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Una piattaforma fluida, sicura, efficiente. Già collaudata. La CNA, forte dell’esperienza maturata negli anni con le recenti procedure e aliquote di detrazione, mette a disposizione delle famiglie e delle imprese  propri strumenti e comprovate competenze per rispondere alle numerose richieste provenienti dal territorio, rispetto alla grande opportunità offerta dal Superbonus del 110%, prevista nel Decreto Rilancio, successivamente convertito in legge.

“Registriamo un concreto e diffuso interesse da parte dei cittadini,  pronti  a cogliere al volo questa misura agevolativa straordinaria – affermano i vertici provinciali della Confederazione – un provvedimento che consentirà di realizzare opere di efficientamento energetico e di  messa in sicurezza degli immobili. Tutto, lo sottolineiamo, a costo zero per il committente, al quale assicuriamo tra l’altro la modalità pro-soluto. Ferme restando le condizioni preliminari, di natura tecnica ed urbanistica, per l’accesso al Superbonus  – aggiungono il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – attraverso la nostra piattaforma, di cui fanno parte enti e soggetti autorevoli e accreditati come H&D, Eni Gas e Luce, istituti di credito e due consorzi di imprese edili,  garantiamo il buon esito della delicata  e complessa operazione  facendo leva sulla cessione del credito d’imposta e sullo sconto in fattura. Da settimane ormai promuoviamo, su tutto il territorio, incontri e momenti di confronto con aziende, professionisti, cittadini e amministratori di condominio per far conoscere la normativa, in tutte  le sue molteplici sfaccettature, e per illustrare il modus operandi della  CNA, improntato sempre sulla serietà, linearità  e trasparenza. Il nostro staff tecnico, il cui responsabile è l’architetto Daniela Pisano coadiuvata dall’architetto Flavia Contino, è quotidianamente e costantemente impegnato ad informare e assistere, con grande professionalità,  le diverse componenti coinvolte in questa filiera.  E lo facciamo ovviamente nello spirito propositivo e di servizio per concorrere alla ripresa dell’economia e alla spinta occupazionale mediante il rilancio  delle attività delle piccole e medie imprese, che noi orgogliosamente rappresentiamo. Convinti, come siamo, – osservano ancora Di Natale e Spoto – che l’edilizia sia il settore nevralgico, da cui ripartire, e  il comparto produttivo di riferimento  la colonna vertebrale delle complessive e ampie dinamiche, chiamate a determinare il prodotto interno lordo.

Siamo in procinto, specie dopo l’emergenza pandemica, a vivere un periodo importante, di snodo, per il quale l’introduzione del Superbonus del 110% rappresenta un volano non indifferente per ridare speranza, fiducia e linfa al tessuto socio–economico agrigentino. Si tenga presente  che stiamo parlando  di un contesto – concludono Spoto e Di Natale – che è destinato ad innescare seriamente un circolo virtuoso, scandito da altri due elementi significativi: la riqualificazione urbana del patrimonio edilizio esistente, con l’inevitabile valorizzazione e sicurezza degli immobili nel caso di eventi sismici, e un sensibile risparmio in termini di consumo di corrente elettrica”.

 “Sono tante le cose ancora da fare per il riavvio dell’anno scolastico in sicurezza, ma adesso è fondamentale dare indicazioni chiare ai dirigenti scolastici e di conseguenza a tutto il personale scolastico. Non si può continuare ancora a navigare nell’incertezza”. È quanto ha ribadito il segretario della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, nell’ambito del convegno dei dirigenti scolastici iscritti all’organizzazione che si è tenuto ieri a Enna.

Tanti gli addetti ai lavori presenti e i rappresentanti delle istituzioni che hanno tentato di dare risposte all’interrogativo posto dal convegno: quali le condizioni per restituire la scuola agli studenti?

Per Franco Pignataro, responsabile dei dirigenti scolastici della Flc Cgil Sicilia, “il compito dei dirigenti è quello di fare il possibile affinché la ripartenza avvenga in modo sicuro, ma che la scuola debba riaprire è una scommessa che i dirigenti stanno facendo. Buona parte di loro in estate è stata impegnata per risolvere piccoli problemi della vita quotidiana: dai banchi, alle richieste agli enti locali, all’edilizia agile, alla didattica perché ovviamente non è escluso che ci possano essere dei momenti in cui la scuola dovrà essere chiusa e quindi bisogna avere pronta l’alternativa”.

