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L’ispezione cadaverica ha confermato che il migrante di 35 anni del Bangladesh trovato morto ieri su un barcone, con altre 117 persone, soccorso dai militari della Guardia di Finanza, non ha tracce di morte violenta. I poliziotti della Squadra Mobile, nell’arco di mezza giornata, ascoltando tutti i suoi compagni di viaggio, hanno acquisito testimonianze determinanti: lui è stato male, pare che abbia ripetutamente vomitato, quando è salito sull’imbarcazione. La Squadra Mobile di Agrigento ha già informato la Procura che firmerà il dissequestro della salma, senza disporre l’esame autoptico.

I Carabinieri hanno arrestato tre uomini, residenti a Palermo, perché hanno rubato in un’azienda agricola di Partinico 1.500 chili di manghi, un frutto tropicale che da anni è coltivato in Sicilia con successo. I militari hanno sorpreso i tre, di 38, 35 e 18 anni, di notte, intenti a trasportare i frutti. La refurtiva è stata restituita al proprietario. Gli stessi tre sono stati beccati in passato dopo avere rubato centinai di chili di agrumi. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale ha convalidato l’arresto e sottoposto i tre all’obbligo di dimora.

Il Comune di Agrigento ha presentato il dossier per la candidatura di Agrigento a capitale italiana della Cultura per il 2025. Dopo mesi d’incontri curati dal sindaco Franco Miccichè e dal presidente del Consorzio Universitario, Nenè Mangiacavallo, lo staff dei progettisti, diretti da Roberto Albergoni, ha inviato al ministero della Cultura l’elaborato intitolato: “Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali”. Si tratta di 44 progetti di cui 17 internazionali per indagare le relazioni tra gli esseri umani in una prospettiva di pace con la natura. E’ un progetto culturale tra Agrigento, Lampedusa e i Comuni del territorio, che esplora l’armonia e i conflitti tra i 4 elementi di Empedocle (Acqua, Aria, Terra e Fuoco).
Al tema dell’Acqua sono dedicati 9 progetti di cui 6 internazionali. Il tema comprende al suo interno progetti che hanno una forte connessione con il mare: dalla creazione di due nuove sale espositive del Museo del Corallo, all’opportunità di scoprire in immersione l’isola Ferdinandea – sito straordinario noto per la singolare vicenda legata alla sua origine ed alla sua repentina scomparsa; dalla candidatura UNESCO dei gesti dell’accoglienza, alla realizzazione di un laboratorio europeo per l’accoglienza dell’altro.

Al tema della Terra sono dedicati 9 progetti, 3 internazionali. I progetti legati alla terra hanno un forte legame con il territorio, ci raccontano gli aromi, i profumi, le coltivazioni e i sapori; ci raccontano i minerali, i giardini e le produzioni di vino e olio; ma ci raccontano anche i frastuoni della terra e gli interventi artistici per contrastarli, il network delle città speciali del mondo e la ri-educazione al riciclo dei rifiuti.

Al tema dell’Aria sono dedicati 12 progetti, 3 internazionali. L’elemento dell’aria si rappresenta attraverso il network e le connessioni, siano esse fisiche, come la ripresa del Treno storico, siano esse digitali, come la creazione di videogiochi tematici o come la necessità sempre più impellente della digitalizzazione degli archivi storici per conservare e non disperdere un enorme patrimonio.

Al tema del Fuoco sono dedicati 14 progetti, di cui 5 internazionali. Il fuoco è il collante tra le generazioni, ci racconta di progetti sul confronto con il passato e sulle prospettive del futuro, ci racconta delle ceneri come forze di rinascita, ci racconta del fuoco dei forni di cottura di molti prodotti artigianali, come di quello delle fucine di pensiero di musicisti, scrittori e letterati contemporanei.

