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Ad Agrigento i Vigili del fuoco del Comando provinciale hanno lavorato circa due ore ieri a tarda sera lungo il cosiddetto “Ponte Fontanelle”, il cavalcavia lungo la strada statale Agrigento – Palermo. Dalla parte sottostante, in zona Fontanelle, nei pressi di un supermercato, si sono verificati cedimenti di pezzi di cornicione e intonaco. L’area sottostante al ponte è stata vietata al transito. E nel frattempo i Vigili, con l’autoscala, hanno raggiunto il punto di cedimento e hanno ripristinato le condizioni di sicurezza. Già l’anno scorso l’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento ha segnalato, e documentato in video, pericolosi casi di ammaloramento dell’infrastruttura.

E’ morto dopo 6 giorni di agonia Gandolfo Lentini, 39 anni, originario di Petralia Sottana, in provincia di Palermo, e da tempo residente in provincia di Modena, a Sestola. Lui il 25 maggio è stato coinvolto in un grave incidente stradale. Alla guida della sua automobile Fiat Punto si è scontrato, per cause in corso di accertamento, con un’autobotte, e la sua auto si è ribaltata fuori strada. E’ stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale di Baggiovara. Adesso a Petralia, dove la notizia sollevato commozione, si attende il rientro della salma per celebrare i funerali. Gandolfo Lentini è stato un giocatore di calcio e ha militato nella squadra del Fanano.

Ha appiccato il fuoco ad una serie di sterpaglie che aveva accumulato all’interno di un proprio appezzamento di terreno. Appicato il fuoco, un 77enne di Linosa è andato via non potendo più controllare le fiamme.

In pochi minuti, grazie anche ad un leggero vento, le fiamme si sono propagate a vista d’occhio tanto da raggiungere e distruggere una buona fetta di macchia mediterrane. L’incendio, tra l’altro, ha creato momenti di panico fra la gente di Linosa.

Intervenuti i carabinieri della locale stazione, hanno denunciato l’uomo in stato di libertà.

 

Un motociclista 48enne di Cammarata si trova ricoverato all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta in seguito ad un brutto incidente verificatosi nella giornata di ieri in contrada “Passo Barbieri”.  L’uomo si trovava a bordo di un ciclomotore quando è stato travolto da un’auto in corsa. L’impatto è stato violento e il 48enne è stato sbalzato dal mezzo finendo rovinosamente sul selciato quasi privo di sensi.

Il centauro  è stato già sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, mentre l’automobilista, un ventitreenne disoccupato e residente a Lercara Friddi, è stato denunciato alla Procura per lesioni stradali gravi.

Secondo quanto accertato e ricostruito dai militari dell’Arma del Nor della compagnia di Cammarata, sarebbe stata una manovra di svolta, fatta dal ventitreenne con la sua autovettura, definita “imprudente”. Una manovra che avrebbe determinato l’incidente stradale e il grave ferimento del quarantottenne in sella al suo motociclo.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha rinviato a giudizio due suore imputate di estorsione. Si tratta di Giuseppa Calzarano, in attività in un collegio dell’infanzia a Palma di Montechiaro, e Paolina Mastrandrea, operante a Palermo. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Licata sono state avviate a seguito della denuncia di alcuni operatori della struttura dell’infanzia di Palma di Montechiaro. Le due suore, difese dagli avvocati Maria Alba Nicotra e Antonino Zanghi, avrebbero praticato il cosiddetto “cavallo di ritorno” sulle buste paga dei dipendenti, ovvero, per esempio: “Ti pago e certifico 1000, e tu me ne restituisci 500 in nero”. Le ipotesi di reato risalirebbero al periodo tra il 2011 al 2018.

Ho atteso un’intero giorno, sperando di non intervenire, nonostante la mia amarezza, attendevo le doverose SCUSE prima alla cittadinanza e poi al Presidente, seconda carica cittadina del quale ruolo in aula consiliare non si è tenuto il minimo conto.
Quando ci si imbatte in un gravissimo scivolone, bisogna prima di ogni cosa CHIEDERE UMILMENTE SCUSA, prima di difendere se stessi e il proprio operato, poi viene il resto; si può continuare a discutere dei temi trattati, ma senza offendere, rispettando pensieri e ruoli e con i toni e i termini consoni alle Istituzioni ed espressi in lingua italiana.
Profondamente amareggiata per la totale mancanza di considerazione dei miei tentativi di riportare all’ordine durante un momento di grande mancanza di rispetto del luogo istituzionale che porta il nome di Falcone e Borsellino, per l’indecoroso spettacolo offerto alla città CHIEDO IO SCUSA PERCHÉ L’INCRESCIOSO FATTO SI È VERIFICATO NEL CIVICO CONSESSO CHE MI ONORO DI RAPPRESENTARE , VISTO CHE CHI DOVEVA NON LO HA FATTO.
FAVARA MERITA DI ESSERE RAPPRESENTATA DECOROSAMENTE!
Miriam Mignemi