“La legge di stabilità regionale – ha ricordato l’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla – introduce misure speciale per la crisi covid e in particolare destina 120 milioni di euro per il mondo dell’università, della scuola e della formazione professionale, individuando interventi a sostegno del personale, di riqualificazione del comparto, misure a sostegno del diritto allo studio e importanti interventi sulla scuola digitale e sul recupero delle povertà educativa e della dispersione scolastica”.

“I tempi di spesa – ha continuato Lagalla – sono legati alle procedure e ai vincoli europei. Abbiamo liberato in questi giorni i primi 60 milioni e pensiamo di distribuirli entro ottobre, gli altri verranno impegnati nel giro di circa un anno”.

“In questi mesi – ha dichiarato Giorgio Cavadi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Enna e Caltanissetta – si è fatto a tutti i livelli uno sforzo per mettere a sistema tutte le risorse finanziarie e strumentali, umane e professionali, con gli organici che permetteranno dal 14 settembre alle scuole di ripartire. Anche come personale stiamo cercando in tutti i modi al 31 agosto di chiudere tutte le operazioni, in modo che dal primo settembre sia a disposizione delle scuole per tutto l’anno scolastico”.

Il sig. C.I. di anni 26, con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino, proponeva un ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. Lazio contro il Ministero della Difesa ed il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri avverso il provvedimento del 25 settembre 2019 con cui il giovane siciliano era stato escluso dal concorso per l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri, in ragione di una presunta diagnosi di alluce valgo bilaterale.

In ragione delle certificazioni sanitarie prodotte dall’avv. Rubino ed attestati la sussistenza in capo al proprio assistito dei requisiti per l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri, il T.A.R. del Lazio disponeva una verificazione, in contraddittorio tra le parti, incaricando di ciò la Commissione Sanitaria d’Appello dell’Aeronautica Militare.

A seguito degli accertamenti sanitari effettuati, la Commissione incaricata riscontrava che la presunta causa di non idoneità in realtà non comportava deficit funzionali clinicamente rilevabili e, pertanto, giudicava il profilo sanitario del giovane compatibile con il prosieguo dell’iter concorsuale.

Veniva dunque accertata la fondatezza delle censure mosse dall’avv. Rubino in ordine al possesso dei requisiti di idoneità previsti per l’arruolamento nell’Arma in capo all’aspirante Carabiniere e l’erroneità del giudizio formulato dal Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento dell’Arma dei Carabinieri, che, pertanto, convocava nuovamente l’aspirante Carabiniere per sottoporlo agli accertamenti psico-attitudinali, in esito ai quali il giovane veniva dichiarato idoneo.

Conseguentemente, il T.A.R. del Lazio, preso atto del positivo esito della verificazione effettuata dalla Commissione Sanitaria d’Appello dell’Aeronautica Militare e del fatto che la stessa Arma dei Carabinieri in data 29 gennaio 2020 aveva attestato l’idoneità attitudinale del ricorrente all’arruolamento, con ordinanza resa in data 24 febbraio 2020, accoglieva l’istanza cautelare proposta dall’avv. Rubino, disponendo l’ammissione del ricorrente a partecipare ai corsi di formazione ed infine con sentenza resa in data 13 maggio 2020, condividendo i richiami giurisprudenziali dell’avv. Girolamo Rubino, secondo cui “le valutazioni effettuate in sede di accertamento dei requisiti psico – fisici non sfuggono al sindacato giurisdizionale, laddove siano ravvisabili ipotesi di eccesso di potere per travisamento dei fatti ed illogicità”, accoglieva il ricorso proposto, annullando sia il giudizio di inidoneità che la graduatoria di merito del concorso.

Avverso la detta sentenza proponeva appello innanzi il Consiglio di Stato il Ministero della Difesa chiedendone la sospensione degli effetti. Si costituiva dunque il giovane siciliano sempre con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino, il quale contestava i motivi di appello proposti dal Ministero della Difesa evidenziando in particolare l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare proposta.

Veniva infatti rappresentato che, ancor prima dell’adozione dell’ordinanza cautelare resa dal T.A.R. e, precisamente, a seguito del deposito della verificazione da parte della Commissione Sanitaria incaricata, l’amministrazione aveva sottoposto il proprio assistito agli ulteriori accertamenti psico – fisici ed attitudinali ed era stato giudicato idoneo e, pertanto, appariva evidente l’insussistenza di alcun pregiudizio grave ed irreparabile per l’amministrazione.

