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“Anche i comuni in dissesto possono stabilizzare i precari” esprime soddisfazione la funzione Pubblica Cgil di Agrigento.

Dopo quasi trent’anni di lavoro svolto presso l’Ente, ventiquattro lavoratori “Precari” hanno un Contratto a Tempo Indeterminato a 21 ore settimanali.

Si tratta di personale qualificato appartenente alle categorie “D” “C” e “B”, ormai da tempo inserito nel ciclo produttivo dell’Ente.

Il Segretario Generale Enzo Iacono ed il Coordinatore Provinciale delle FF. LL. Pietro Aquilino, registrano con soddisfazione l’avvenuta stabilizzazione dei ventiquattro lavoratori ed evidenziano che “Aragona è il primo comune in provincia tra i quattro in situazioni di dissesto finanziario ad aver raggiunto tale obiettivo; E’ la dimostrazione che quando si vuole prevale la buona politica. Un plauso al sindaco e al suo staff che hanno reso possibile tutto ciò.

Un  grande ed estenuante lavoro svolto in sinergia tra il sindacato, l’Amministrazione Attiva con in testa il Sindaco Pendolino e l’Assessore al Personale Dottoressa Mariella Sardo, sapientemente coadiuvati dal Segretario Comunale e dai  Responsabile del Settore Finanziario e Personale, i quali hanno dato seguito a quanto precedentemente concordato con le OO.SS. di categoria, nei numerosi incontri che si sono succeduti.

Per la  comunità di Aragona, è un’ indimenticabile giornata, che sicuramente resterà impressa nella memoria di ognuno per diverso tempo, infatti, con la firma dei Contratti a Tempo Indeterminato, dopo quasi trent’anni, da oggi non vi saranno più ex articolisti.

Pietro Aquilino ed Enzo Iacono auspicano che al più presto tutti gli Enti della Provincia che ancora non hanno concluso tale percorso, possano farlo prima possibile.

Il coordinatore provinciale del movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello, denuncia come gravemente degradate le condizioni in cui versa la città di Agrigento, e aggiunge: “Pensare di candidare Agrigento a Capitale italiana della Cultura 2025, in un momento in cui la città è abbandonata, rassegnata e stretta nella morsa del degrado e dell’incuria, rischia di essere soltanto un clamoroso autogol. Agrigento è piegata su stessa, senza visione, incapace di offrire servizi efficienti a turisti e visitatori, che non riesce a dare risposte concrete ai cittadini, costretti tra l’altro a tollerare marciapiedi, strade, piazze e aiuole colme di erbacce e rifiuti. Di fronte ad una situazione ormai fuori controllo, e prima di pensare a qualsiasi candidatura, occorre un atto di buon senso definendo un Piano straordinario di pulizia della città. E poi: potenziamento del trasporto pubblico locale, blocchi e limitazioni alla circolazione nelle vie della movida, e più aree pedonali, per migliorare e rilanciare l’immagine di un territorio che per la sua storia e cultura millenaria meriterebbe più attenzione, più coraggio e più slancio”.

Il Tribunale di Roma ha disposto la citazione immediata a giudizio del boss di Santa Elisabetta, pluri-ergastolano, Giuseppe Fanara, 60 anni, tra i killer del maresciallo dei Carabinieri, Giuliano Guazzelli. Lui è imputato di lesioni personali gravissime e aggravate, e resistenza a Pubblico ufficiale. Nel carcere di Rebibbia a Roma, il 17 giugno del 2020, Fanara prima avrebbe minacciato di morte 7 poliziotti impegnati in un controllo della sua cella, e poi avrebbe aggredito a morsi uno dei sette staccandogli il dito mignolo della mano destra.

Ad Agrigento, a Fontanelle, è accaduto che una donna ha posizionato la figlia di 10 mesi sul seggiolino della sua automobile Suv, poi si è diretta verso lo sportello del lato guida per entrare anche lei, ma è scattata la chiusura centralizzata della vettura. Lei è stata assalita dal panico. Ha tentato di aprire, ma invano. Ha urlato. Sono sopraggiunti alcuni residenti. Hanno tentato anche loro di aprire. Inutile. Hanno telefonato ai Vigili del fuoco, prontamente intervenuti. Hanno subito risolto l’inconveniente.

