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Proseguono le nomine di nuovi direttori di unità operative complesse all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Al termine delle procedure concorsuali sono stati formalmente nominati il neo-primario del reparto di recupero e riabilitazione funzionale del presidio ospedaliero “San Giacomo D’Altopasso” di Licata ed il direttore dell’U.O.C. Servizio legale. Si tratta, rispettivamente, del dottor Angelo Gambino e dell’avvocato Antonino Noto. Questa mattina i neo-direttori sono stati ricevuti dal commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, per la formale sottoscrizione del contratto.

“Abbiamo provato in tutti i modi a spiegare che è necessario sottoporsi anche alla quarta dose. Adesso speriamo che non succeda nulla a chi ancora non vuole accettare l’idea”. Lo dice, con tono rassegnato, il commissario dell’Asp Mario Zappia nel consueto punto settimanale sulla diffusione del Covid in provincia quando parla del numero di vaccini somministrati negli ultimi sette giorni sul territorio.

Solo 206 le quarte dosi somministrate, appunto, e una ventina di prime, seconde e quarte dosi in tutto l’Agrigentino, segno che il progressivo calo dei ricoveri e dei decessi, oltre ad una riduzione effettiva dei casi giornalieri comunicati.

Numeri molto altalenanti, in realtà, che passano agevolmente da 20 a 200 al giorno e sono prova, dice Zappia, “che il virus è ancora tra noi”.

Per questo il commissario torna ad invitare tutti alla prudenza e all’utilizzo di cautele come disinfettare le mani e usare la mascherina, anche se questa non è più obbligatoria.  “Serve non solo contro il Covid – spiega – ma per proteggersi dalle infezioni. In questi anni abbiamo imparato delle cose: facciamole perché non costano nulla”.

Consuntivo 2022 dell’Ordine provinciale degli Architetti di Agrigento, presieduto da Rino La Mendola, che afferma: “Grazie al nostro contributo tecnico e logistico, ex Provincia e Comuni di Grotte, Montevago, Racalmuto e Raffadali hanno bandito 5 concorsi di progettazione per la costruzione di una scuola a Canicattì, ad opera dell’ex Provincia, e la riqualificazione del Calvario a Grotte, delle vie Garibaldi e Regina Margherita a Racalmuto, del Villaggio della Gioventù a Raffadali e dell’Antica Montevago, distrutta dal sisma del 1968. Poi convegni su infrastrutture e fondi Pnrr, corsi di formazione, e il progetto “MonumentiAmo”, oggi in fase di completamento, attraverso il quale stiamo rilevando e censendo le condizioni di sicurezza dei beni culturali ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento. E poi il progetto “Abitare il Paese”, con il quale abbiamo coinvolto i giovani studenti dell’istituto Agrigento-Centro, in proposte progettuali per una riqualificazione urbana di alcuni spazi della città, esaltando il “punto di vista” dei ragazzi”.

Lo spettacolo scritto e interpretato da Luana Rondinelli con le musiche de I Musicanti di Gregorio Caimi e la regia di Giovanni Carta sarà in scena il 5 gennaio alle 18,30. Al termine della performance sarà presentato il libro/audiolibro, (in siciliano con traduzione in italiano) tratto dallo spettacolo, edito dalla Navarra editore “affinché ognuno possa portare con sé questa storia eccezionale e farla rivivere”