Miccichè e Mangiacavallo affermano: “Il lavoro non è finito. Ci sono ancora importanti traguardi da superare per arrivare nel prossimo mese di gennaio 2023 a far proclamare finalmente Agrigento Capitale Italiana della Cultura per il 2025”.

“Obiettivi molto facili da raggiungere per i premi produttività ai dirigenti dell’ex Provincia di Agrigento”: citazione a giudizio da parte della Procura della Corte dei Conti.

Alla Regione Siciliana così come negli Enti Locali siciliani, agli impiegati dirigenti, in base a delle valutazioni da parte di un nucleo di valutazione composto in ampia parte da personale interno agli stessi enti, si pagano i premi di produttività. Come se gli impiegati dirigenti non avessero già il dovere di produttività a fronte dello stipendio pagato dai cittadini contribuenti che pagano le tasse. Tuttavia, così è se vi pare. Ebbene, è accaduto che all’ex Provincia di Agrigento, dal 2012 al 2015, i valutanti hanno valutato con troppo mano larga i valutati, prefiggendo degli obiettivi molto facili da raggiungere, e, secondo la Procura della Corte dei Conti hanno di conseguenza provocato un danno all’Erario, quindi alle casse dello Stato, di quasi mezzo milione di euro. Sono stati citati a giudizio l’ex segretario generale Giuseppe Vella, l’ex presidente Eugenio D’Orsi con la sua giunta, l’ex commissario Benito Infurnari e i componenti del nucleo di valutazione, per risarcire alla Procura il quasi mezzo milione di euro. La prima udienza è in calendario a febbraio. Solo l’ex segretario Vella, oggi giudice della Corte dei Conti in Lombardia, da solo dovrebbe restituire – se ritenuto colpevole – oltre 289mila euro. Sotto giudizio saranno poi gli assessori Angelo Biondi, Vito Terrana, Francesco Schembri, Pietro Giglione, Pietro Marchetta, Adriano Varisano, Salvatore Tannorella e Pasquale Mazza, i componenti dei nuclei di valutazione Riccardo Rotigliano, Giuseppa Savarino, Luigi Campoccia, Concetta Ciotta, Salvatore Buggea, Ferdinando Macedonio, Marcello Maisano, Anna Barragato, Giovanna Franco, Giuseppe Pedalino, Roberto Barberi e Giuseppe Marino.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il 16 e 17 settembre due concerti dedicati al grande pianista italiano scomparso nel ’95

 

La storia della musica è popolata da vicende che intrecciano genio e dolore, coesistenza connaturata alla condizione dell’artista, quasi a favorirne l’ispirazione sino alle soglie della follia e una di una fine drammatica. È il caso di Luca Flores memorabile pianista e compositore, tra i più interessanti della scena jazzistica italiana. Flores nasce a Palermo il 20 ottobre 1956 e dal ’59 si sposta spesso con la famiglia, per approdare stabilmente a Firenze nel 1972. Dall’età di cinque anni inizia a studiare pianoforte, diplomandosi con 10 e lode nel 1981, al Conservatorio Luigi Cherubini. Incontra il jazz nei primi anni Settanta frequentando i circoli fiorentini dove si confronta con la nascente comunità di jazzisti italiani. Esordisce col sestetto di Tiziana Ghiglioni incidendo l’LP Streams (1984), poi forma il Luca Flores Trio (con Lello Pareti e Piero Borri). Importanti gli incontri, tra i tanti, con Chet Baker, Massimo Urbani, oltre a Bruno Tommaso, Lee Konitz Paolo Fresu, Furio Di Castri. Studia con Roberto Pichini, Marco Vavolo, Enrico Pieranunzi e Franco D’Andrea. Dal ‘79 all’87 insegna all’istituto Andrea del Sarto di Firenze e nei suoi seminari a Siena Jazz ha tra gli i suoi allievi Stefano Bollani. Nel 1987 lo travolge la malattia mentale il cui gorgo lo avvolgerà sino a condurlo al suicidio il 29 marzo 1995 nella sua casa di Montevarchi. For Those I Never Knows (Spalsh(H) Records, 1995) registrato al Planet Sound Studios di Firenze, dieci giorni prima di togliersi la vita, contiene il suo profondo e intimo testamento sonoro in piano solo, dopo anni drammatici nei quali si abbandona a gesti di autolesionismo. Negli undici brani che compongono il disco (uno con la voce di Michelle Bobko, la sua ultima compagna), ascoltiamo l’apice di un musicista col suo strumento che guarda dentro sé stesso e ci regala, per l’ultima volta, il suo caleidoscopio sonoro. La toccante vicenda personale e il suo genio musicale riverberano nella biografia Il disco del mondo (Rizzoli, 2003) che Walter Veltroni dedica a Flores, un appassionato ritratto dal quale è tratto il film Piano, solo di Riccardo Milani, con Kim Rossi Stuart (2007). Seguono Angela, Angelo mio io non sapevo, di Francesca de Carolis, basato sui racconti di Michelle Bobko (Stampa Alternativa, 2007) e Luca Flores, Uomo, musicista, artista, di Luigi Bozzolan (Terre Sommerse, 2020).

