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L’inflazione galoppante e la crisi idrica costringono sempre più in ginocchio l’intero comparto agro-alimentare della Sicilia. Ecco perchè Legacoop Sicilia invoca sostegni per le aziende in difficoltà, anche per l’eccessivo costo delle materie prime, dei carburanti, dell’energia, dei fertilizzanti, dei mangimi e degli agro-farmaci. Filippo Parrino, presidente regionale di Legacoop Sicilia, Anna Maria Ribaudo, neo-coordinatrice del settore agro-alimentare di Legacoop Sicilia, e Domenico Pistone, coordinatore Legacoop Sicilia per le province di Agrigento, Palermo e Trapani, affermano: “Occorre da parte del governo regionale un repentino e radicale cambio di passo e un deciso intervento per sostenere le aziende. Abbiamo già chiesto di incontrare l’assessore regionale alle Politiche agricole, Toni Scilla, al fine d’individuare misure in grado di sostenere le imprese agricole nel fronteggiare una situazione estrema. L’agricoltura siciliana è afflitta anche da problemi strutturali, tra le condizioni degli invasi, delle dighe e delle reti idriche di distribuzione delle acque irrigue che necessitano di interventi di natura straordinaria non più rinviabili. La Sicilia paga il prezzo degli errori degli ultimi vent’anni. Auspichiamo che la politica siciliana sia nelle condizioni di cogliere le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che rappresentano l’ultima chiamata d’imbarco per fare dell’agricoltura di qualità un’ occasione di sviluppo per tutta l’Isola”.

Si sono incontrati il commissario regionale emergenza covid, Salvatore D’Urso, i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, e i dirigenti sindacali della Cisl Salvatore Parello, Alessandro Farruggia e Massimiliano Mangiafridda. Si è discusso della perdurante mancata attivazione del tunnel di sanificazione all’ospedale di Agrigento, del mancato completamento del nuovo Pronto soccorso e dell’allestimento della terapia intensiva covid. A conclusione dell’incontro, Parello, Farruggia e Mangiafridda riferiscono: “Importanti le risposte ottenute anche grazie alla disponibilità dell’azienda, a partire dal futuro dei tunnel di sanificazione che saranno affidati ad una impresa già individuata per poter finalmente essere messi in funzione. Ringraziamo la struttura commissariale per l’attenzione mostrata verso le necessità dei lavoratori. Noi ovviamente rimarremo vigili perché gli impegni presi siano mantenuti”.

Ad Agrigento è stato pubblicato nell’albo pretorio sul sito internet del Comune l’avviso pubblico per l’affidamento temporaneo del servizio di gestione del complesso sportivo polivalente in Piazza del Vespro al Villaggio Mosè. Si tratta di un campo di calcetto, un campo di bocce, un’area fitness, e un parco giochi recentemente riqualificato unitamente alla piazza. L’assessore comunale allo Sport, Costantino Ciulla, spiega: “Affidiamo la gestione non solo per convenienza economica ma soprattutto al fine di promuovere il fine dell’aggregazione sociale insito nello sport.

Le istanza di adesione all’avviso sono attese entro il prossimo 29 agosto. Siamo inoltre prossimi all’apertura della palestra distrettuale di Piazzale Ugo La Malfa. La struttura sarà consegnata finalmente alla città entro il prossimo autunno. Anche la piscina comunale di Villaseta sarà presto fruibile non appena sarà riparata la caldaia e concluderemo il lavoro di accatastamento, in quanto struttura costruita su territorio in possesso del Demanio dello Stato. E’ un intoppo del quale nessuna amministrazione in precedenza si è preoccupata, non intestando le aree di proprietà del Demanio dello Stato al Comune di Agrigento, così come imposto dalla legge in materia. Infine siamo a lavoro per la predisposizione del bando di affidamento in gestione dello Stadio Esseneto. Ringrazio per la preziosa collaborazione l’assessore ai Lavori pubblici, Gerlando Principato, il dirigente di settore Antonio Insalaco, e il consigliere comunale Gerlando Piparo, quest’ultimo sempre attento, collaborativo e propositivo, che mi affianca quotidianamente nello svolgimento delle funzioni di supervisione e sollecitazione degli uffici per portare avanti progetti e risultati concreti”.

