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Altri 11 Comuni siciliani in “zona arancione” da venerdi’ 21 gennaio sino al 2 febbraio (compreso). Si tratta di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria, in provincia di Ragusa, e di Aragona nell’Agrigentino. Lo dispone l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, su proposta del dipartimento regionale Asoe, per contenere i contagi da Coronavirus.
Con la stessa ordinanza e’ prorogata la “zona arancione” fino a mercoledi’ 26 gennaio (compreso) nei seguenti territori: nella provincia di Caltanissetta: Caltanissetta, Gela; nella provincia di Agrigento: Canicatti‘; nella provincia di Siracusa: Solarino, Augusta, Canicattini Bagni, Avola, Priolo Gargallo, Carlentini, Noto, Francofonte, Palazzolo Acreide, Rosolini, Lentini, Melilli, Siracusa, Pachino, Floridia e Sortino Scendono cosi’ a 125 i Comuni per i quali e’ attualmente disposta la “zona arancione”.

La Procura gli contesta di avere avuto un ruolo nella presunta organizzazione che avrebbe consentito alla comunità senegalese di ottenere i documenti con fatture e documenti contraffatti. Nell’inchiesta “Illegal Stay” entra anche un avvocato del foro di Agrigento il quale avrebbe ricevuto già un avviso di garanzia.

La vicenda, come è noto, riguarda una organizzazione che consentiva agli stranieri di ottenere permessi di soggiorno illegali attraverso false documentazioni contabili e fiscali.

Wuattro le persone arrestate nell’inchiesta, di cui tre in carcere ed uno ai domiciliari. Si tratta di Nicolò Vancheri detto “Massimo”, 55 anni, titolare di uno studio contabile e di diversi noti patronati ad Agrigento; Moutaga Tierno Fall, 44 anni, e Papa “Papi” Ndyae, 67 anni entrambi senegalesi. Ai domiciliari, invece, l’imprenditore Salvatore Randisi, 34 anni di Agrigento

 

 

8.133 casi di coronavirus e un numero di ricoverati in ospedale che non aumenta più ormai da due giorni. I dati arrivano dal bollettino quotidiano del ministero della Salute, a fronte di 46.517 tamponi processati; il tasso di positività scende al 17,8% (ieri era al 20%). Negli ospedali dell’isola al momento si contano 1.556 pazienti Covid (170 in terapia intensiva), tre meno di ieri. 16 i decessi. Le guarigioni sono state 1.426, mentre il numero degli attuali positivi è di  190.802 (+6.664 rispetto a ieri).

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 2.243 casi, Catania 1.623, Messina 586, Siracusa 935, Trapani 445, Ragusa 896, Caltanissetta 590, Agrigento 632, Enna 183.

Dopo la presa di posizione del sindaco di Favara Antonio Palumbo sul fatto di non comunicare più i dati epidemiologici lo stesso è intervenuto con una intervista ai nostri microfoni per sottolineare come il tira e molla delle ordinanze nazionali e regionali complica il lavoro dei primi cittadini. A parlare anche la presidente del Consiglio Miriam Mignemi la quale, unitamente al Consiglio comunale, è pronta ad autotassarsi per comprare tamponi, mascherine e effettuare screening nelle scuole di Favara.

Le interviste

 

“Finalmente è giunto il chiarimento più volte auspicato dai sindaci siciliani nel corso delle recenti assemblee dell’ANCI Sicilia, in cui oltre 200 amministratori hanno espresso preoccupazione sulla ripresa delle lezioni a fronte di un acuirsi dei contagi da COVID 19”.

Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente dell’Associazione dei comuni dell’Isola, commentando la nuova ordinanza di Musumeci che da domani abroga l’articolo 2 dell’ordinanza del 7 gennaio scorso che concedeva ai sindaci di comuni in zona arancione la possibilità di chiudere le scuole con didattica in presenza e attivare la Dad.

“Tale difformità dalle norme nazionali  – ha concluso Orlando – ha creato preoccupazione e incertezza nei giorni scorsi tra i sindaci rispetto alla possibilità o meno di predisporre ordinanze e ha giustificato l’insistente richiesta di dati certi. Prendiamo atto che adesso ci troviamo di fronte ad una posizione uniforme tra governo regionale e governo nazionale”.