Allo scomparso e indimenticato pianista, il 16 e 17 settembre (con inizio alle 21:00), nella raccolta cornice del Chiostro Comunale di Rovito, si terrà l’Omaggio a Luca Flores, nel quale si alterneranno, venerdì 16, Dino Rubino, al piano, con Marco Bardoscia al contrabbasso e sabato 17, Salvatore Buonafede in piano solo. Rubino che a Luca Flores ha dedicato il brano Flores, presente in Roaming Heart (Tuk Music, 2015) ha fatto il suo ingresso trionfale nei piani alti del jazz italiano vincendo nel 1998 il “Premio Internazionale Massimo Urbani” come miglior nuovo talento. Ha anche suonato nella band di Francesco Cafiso. Ha al suo attivo diverse incisioni anche per la Tuk Music di Paolo Fresu, etichetta con la quale firma nel 2010, iniziando una collaborazione col contrabbassista Marco Bardoscia, che comprende la colonna sonora di un film biografico sul poeta Ferlinghetti, di prossima uscita. Il pugliese Bardoscia, diplomato in contrabbasso, alterna esperienze con vari gruppi spaziando dagli standard rock, a quelli blues e pop, maturando una tensione per la musica afroamericana e lavorando come sideman per incisioni discografiche. Salvatore Bonafede, palermitano, talentuoso sin dai quattro anni d’età, si avvicina al jazz grazie alla passione di suo padre per questo genere musicale. A undici anni ha il suo primo ingaggio come pianista di jazz nel programma televisivo di Rai 1 Sapere: il Jazz in Italia condotto da Franco Cerri. Negli anni Settanta le sue prime esperienze concertistiche. Si trasferisce negli USA nel 1986 e qui resta sino al 1994, compiendo studi importanti e ricevendo premi prestigiosi. A New York inizia la sua carriera discografica di leader come pianista e compositore. Nel 1994 ritorna in Italia e si trasferisce a Palermo. Compie numerose tournée sia come sideman che come leader a fianco di svariati musicisti. Riceve dal cinema influenze e rimandi alla sua attività musicale ma viene anche scelto da alcuni registi anche come attore. Dal 2001 collabora come compositore di colonne sonore per il cinema e per il teatro, ricevendo numerosi riconoscimenti. Al cinema dedica un’intera opera, Journey to Donnafugata, un omaggio al film Il Gattopardo di Luchino Visconti con composizioni originali e rivisitazione delle musiche di Nino Rota.

