Home / 2021 / Marzo (Pagina 50)

Si amplia l’organico dell’associazione turistico – ricettiva agrigentina “Tante case tante idee”, presieduta da Domenico Vecchio. Maurizio Crapanzano, 44 anni, di Agrigento, è il nuovo tesoriere, e componente del Consiglio direttivo, composto dal vicepresidente Michele Capraro, dalla segretaria Vanessa Zicari e dai membri Nadia Rosato, Maria Lucia Capraro e Annarita Zambuto. Nel corso dell’ultima assemblea è stato ufficializzato anche l’ingresso di nuovi associati: Valentina Fasciana ed Elvira Mangione che si aggiungono all’altra new entry formalizzata nel mese di gennaio scorso, Roberta Bennardo.

Ad Agrigento il Comune ha proceduto ancora una volta alla rimozione e alla bonifica dell’area interna all’ospedale “San Giovanni di Dio” trasformata in maxi discarica di rifiuti indifferenziati. Altrettanto ancora una volta, il Comune di Agrigento ha ovviamente addebitato le spese a carico dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, più volte diffidata a garantire l’effettuazione della raccolta differenziata in ospedale.

Il Comitato provinciale Unicef di Agrigento promuove anche quest’anno il progetto nazionale cosiddetto “Bomboniere solidali”. Se hai in programma un matrimonio, un battesimo, una laurea o qualsiasi altra ricorrenza, potrai acquistare le bomboniere solidali Unicef. Ogni euro di bomboniere Unicef corrisponde, ad esempio, a 20 bustine di sali reidratanti, fondamentali per curare i bambini affetti da disidratazione. Le bomboniere solidali possono essere ordinate al Comitato Unicef di Agrigento, telefonando ai numeri 3208365151 o 3899488335. Oppure sul sito internet di Unicef.it, alla voce nuove bomboniere.

Ad Agrigento, lunedì prossimo, 8 marzo, alle ore 11:30, il Soroptimist Club, presieduto da Olga Milano, in collaborazione con il Comitato Unicef di Agrigento, presieduto da Lilly Bruna, inaugurerà, nei locali della biblioteca comunale “Franco La Rocca”, il “Baby Pit Stop”, uno spazio attrezzato riservato alle mamme per l’allattamento e il cambio pannolino del neonato. L’iniziativa è frutto di un protocollo d’intesa stipulato tra Soroptimist International d’Italia e Comitato Italiano per l’Unicef Onlus, a favore e sostegno della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Si ringraziano per la disponibilità il sindaco Franco Miccichè e gli assessori Roberta Lala e Francesco Picarella.

E’stata presenta ad Agrigento a Porta di Ponte   la Mostra/Manifesti in Via Atenea dedicata alla Giornata Internazionale della Donna 2021.
L’idea realizzata a cura del Pirandello stable festival di mario Gaziano è la seconda inziativa in continuita con la bella Mostra/Manifesti in via Atenea dedicata al Centenario della nascita di Leonardo Sciascia.
Via Atenea diventa in tal mnodo una sorta di Galleria “en plen air “.
Il direttore artistico Mario Gaziano ha realizzato la Mostra/Manifesti con il coinvolgimento di 10 poeti agrigenti ( di origine e di adozione) e 10 fotografi d’Arte, invitati dal Maestro Angelo Pitrone.
Poesie e fotografie d’arte naturalmente si ispiramo alla figura di “DONNA E DINTORNI”.
Partner dell’iniziativa: l’Accademi Belle Arti “Michelangelo” del prof. Alfredo Prado,Angelo Pitrone, Diego Romeo (che propone un omaggio all’attrice Giusy Carreca,recentemente scomparsa), e numerosi centri e operatori culturali.
La iniziativa è una produzione privata del Pirandello stable festival che opera dal 2001,a livello nazionale e internazionale.
Alla Mostra/Manifesti hanno dato il loro contributo artistico i poeti: Ignazio Amico,Enzo Argento,Giuseppina Mira,Giovanni Licata,Toto Cacciato,Daniela Ilardi,Francesca Vitello,Cristrina Corzetto,Stella Camillieri,Maria Assunta Maglio.
I fotografi d’arte: Angelo Pitrone,Tano Siracusa,Nuccio Zicari,Giuseppe Cumbo,Giuseppe Cuttitta,Giuseppe Spoto,Mario Donato, Massimo Palamenghi,Samantha Capitano,Diego Romeo..
La Mostra/Manifesti resterà allestita dall’8 al 15 Marzo.

