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Continua imperterrita la scalata del Covid 19 in Sicilia. Oggi nell’Isola, si registrano 789 nuovi casi positivi nelle ultime 24 ore. Con questi nuovi numeri salgono complessivamente a 12745 gli attuali positivi.

Di questi 954 sono i ricoverati: 839 in regime ordinario e 115 in terapia intensiva con un incremento di quattro ricoveri. Sono 13 invece i nuovi decessi che portano il totale a 472. I guariti sono 219. I tamponi effettuati sono 7226. Ed ecco adesso i casi nei Comuni capoluogo:  Palermo 258, Catania 242, Messina 88, Trapani 53, Ragusa 68, Siracusa 39, Agrigento 1, Caltanissetta 30, Enna 10.

E’ morto nella notte nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Sciacca un uomo di 71 anni di Sambuca di Sicilia. Faceva parte del gruppo di persone provenienti dal focolaio Covid 19 di Sambuca di Sicilia, attualmente ancora zona rossa. Si tratta del quinto decesso per Sambuca a causa del coronavirus. Nelle scorse settimane erano deceduti altri 4 anziani ospiti della Rsa “Maria del Collegio”, poi evacuata. Nella struttura sanitaria di Sciacca sono al momento 14 le persone ricoverate per Covid 19 nell’unita’ di terapia intensiva e in un apposito reparto di degenza sub intensiva e ordinaria.

La scrivente Organizzazione Sindacale Cisl – Unione sindacale Comunale di Porto Empedocle, nella persona del proprio Responsabile cittadino Eduardo Sessa, in riferimento Vs. nota Prot. N. 57512 del 02/10/2020, con la quale si chiede al Comune di Porto Empedocle, la pubblicazione di una richiesta di concessione demaniale ai sensi dell’ art.36 C.D.N. – sul Comune di Porto Empedocle foglio 24 particelle 523 (porzione) per complessivi mq. 12.099,00 al fine di realizzare un’ impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, composti da materiali inorganici e organici, esprime le perplessità di una vasta platea di popolazione empedoclina riguardo la realizzazione di tale impianto.

Nel tempo, la città di Porto Empedocle, ha pagato un carissimo prezzo alla vocazione industriale adottatsa, in quanto sul territorio di questo Comune si sono viste nascere e morire varie attività produttive, che hanno lasciato sul territorio molte macerie.

Oltre la devastazione del territorio, dove in diverse aree permangono ancora ruderi e rovine di insediamenti industriali cessati, nel tempo si è registrato un’elevato numero di casi tumorali , specie quelle delle vie respiratorie, che molto hanno avuto a che fare con le emissioni nocive  atmosferiche provocate da tali impianti.

E’ chiaro che all’epoca si viveva il periodo del boom industriale, e le allora Amministrazioni hanno agevolato l’avvento di tali impianti, ignari che nel tempo si sarebbero poi manifestate tali tragedie.

Oggi siamo più attenti, siamo in possesso di elementi che portano ad esprimere delle valutazioni negative sulla realizzazione di impianti così impattanti sul territorio, in zona così vicinissima al centro abitato.

Non vogliamo essere catastrofici, ma non escludiamo la possibilità che tale impianto si riduca ad uno stoccaggio e trattamento di materiale pericoloso che metterebbe ancora ad altissimo rischio la salute del popolo Empedoclino.

Noi siamo assolutamente contrari alla realizzazione di tale impianto, che probabilmente sarà realizzato nel pieno rispetto di tutte le regole previste dal caso, ma non possiamo escludere che nel tempo tali regole vengano eluse.

Fatte tali premesse, con la presente si propone:

formale  opposizione

alla realizzazione dell’ impianto oggetto della richiesta da parte della Icolen S.r.l..

Tale posizione si rende necessaria alla tutela della salute dell’intera collettività empedoclina e abitanti dei vicini Comuni.

Chiediamo inoltre all’ attuale Amministrazione comunale, alla quale la presente viene inviata per conoscenza, quale sia la posizione che la stessa vuole prendere su tale delicata vicenda, e quali misure sono state adottate per avviare le dovute verifiche e controlli previsti in questi casi.

La UIL Provinciale dei Vigili del Fuoco con una nota inviata al Prefetto di Agrigento e alle varie cariche del Governo del dipartimento, denuncia il ritardo della consegna dei locali del distaccamento volontario dell’isola di LINOSA e della concessione di un terreno comunale per la realizzazione da parte del dipartimento dei vigili del fuoco per la costruzione della nuova caserma a LAMPEDUSA.