1.910 i nuovi casi di Covid19 registrati, a fronte di 15.096 tamponi processati in Sicilia. Il tasso di positività è al 12,6%. Lo riporta il bollettino del Ministero della Salute di giovedì 2 giugno.

I guariti sono 9.967, mentre le vittime sono 26, e portano il totale dei decessi a 10.968. Gli attuali positivi sono 59.189, con una diminuzione di 7.556 casi. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 525, 26 in meno di ieri, in terapia intensiva sono 25, uno in più rispetto al giorno prima.

Questi i dati nei Comuni capolguogo: Palermo 674, Catania 545, Messina 277, Siracusa 229, Trapani 159, Ragusa 187, Caltanissetta 114, Agrigento 163, Enna 89.

I poliziotti del Commissariato di Licata e della Squadra Volanti di Agrigento hanno denunciato un pregiudicato di 30 anni, con precedenti per reati predatori, indagato di ricettazione ed indebito utilizzo di carte di credito. Lui, all’ospedale di Agrigento, approfittando di un attimo di distrazione, ha rubato il portafogli dalla borsa di una donna licatese, e ha iniziato a spendere a raffica con la carta di credito. Lei si è accorta del furto dopo qualche ora, ricevendo messaggi dalle banche. Lei ha bloccato subito la carta di credito. Ha sporto denuncia al Commissariato di Licata. I poliziotti hanno subito svolto le attività investigative necessarie, e sono risaliti al pregiudicato trentenne.

Nell’ambito delle manifestazioni per il 76° anniversario della Fondazione della Repubblica,  in questa provincia si sono tenute alcune iniziative per celebrare la significativa ricorrenza.

In particolare, la sera del 1 giugno, presso il Teatro Pirandello di Agrigento, si è tenuto un concerto a cura del Conservatorio di musica I.S.S.M. “A Toscanini” di Ribera e sono state consegnate due onorificenze a personale in servizio presso la Prefettura. In particolare al Funzionario Rosalia Sallì è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mentre al Viceprefetto Vicario Giovanna Termini è stata conferita l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nella mattinata odierna, alle 08:30, il Prefetto ha deposto la corona di alloro al Monumento del Milite Ignoto presso la  villa comunale “Bonfiglio.

Successivamente, presso la Piazza Vittorio Emanuele,  luogo centrale della città in cui insistono gli Uffici della Prefettura, della Questura, del Comando provinciale dei Carabinieri, della ex Provincia Regionale e delle Poste Italiane, si è svolta la cerimonia militare organizzata dalla Prefettura di Agrigento con la collaborazione del Comando provinciale dei Carabinieri e del Comune di Agrigento.

Dopo la cerimonia dell’Alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte degli studenti del Liceo Classico ad indirizzo musicale “Empedocle” di Agrigento, uno studente del Liceo Classico ha dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e il Prefetto è intervenuto con un breve discorso rivolto alle Autorità e alla cittadinanza.

La celebrazione è stata arricchita da alcune riflessioni a cura degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Quasimodo” di Agrigento, della Consulta Studentesca, di un alunno cittadino del Senegal del CPIA (Centro provinciale per l’Istruzione degli adulti), di un alunno ucraino dell’Istituto Comprensivo “Agrigento Centro” e si è proceduto alla consegna dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al dott. Alberto Bilello, dipendente del Ministero delle Politiche Agricole.

Al termine della cerimonia, presso il Palazzo del Governo, è stata inaugurata la mostra di cimeli storico-militari “Dallo sbarco in Sicilia alla Repubblica” a cura dell’Associazione Husky 1943, del Museo della Memoria-Sicilia 1943 e dell’Associazione Bersaglieri, con la collaborazione del Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e della Croce Rossa Italiana.