Continua l’impegno del Sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara, affinché i piccoli Comuni non soccombano sotto il peso della mancanza di dirigenza, incompatibile con la possibilità di interventi e di rilancio, dopo il Disegno di Legge “Misure urgenti in materia di assunzioni di personale agli Enti locali in Sicilia” sottoposto e sottoscritto da tutti i Sindaci della provincia.
Il Sindaco di Naro, dopo il DDL e dopo aver aver aderito al Recovery Sud, chiede anche agli altri Sindaci dell’agrigentino di farlo per farsi rete ed allargare il fronte unitario meridionale e prendere atto che, investiti questi fondi al nord, sarà il sud a pagare il debito e a non trovare la via della ripresa. Senza protagonismo il meridione ha già perso questa straordinaria occasione. Con la rete il Sud chiede l’energia finanziaria per rilanciare economia e lavoro. Corona virus permettendo”.
La richiesta partita dal Sindaco di Acquaviva delle Fonti, Carlucci, attraverso una lettera già inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi è una sola: rendere i Sindaci protagonisti del Piano nazionale di ripresa e resilienza perché diventi una reale occasione di crescita per il Mezzogiorno, anche per la comunità più isolato e a rischio di spopolamento. Recovery Sud è una rete spontanea, trasversale e senza finalità ma con l’unico obiettivo di trasformare il Recovery in una reale occasione di riscatto di tutto il Mezzogiorno.

Al fine di tutelare la salubrità ambientale e degli ambienti di vita i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Agrigento, coordinati dalla locale Procura della Repubblica e supportati dai militari della Compagnia di Agrigento hanno svolto​ un’attività d’indagine e di raccordo tra istituzioni al fine di addivenire alla bonifica del sito di Favara ovest nei pressi della via Giacomo Puccini.

Il territorio in questione è oggetto da oltre un decennio ormai, dell’annosa vicenda della rideterminazione dei confini tra il territorio di Agrigento e Favara che inevitabilmente genera incertezza nelle rispettive competenze.

L’ efficace funzione di raccordo svolta dai Carabinieri ha fatto si che i dirigenti degli Uffici tecnici dei due comuni alla presenza dei militari dell’Arma effettuassero un sopralluogo congiunto addivenendo in tempi brevissimi alla soluzione tecnico-amministrativa che consentirà giorno 5 marzo 2021 dalle ore 08:30 la bonifica del sito con lo smaltimento in discarica dei rifiuti presenti.

Durante i sopralluoghi sono stati acquisiti documenti e cose al vaglio dei militari dell’Arma che porteranno certamente all’identificazione degli autori degli abbandoni. È chiaro che questo sito sarà oggetto di specifica sorveglianza.

Una terza serata davvero difficile da sopportare.
5 ore per 23 duetti, non sono proprio una passeggiata di salute, soprattutto se – come in questa edizione – ci si imbatte nei più brutti duetti della storia del Festival di Sanremo, fatta salva qualche eccezione che con piacere vi racconto.

E allora si finisce per attendere ore ed ore l’arrivo del nostro idolo, Achille Lauro che ormai è l’unica certezza di questa edizione ventiventi e che anche ieri sera ha dato lustro alla Kermesse canora con una performance di grande impatto emotivo e visivo. Con un monologo su Penelope, una intensa Monica Guerritore appare sul palco subito dopo la pubblicità catapultando il pubblico a casa in una dimensione artistica di altissimo livello e degno prologo dell’ingresso in scena del quadro dorato dell’artista romano. “Penelope” è la canzone regalata nella terza serata del festival insieme ad Emma che non mi è sembrata invece abbastanza calata nell’atmosfera surreale e appagante.