Il segretario Provinciale della UIL PA dei  Vigili del Fuoco di Agrigento  Antonio DI MALTA intervenuto sulla vicenda – dichiara – “ Vogliamo sgomberare il campo da qualsiasi strumentalizzazione di sorta messe in atto da alcuni individui e trattare, piuttosto, determinate tematiche solo ed esclusivamente  nell’interesse morale e civico di garantire un servizio efficiente e certo alla popolazione di questo territorio cosi come a chiunque amministri la cosa pubblica“ continua DI MALTA – “ non si riesce a comprendere se i ritardi per la consegna dei locali da adibire all’istituendo distaccamento volontario di LINOSA e la concessione del terreno comunale per la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a LAMPEDUSA siano dovuti ad un atto di pregiudizio di amministratori  intendono favorire, chissà per quale motivo, la consegna della sede volontaria o il progetto di realizzazione della sede permanente” incalza il Segretario della UIL di Agrigento “ bene precisare che a proposito di LINOSA la precedente amministrazione comunale nel 2017 aveva individuato i locali e deliberato 250 mila euro a fronte di lavori da approntare per la consegna ai vigili del fuoco, dove sono finiti i soldi ? –  conclude DI MALTA – “ chiediamo a  sua eccellenza il PREFETTO un risolutivo impegno a garanzia dei cittadini di Lampedusa con la consapevolezza che il suo contributo  potra essere risolutivo in quanto un uomo di governo saprà sicuramente trovare il modo di ottenere il massimo dalle amministrazioni interessate per la risoluzione delle problematiche fin qui segnalate a beneficio dei cittadini e delle istituzioni”

L’imprenditore Nino Di Maggio, proprietario dell’imbarcazione denominata “ La Quarta Isola”, è stato assolto dall’accusa di avere provocato il pericolo di naufragio.

La “Quarta Isola” è un’imbarcazione autocostruita assai nota nelle Pelagie per avere ospitato anche rinomati personaggi della musica e dello spettacolo.

Il proprietario Nino di Maggio, titolare di un cantiere nautico e costruttore dell’imbarcazione, un quadrimarano su due livelli, era stato tratto in un giudizio con l’accusa di avere provocato, ad avviso della Guarda Costiera, il pericolo di naufragio per avere imbarcato nel corso di una serata danzante fuori porto circa 160 persone, rispetto alle 90 che l’imbarcazione era abilitata a trasportare.

I fatti risalgono all’estate 2016, e il processo ha preso le mosse da un’informativa a firma dell’allora Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, secondo la quale l’imprenditore avrebbe imbarcato circa 160 persone a bordo dell’imbarcazione in tal modo esponendoli al pericolo di naufragio.

Il difensore dell’imputato, Avv. Angelo Farruggia, ha sostenuto che non vi fosse prova della compresenza di 160 persone a bordo, poiché la Capitaneria si era limitata ad osservare da lontano l’imbarcazione, senza procedere alla identificazione dei soggetti presenti sulla stessa.

In ogni caso, ha sostenuto il difensore, le caratteristiche tecniche dell’imbarcazione, non verificate dalla Capitaneria, per dimensioni, forma e peso, erano tali che anche nell’ipotesi in cui fossero stati presenti 160 persone, anche per le ottime condizioni meteo, non poteva configurarsi alcun pericolo di naufragio.

La tesi sostenuta dalla difesa ha trovato piena conferma in una perizia tecnica disposta dal Tribunale,  affidata all’Ing. Guagenti.

Il Tribunale di Agrigento, in persona del Dott. Sciarrotta, quindi, accogliendo le istanze del difensore, ha assolto l’imprenditore perché il fatto non sussiste.

Un alunno positivo, alla media Balsamo di Castrofilippo. Tale circostanza costringe a tutto il personale, oltre che tutti gli alunni della scuola, a sottoporsi a tamponi per verificare se sussistono altri casi positivi.

Il sindaco di Castrofilippo, Franco Badalamenti, fino al 2 novembre ha chiuso tutti i plessi scolastici del piccolo Comune agrigentino affinchè nei locali vengano effettuati interventi di sanificazione, igienizzazione e disinfezione.

A Licata, il sindaco ha disposto la chiusura di tre istituti scolastici (fino a nuove disposizioni) in quanto un operatore della scuola e due alunni sono risultati positivi al coronavirus.

Si tratta dell’istituto Marconi, del Quasimodo e Dino Liotta.

La Polizia di Stato, a seguito di controlli predisposti presso gli esercizi pubblici, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dal Governo per contenere l’espandersi della pandemia, ha sanzionato il titolare di un bar nel centro storico di Niscemi per avere somministrato al banco oltre l’orario consentito, accertando, altresì, la mancanza di distanziamento tra gli clienti e tra i tavoli.

L’intervento dei poliziotti ha dunque scongiurato eventuali ulteriori assembramenti tra gli avventori; dal controllo è scaturita una sanzione amministrativa, che, potrebbe anche dare luogo alla sanzione accessoria della chiusura del locale fino ad un massimo di 5 giorni.

