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Per assicurare l’applicazione dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno impiegato oltre 100 pattuglie in auto e appiedate, con circa 300 militari a lavoro. I controlli hanno riguardato sia conducenti di veicoli, sia persone in transito a piedi. Centinaia sono state le auto-dichiarazioni sottoscritte dai controllati per giustificare il proprio transito. Su di esse, nei prossimi giorni, i militari effettueranno verifiche a campione sulla veridicità di quanto asserito, per non incorrere nel reato di violazione degli obblighi imposti dall’Autorità ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale, che prevede la pena dell’arresto fino a tre mesi. Mentre l’hashtag “#iorestoacasa” lanciato dal Governo campeggia sulle pagine dei social network degli utenti di tutta Italia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento sono impegnati in attività di vigilanza senza sosta, giorno e notte, per garantire la concreta applicazione dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. I Carabinieri hanno altresì controllato (fino a ieri, perché da oggi sono chiusi) centinaia di bar, pub, ristoranti e locali di aggregazione di tutta la provincia, verificando il tassativo rispetto degli orari di apertura, dalle 6 alle 18, nonché l’adozione delle precauzioni sanitarie fra i dipendenti e gli avventori, come ad esempio la distanza di almeno 1 metro tra le persone.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello (nella foto), annuncia che è negativo l’esito del tampone sullo studente rientrato a Lampedusa in aereo da Bergamo con scalo a Palermo. Ieri, come si ricorderà, i passeggeri dello stesso aereo sono stati posti in isolamento volontario in attesa dell’analisi del tampone. Pertanto a Lampedusa non ricorrono, al momento, casi di contagio da coronavirus.

Il sindaco di Santa Margherita Belice Franco Valenti ha reso noto poco fa che nel centro belicino c’è il primo caso di persona infetta da coronavirus.

Valenti riferisce che la comunicazione è arrivata dall’Asp di Agrigento e la persona interessata si trova già in isolamento domiciliare. Si tratta di uno degli undici casi che si sono verificati nel reparto di medicina dell’ospedale di Sciacca, per cui non si incrementa il numero dei casi in provincia di Agrigento, che rimane fermo a 12 compreso il terzo di Ribera. Sono inoltre 23 le persone che sono rientrate dal nord e che dopo le comunicazioni di rito si sono messi in quarantena presso le rispettive abitazioni.

“Per evitare ulteriori contagi – dice il primo cittadino – stiamo eseguendo come amministrazione ogni intervento stabilito dalle norme, lo stiamo facendo con impegno e scrupolo per evitare ulteriori contagi”.

“I call center della Telecom di Caltanissetta, Almaviva di Palermo e Catania e altri che quotidianamente mettono insieme centinaia di persone, gestiscono quasi sempre solo linee business e comunque fanno assistenza commerciale e non tecnica. Pertanto, se la maggior parte delle aziende sono chiuse e comunque pare che lo stesso personale tecnico non effettua interventi in zone rosse, a cosa serve in Sicilia tenere tutte queste persone a rischio focolaio?” Così in una nota il deputato di Forza Italia all”Ars, on. Michele Mancuso.

” I Call Center vanno chiusi come fatto per bar e parrucchieri per 15 giorni. Invito i sindaci, le aziende sanitarie provinciali e le sigle sindacali –  conclude il Parlamentare – ad intervenire affinché pur garantendo il lavoro si dia priorità alla salute dell’intera cittadinanza in tutto il territorio”.

Il primo morto in Sicilia risultato positivo al coronavirus è un anziano cardiopatico ottantenne di Sortino, in provincia di Siracusa, ricoverato nell’ospedale Gravina di Caltagirone. La notizia, diffusa dal sindaco del paese, Vincenzo Parlato, è stata confermata dall’assessorato regionale alla Sanità che, dopo aver ricevuto le relazioni della Aziende sanitarie provinciali di Siracusa e Catania, precisa che l’uomo è deceduto per arresto cardiorespiratorio e che – ha aggiunto – si tratta di un soggetto che era affetto da patologie cardiovascolari e neurologiche, con una endoprotesi per pregresso aneurisma aortico-addominale. Lo stesso era stato ricoverato all’ospedale di Augusta, con sospetta ischemia cerebrale. Poi è stata accertata la positività al Covus-19 in un soggetto con patologie multiple”.