A Lampedusa proseguono i trasferimenti di migranti dal Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola anche tramite il traghetto “Pietro Novelli”, che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha affittato, accogliendo quanto proposto dal sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino. La nave, in base alle esigenze, navigherà tre volte alla settimana. A Lampedusa è a lavoro anche il pattugliatore d’altura “Diciotti” della Guardia costiera, capace di imbarcare diverse centi naia persone, oltre le navi di linea ordinarie lungo la tratte Lampedusa – Porto Empedocle. Il tutto è coordinato dalla ramificazione del ministero dell’Interno nel territorio locale, ovvero la Prefettura, retta da Maria Rita Cocciufa.

E’ stata inserita nel Piano regionale dei parchi e delle riserve naturali la Riserva “Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella”. Si tratta di 437 ettari compresi tra i Comuni di Agrigento e di Palma di Montechiaro. In proposito interviene il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, che commenta: “E’ una grande vittoria che faccio anche mia. Fin dal mio insediamento mi sono impegnato per raggiungere, unitamente al sindaco di Palma di Montechiaro, questo obiettivo fondamentale per lo sviluppo eco- sostenibile del sito che potrà incrementare l’offerta turistica del territorio. Ringrazio sentitamente il Presidente della Regione. Nello Musumeci, l’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, e la presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, per avere rispettato l’impegno preso. Ritengo doveroso ringraziare, altresì, le associazioni ambientaliste Mareamico e Marevivo, che hanno sostenuto l’istituzione della riserva”.

Dopo ampia discussione durata più di tre ore, la Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana ha fatto proprio ed ha approvato l’emendamento alla legge di variazione di bilancio proposto dall’on. Giuseppe Laccoto  che, con uno stanziamento di otto milioni di euro, integra il monte ore del personale Asu in servizio nelle pubbliche amministrazioni.

L’emendamento, approvato all’unanimità dalla Commissione, è stato adottato in attesa delle determinazioni della Corte Costituzionale sulla procedura di stabilizzazione degli Asu. “Ringrazio l’intera Commissione per lo spirito propositivo riguardo un argomento molto sentito che riguarda 4600 famiglie siciliane gravate da tanti anni di precariato e di incertezze – commenta l’on. Laccoto. L’emendamento che integra il monte ore mira a salvaguardare il percorso di stabilizzazione che rimane l’obiettivo finale, doverosa risposta a migliaia di lavoratori che rendono servizi indispensabili nei Comuni siciliani senza nessuna garanzia dal punto di vista della tutela previdenziale”.

“Finalmente, dopo 46 anni, Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella è riserva naturale.

L’inserimento di questa area di strabiliante bellezza all’interno del Piano regionale dei parchi e delle riserve naturali è il culmine di un percorso e un traguardo straordinario per il mio territorio.

Sono felice e orgogliosa del lavoro che abbiamo svolto in Commissione IV Ambiente, che mi onoro di presiedere, per raggiungere un altro grande risultato per la Regione Siciliana ed il Governo Musumeci.

Avanti così!”

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino di Diventerà Bellissima.

“Oggi ho incontrato a Roma il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ed abbiamo affrontato il tema dell’organizzazione dell’ente e della sua autonomia finanziaria, a partire dalla necessità di iniziare percorsi normativi in grado di assicurare al Comune un vertice amministrativo stabile e di poter assumere le figure fondamentali per garantire tutti i servizi, a partire da quelli a supporto del sistema dell’accoglienza senza dimenticare l’esigenza dei cittadini lampedusani e linosani e dei numerosi turisti.
Il Ministro ha dimostrato ampia disponibilità, chiamando la struttura di vertice del Ministero per affrontare le varie questioni ed ha assicurato, pur con le limitazioni dei poteri del Governo a causa della crisi politica, il proprio impegno per la soluzione immediata di alcune questioni rappresentate.
Prima fra tutte è stata accolta la richiesta avanzata dalla nostra Amministrazione di avere a disposizione una “nave umanitaria” per accelerare i trasferimenti dei migranti sulla terraferma e che arriverà nelle prossime ore a Lampedusa, consentendo così – grazie anche alle navi militari – di svuotare l’hot spot in maniera più celere e con continuità”.