Il Consiglio di Stato Sez.IV, con ordinanza del 28 agosto 2020, proprio come evidenziato dall’avv. Rubino, ha ritenuto che “nel bilanciamento dei contrapposti interessi (l’interessato, ammesso con riserva, ha superato anche le prove successive) appare prioritario mantenere la res adhuc integra” ed ha respinto l’istanza cautelare proposta dal Ministero della Difesa e, dunque, il giovane siciliano potrà essere arruolato nell’Arma dei Carabinieri.

Circa tre ore fa tutti i migranti che ieri hanno terminato la quarantena – i cui tamponi hanno dato esito negativo – sono stati trasferiti altrove. Sono soddisfatto perché dopo la mia ordinanza del 18 luglio scorso, attraverso un percorso di scontro-confronto con la Prefettura, abbiamo raggiunto quanto promesso. Ecco perché oggi da Bisconte possiamo pianificare una nuova fase per la struttura d’accoglienza. Sì perché è mio intento chiedere che sia assegnata al demanio comunale, in modo da riqualificarla e offrire nuovi servizi al territorio. La procedura sarà avviata già dalla prossima settimana. Non siamo d’accordo che l’edificio sia nuovamente destinato a centro di accoglienza per migranti. Detto ciò, però, non possiamo neanche permettere che i padri di famiglia che ci lavorano siano trasformati in disoccupati. Lo svuotamento della struttura comporterà la loro ricollocazione lavorativa. Non è mia competenza perché la regia è incardinata presso le Prefettura, ma il mio auguriè che non siano lasciati soli”. Così afferma il sindaco di Messina, Cateno De Luca dalla caserma di Gasparro a Bisconte a seguito dello svuotamento dei locali.

Quello delle unità lavorative – continua il Primo cittadino – non è un aspetto secondario. In Sicilia, aldilà di tutto c’è un dato che va letto nella sua crudezza. Una delle fonti di lavoro di tanti cittadini riguarda le politiche sui migranti. Oggi lavorano circa 7 mila soggetti in tali strutture; chi ha disposto la chiusura di tutti gli hotspot regionali mediante un’ordinanza farlocca si è posto il problema di tali lavoratori? Le campagne elettorali sui migranti in Sicilia non servono. Tolti i migranti cosa rimane: la stessa Regione più 7 mila disoccupati. Nella miseria eravamo, siamo e saremo se continua tale gestione. Da persona responsabile è giusto fare una disamina complessiva”.

Sull’ordinanza di Musumeci – incalza De Luca – mi permetto inoltre di dire: chi è che sa quanti migranti ci sono in Sicilia? Quanti posti abbiamo autorizzato nei vari centri di accoglienza e hotspot? Questi dati andavano inseriti nell’ordinanza regionale. Questo perché in Sicilia abbiamo una quota limite di migranti oltre la quale si diventa abusivi, così come le strutture deputate all’accoglienza. Quante sono provviste di autorizzazioni e concessioni edilizie? Sono sicuro infatti che molti hotspot sono abusivi perché non autorizzati. È inutile dunque far girare sui social i video delle condizioni disumane in cui versano i migranti. Sarebbe stato più opportuno specificare quantsono di nostra competenza perché tutto il resto è abusivo. Questi sarebbero stati argomenti validi per non permettere la sospensione del Tar, il quale ha agito perché non c’era uno straccio di istruttoria a supporto dell’ordinanza che giustificasse la chiusura di tutto”.

