione l’on. Giusy Savarino – insiste De Luca -: io sono un uomo libero sia sotto il profilo morale che politico. A differenza della Savarino posso esprimere le mie critiche nei confronti del suo padrone politico, Nello Musumeci, che dopo la iattura Crocetta si è rivelato una sciagura per la Sicilia. Aggiungo che sono moralmente libero, anche perché il Presidente Musumeci non ha inserito la mia “settima generazione” politica e parentale nei cda delle decotte società regionali, come ha invece dovuto fare lo stesso Musumeci per tacitare i vagiti della Savarino, in ultimo con l’ente di sviluppo agricolo”. Il riferimento è a Giuseppe Catania, marito dell’on. Savarino, che da qualche tempo è presidente dell’Esa.

La notizia gira nei corridoi dove nella maggior parte dei casi corrisponde ad una verità.
Il presidente commissario del Libero Consorzio di Agrigento, dott. Alberto Di Pisa che per diversi anni ha ben governato l’ex provincia di Agrigento, sarebbe in procinto di lasciare l’incarico in quanto in scadenza di contratto, il quale, dati alla mano, scadrebbe proprio oggi.
A prendere il suo posto dovrebbe essere l’ex comandante provinciale della Guardia Di finanza di Agrigento, oggi generale in quiescenza Vincenzo Raffo, che tanto bene ha operato nella città dei Templi, sgominando numerosissimi illeciti finanziari e non, nel corso della sua presenza nel capoluogo agrigentino.
Persona di straordinarie virtù, eccelso investigatore, nella città dei templi ha lasciato un ricordo difficile da dimenticare, grazie al suo operato certosino, laborioso e tanto tanto esigente.
Non sappiamo se la circostanza di cui scriveremo appresso, corrisponde ad un fatto positivo o negativo: è molto amico dell’onorevole Riccardo Gallo Afflitto.

Notizia in aggiornamento

Erano fratelli in musica, separati dal colore della pelle.
La breve partnership durata nove mesi tra i due, ha prodotto uno dei più sublimi dischi jazz mai registrati.
Senza la miscela unica delle loro diverse sensibilità, forse un tale capolavoro non sarebbe stato possibile.
Davis soprannominò Evans “Moe”, un nome “abbottonato” che si adattava all’aspetto serio e riservato di Evans.
Era il 1958, Davis aveva appena reclutato Bill Evans per il suo sestetto di fuoco e iniziò così quell’avventura, che fu quasi una svolta.
Dopo anni di persecuzioni razziali, il trombettista, nero, si trovò a guidare una delle jazz band più famose al mondo con un sideman, bianco.
Miles si era già relazionato con altri jazzisti bianchi in altre situazioni, ma mai si era raggiunto un profilo così altro, come il gruppo del ’58 con John Coltrane, Cannonball Adderley, Paul Chambers e Jimmy Cobb ed Evans che era una minoranza, e Miles non smetteva di ricordarglielo.
Adderley riferì che Miles era solito scherzare con lui, lo chiamava semplicemente “whitey”, a volte lo prendeva in giro, ma aveva grande rispetto del suo modo di fare musica.
Davis ed Evans erano vicini, complici e musicalmente Davis era più in sintonia con il suo “nuovo pianista” che con chiunque altro, in quel leggendario sestetto.
Entrambi parlando così tanto con così poco, usando i loro rispettivi strumenti per fondere i loro stili distintivi.
Fragilità, delicatezza e quella capacità di Evans di usare “morbido”, il pedale del pianoforte.
Entrambi erano “esploratori” immersi nella tradizione jazzistica, eppure attingevano alla musica classica e mondiale, sempre alla ricerca di una maggiore libertà di espressione e spontaneità in una musica che Miles descriveva come troppo pieno di cliché.
La loro collaborazione ha superato di gran lunga il paradigma leader-sideman. Evans influenzò la visione di Davis e riuscì a guidare anche il suo gusto.
“Ho pianificato quell’album attorno al pianoforte di Bill Evans” – aveva ammesso Davis nel 1989.
Fu come se fossero “cresciuti insieme”, malgrado i loro vissuti così diversi.
Davis si sentiva forte quanto c’era Evans, con il quale aveva sperimentato il jazz modale.
Il dialogo Davis / Evans non finì mai.
Miles disse che Evans era colui che gli aveva aperto le porte, musicalmente, e che era speciale, per lui.
Le poche immagini che catturano Miles e Bill fianco a fianco, cosi diversi in aspetto e stile, eppure così a loro agio, sembrano da sempre, sfidare il tempo
Buon #internationaljazzday a tutti
Simona Stammelluti 

 

Ricorre oggi 30 aprile 2021 il 39esimo anniversario della morte del segretario regionale del Partito Comunista e sindacalista Pio La Torre, e dell’attivista Rosario Di Salvo, vittime della mafia a Palermo nel 1982. In proposito, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, così ha scritto in un messaggio al Presidente del Centro studi “Pio La Torre”, Vito Lo Monaco: “Educare gli studenti al rispetto dei principi civici significa porre le basi per costruire una collettività futura libera da ogni forma di condizionamento criminale. Per queste ragioni manifesto il mio apprezzamento verso il Progetto educativo promosso ogni anno dal Centro da Lei presieduto, quale tangibile contributo al consolidamento di una coscienza pubblica che ripudia ogni espressione di violenza. Vanno incoraggiate in ogni modo le iniziative volte a diffondere la cultura della legalità quali contributi essenziali al processo, storicamente ineluttabile, di sradicamento dalla società dei fenomeni mafiosi. Nell’unirmi al ricordo di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, rivolgo a tutti i presenti e agli studenti collegati in video il mio caloroso saluto”.