Lo dichiara il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino.

I familiari di Vincenzo Basile, 45 anni, di Ribera, morto in ospedale a Sciacca, hanno sporto querela perché ritengono che la morte del congiunto sia un caso di mala sanità. La Procura, di conseguenza, ha avviato un’inchiesta dell’obbligatoria dell’azione penale a seguito di ricezione di una notizia di reato, ha disposto il sequestro della cartella clinica, e tre medici, di 55, 56 e 61 anni, sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. E’ stata già eseguita l’autopsia in presenza delle parti in causa tramite i propri consulenti.

Su proposta del Questore, la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo applica la sorveglianza speciale a Giovanni Brusca, libero dal 31 maggio del 2021.

Dal 31 maggio del 2021, dopo 25 anni di detenzione, Giovanni Brusca è fuori dal carcere, da “Rebibbia” a Roma, dove ha scontato ampia parte delle condanne subite. Gli è stata restituita la libertà in anticipo rispetto alla scadenza per “buona condotta”. Sono stati applicati i benefici previsti dalla legge del 13 febbraio del 2001 per i collaboratori della Giustizia. Giovanni Brusca, 65 anni, è il killer della strage di Capaci e il mandante del sequestro e dello strangolamento del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Poi, per il resto, lui stesso ha dichiarato ai giudici: “Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso”. Pochi anni addietro Brusca invocò i domiciliari ma, prima il Tribunale di Sorveglianza di Roma il 12 marzo del 2019, e poi la Cassazione il 19 ottobre del 2019, risposero “no”, “perché – scrisse la Cassazione nelle motivazioni – la gravità dei reati commessi da Brusca, e la caratura criminale che lo stesso ha dimostrato nella sua vita di possedere, portano a considerare non ancora acquisita la prova certa e definitiva del suo ravvedimento”. Ebbene adesso il Questore di Palermo, Leopoldo Laricchia, ha ritenuto che Giovanni Brusca sia ancora “socialmente pericoloso”.

E la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo gli ha risposto: “Sì dottor Laricchia, siamo d’accordo con lei”. E quindi i giudici hanno imposto la riattivazione della sorveglianza speciale all’ex boss di San Giuseppe Jato. Dunque Brusca è ancora sotto scorta nella località segreta dove dimora da libero cittadino, ma è soggetto alle restrizioni previste dalla misura della sorveglianza speciale. Quando Brusca è stato scarcerato, la sorella di Giovanni Falcone, Maria, commentò: “Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata. Mi auguro solo che magistratura e forze dell’ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso”.

Ecco, forse quanto affermato da Maria Falcone, ovvero: “Mi auguro solo che magistratura e forze dell’ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere”, avrebbe contribuito a determinare la sorveglianza speciale. Maria Falcone poi aggiunse: “La magistratura in più occasioni ha espresso dubbi sulla completezza delle rivelazioni di Brusca, soprattutto quelle relative al patrimonio che, probabilmente, non è stato tutto confiscato. Non è più il tempo di mezze verità e sarebbe un insulto a Giovanni, Francesca, Vito, Antonio e Rocco che un uomo che si è macchiato di crimini orribili possa tornare libero a godere di ricchezze sporche di sangue”. Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, il capo scorta di Giovanni Falcone, commentò: “Lo Stato ci rema contro. Noi non conosciamo ancora la verità sulle stragi e Giovanni Brusca, l’uomo che ha distrutto la mia famiglia, è libero. Io adesso cosa racconterò al mio nipotino? Che l’uomo che ha ucciso il nonno gira liberamente?”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)