I migranti non sono carne da macello – conclude il Sindaco PeloritanoEcco il secondo aiuto che offro al presidente Musumeci: queste strutture chi le gestisce? Lo Stato. Il primo crimine compiuto da chi ci governa a Roma è dunque proprio questo: avere permesso che nei centri di accoglienza non ci fosse un controllo, facendo entrare nelle strutture un numero di migranti superiore alla quota destinata alla Sicilia e non rispettando le misure anti-covidMinistro Lamorgese, tutto ciò è forse stato permesso perché sono neri e non meritevoli del patrocinio della legge? Presidente Musumeci, faccia i dovuti accertamenti, utilizzi i suoi uomini delle Asp territoriali e dei tecnici, affinché acquisiscano sia i dati circa il numero dei migranti rispetto la quota destinata alla Sicilia che l’idoneità dei locali attraverso le concessioni edilizie. Ancora lo può fare, dia un senso ad un’ordinanza che non sia un mero spot elettorale per qualche altro leader politico nazionale, ma abbia veramente a cuore sia i siciliani che i poveri migranti. Gli argomenti seri sono questi. La comunità di Bisconte ha reagito contro questa struttura non per razzismo, ma perché continuamente avevano le case invase dai migranti. Ecco la mia presa di posizione in questi mesi. Ecco perché senza elementi istruttori che giustificano l’ordinanza, la stessa per me è carta igienica. Da qui la presa di posizione del Tar. Un conto è la competenza statale in tali strutture, un conto è invece la violazione delle norme edilizie e della sicurezza anti-covid che un Sindaco e un Presidente di Regione possono far valere, cosa che invece Musumeci nella sua ordinanza non ha fattorendendola monca e con evidenti lacune di forma. Non ci dobbiamo stupire del rigetto”.

Sono sbarcati, possibilmente durante la notte appena trascorsa. Con un barchino, carico soltanto di materie prime per lunghe traversate, ha finito la sua “corsa” nella spiaggia dove insiste la struttura dell’Holiday Park, tra lo stabilimento balneare della Polizia di Stato e la prima traversa del litorale delle Dune.

Qualcuno ha avvisato i Carabinieri che subito sono intervenuti sul posto, unitamente agli agenti della Polizia e della Capitaneria di Porto.

Ovviamente dei migranti nessuna traccia anche se le Forze dell’Ordine hanno avviato già le ricerche.

 

A distanza di poche ore l’uno dall’altro secondo caso di Coronavirus in provincia di Agrigento. Dopo la donna di Agrigento rientrata dalla Sardegna, adesso, purtroppo, è un uomo di 48 anni ad essere stato colpito dal virus, originario di Licata.

L’uomo, giorni fa aveva accusato dei sintomi e ieri si è sottoposto volontariamente al tampone. E si è recato al pronto soccorso dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso. Adesso è arrivato l’esito del test risultato positivo.

“Lampedusa scoppia di nuovo, con quasi 700 persone. A Pozzallo nuovi positivi. A Marzamemi sbarcati in 40. A largo di Pozzallo Ong con a bordo 240 persone. Ecco i primi frutti della sospensione della mia ordinanza”. Lo afferma il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci in un video postato su Facebook. “Lunedì – aggiunge- proseguiranno le ispezioni sanitarie in 40 centri di accoglienza. E martedì a Lampedusa. Non ci fermiamo perché stiamo tutelando la salute di tutti”.

Sono 54 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia nelle ultime 24 ore: quattro in più rispetto alla giornata di ieri. 5 sono migranti. Lo riporta il bollettino del ministero della Salute. Attualmente ci sono 1.058 positivi di cui 69 ricoverati in ospedale (+7), 9 in terapia intensiva e 980 in isolamento domiciliare, per un totale di 4228 casi dall’inizio dell’epidemia.

I guariti salgono a 2.884 (+15). Rimane fermo il dato dei decessi: 286. Sono stati fatti 3236 tamponi. Per quanto riguarda le province 6 sono ad Agrigento, 4 a Caltanissetta, 12 a Catania, 10 a Messina di cui 5 tornati dalla Campania e uno straniero, 5 a Siracusa, 8 a Palermo e 9 a Ragusa.

L’on Giorgia Meloni, ha nominato il dirigente nazionale, Calogero Pisano, Commissario di Fratelli d’Italia per Agrigento.

Calogero Pisano prende, dunque, la guida del partito nella città dei templi e sarà il responsabile della presentazione della lista di Fratelli d’Italia che concorrerà alle amministrative che si terranno il 4 e 5 ottobre prossimo.