La valletta ieri sera era straordinariamente bella, un po’ Cristina Chiabotto per intenderci, ma molto meno spigliata ed anche lei ha avuto seri problemi nella lettura. Mi domando se non sia il caso di fare un corso di lettura anche alle modelle che poi finiscono per fare figuracce sui palchi prestigiosi e fuori dalle passerelle. Lei è Vittoria Ceretti, classe 1998, “bella ma che non balla”.

Fiorello un po’ meno presente sul palco, perché una serata così lunga e a tratti ammorbante non si era mai vista. Simpatica la battuta sul fatto che prima lo scambiavano per Cloony ora per Dalema e così si fa tagliare il baffetto in diretta da Amadeus – che resiste come una macchina da guerra –  e poi sulle dimissioni di Zingaretti. La politica ormai fa davvero ridere, è proprio il caso di dirlo.

L’omaggio a Lucio Dalla nel giorno del suo compleanno da parte dei Negramaro in apertura di serata non convince. Quel cantare solito di Sangiorgi, pieno di ghirigori e strascichi, poco si legava con l’incisività che fu del grande Dalla.

E ora veniamo ai 23 duetti, sui quali spicca ancora Orietta Berti che canta con le Deva, “Io che amo solo te“. La sicurezza della Berti, l’intonazione, la presenza scenica rendono tutto perfetto, incastonata anche in 4 gemme tra le quali non si può non notare la bravissima Verdiana Zangaro. 

Poco altro degno di nota.

Fulminacci con Valerio Lundini e uno stratosferico Roy Paci alla tromba che scelgono come pezzo “Penso positivo“, che finisce in: “la musica, la la musica … la pandemia”

Molto bene i Maneskin con Manuel Agnelli in “Amandoti”. Agnelli è parte integrante del gruppo, è guida senza sostituire il leader e la performance è appagante.

Samuele Bersani accompagna Willie Peyote con la sua “Giudizi Univesali”. Bello rivedere Bersani, ma fiacca l’esibizione.

Ghemon sceglie i Neri Per Caso con un medley “Le ragazze”,  “Donne”, Acqua e sapone” e “La canzone del sole”. Un bel salto nel passato con i cantanti divenuti famosi per il canto a cappella, l’orchestra per un po’ si ferma, ed è tutto molto suggestivo.

Gaia divide il palco con Lous and the Yakuza. Bravissima cantante congolese che in francese canta divinamente la sua parte in “Mi sono innamorato di te” che fu di Tenco. A questo servono i duetti, a dare nuovo luce ai cantanti in gara e in questo caso, l’intento è davvero riuscito.

Madame molto molto bene con  Prisencolinensinainciusol” di Celentano, che simula una lezione in classe ed è molto efficace oltre che scenograficamente gradevole.

L’omaggio ai lavoratori dello spettacolo da parte de Lo stato sociale è d’impatto e ridesta dalla calma piatta in cui versa la kermesse per diverse ore. Con Sergio Rubini e con gli addetti ai lavori in “Non è per sempre” degli Afterhours.

Non mi hanno convinto affatto Noemi con Neffa in “Prima di andare via“. Tutto sottotono, si riprendono nel finale ma ormai è troppo tardi e ci si scopre ad ammirare la mise di Noemi anziché i colori della sua voce.

Male anche Arisa, con Michele Bravi in “Quando” di Pino Daniele. Qualcosa si è rotto, si è inceppato in Arisa, ha perso lo slancio e la felicità nel cantato e a nulla serve il cambio di look. Bravi sembrava non voler neanche essere lì.

Ermal Meta è Caruso per una sera, con “Napoli Mandolino Orchestra”. Compitino portato a termine che gli assicura la vetta della classifica alla fine della terza serata del festival.

Finisco sempre per nominarla per ultima, ma ieri sera avrebbe meritato il podio la macchina da guerra che risponde al nome di Annalisa. Chissà se l’ha avuta mai una incertezza nel cantare. Io non l’ho mai sentita perdere un colpo e ieri sera è stata pazzesca con il chitarrista Federico Poggipollini  in “La musica è finita” di Ornella Vanoni. Stamane è stata l’unica esibizione che ho desiderato riascoltare.