La notte scorsa, alle 3,40, lungo il percorso tra Floridia e Siracusa, a bordo di un’autoambulanza del 118, è nato un bimbo.

La mamma ventinovenne, alla seconda gravidanza, in travaglio e con rottura delle membrane, si trovava a Solarino, dove risiede, ed inizialmente è stata soccorsa da una autoambulanza base di Floridia con a bordo i soccorritori Franca Correnti e Giuseppe Magnano. Lungo il percorso è stata allertata l’autoambulanza medicalizzata con a bordo il medico Flavia Lo Verde, l’infermiera Cornelia Denaro e l’autista soccorritore Nunzio Mallia che ha effettuato un rendez vous col mezzo base e, in corsa verso l’ospedale Umberto primo, il piccolo ha visto la luce.

“Abbiamo solo dato una mano alla natura – racconta il medico Flavia Lo Verde – e tutto è andato per il meglio grazie all’organizzazione, ai mezzi e al personale del nostro 118. Non abbiamo fermato l’ambulanza, non sapendo le condizioni del piccolo e riuscendo a lavorare in movimento, abbiamo continuato ad assistere la partoriente. Ognuno ha fatto la sua parte con professionalità e celerità”.

Il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra, nell’esprimere grande soddisfazione per il buon esito del soccorso, loda la professionalità dell’equipaggio e di tutto il sistema di emergenza-urgenza: “Esprimo vivo compiacimento ed elogio – dichiara il direttore generale – nei confronti dell’equipaggio e di tutto il sistema che ha dimostrato anche in questa occasione tempestività, competenza ed efficienza”.

La mamma e il piccolo, nato 3 chili e 500 grammi, accolti nei reparti di Ginecologia ed Ostetricia e Neonatologia dell’ospedale di Siracusa godono di buona salute.

“Nonostante il numero delle chiamate al 118 sia notevolmente aumentato in queste ultime settimane a causa dell’emergenza Covid – dichiara la responsabile del PTE 118 Gioacchina Caruso – i cittadini possono contare su un servizio efficace e tempestivo per tutte le tipologie di chiamate di soccorso, come dimostrato anche in questa lieta occasione, con competenza, celerità, umanità e spirito di abnegazione che caratterizza tutto il personale del soccorso, dai medici, agli infermieri soccorritori, agli autisti, nei confronti dei quali va tutto il nostro ringraziamento”.

 

Con ricorso proposto innanzi al TAR Sicilia Palermo, la sig.ra Cavallo Sara Silvana, candidata alla carica di consigliere comunale di Gela e prima dei non eletti della lista “Avanti Gela” (collegata al candidato sindaco sconfitto Spata), ha sostenuto che l’Ufficio Centrale non avrebbe correttamente determinato il premio di maggioranza e che, conseguentemente, la stessa avrebbe dovuto essere proclamata eletta in luogo dell’avv. Adriana Romina Morselli.
L’avv. Morselli si è costituita in giudizio, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, chiedendo il rigetto del ricorso.
Frattanto, il legislatore regionale con l’art. 3 della l.r. n. 6 del 3 marzo 2020 ha espressamente previsto – ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza-  una nuova di modalità di arrotondamento dei seggi favorevole alla sig.ra Cavallo. Sulla base della predetta ultima norma, il ricorso avrebbe dovuto essere accolto.
Di contro, in assenza della norma in parola, ovvero di declaratoria di sua illegittimità costituzionale, il ricorso avrebbe dovuto essere rigettato atteso l’orientamento granitico della giurisprudenza amministrativa, favorevole all’avv. Morselli.
Con apposita memoria, gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – nell’interesse dell’avv. Morselli – hanno chiesto al TAR Sicilia Palermo di sospendere il giudizio e di sollevare una questione di legittimità costituzionale in ordine alla suddetta norma di interpretazione autentica.
In particolare, con tale memoria, è stato rilevato che la suddetta norma è stata emanata al fine di interferire con le funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario e, in particolare, al fine di determinare “fatalmente” l’esito della controversia a favore di una parte (Cavallo) e a discapito dell’altra (Morselli). E’ stato, altresì rilevato che la suddetta norma è stata adottata in assenza di ragioni oggettive idonee a giustificare l’effetto retroattivo ed ha innovato l’art. 4 comma 6 della l. r. 35/1997, attribuendogli un significato diverso da quello testuale, così come interpretato dalla giurisprudenza. A sostegno dei suddetti assunti, sono stati citati precedenti della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei diritti dell’Uomo.
Il TAR Sicilia Palermo sez. I – Presidente dott. Calogero Ferlisi, Relatore dott. Roberto Valenti-, condividendo gli assunti degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia ha sospeso il giudizio e dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate la questioni di legittimità costituzionale della suddetta norma.
In particolare, il TAR ha rilevato che la suddetta norma di interpretazione autentica “appare del tutto irrazionale” – giacchè adottata “in assenza dei presupposti per un intervento chiarificatore” – e si pone “in contrasto con il principio di ragionevolezza enucleabile dall’art. 3 comma 2 della Cost. in quanto, lungi dall’esplicitare una possibile variante di senso della norma interpretata, incongruamente le attribuisce un significato non compatibile con la sua formulazione, così ledendo la coerenza e la certezza dell’ordinamento giuridico”.
Il TAR ha, inoltre, evidenziato come la suddetta norma viola l’art 24 Cost. – giacchè “è destinata ad incidere a vantaggio di una delle due parti del giudizio pendente, precludendo la stessa autonomia della funzione giurisdizionale assegnata al giudice amministrativo (art. 103 Cost.)” – e si pone, altresì, in contrasto con “il principio del giusto processo di cui all’art. 111 Cost. declinato sotto il profilo della parità di trattamento tra tutte le parti processuali…La nuova disposizione normativa “interpretativa” è stata emanata, rispetto ad una norma risalente al 1997, solo a seguito dello svolgimento delle consultazioni amministrative del 2019 e financo dopo la proposizione dei giudizi elettorali pendenti, vertenti sulla medesima questione di diritto sui cui è successivamente intervenuto il legislatore regionale: …all’atto dell’approvazione della legge contestata i suoi destinatari erano immediatamente e aprioristicamente individuabili, tanto dal Legislatore regionale, quanto dalla Pubblica Amministrazione”.
Per effetto dell’ordinanza del TAR Sicilia Palermo, il giudizio rimarrà sospeso fino alla pronuncia della Corte Costituzionale e frattanto l’Avv. Morselli continuerà a ricoprire la carica di Consigliere Comunale di Gela.