Dal prossimo anno scolastico, l’offerta formativa dell’Istituto Superiore G.B. Odierna di Palma di Montechiaro verrà ampliata con un nuovo indirizzo di studi. Infatti, all’offerta formativa dell’Istituto di Palma di Montechiaro si aggiungerà l’indirizzo “Liceo Classico” oltre a quelli già attivi (Scientifico N.O., Scientifico opzione Scienze applicate, Istituto Tecnico settore Tecnologico Informatica e telecomunicazioni, Istituto professionale, settore Servizi, Sanità e assistenza Sociale, Percorso serale IPIA Servizi Socio Sanitari.) Esprime soddisfazione il segretario del Circolo PD e componente della Direzione regionale PD Mario Castronovo: “Ogni anno circa 40 giovani palmesi decidendo di iscriversi al Liceo Classico erano obbligati a spostarsi nel Comune di Agrigento o Licata con tutti i disagi e i costi legati all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico. Necessario ed opportuno ampliare l’offerta formativa e la scelta dei giovani studenti.

Oggi, dopo diverse interlocuzioni con l’assessorato Regionale di competenza e grazie al grande lavoro portato avanti dal Dirigente scolastico Annalia Todaro finalmente l’attivazione del nuovo indirizzo sarà realtà. Mi preme ringraziare per l’interessamento e la sensibilità mostrata a riguardo l’Assessore regione Lagalla e l’on. Catanzaro.

Ha giurato questa mattina a palazzo di Città il neo assessore della giunta Barone: si tratta di Paolo Ferrara, ex sindaco di Porto Empedocle (dal 2001 al 2006) e rappresentante di Fratelli d’Italia. Sostituisce Riccardo Cognata e prende le deleghe a Sport, Impianti sportivi, Bilancio, Borgate e Urbanistica. “Questo è il primo effetto di numerosi tavoli locali e provinciali che hanno coinvolto i partiti del centrodestra – ha spiegato il sindaco Barone, durante le presentazioni – C’è bisogno di tutti. Non solo dei partiti che vorranno aderire al progetto, ma anche ai cittadini singoli o in forma associata che vogliono spendersi per la comunità. E’ un momento importante perché arriveranno ingenti somme dall’Europa e dobbiamo farci trovare pronti con progetti validi e appetibili”. Barone spiega che si ricandiderà: “Abbiamo fatto tanto in questi cinque anni. Volevo fare una brochure per illustrare il nostro operato, ma sta venendo fuori un libretto più corposo”.

Ferrara dichiara di vivere a Santa Croce da tempo, dando modo a Barone di difendere la sua scelta: “Quanti anni ci vogliono, caro Paolo, per essere definiti santacruciari?”. E replicando a una domanda di Santa Croce Web, si spinge oltre: “Non temo alcun effetto Frasca. Anche se ora è un avversario politico, quando ha lavorato per la mia Amministrazione lo ha fatto per tutti i santacrocesi. Io sono paladino della santacruciarità – sostiene il sindaco -, indosso con orgoglio questa medaglia che mi è stata assegnata da altri. La santacruciarità non si dimostra col certificato di nascita, ma nelle azioni di tutti i giorni”.

Ferrara, da par suo, vuole evitare le polemiche: “Spero di far parlare i fatti e la concretezza. Ringrazio il mio partito per non aver guardato alla mia provenienza ma alla mia esperienza, decidendo di metterla a disposizione della città. Ringrazio anche il sindaco per avermi accettato ‘senza sé e senza ma’. Io vivo a Santa Croce da quattro anni e mezzo, non dico di conoscerla benissimo ma quasi… Vengo da un comune più grande di Santa Croce e difficilissimo da amministrare, cioè Porto Empedocle”. “Ci sono molto progetti in itinere – ripete il neo assessore, riferendosi a un giro degli uffici effettuato stamattina con la collega Patrizia Mandarà – Non è vero che non s’è fatto niente. Qui si lavora anche per il futuro: il nostro non è solo un passaggio di sei mesi, ma cercheremo di programmare insieme i prossimi cinque anni”.

Guarda il video.