Uno spettacolo teatrale capace di far “sentire” il battito del cuore di una madre, la prima madre che si è schierata, insieme con suo figlio, contro le disuguaglianze, per la conquista dei diritti dei lavori e soprattutto contro la MAFIA.
Andrà in scena il prossimo 5 gennaio, alle 18,30, nel teatro comunale “Eliodoro Sollima” di Marsala l’opera “Sciara – Prima c’agghiorna” scritta ed interpretata da Luana Rondinellitratta dal romanzo “Francesca Serio. La madre” di Franco Blandi, con le musiche de “I Musicanti” di Gregorio Caimi.
Con la poesia che la contraddistingue, la scrittura in lingua siciliana di Luana Rondinelli riesce ad unire bellezza e crudezza della verità. Così gli spettatori entrano nel mondo di Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale e ne comprendono la forza, modernità, la volontà strenua, il coraggio che è figlio di una famiglia grande e altrettanto coraggiosa dove li fimmini su uniti” e pertanto “si crisci cu tanto di dra forza che non ce n’è per nessuno”.
Sette capitoli musicati da Gregorio Caimi per conoscere Salvatore/Turiddro da quando è nato, ossia da “Lu partu”, fino alla sua morte. Tutto attraverso gli occhi della prima “madre socialista” della storia, che non ha paura di guardare in faccia la mafia e soprattutto di denunciare gli assassini di suo figlio. Uno spettacolo estremamente moderno con la regia di Giovanni Carta: “Franca Serio è una madre siciliana e nella nostra storia, come nella realtà, diventerà una madre contemporanea anche grazie al corpo, al suono, alla materia della nostra lingua, che di volta in volta sa trasformarsi in carezza o artiglio e, comunque, rimanere indelebile”. Spiega Luana Rondinelli: “Ho diviso il testo in sette quadri (Lu Parto, Lu Travagghio, Sciara, La Politica, Le Minacce, La Mafia E Lu Parto) più una nenia dolorosa dedicata a Salvatore Carnevale e ho immaginato Francesca dal primo momento in cui prende tra le braccia suo figlio, da quell’istante saranno legati in un percorso di vita incredibile per difendere il prossimo e sovvertire con il proprio coraggio quel sistema a cui nessuno si era mai ribellato, per paura.
Ma una madre non teme niente quando deve difendere il proprio figlio. Non ha limiti”.
Coraggio, amore, passione civile si vestono di note grazie ai musicisti: Dario Li Voti – percussioni; Gianluca Pantaleo – contrabbasso; Natale Montalto – fisarmonica; Vincenzo Toscano – violoncello; Gregorio Caimi – chitarre; Debora Messina – Voce.
Vista la valenza storica, artistica ed etica dell’opera, a credere nel progetto è stato anche l’editore Ottavio Navarra. Infatti l’opera “Sciara – Prima c’agghiorna” è diventata un libro/audiolibro, tratto dallo spettacolo, in siciliano e tradotto in italiano, corredato da foto di scena nel progetto grafico di Manolo Linares che sarà presentato proprio il 5 gennaio nel teatro Sollima, dopo la performance teatrale. “Abbiamo creduto che questa storia meritasse di essere vissuta più volte. Volevamo che diventasse risorsa e che potesse raggiungere le case, o meglio, le famiglie. D’altronde proprio dentro una famiglia è nata. Da qui è scaturito il progetto di farne un libro e un audio/libro che ognuno può portare con sé e far rivivere per sempre”, spiega Gregorio Caimi, supervisore del progetto editoriale.
L’appuntamento è per il prossimo 5 gennaio alle ore 18,30. biglietti € 15,00 platea – € 10,00 palchi. Per ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a info@imusicanti.com
o chiamare al numero: 3389272378

La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 4 anni di reclusione a carico di un uomo di 75 anni di Licata ritenuto responsabile di aver costretto una ragazzina, con disabilità psichica e all’epoca minorenne, ad intrattenere rapporti sessuali con lui. L’anziano sconterà un residuo di pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione. La violenza risale al 2014, e poi nel 2016 avrebbe tentato abusi a danno di un’altra minorenne che però riuscì a divincolarsi. Lui, amico dei genitori, ha approfittato dell’affidamento delle figlie durante il lavoro. Sono stati i racconti delle due ragazzine alle rispettive madri a determinare l’inchiesta. Le persone offese si sono costituite parte civile tramite gli avvocati Angelo Benvenuto e Giuseppe Sorriso, ottenendo anche il risarcimento.

Il 23 maggio del 2017 a Favara in via Torino si scatenò una sparatoria in un magazzino di Carmelo Nicotra, 39 anni, che fu ferito ad un gluteo con conseguenti danni al femore, e a domanda ha risposto di non avere riconosciuto chi ha sparato perché sorpreso di spalle, e di non ricordare come è giunto in ospedale. La vittima designata non sarebbe stato Nicotra ma Maurizio Di Stefano, 48 anni. Il 31 maggio scorso Nicotra è stato condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione. Adesso, accogliendo le istanze dei suoi difensori, gli avvocati Salvatore Cusumano e Samantha Borsellino, la Corte d’Appello di Palermo gli ha concesso gli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico allorchè le esigenze cautelari sono state ritenute affievolite nelle more del processo di secondo grado.

Dal 2 gennaio in Sicilia è tempo di saldi invernali fino al 15 marzo 2023. La regione Sicilia anticipa di qualche giorno la tabella di partenza dei saldi a livello nazionale dove gli sconti scatteranno invece dal 5 gennaio. “L’avvio dei saldi del 2 gennaio farà bene al commercio e ai consumatori”, ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.

Dopo la pandemia si è tornati alla programmazione biennale dei saldi e delle vendite promozionali che, oltre che essere prevista dalla legge, è uno strumento fondamentale per consentire ai commercianti e ai consumatori di potersi organizzare anticipatamente.

La programmazione, fissata con decreto lo scorso aprile dall’assessorato regionale delle Attività produttive, prevede i saldi invernali appunto dal 2 gennaio al 15 marzo 2023, mentre quelli estivi dall’1 luglio al 15 settembre 2023. Nel calendario fissati anche i periodi per le vendite promozionali: dal 16 marzo al 30 giugno e dal 16 settembre al 31 dicembre 2023.