A Calogero Pisano sono giunti i personali auguri di buon lavoro dalla stessa Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Cari candidati Sindaco, abbiamo atteso a lungo un vostro programma elettorale ma abbiamo tristemente compreso che potrebbe non arrivare mai, proprio per questo ci siamo premurati di elaborare qualche idea al posto vostro.
Convinti che un vero programma politico deve essere lungimirante e deve perseguire finalità di chiarezza dei contenuti e degli obiettivi, di spinta all’innovazione e di coinvolgimento attivo della collettività, abbiamo pensato per la città 10 punti-idea, venuti fuori durante le nostre riunioni di Comitato e da diversi incontri con giovani Agrigentini, anche non appartenenti al nostro gruppo giovanile.
Vi invitiamo calorosamente a copiarci ed imitarci, state certi che se ci ruberete uno dei nostri 10 punti-idea non ci offenderemo. Non perdete l’occasione di pensare idee migliori delle nostre e dimostrare a tutta la città di averci superato in qualità!
– Riqualificare il parco dell’Addolorata, mettere a sistema le risorse intellettuali, gli enti che si occupano di ricerca e tutela del patrimonio storico artistico, le associazioni culturali e l’università, le fondazioni, per fare del territorio un distretto culturale diffuso e per sviluppare un programma di gestione condiviso al fine di poter *realizzare un grande parco avventura monotematico sulle Civiltà Classiche per avvicinare i ragazzi, una nuova realtà che faccia sistema con la valle dei templi.* I bambini avvicineranno alla città i genitori e finiranno per visitarla!
– Strutturare un *Museo tattile* intramoenia, la valle dei templi che si tocca con le mani per i non vedenti. L’arte che si fluisce attraverso il tatto e non attraverso la vista.
– Giocare a tutto campo perché Agrigento possa diventare una *capitale europea della cultura*, un centro di produzione di grandi eventi con la possibilità di accogliere il turismo congressuale ed il turismo religioso rivolto alla necessità di creare sviluppo e nuova occupazione, soprattutto giovanile.
– Creare una squadra che si possa occupare dei *problemi dell’edilizia pubblica*, in particolare, analizzando i problemi, scuola per scuola, e individuando soluzioni progettuali da adottare. Solo avendo i progetti pronti si potrà accedere alle risorse che Stato e Regione mettono annualmente a disposizione della comunità.
– Creare un gruppo di lavoro dedicato al *recupero degli immobili privati del centro storico* con una procedura agevolata e veloce, recuperando la nuova normativa regionale sul certificato verde e contro il consumo di suolo, ma soprattutto velocizzando le procedure che consentano a tutti i proprietari di immobili di fruire di  “ecobonus” e di “Sismabonus”, occasione imperdibile per un recupero del centro storico. Il Comune e la farraginosità dei suoi uffici altrimenti impedirà l’unica reale e fattibile possibilità di recuperare gratuitamente, o quasi, tutti gli immobili del centro storico.
– Creare, sostenere e incoraggiare la funzione istituzionale della *Consulta Giovanile*, per cominciare a credere veramente che i giovani sono una risorsa che la città di Agrigento non può perdere e per creare passe-partout che possa collegare l’impegno giovanile a supporto e stimolo dell’amministrazione con l’impegno diretto dei giovani in politica per forgiare nuove classi amministrative. *La consulta giovanile deve essere una corsia privilegiata perché i giovani possano diventare nuova classe politica amministrativa.*
– Chiudere il circuito Museale cittadino integrato con * biglietto unico* mettendo a sistema tutte le esperienze artistiche, architettoniche e museali, religiose,  civiche e archeologiche.
– Istituire veri *percorsi letterari e sentimentali*, ulteriore elemento di permanenza di un turismo colto e scolastico dentro le mura cittadine, ripensare un’esposizione permanente dell’eredità immateriali siciliane con percorsi esperienziali, visivi e tattili.
– Creare una *Consulta delle Associazioni che si occupano di disabilità*, per definire un piano di abbattimento delle barriere architettoniche in collaborazione con tutte le istituzioni cittadine e favorire percorsi di partecipazione alla vita della città, realizzando momenti di comunicazione e incontro.
– Istituire un *festival Pirandelliano* dedicato a tutte le quinte classe degli istituti superiori di Italia e d’Europa, che troverebbero in Agrigento l’opportunità di assistere dal vivo alle rappresentazioni sceniche del teatro contemporaneo, unendolo ai percorsi archeologici, storici e letterari per realizzare uno straordinario Unicum di turismo scolastico.
Questi sono soltanto 10 punti- idea che abbiamo deciso di donare alla città, sappiamo bene che non sono abbastanza, ma desideriamo fortemente dare inizio al dibattito, per far sì che ad Agrigento si parli di Idee e non soltanto di candidature, di progetti e non soltanto di “promessuce”, di Futuro e non soltanto di voti!
Candidati sindaco, che aspettate? Moriamo dalla voglia di ascoltarvi!