Lo scorso 26 ottobre la Polizia di Stato,  deferiva in stato di libertà un uomo per il reato di detenzione illegale di fauna selvatica. Gli uomini della Squadra Mobile di Agrigento, seguito di perquisizione  domiciliare trovavano   nr. 9 esemplari di cardellini appartenenti a specie protetta non detenibile, tutelati dalla normativa vigente. I volatili venivano trasferiti presso il centro provinciale di recupero fauna selvatica con sede in Cattolica Eraclea (AG).

Ieri, nell’ambito di un servizio di polizia giudiziaria mirato alla prevenzione ed alla repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, la Polizia di Stato denunciava in stato di liberta l’agrigentino F.B, per il reato ex art 73 comma 5 D.P.R. 309/1990. Gli uomini della Squadra Mobile trovavano il giovane in  possesso di sostanza stupefacente del tipo hashish, celata nel ripiego dei pantaloni che indossava, racchiusa in un involucro di cellophane del peso  complessivo di grammi 13,7, nonché di un bilancino di precisione custodito nella sua abitazione.

Nell’ambito del potenziamento dei servizi di vigilanza stradale finalizzati al controllo dei mezzi adibiti al trasporto merci, pattuglie dipendenti questa Sezione Polizia Stradale, nei giorni scorsi, lungo la SS115, hanno proceduto al controllo di svariati mezzi pesanti, con la contestazione di numerose infrazioni, per un totale di circa 6700 euro.Due mezzi, il primo di una azienda di Modica, fermato nei pressi di Licata, il secondo di un’azienda di Brindisi, fermato nei pressi di Sciacca, sono stati sorpresi con congegni altamente professionali, dotati di magneti, in grado di eludere i controlli in merito ai tempi di guida e di pausa dei conducenti, tramite interruttori occultati presenti nelle cabine. Il conducente di uno dei mezzi è stato altresì sanzionato poiché alla guida di una tipologia di veicolo oltre il limite di età consentito dalla legge e poiché in mancanza di abilitazione professionale alla guida. Per quanto riguarda il primo veicolo sono state irrogate sanzioni per un totale di euro 3100 circa, mentre per il secondo un totale di euro 1700 euro circa.  Al conducente di un altro veicolo, di una azienda di Ribera, fermato tra Sciacca e Ribera, è stata contestata una contravvenzione di euro 1500 circa, perché in possesso di tipologia di patente non idonea per la conduzione di quella tipologia di veicolo nonché per mancanza dell’abilitazione professionale prescritta. In occasione del controllo di altri due veicoli sono state irrogate contravvenzioni per un totale di circa 400 euro, per superamento dei limiti di velocità consentiti sulla base della tipologia di veicolo, accertamenti effettuati tramite apparecchiatura cronotachigrafo, e per varie inefficienze tecniche dei veicoli.