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Con le lauree in Scienze dell’Educazione, celebratosi presso la fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto, degli studenti agrigentini, il  Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento festeggia il grande obbiettivo che segna il

coronamento dell’impegno  profuso dimostrato dall’intero Consiglio di Amministrazione dell’Ente.

Una nuova vita per ECUA, grazie alla caparbietà del Presidente, Nenè Mangiacavallo, forte dell’appoggio e sostegno di un Consiglio di Amministrazione di grande caratura, della quale spicca la figura del prof. Gioacchino Lavanco, capo dipartimento dell’Università degli Studi di Palermo.

“Stiamo puntando su una crescita culturale, economica e sociale della nostra provincia. E’ stata offerta oggi, un ulteriore occasione di lavoro alle nostre neo laureate, perchè il titolo oggi conseguito permetterà loro di accedere, già da domani, al mondo del lavoro – queste le parole a margine delle proclamazioni del Presidente Mangiacavallo”.

Oggi si festeggiano le prime 31 neodottoresse laureatosi in Scienze dell’Educazione, avvenimento che segna il completamento del primo corso di laurea dopo la riapertura dei corsi in ambito educativo ad Agrigento.

 

Diciamolo, don Mattia Bernasconi si è trovato proprio una spiaggia fantastica per fare il campo volontariato! Capo Colonna è da sempre una spiaggia vip della costa calabrese.

E diciamo anche che non gli sarebbe dispiaciuta tutta questa notorietà al prete milanese, al netto dell’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Crotone, che però avrebbe fatto meglio ad occuparsi di altro e non di queste baggianate da 4 soldi.

Ok, non lo doveva fare, ha ridicolizzato la la religione cattolica, ma alla fine che danno realmente ha portato?

Sono secoli che le azioni dei preti nuocciono sensibilmente alla collettività e ora andiamo a perseguire il prete che fa l’altare sul materassino.

È solo colpevole di essere l’ennesimo egocentrico come molti suoi colleghi che si curano la barba e portano il Rolex al braccio. Tutto qui.

Perché lo sapeva che sarebbe stato ripreso, che avrebbe fatto “notizia”.

Ma guardiamola la realtà, quella vera non quella montata ad arte:

I pulpiti sono ormai dei luoghi dove sempre meno spesso si spiega e si racconta la parola di Dio e sempre più spesso si esprimono opinioni personali che non interessano a nessuno ma che mirano ad indottrinare e questo sì, che fa male alla collettività.

Don Mattia se la poteva proprio risparmiare questa pagliacciata, perché tale era, considerato – e lui avrebbe dovuto saperlo – che l’eucarestia richiede il raccoglimento, cosa che non poteva esserci sulla spiaggia di capo colonna e comunque era in mala fede, altro che scuse: “non volevo offendere niente e nessuno”.

Voleva farà qualcosa di buono, celebrare messa fuori dalle mura di una chiesa? Poteva trovare un posto dove allestire un altare ma il materassino era davvero una provocazione per nulla intelligente.

La gente non si fa mai i fatti suoi, i telefonini sono il mezzo più comodo e a volte più stupido per veicolare stranezze e fesserie, e la procura avrebbe potuto convogliare energie e carta bollata verso cose decisamente più urgenti.

La spettacolarizzazione del trash, dell’inutile, resta una piaga sociale tanto quanto la pochezza di un sacerdote che quando prende i voti fa voto di povertà, castità, obbedienza e forse si dovrebbe aggiungere decenza, buon gusto, serietà, riservatezza.

Vuoi accompagnare i ragazzi?

Va bene.

Vuoi andare al mare?

E sia.

Ma le pagliacciate no, perché “sennò” poi arriva la procura

4.096 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 22.991 tamponi processati. Ieri erano 4.377. Il tasso di positività sale poco al di sopra del 17,8 %, era al 17,4%. La Sicilia è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 171.785 con un calo di 938 casi. I guariti sono 5.460 e 26 le vittime, che portano il totale dei decessi a 11.618. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 1.023, in terapia intensiva sono 53.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.040 casi, Catania 1.004, Messina 826, Siracusa 362, Trapani 451, Ragusa 264, Caltanissetta 174, Agrigento 413, Enna 94.

Revocato il divieto di balneazione dopo i nuovi campionamenti delle acque antistanti Piazzale Giglia.

Il Sindaco Francesco Miccichè, sulla base del campionamento eseguito da ASP e della conseguente nota pervenuta stamani, ha disposto nella giornata odierna la revoca del divieto temporaneo di balneazione nelle acque antistanti Piazzale Giglia.

