Home / 2022 / Gennaio (Pagina 7)

di Filippo Cardinale

Diceva Aristotele che l’errore avviene in molti modi, mentre essere retti è possibile solo in un modo. Tra il vasto ventaglio di errori dal quale l’uomo può attingere c’è quello che riguarda la vendita all’asta del Piccolo albergo San Calogero e dell’ex Motel Agip. A sbagliare ancora, senza mostrare un limite, è la Regione tramite la Terme di Sciacca in liquidazione. A fine gennaio, infatti, scade il termine dell’ennesimo tentativo di vendere le due strutture che hanno lo scopo di aumentare la capacità alberghiera del complesso termale “da valorizzare” e che, nelle parole del presidente della Regione, Nello Musumeci, rappresenta “una grande potenzialità per l’economia turistica siciliana, che nel termalismo può trovare una fonte di attrazione e di sviluppo”. Peccato che alle parole non seguono i fatti. Peggio quando ai fatti non corrisponde la realtà che sui dimostra sconoscere.

Mentre il professore universitario, economista assai serio e noto, è impegnato in una “ricognizione completa delle condizioni dei siti termali di Acireale e Sciacca, necessaria alla definizione del Piano industriale con cui la Regione presenterà agli interlocutori gli investimenti necessari per riportare gli stabilimenti allo stato in cui si trovavano prima della loro chiusura”, il liquidatore della Terme di Sciacca Spa ha rinnovato la volontà a vendere le due strutture che hanno avuto la missione dell”hotelleria. Vendendo le due strutture è ovvio che quella “capacità alberghiera” ricercata dal Piano Industriale viene meno. Meno posti letto disponibili, meno interesse dei privati ad investire.

E’ stato lo stesso Nello Musumeci, con uno slancio di positivismo infondato a spiegare che nello “studio propedeutico al Piano industriale vanno tenuti in conto la valutazione degli immobili, le eventuali risorse disponibili per migliorare le condizioni delle strutture, ma anche la stima di fatturato quando sarà ripristinata la capacità produttiva e alberghiera, nonché il canone annuo per la Regione. La definizione del Piano consentirà di selezionare gli operatori economici che possano rilanciare questi complessi termali da troppo tempo inutilizzati”.

Insomma, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Un mare di confusione da parte della Regione. Come al solito. Per concludere, prendo in prestito il pensiero dell’imperatore Marco Aurelio, spesso sbaglia non solo chi fa, ma anche chi non fa qualche cosa. Musumeci e Armao sbagliano a non fare, dunque a non stoppare la vendita all’asta delle due strutture citate.

 

«Pnrr ultima chiamata per le aree della Sicilia centrale», Lo dichiara il segretario generale della Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna che richiama l’attenzione sullo strumento utile per dare una significativa spinta all’economia dell’entroterra siciliana. «L’entusiasmo delle istituzioni – prosegue il dirigente cislino – rischia di diventare elemento di facciata perché alle buone intenzioni devono sempre seguire i fatti che purtroppo non vedo. Sensibilità a parte di qualche amministrazione comunale, come quella di Gela che sta valutando una collaborazione con l’Università di Catania, non riscontro il febbrile lavorio di chi crede in uno strumento fondamentale per il rilancio della nostra terra, da impegnare entro il 2023. Se guardo al recente passato non posso che essere preoccupato perché i fondi strutturali 2014 – 2020 sono stati utilizzati in Sicilia solo per il 43 per cento. Abbiamo rimandato indietro più della metà delle risorse. Per fare bene non dovremo ripetere questo mezzo fallimento».

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – prosegue Emanuele Gallo – ha obiettivi ambiziosi che spaziano dalla digitalizzazione, alle rinnovabili, dalla riforma della Pubblica Amministrazione, alla semplificazione in materia di appalti. Non secondari gli investimenti per il sociale. Che si voglia o no il ventaglio delle opportunità è ampio e non approfittarne sarà il peggior servizio reso alle nostre bisognose comunità. Molte amministrazioni comunali lamentano la pochezza delle risorse economiche. Questa carenza dovrebbe però spingerle ad accelerare i processi di collaborazione con enti sovracomunali che hanno competenze in vari settori. Non ho notizie di protocolli d’intesa siglati con i consorzi universitari di Agrigento e Caltanissetta o con l’Università Kore di Enna come non mi risultano azioni che coinvolgano gli ordini professionali degli ingegneri, geometri, architetti e geologi o i sindacati che rientrano fra i soggetti attivi individuati dal Mise».