 

 

La Consip chiude i rubinetti d’oro. Niente più soldi alle Cooperative. Chiude anche l’esperimento “scuole belle” che ha visto un fiume di miliardi pubblici destinati alle scuole, tra manutenzioni e aule colorate a secondo dei desideri dei dirigenti scolastici. Sulla scia di pareti colorate con disegni di rondini proiettate verso il sole o sole al tramonto,rimangono i lavoratori delle Cooperative. Cooperative che nel frattempo hanno messo in sospensione tutti i lavoratori del settore,gli ex LSUA ATA. Il contratto lo prevede: niente soldi e appalti da parte di Consip? …io ti butto fuori !. Per loro,avere presentato al MISE l’elenco dei lavoratori da porre in mobilità è l’ultimo atto di questa triste storia del “bellissimo” a detta di qualche politico “Progetto scuole belle” Una scelta politica scellerata dove l’unico obbiettivo era quello di spendere centinaia di milioni di euro per rinfrescare le scuole del Paese. Scuole che nel frattempo cadono a pezzi. E’ “come caricare di trucco una bella signora ottantenne, cercando di farla apparire molto più giovane negli anni”. Il contratto tra Consip e Cooperative prevedeva questo. Gli attori di questa vertenza sono stati tanti,tra questi l ’Autorità Nazionale Anticorruzione che si occupò del caso, dopo una personale denuncia, con le conseguenze giudiziarie che tutti conosciamo. Seguirono anni di lotte e sofferenze,anni di incontri politici  a tutti  i livelli, anni di “velate “ minacce, comprese quelle all’indirizzo del sottoscritto.
La precarietà,quella che si tocca con mano, quella che vivi tutti i giorni, rimane una perfetta sconosciuta, invisibile agli occhi di chi governa questo Paese. Una precarietà fatta di contratti a termine, senza ulteriore sostegno al reddito, (vedi lavoratori addetti alla pulizia delle scuole) una precarietà travestita da procacciatori di bambini disabili (vedi gli operatori assistenti disabili nelle scuole). Ci salveremo con  il PNRR per il Sud? che prevede : Piano asili  e tempo pieno,incremento infrastrutture sociali, ed ancora: Politiche per il lavoro, inclusione e Coesione. In attesa,forse, del PNRR scenderemo ancora una volta nelle piazze per rivendicare lavoro e dignità.

Quasi 800 milioni di euro per la Sanità siciliana dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con oltre 797 milioni, la Sicilia è la terza regione per risorse destinate dopo Lombardia (1.193 milioni) e Campania (916 milioni), e prima del Lazio (681 milioni). Entro il prossimo 30 giugno bisogna firmare con il Ministero della Sanità il Cis, ovvero il Contratto inter-istituzionale di sviluppo, che conterrà una prima programmazione di spesa. Ecco come sono distribuiti i fondi:
216 milioni per 146 “Case della comunità”

16,8 milioni per “Interconnessione aziendale”

96,4 milioni per 39 ospedali di comunità, tra riconversione di attuali o nuovi

139,8 milioni per Ammodernamento del parco tecnologico e digitale

114,6 milioni per apparecchiature

201,1 milioni per nuovi progetti di sicurezza e sostenibilità degli ospedali

2.9 milioni per strumenti digitali per l’interconnessione nazionale

7,5 milioni per la formazione di 11.700 operatori sanitari.

In Commissione Territorio e Ambiente all’Assemblea Regionale, in presenza di alcuni dirigenti di Rete ferrovie Italia e TrenItalia, si è discusso dei collegamenti ferroviari agrigentini. La presidente della Commissione, Giusi Savarino, riferisce: “Abbiamo finalmente ottenuto la velocizzazione della tratta Palermo-Agrigento con un progetto per il quale sono stati stanziati 100 milioni di euro nel Pnrr, in cui sono rientrati anche i progetti relativi alle linee ferroviarie storiche, tra Agrigento bassa e Porto Empedocle, con altre fermate nella zona industriale, che servirebbero anche l’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ e Fontanelle. Confermato anche il progetto da 100 milioni di euro per la velocizzazione dell’Agrigento – Lercara Friddi con i treni moderni e non inquinanti Pop, acquistati dalla Regione Siciliana. Abbiamo inoltre sollecitato interventi per il potenziamento dei collegamenti tra Agrigento e gli aeroporti di Trapani-Birgi e Comiso, e una ricognizione interna sulla linee ferroviarie dismesse per una loro riconversione in piste ciclabili panoramiche, come per la Menfi-Agrigento”.