Lo scorso 11 maggio la Procura di Messina, contestandogli anche l’aggravante della premeditazione, ha chiesto la condanna all’ergastolo di Antonio De Pace, 29 anni, l’infermiere calabrese che ha assassinato la 27enne fidanzata di Favara, Lorena Quaranta, studentessa universitaria in Medicina e prossima alla laurea, il 31 marzo del 2020, a Furci Siculo, in provincia di Messina. Ebbene, adesso la famiglia della vittima, parte civile in giudizio, ha avanzato una richiesta di risarcimento da 2 milioni e mezzo di euro con una provvisionale da 250mila euro. Oltre ai familiari di Lorena Quaranta, assistiti dall’avvocato Giuseppe Barba, hanno deciso di costituirsi parte civile sette associazioni a livello nazionale e locale che lottano contro la violenza sulle donne: Insieme per Marianna Manduca, Genesis, Centro Antiviolenza al tuo fianco di Roccalumena, Pink Project, Gens Nova, Cedav Messina, Una di noi Onlus ed Eva luna Onlus di Messina.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento, in via Esseneto, una coppia di quarantenni bussa alla porta di casa di una pensionata di 70 anni: “Abbiamo bisogno di un bicchiere d’acqua e zucchero. Lei sta male. Ha un calo di pressione”. L’anziana si reca in cucina, prepara il bicchiere con acqua e zucchero e lo serve alla donna. Lei beve. Lui nel frattempo rovista tra i cassetti della camera da letto e ruba gioielli e oggetti preziosi. Poi ringraziano e salutano. L’anziana entra in camera da letto e si accorge del furto. Telefona alla Polizia e sporge denuncia a carico di ignoti.

“Non si può pensare di sospendere momentaneamente o a lungo termine le attività di due reparti importanti dell’ospedale di Sciacca, come l’Ortopedia e l’Urologia, punto di riferimento per un vasto comprensorio. Oltretutto ciò accade in un momento in cui sia in città che nell’hinterland raddoppia la popolazione con l’inizio della stagione turistica. Ho parlato con il direttore sanitario dell’Asp di Agrigento e ho saputo che domani rientrerà il primario, ma è chiaro che non bastano la buona volontà e l’abnegazione al lavoro del primario ma servono altre unità per poter garantire che il servizio funzioni e che si possa riattivare l’Ortopedia. Ho ribadito che occorre urgentemente trovare una soluzione. L’ospedale di Sciacca è un DEA di primo livello e, in quanto tale, deve garantire una risposta sanitaria adeguata. Si può valutare l’ipotesi di stipulare convenzioni con altri ospedali più grandi, per esempio di Palermo, per consentire lo svolgimento dell’attività operatoria”.

Lo dichiara la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a proposito della nota con cui il responsabile dell’Area di Emergenza del nosocomio saccense ha chiesto alla Centrale Operativa del 118 di Caltanissetta di trasferire i pazienti di alcuni comuni limitrofi all’ospedale di Castelvetrano per l’impossibilità di espletare la terapia chirurgica nel reparto di Ortopedia. Sono stati sospesi anche i ricoveri nel reparto di Urologia.

Palermo, 8 giugno 2022

I giudici d’Appello della Corte dei Conti hanno condannato un dipendente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Campobello di Licata, Francesco Gioacchino La Mendola, geometra, 58 anni, per danno di immagine, allorchè arrestato, e poi condannato, per avere preteso una tangente da 3mila euro dall’impresa Omnia srl, impegnata in un appalto di nettezza urbana, sotto il ricatto che non le sarebbero state pagate delle fatture e che non avrebbe più lavorato su incarico del Comune di Campobello di Licata. In primo grado La Mendola è stato condannato a pagare il doppio della tangente, ovvero 6mila euro. Siccome però ha diviso la tangente con un collega, in Appello gli è stato applicato lo sconto fino a 3mila euro.

Ha offeso pesantemente e pubblicamente, davanti a diversi ragazzi, e ad alcuni loro genitori, l’ingegnere esaminatore della Motorizzazione civile di Agrigento, per avere bocciato il figlio diciottenne, all’esame per il conseguimento della patente di guida, costringendolo ad interrompere la seduta d’esame. L’ingegnere sessantenne s’è recato dai carabinieri della Stazione di Aragona, dove ha formalizzato la denuncia a carico di quell’uomo.

I militari dell’Arma, a conclusione di alcune indagini, hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, il padre del giovane, un medico di Aragona, cinquantasettenne. Il figlio non è infatti riuscito a passare l’esame per conseguimento della patente, e al padre proprio non è andata giù quella decisione. Così è passato alle vie di fatto, è andato in escandescenze, ed ha offeso l’esaminatore della Motorizzazione civile.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Banda del ferro”, su una serie di furti ai danni di abitazioni, aziende, capannoni e una scuola, avvenuti tra Agrigento, e Porto Empedocle. Sono stati inflitti 3 anni e 8 mesi di reclusione a Salvatore Siracusa, 55 anni, di Porto Empedocle. Non doversi procedere, in quanto il reato è prescritto, per gli empedoclini Gino Mendola, e Giuseppe Mannella, poi Eugenio, Angelo e Carmelo Nobile, di Agrigento, e Carmelo Vaccaro di Cattolica Eraclea. Ai tre Nobile, titolari di un’azienda che si occupa di auto-demolizioni, è stato contestato solo il reato di ricettazione perché avrebbero acquistato ferraglia di provenienza furtiva, e altri materiali.