Emanuele Gallo non vede altra alternativa di successo «alla partnership pubblico-privato, fondamentale per rafforzare la fiducia tra i diversi attori, per far leva sulla capacità della pubblica amministrazione locale di collaborare con le imprese per la promozione competitiva del territorio e del suo benessere, per realizzare misure efficaci locali di sviluppo sostenibile. Per rendere efficiente il Pnrr si dive inoltre  puntare alla semplificazione della fase burocratica, considerata il freno delle progettualità, come ripetutamente evidenziato da molti sindaci. Infine non c’è progetto efficace se non condiviso con enti e soggetti che hanno strumenti e competenze per comprendere gli effetti che le scelte adottate avranno su territori molto carenti come sono i comuni dell’area Sicilia centrale. La ripresa ha bisogno di una spinta collettiva che non può prescindere dalla partecipazione e dalla consapevolezza dei cittadini, che siano soggetti pubblici, privati o imprenditori».

“Dopo il clima di confusione generato dall’ordinanza del presidente della Regione e il successivo valzer sulle lezioni in presenza o a distanza, l’Asp di Agrigento mi ha assicurato che entro venerdì prossimo 21 gennaio, inizieranno le procedure per lo screening della popolazione studentesca nei 18 comuni agrigentini in zona arancione Covid”.

A dirlo è il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro che su segnalazione dei sindaci ha chiesto ed ottenuto dall’azienda sanitaria provinciale, la campagna diagnostica che grazie ai tamponi, consenta il ritorno in classe in sicurezza degli alunni.

“Mi sono fatto portavoce dei sindaci – dice Di Caro – e anche se con un po’ di ritardo, l’Asp ha accolto favorevolmente le istanze del territorio. L’autorità sanitaria – dice ancora il parlamentare agrigentino – che fornirà tamponi e personale, è già al lavoro per l’organizzazione degli screening nei luoghi idonei indicati da ciascun Comune. Ringrazio – conclude Di Caro – il commissario Mario Zappia per la collaborazione e la solerzia”.

Ha perso il controllo dell’auto, finendo giù in un burrone a pochi metri dal corso del fiume, per poi ribaltarsi. L’incidente stradale si è verificato lungo la strada che da Porta Aurea porta a Villaseta, a poche decine di metri dalla clinica “Sant’Anna”.

Sono stati alcuni automobilisti in transito a dare l’allarme. Sul posto sono arrivate due ambulanze, e i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. I soccorritori hanno raggiunto l’auto, una Hyundai, e hanno estratto l’uomo rimasto bloccato nell’abitacolo.
Il malcapitato è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” per le cure necessarie. Non versa in pericolo di vita. Ad occuparsi dei rilievi gli agenti della squadra Infortunistica della polizia Municipale.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Paola Vetro, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di 8 persone imputate del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito di un’inchiesta sostenuta dalla Squadra Mobile. Avrebbero procurato ad immigrati clandestini documenti, biglietti di viaggio e abitazioni, fra Porto Empedocle e Lampedusa. Il prossimo 9 febbraio, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo, risponderanno presente i tunisini Nazha Achibi, 56 anni, Sadok Fathallah, 62 anni, Mohamed Ahmed Mansour, 30 anni, ed El Aid Ben Mohamed, 44 anni. E poi, tra empedoclini e lampedusani, Mario Caruana, 38 anni, Francesca Del Volgo, 41 anni, Annalisa D’Ancona, 41 anni, e Irene Cocco, 39 anni.

L’Assemblea Regionale ha approvato l’esercizio provvisorio del bilancio. Prossima seduta dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Musumeci ricuce con la maggioranza. La reazione dell’opposizione.

Come accade ormai da un decennio, la giunta regionale ha proposto l’esercizio provvisorio del bilancio perché non lo si è approvato entro il termine del 31 dicembre precedente. Il governo Musumeci lo ha esteso fino al massimo consentito, ovvero 4 mesi, al prossimo 30 aprile, e all’Assemblea Regionale è stato votato, 34 sì. Il 24 gennaio a Roma si inizia a votare per eleggere il presidente della Repubblica, e Sala d’Ercole si riunirà dopo la fumata bianca e l’elezione del capo dello Stato.