Lo stato di degrado, soprattutto sul piano della pulizia, fino addirittura ad arrivare a rischiose condizioni igienico sanitarie, in cui versa Licata, con cumuli di immondizia ovunque, nonché erbacce, lungo tutte le arterie principali e secondarie della città ha raggiunto limiti da terzo mondo.

E’ il commento dell’onorevole di Prima l’Italia e Vice Presidente della Commissione di Verifica e Monitoraggio delle leggi Carmelo Pullara.

Tale stato di cose –  spiega Pullara -mal si coniuga con la previsione di aumento della Tari. Di contro ben si coniuga con la violazione da parte del comune di Licata di un preciso obbligo di legge sulla trasparenza in ordine alla pubblicazione dei dipendenti che prestano servizio nella società di cui il comune si avvale, e senza fare giri di parole, in particolare, parlo della società che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi e urbani.

In tutto questo non solo appare colpevole il governo della città a partire dal sindaco fino dall’ultimo assessore ma anche un consiglio comunale nella stragrande maggioranza silente e che qualche volta alza la voce per parlare di problemi oggettivamente irrisolvibili ovvero già risolti come nel caso dell’ospedale.

Mi chiedo il silenzio sulla gestione del servizio rifiuti a cosa è dovuto? E questo accanimento, con l’aumento della Tari, sulla pelle di famiglie ed imprese a fronte di un servizio scadente di a cosa è dovuto?

Come sempre senza demagogia e dicendo ciò che tutti pensano e che non tutti hanno il coraggio di dire io lo dico pubblicamente. Invito, pertanto, il sindaco Galanti con tutti i suoi assessori a fare una conferenza stampa, operazione verità, sull’ aumento Tari e sulla gestione del servizio di pulizia e scerbamento del paese. Così come lo invito a dare corso all’obbligo di legge come previsto della pubblicazione di tutti i dipendenti assunti nelle ditte che operano servizi e forniture per il comune di Licata, iniziando dal servizio di gestione dei rifiuti.

Invito, infine, i consiglieri comunali – conclude Pullara – a richiedere la stessa operazione verità e adempimento, diversamente non si capirebbe perché sono così pronti ad aumentare la Tari tacendo e vessando ulteriormente i cittadini e i commercianti di Licata.

Il Foro Boario di Canicattì, colpito domenica scorsa da un incendio, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri del Noe di Palermo, coadiuvati dai militari della Compagnia di Canicattì coordinati dal maggiore Luigi Pacifico.

L’intervento ha portato all’interdizione dell’area per addetti ai lavori e mezzi al termine di un accurato sopralluogo dove si conferiscono i rifiuti. E il motivo del sequestro sarebbe infatti riconducibile ad aspetti che riguardano proprio l’idoneità dell’area ad effettuare il conferimento dei rifiuti.

Beni per oltre 23 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza di Catania a Giovanbattista Puccio, imprenditore di Vittoria operante nel settore dell’imballaggio dell’ortofrutta. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale etneo, su richiesta della locale Procura antimafia, e dispone anche la sorveglianza speciale per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Puccio, condannato per rapina, lesioni personali e tentata estorsione aggravata e continuata, sarebbe storicamente vicino all’associazione mafiosa della Stidda e, grazie al suo appoggio, avrebbe assunto una posizione dominate nel mercato degli imballaggi dei prodotti ortofrutticoli. Il provvedimento di confisca riguarda otto società e imprese individuali, un fabbricato commerciale, due auto e un motoveicolo e rapporti finanziari intestati o comunque riconducibili a Puccio.

Anche le ragazzine si aggregano nelle baby gang. Accade a Palermo dove in via Maqueda tre giovanissime hanno aggredito una coetanea, picchiandola e strappandole il telefonino. La rapina non è stata compiuta grazie all’intervento di un giovane senegalese che avrebbe assistito alla scena e bloccato una delle ragazzine, recuperando il telefonino. All’episodio hanno assistito diversi testimoni. E poi in via Ruggero Settimo le tre hanno picchiato una giovane con calci e pugni. In soccorso della vittima sono intervenuti diversi passanti. La giovane, raccontano i testimoni, non conosceva le ragazze che l’hanno aggredita. I poliziotti sono impegnati a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza per risalire alla baby gang.

A Villafranca Sicula i Carabinieri hanno arrestato tre favaresi, tra cui una donna, sorpresi intenti a rubare tubi per l’irrigazione in contrada Cuti. A telefonare al 112 è stato il proprietario del terreno che si è accorto dei tre, prima in atteggiamento sospetto e poi a lavoro. L’autorità giudiziaria ha ritenuto di restituire la libertà, senza imporre alcuna misura cautelare, ai tre: la donna di 51 anni, un pensionato di 83 e un uomo di 62 anni.