L’avv. Francesco Giunta era incandidabile alla carica di sindaco del Comune di Termini Imerese. Anche la Cassazione conferma la sua incandidabilità e lo condanna a pagare 10.000 euro a titolo di spese legali.
Nel maggio 2017, la Commissione Elettorale Circondariale ammetteva il candidato Francesco Giunta alla competizione per l’elezione del sindaco di Termini Imerese, nonostante quest’ultimo avesse riportato – a seguito di patteggiamento – una condanna a mesi sedici di reclusione per i reati di truffa e falso
La Commissione Elettorale Circondariale, invero, aderiva alla tesi prospetta – con apposito parere – dall’avv. Gaetano Armao, ex Vice presidente della Regione Sicilia e Assessore all’Economia.
In particolare, con tale parere, l’avv. Gaetano Armao aveva sostenuto che, ai sensi della legge Severino, l’incandidabilità opererebbe solo per coloro che abbiano riportato una condanna superiore a sei mesi per e ai quali fosse stata contestata l’aggravante di cui all’ art. 61 n. 9 del codice penale (ossia “avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio…”); tale aggravante non sarebbe, di contro, stata applicata – in sede di condanna – all’avv. Giunta.
Per effetto dell’ammissione del candidato Giunta alla competizione elettorale lo stesso partecipava al primo turno elettorale e, in esito al turno di ballottaggio, Giunta veniva proclamato alla carica di Sindaco.
Pertanto, con ricorso proposto innanzi al Tribunale di Termini Imerese, il sig. Vincenzo Fasone, -candidato alla carica di Sindaco – il prof Curreri Salvatore, l’On.le Francesco Piro e il sig. Michele Ciofalo, tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, – chiedevano che venisse dichiarata l’incandidabilità dell’avv. Francesco Giunta.
In particolare, con il ricorso, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che l’avv. Giunta – per effetto della condanna a sedici mesi allo stesso inflitta per reati di truffa e falso – fosse incandidabile alla carica di Sindaco e andasse, pertanto, dichiarato decaduto in applicazione della legge Severino.
Nelle more del giudizio (e segnatamente nel marzo 2019), l’avv. Giunta – dopo aver ricevuto, nell’ambito di un procedimento penale, un avviso di garanzia – rassegnava le proprie dimissioni dalla Carica di Sindaco di Termini Imerese.
La Corte d’Appello di Palermo, con sentenza del 10 luglio 2020, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere – essendo ormai intervenute le dimissione dell’avv. Giunta -, ed allo stesso tempo ha rilevato che,“ se non fossero sopravvenute le dimissioni e non fosse, di conseguenza, venuta meno la materia del contendere, avrebbe dovuto ritenersi sussistente l’ipotesi di incandidabilità di Giunta Francesco alla carica di Sindaco”.
Avverso la suddetta sentenza, l’Avv. Giunta – con il patrocinio dell’avv. Gaetano Armao – ha proposto ricorso in Cassazione.
Il dott. Fasone, il prof Curreri, l’On.le Piro e il sig. Ciofalo si sono costituiti in Cassazione – con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – chiedendo il rigetto del ricorso proposto dall’Avv. Giunta
La Cassazione – aderendo alle tesi degli avv.ti Rubino e Impiduglia – ha rigettato il ricorso proposto, sottolineando, tra l’altro, come fosse irrilevante (ai fini della sussistenza della causa di ineleggibilità dell’avv. Giunta) la “circostanza che nel giudizio penale non sia stata accertata la sussistenza dell’aggravante di cui all’art. 61 n. 9 cod. pen., la cui contestazione sarebbe risultata peraltro incompatibile con quella dei reati di cui agli artt. 480 e 493 cod. pen., già aventi come elemento costitutivo la commissione ad opera di un pubblico ufficiale o di un pubblico impiegato incaricato di un pubblico servizio, e quindi implicanti un abuso dei poteri o una violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione ed al pubblico servizio”.
La Cassazione ha, inoltre, condannato l’Avv. Giunta al pagamento delle spese legali del giudizio di legittimità liquidate in complessivi euro 10.000 oltre accessori.

Dieci persone sono state denunciate dai Carabinieri a Biancavilla, in provincia di Catania, perché responsabili di una violenta e prolungata rissa in piazza Roma. La scintilla che ha scatenato l’esplosione è stata una relazione sentimentale tra una 18enne di origini albanesi ed un 21enne di origini marocchine osteggiata dai familiari della ragazza. I feriti sono stati medicati nell’ospedale di Biancavilla: le vittime hanno subito lesioni giudicate guaribili tra i 4 ed gli 8 giorni. All’autorità giudiziaria i denunciati risponderanno di rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento in concorso.