Il Pastry Chef Giovanni Mangione ha realizzato una torta a tema con la collaborazione dei ragazzi diversamente abili appartenenti ad un’associazione locale.

I vari momenti celebrativi hanno visto la partecipazione, oltre che delle Autorità, anche della cittadinanza nella condivisione dei valori della resistenza, della libertà e della democrazia propri del 2 giugno, che, come ha sottolineato il Prefetto, in questo momento storico assumono una valenza particolare alla luce della situazione di profonda incertezza conseguente al  conflitto attualmente in corso in Europa.

Nell’anniversario del Giorno in cui 76 anni fa l’Italia intera scelse la Repubblica non posso che riflettere sugli avvenimenti successi in Aula Consiliare martedì 31 Maggio.

Un Sindaco, Primo Cittadino, Istituzione, deve sempre dare l’esempio e avere un atteggiamento consono alla fascia che porta. Non può usare toni autoritari ed arroganza per comunicare. L’arroganza va condannata e va contro gli insegnamenti dei tanti citati a vanvera insegnamenti di legalità e delle frasi fatte che abbiamo sentito appena 3 settimane fa in occasione della Festa della legalità.

Sia chiaro anche il Sindaco è umano e può sbagliare ma ciò che non ho sentito nè in Aula Consiliare né nei vari comunicati sono delle scuse.  Scuse alla cittadinanza, a chi lo ha votato e chi no, scuse ai presenti, a chi si è ritrovato inorridito all’assistere a quello spettacolo indecoroso.  Il dibattito in Politica è pane quotidiano e ha un fine che è stato dimenticato ovvero essere costruttivo e non di certo usarlo come pretesto per offendersi.

Leggere che “per qualcuno il comando, il potere viene prima di tutto: prima della politica, prima della città e prima dei concittadini” nel giorno in cui si festeggia la Repubblica Italiana e per chi nella democrazia ci crede fermamente, mi creda Signor Sindaco è una coltellata al cuore. Leggere commenti dei miei concittadini fomentanti dalle sue dichiarazioni di accuse nei confronti dei Consiglieri, che Lei Signor Sindaco sa essere persone capaci, che hanno voglia di lavorare e hanno voglia di cercare e trovare assieme a Lei una soluzione agli innumerevoli problemi di Favara, dispiace e non poco.

Dice che “ Le Bugie non saranno più tollerate” e allora Signor Sindaco sia il primo a non dirle. Non dica che questo Consiglio Comunale non voglia collaborare con la sua Amministrazione perché Lei lo sa, e lo abbiamo lamentato più volte anche in Aula Consiliare, come non riusciamo a capire il perché siamo spesso estromessi visto che in più occasioni veniamo a conoscenza di determinati problemi dai giornali e non da Lei.

Spieghi anche il perché questi Consiglieri Comunali hanno bocciato il PEF. Spieghi alla cittadinanza che ci è pervenuto il 30 Maggio per essere approvato il giorno seguente essendo prevista una scadenza perentoria, scadenza prorogata in giornata di altri 30 giorni. Spieghi che i Consiglieri tanto criticati, volevano solo poter fare il loro lavoro, ovvero poter leggere bene e attentamente un documento prima di votarlo, anche se è “una mera Presa D’atto”; spieghi che qualora nella presa d’atto sia presente un illecito o semplicemente un errore ogni responsabilità ricade su noi che lo abbiamo votato diventandone complici. Noi Consiglieri vogliamo poter capire cosa dire ai propri parenti, conoscenti, amici e concittadini quando per strada ci fermano chiedendoci il perché abbiamo votato un ulteriore aumento su un Piano Economico Finanziario.

Ai miei concittadini voglio precisare che è innegabile la mia poca esperienza politica, che è però compensata da molta passione. Non mi sono candidata per una poltrona, non mi sono candidata per rendimento personale, non mi sono candidata per assistere a “pagine spiacevoli del Consiglio comunale” né per essere fermata per strada e sentirmi dire “Ma che fate in Consiglio? Ca finí a sciarra”. Mi sono candidata perché amo la mia Città, perché amo la mia Regione e la nostra Repubblica; perché credo ancora che un modo per risollevare Favara ci sia e che anche con visioni politiche differenti si possa trovare un punto d’intesa per il bene della cittadinanza e di Favara.

Buona Festa della Repubblica.

W l’Italia.