E’ sicuramente l’edizione del “sociale” perché anche stasera tra un siparietto di Zlatan Ibrahimović ed una eccellente Valeria Fabrizi che ha raccontato di suo marito scrittore di canzoni, c’è stata Antonella Ferrari che calca il palco con un stampella e che regala un monologo sulla sclerosi multipla e poi Donato Grande l’asso del Powerchair Football.

Che aggiungere … stiamo vivendo di caffè a notte fonda e allenando la resistenza.
Ma dobbiamo arrivare fino in fondo, perché Sanremo è istituzione come la bandiera bianca rosso e verde.
E preferiamo questi colori, a quelli della pandemia

Stasera si decreterà il vincitore tra le nuove proposte.
Che vinca il migliore (Folcast)

A domani

LaStammelluti

Con un ricorso giurisdizionale promosso dinanzi al T.A.R. Palermo, i signori S.L. e G.G. avevano convenuto in giudizio il Comune di Calamonaci, al fine di ottenere il riconoscimento del danno subito a causa del provvedimento di diniego – ritenuto illegittimo dal giudice amministrativo nell’ambito di un precedente giudizio – con il quale il Comune di Calamonaci, nel 2011, aveva respinto l’istanza dagli stessi presentata per il rilascio di una concessione edilizia per la realizzazione di un fabbricato per civile abitazione all’interno dello stesso Comune.

Il Comune di Calamonaci, in persona del sindaco pro tempore Ing. Vincenzo Inga, si costituiva in entrambi i gradi di giudizio, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino per sostenere l’infondatezza del ricorso, non essendo stati sufficientemente provati né la spettanza del cosiddetto “bene della vita”, in quanto i coniugi, dopo l’annullamento del provvedimento di diniego, avevano preferito edificare in una località differente dello stesso Comune sulla base di un diverso titolo edilizio piuttosto che richiedere nuovamente la stessa concessione edilizia, né era stato provato in giudizio l’effettivo danno subìto quale conseguenza immediata e diretta del provvedimento di diniego poi annullato.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, definendo il giudizio, ha parzialmente accolto il ricorso in appello presentato dall’Amministrazione comunale.

Pur ritenendo sussistenti le condizioni per poter affermare la responsabilità del Comune di Calamonaci e, dunque, il diritto degli appellanti ad essere risarciti, relativamente alla quantificazione del danno subito, il Collegio ha ritenuto sussistente solo una delle voci di danno lamentate dalla parte appellata quale conseguenza diretta della condotta posta in essere dall’Amministrazione e consistente nella sola differenza tra il prezzo di acquisto del terreno e quello inferiore di rivendita dello stesso.

Il C.G.A., condividendo sotto tale aspetto le tesi difensive dell’avvocato Girolamo Rubino, ha ritenuto frutto di scelte discrezionali degli appellanti e, pertanto, non direttamente riconducibili al comportamento colpevole della Pubblica Amministrazione, le altre voci di danno lamentate dagli appellanti.

Il C.G.A., dunque, in parziale accoglimento dell’appello proposto dal Comune di Calamonaci, ha ridimensionato il quantum del danno risarcibile, quantificandolo in soli euro 3.200,00 a fronte di pretese ben maggiori avanzate dai privati, con compensazione delle spese del doppio grado di giudizio

A Palermo, la Corte d’Assise d’Appello, ha condannato a 30 anni di carcere Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, di Ravanusa, già condannato all’ergastolo in primo grado ad Agrigento, perché ritenuto il responsabile dell’omicidio di Angelo Carità, 61 anni, di Licata, ucciso sei mesi prima, il giorno di Pasquetta 2 aprile, del 2018. Angelo Carità, a sua volta, nel febbraio del 2017 è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Agrigento all’ergastolo per l’omicidio di Giovanni Brunetto, 60 anni, di Licata, e poi è stato libero per decorrenza dei termini.