 

 

La Nuova Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro smentisce quanto pubblicato su alcuni organi di stampa siciliani, e precisa: “La Direzione nazionale della DC ha confermato che, nonostante alcune convergenze programmatiche, nessuna intesa politica ed elettorale è stata stipulata con le formazioni “Italia Viva” di Renzi nè tanto meno con “Azione” di Calenda. La Direzione DC, confermando la collocazione centrale del Partito nello scenario politico e la sua rigorosa adesione alla scelta euro – atlantica, ritiene, a seguito della situazione determinatasi a livello nazionale, di affidare alle valutazioni e alle decisioni delle dirigenze regionali le scelte politiche ed elettorali relative ai territori di competenza. In particolare, in Sicilia è pienamente legittima la scelta effettuata dal Commissario Regionale Totò Cuffaro di confermare la linea centrista alternativa alla sinistra radicaleggiante, e in coerenza e continuità con le scelte effettuate nelle recenti elezioni Amministrative”.

Tappa ad Agrigento e provincia domani, giovedì 15 settembre, del vice ministro delle Infrastrutture, Teresa Bellanova, presidente di Italia Viva, candidata per la lista Calenda-Renzi in Sicilia al Senato Collegio 1, e del senatore Davide Faraone, candidato alla Camera in Sicilia 1-P01. Domani mattina alle ore 9:30 Bellanova e Faraone incontreranno la stampa al Bar Milano a Porta di Ponte ad Agrigento. Sarà salutato il sindaco di Siculiana, Giuseppe Zambito, recentemente bersaglio di un’intimidazione. Successivamente, da Siculiana a Licata, si svolgeranno degli incontri con agricoltori, cantine, e Confartigianato.

Ad Agrigento sabato 17 settembre l’ex premier e presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, incontrerà gli agrigentini a Porta di Ponte alle ore 15. Il deputato regionale ricandidato, Giovanni Di Caro, afferma: “La scelta del luogo non è stata casuale. Porta di Ponte è centro di dialogo fra i cittadini. Negli anni innumerevoli leader politici hanno parlato dal cuore di Agrigento. Il presidente Conte però non lo farà salendo su un palco, non ci saranno barriere o distanze con i cittadini, che avranno modo di parlare con il presidente e di confrontarsi sui problemi reali che il programma del Movimento 5 Stelle si prefigge di risolvere. Spiegheremo ai cittadini come faremo a rendere meno pesanti le loro bollette e parleremo anche della importanza che il reddito di cittadinanza ha per tutte le persone senza reddito”.

A Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania, i Carabinieri hanno arrestato un ventenne indagato di tentato omicidio perché ha sparato due colpi di fucile calibro 16, con le canne mozzate, contro il padre, di 46 anni, e il fratello, di 25 anni, ferendoli, in maniera non grave, al piede e al braccio. E ciò perché i parenti non avrebbero condiviso la sua scelta di trasferirsi con la nuova compagna nell’abitazione di famiglia. E’ stato arrestato anche lo zio di 54 anni del ventenne, perché lo avrebbe fiancheggiato. Le telecamere di video-sorveglianza hanno registrato quanto accaduto in una villa di campagna: una discussione è degenerata in lite, il padre ha ferito il figlio di 20 anni alla gamba con una bottiglia di vetro rotta. Il figlio e lo zio si sono allontanati dall’abitazione, hanno recuperato il fucile illegalmente detenuto e poi sono ritornati, sparando nel cortile di casa due colpi al padre e al fratello. Poi sono fuggiti. Il fucile è stato sequestrato. I feriti sono stati medicati e dimessi dal Policlinico di Catania con una prognosi di 7 giorni ciascuno.

A San Giovanni Gemini, in via Onorevole Bonfiglio, un operatore socio-sanitario di 31 anni è stato aggredito e picchiato selvaggiamente. E’ stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale di Mussomeli dove i medici, dopo le cure del caso, hanno diagnosticato contusioni e traumi guaribili con una prognosi di circa 30 giorni. I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno informato la Procura della Repubblica di Agrigento e hanno avviato le indagini anche con l’ausilio di eventuali telecamere di video-sorveglianza nella zona.