Ed è stata la scelta dei Grandi Elettori siciliani del presidente della Repubblica, che sono Gianfranco Miccichè, Nuccio Di Paola e Nello Musumeci, a scatenare il putiferio tra i palazzi d’Orleans e dei Normanni. Dopo lo sgambetto in Aula a Musumeci da parte di alcuni franchi tiratori della maggioranza, il presidente della Regione avrebbe voluto dimettersi, poi invece ha annunciato l’azzeramento della giunta che poi è stato rinviato a dopo l’approvazione dell’esercizio provvisorio, per evitare che la Sicilia fosse costretta ad essere senza bilancio e senza governo. Adesso l’esercizio provvisorio è stato approvato, e, tuttavia, nel frattempo, Musumeci, raffreddati rancore e rabbia, ha intrapreso dei colloqui con i capi partito della maggioranza, finalizzati più a ricucire i rapporti anziché a scegliere i nuovi assessori dopo l’eventuale azzeramento.

E, ancora nel frattempo, il presidente della Regione ha disertato l’Aula in occasione del voto sull’esercizio provvisorio, tanto quanto è bastato per soffiare sul fuoco dell’opposizione, che ha votato no. Ed è un no che boccia sì il bilancio provvisorio, ma che altrettanto boccia la giunta Musumeci che lo ha proposto. E il capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, conferma e spiega: “Abbiamo votato contro l’esercizio provvisorio di un governo provvisorio, che si contraddistingue per precarietà politica ed incertezza finanziaria”. Controbatte il capogruppo della Lega, Vincenzo Figuccia: “Sono contento che finalmente si sia posta la parola fine a questo lungo romanzo. Approvare l’esercizio provvisorio era un atto dovuto rispetto al quale grandi attese si erano create all’esterno del palazzo, tra tante categorie in attesa di una risposta e che non potevano continuare a subire le lungaggini di palazzo”.

Rilancia il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola: “L’approvazione dell’esercizio provvisorio va inteso come certificazione piuttosto che soluzione di tutti i mali. Il nostro voto contrario all’esercizio provvisorio, al di là del mero documento contabile, vuole esprimere il dissenso netto e la totale disapprovazione verso l’operato del governo Musumeci, che giudichiamo fallimentare. Il presidente ha perso credibilità e ha stracciato quella dei suoi assessori. Sta cercando di ricucire gli strappi andando a mendicare attenzioni da parte dei capi partito della sua presunta maggioranza. Tuttavia, non era necessario aggiungere queste scene impietose ad anni di agonia del governo, cronicamente sprovvisto di numeri in Parlamento (dove è stato quasi sempre assente), e incapace di una visione e di una programmazione per il futuro dei siciliani. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: si è navigato a vista e male, con una Regione che in 5 anni di gestione Musumeci-Armao non ha mai avuto un bilancio approvato entro il 31 dicembre, e poi una crisi pandemica gestita all’insegna dell’assoluta improvvisazione, nessun risultato concreto per dare sollievo all’emergenza economica che attanaglia la nostra terra di Sicilia e adesso persino una crisi politica, che esplode nel peggiore dei modi. L’esercizio provvisorio non modificherà le sorti nefaste di questa esperienza di governo, ormai agli sgoccioli e che speriamo non causi ulteriori, vistosi danni per i siciliani”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