EMERGENZA CORONAVIRUS; FIGUCCIA (UDC), CHIUSURA IMMEDIATA DI OGNI ATTIVITÀ IN SICILIA, SERVE COPRIFUOCO

PALERMO – “Chiedo la chiusura immediata di tutte le attività in Sicilia, con un piano straordinario di controllo del territorio da parte dei comuni. Se Malta ha chiuso all’Italia perché non dovremmo farlo noi? È il momento di far valere la nostra Autonomia. Nella città di Palermo abbiamo poco più di 60 posti letto in rianimazione e di certo non possiamo permetterci che il virus si diffonda a livelli delle Regioni del nord, sarebbe una tragedia annunciata. In questa fase è necessario chiudere tutte le attività ad eccezione di quelle essenziali in ambito sanitario e di quelle legate ai beni alimentari di prima necessità. Risulterebbe inutile continuare a tenere aperti negozi ed esercizi commerciali, così come sarebbe infruttuoso continuare ad erogare alcune prestazioni, ad esempio in questa fase è necessario che la Regione Siciliana e le ASP territoriali sospendano ogni attività legata alle prestazioni domiciliari sanitarie non essenziali, in modo da potere tutelare sia la salute del personale impiegato che della popolazione a cui sono rivoti tali servizi, con particolare riguardo ad anziani e bambini immunodepressi più a rischio di contagio. Infine se il governo sta valutando la possibilità di misure più restrittive per la Lombardia, non capisco perché non debba fare lo stesso per la Sicilia. Chiudiamo tutto prima che sia troppo tardi.”

Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato Udc all’Assemblea regionale siciliana.

L’italia si trova a lottare con un nemico invisibile e silenzioso ma non per questo di poco conto, come ha detto bene il prof. Burioni, il covid 19 è “democratico”, ed in quanto tale, colpisce tutti senza distinzione.

Per queste ragioni è d’uopo agire prontamente rispettando e facendo rispettare, in modo draconiano, le misure disposte dal governo e seguendo le indicazioni delle persone competenti in questo campo.

Chiediamo alle istituzioni che provvedano ad adoperare misure ancora più stringenti, specie sul piano dei trasporti, dove il rischio di contagio è molto elevato.

Occorre chiudere tutte le attività non strettamente essenziali compresi gli uffici,  non basta porre limiti orari a bar e ristoranti, perché il virus non si ferma certo a riposare in alcune parti del giorno.

L’unica strategia vincente sta nell’agire prontamente, sta nei sacrifici che, per quanto pesanti possano essere, ci consentiranno di uscire il prima possibile da questa situazione.

È necessario nominare un COMMISSARIO STRAORDINARIO COMPETENTE che possa adottare immediatamente le decisioni del caso e farle prontamente valere sul tutto il territorio, siamo d’accordo con Matteo Renzi, Bertolaso ci pare adatto a questa situazione. 

Ci troviamo davanti ad una grande sfida che non possiamo permetterci di perdere. 

Ciascuno di noi deve dare il suo contributo per il bene delle proprie famiglie, per i medici e gli infermieri che in queste ore difficili stanno dando il massimo per salvare vite umane.

Se ognuno farà la sua parte andrà tutto bene e presto ritornera’ la normalità.

E’ stato firmato in data 09 Marzo tra le OO.SS. e le rappresentanze delle Coop. Sociali, il protocollo d’intesa per l’attivazione delle misure urgenti a sostegno dei lavoratori interesati ai provvedimenti di chiusura dei servizi ai disabili come disposto dal governo centrale.

La CGIL di Ribera con in testa il suo segretario Matteo Lo Raso esprime soddisfazione per la soluzione che prevede l’80% della retribuzione con l’attivazione del Fondo di Integrazione Salariale (FIS), in modo da garantire ai lavoratori i benefici previsti dall’art. 3 del D.lgs 148/2015.

                                                                               

Onore al merito.

Solo due foto per ringraziare tutti gli operatori sanitari che in questo momento in Italia stanno facendo di tutto per contrastare il dramma del coronavirus.

Quella dell’infermiera di Cremona stremata e priva di ogni forza sta facendo il giro del mondo.  E quella di Sergio Criminisi, vignettista straordinario, che immortala come gli operatori sanitari, con molta fatica, hanno preso in braccio le sorti di una Italia in gravissima emergenza.

Grazie!

L’impegno di questi giorni da parte di medici, infermieri e personale parasanitario nel fronteggiare tutte le criticità legate all’emergenza epidemiologica da Coronavirus Covid-19 è intenso e merita un plauso da parte della Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento assieme alla profonda gratitudine collettiva per gli sforzi profusi. Ai servizi resi in prima linea nelle aree di emergenza – urgenza degli ospedali e nei reparti della provincia, si aggiunge di certo il prezioso apporto di tanti servizi di utilità, uffici, unità dedicate alla gestione del personale, alle forniture, alla prevenzione e diverse altre che, pur non operando “in trincea”, garantiscono il massimo impegno, ciascuno secondo il proprio ambito di competenza, in questi giorni cruciali. Fra queste linee d’azione vi è certamente anche l’attività di disinfezione e sanificazione gestita dal Dipartimento di Prevenzione ASP che incessantemente contribuisce a far sì che i locali ospedalieri e quelli territoriali siano il più possibile privi di contaminazione e minacce virali. Oltre ad operare secondo un fitto calendario presso tutte le strutture aziendali, il servizio sta costantemente mettendo a disposizione la propria consulenza agli Enti Locali per garantire la massima efficacia degli interventi.