993 nuovi positivi in provincia di Agrigento a fronte di 2653 tamponi processati. Quattro i morti, ad Agrigento, Calamonaci, Ribera, e Santo Stefano Quisquina. Lo riporta il bollettino di Asp.  Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, i casi di Coronavirus, in tutto l’Agrigentino, sono 36.891. In totale i guariti salgono a 21.279. Gli attuali positivi sono 15.194, di cui 15.127 in isolamento domiciliare, e 67 ricoverati in ospedale. Sono 5 le persone che si trovano in terapia intensiva, 4 all’ospedale “Parlapiano” di Ribera, e 1 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Gli altri ricoverati: 30 pazienti al presidio ospedaliero riberese, 28 all’ospedale di Agrigento, e 4 in strutture lowcare. Complessivamente 417 le vittime per il virus dall’inizio della pandemia. In totale dall’inizio della pandemia, in provincia di Agrigento, 204.083 tamponi processati.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 4.245 ( 1.992 attuali contagiati, 2.223 guariti e 30 deceduti); Alessandria della Rocca 183 (97 attuali contagiati,  85 guariti e 1 deceduto); Aragona 494 (212 attuali contagiati, 276 guariti e 6 deceduti); Bivona 164 (84 attuali contagiati, 79 guariti e 1 deceduto); Burgio 168 (35 attuali contagiati, 132 guariti e 1 deceduto); Calamonaci 147 (57 attuali contagiati, 87 guariti e 3 deceduti); Caltabellotta 296 (102 attuali contagiati, 189 guariti, e 5 deceduti); Camastra 221 (93 attuali contagiati, 123 guariti, e 5 deceduti); Cammarata 530 (283 attuali contagiati, 245 guariti e 2 deceduti); Campobello di Licata 925 (357 attuali contagiati, 551 e guariti, e 17 deceduti); Canicattì 3.914 (1.595 attuali contagiati, 2.271 guariti e 48 deceduti);  Casteltermini 579 (299 attuali contagiati, 274 guariti e 6 deceduti); Castrofilippo 386 (148 attuali contagiati, 232 guariti e 6 deceduti);  Cattolica Eraclea 359 (78 attuali contagiati, 278 guariti e 3 deceduti); Cianciana 226 (151 attuali contagiati, 70 guariti e 5 deceduti); Comitini 101 (47 attuali contagiati, e 54 guariti); Favara 3.397 (1.609 attuali contagiati, 1.762 guariti e 26 deceduti); Grotte 416 (239 attuali contagiati, 174 guariti e 3 deceduti); Joppolo Giancaxio 133 (72 attuali contagiati, 60 guariti e 1 deceduto); Licata 2.993 (1.078 attuali contagiati, 1.886 guariti, 29 deceduti); Lucca Sicula 135 (40 attuali contagiati, e 95 guariti); Menfi 687 (285 attuali contagiati, 392 guariti e 10 deceduti); Montallegro 222 ( 38 attuali contagiati, 178 guariti e 6 deceduti); Montevago 142 (29 attuali contagiati, 111 guariti e 2 deceduti); Naro 567 (215 attuali contagiati, 340 guariti e 12 deceduti); Palma di Montechiaro 2.544 (1.247 attuali contagiati, 1.272 guariti e 25 deceduti); Porto Empedocle 1.492 (670 attuali contagiati, 808 guariti, e 14 deceduti); Racalmuto 620 (307 attuali contagiati, 308 guariti e 5 deceduti); Raffadali 1.148  (454 attuali contagiati,  679 guariti, e 15 deceduti);  Ravanusa 1.067 (284 attuali contagiati, 772 guariti, 11 deceduti); Realmonte 384 (197 attuali contagiati, 184 guariti e 3 deceduti); Ribera 2.279 (401 attuali contagiati, 1.852 guariti e 26 deceduti); Sambuca di Sicilia 446 (111 attuali contagiati, 309 guariti e 26 deceduti); San Biagio Platani 204 (38 attuali contagiati, 158 guariti, e 8 deceduti); San Giovanni Gemini 576 (301 attuali contagiati, 271 guariti e 4 deceduti); Sant’Angelo Muxaro 76 (21 attuali contagiati, e 55 guariti); Santa Elisabetta 122 (40 attuali contagiati, 81 guariti e 1 deceduto); Santa Margherita Belice 543 (215 attuali contagiati, 319 guariti e 9 deceduti); Santo Stefano Quisquina 290 (212 attuali contagiati, 75 guariti e 3 deceduti); Sciacca 2.339 (1.161 attuali contagiati, 1.146 guariti e 32 deceduti); Siculiana 582 (248 attuali contagiati, 328 guariti, e 6 deceduti); Villafranca Sicula 85 (25 attuali contagiati, 59 guariti  e 1 deceduto).

Salgono a 29 i migranti attualmente positivi al Covid tra le strutture di accoglienza, e le navi quarantena.

 

Il Questore di Agrigento ha emesso un  D.A.SPO a carico di un soggetto che in occasione dell’incontro di calcio “Licata – Sancataldese” disputatosi il 12.12.2021 presso lo stadio “Dino Liotta” di Licata (Ag), nel tentativo di sottrarre la telecamera all’operatore della Polizia Scientifica, ivi in servizio, strattonava il poliziotto contro il muro sferrandogli un violento pugno in volto rendendosi dunque protagonista, nonché parte attiva, di episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica o di creare turbative per l’ordine pubblico.
Nei giorni scorsi, detto provvedimento, è stato notificato dagli uomini del Commissariato di Licata che, per i fatti sopra esposti, hanno inoltre deferito la persona all’A.G. per i reati di violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale.