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“I vax uccidono. Giù le mani dai bambini”.

I no vax stavolta hanno preso di mira il centro hub vaccinale del villaggio Mosè, fra i più importanti in Sicilia e dove quotidianamente si effettuano vaccini a tantissima gente.

Caratterizzata dal simbolo W, come per dire siamo noi, la scritta è apparsa lungo il muro che costeggia il Palacongressi agrigentino. Quello di ieri è stato l’ennesimo episodio avvenuto ad Agrigento in pochi giorni.

Indagano i carabinieri.

 

Non sappiamo se tutte le testate giornalistiche del mondo abbiamo saputo della “pena esemplare” inflitta ad un pregiudicato di elevatissimo spessore che nel corso di questi ultimi anni ha messo a rischio serio la vita di tante vite umane e soprattutto quale sia stata la loro reazione.

Ci riferiamo al signor Quaranta, di Favara, noto bombarolo, imbrattatore e attentatore di posti più o meno conosciuti al mondo nei quali, l’uomo di Favara, quasi per gioco ossessivo, non esita a far saltare in aria ciò che gli si presenta dinnanzi ai propri occhi, vite umane comprese.

Nell’agrigentino ha danneggiato diverse opere, ha distrutto i vasi posizionati nel lungomare di San Leone, distrutto e abbattuto statue sacre a Favara. Ed ancora: ha compiuto un attentato alla metropolitana di Milano, un altro alla Valle dei Templi, un altro ancora nella zona adiacente il carcere Di Lorenzo di Agrigento ed infine ha cercato di distruggere la marna di Punta Bianca e Scala dei Turchi con cadenza temporale micidiale.

Insomma, un curriculum di tutto rispetto che fa di Quaranta un criminale incallito e senza pietà nei confronti della comunità. Non solo: reitera i suoi pericolosi lavori mostrando una eloquente strafottenza nei confronti delle istituzioni che già in passato lo hanno beccato.

La notizia dei giorni scorsi, l’ennesimo attentato a Scala dei Turchi, ha fatto il giro di tutto il mondo. Un eccezionale lavoro portato avanti dai Carabinieri i quali nel giro di pochissime ore hanno individuato il Quaranta che, nell’occasione ultima, si è fatto “collaborare” da un altro pregiudicato paesano, venditore di uova.

Portato dinnanzi alle Autorità competenti, il 50enne favarese, vista la sua pericolosità, vista la sua serialità, vista la poca propensione ad interessarsi della vita delle persone, ha subito una pena che, francamente, lascia quantomeno perplessi.

Un avviso orale: per tre anni non deve mettere più piede a Realmonte! Tutto qui.

Se necessariamente dobbiamo fare gli ipocriti, diciamo che tutto è andato bene. Se, al contrario, dobbiamo guardare in faccia la realtà, ci si accorge che in effetti il provvedimento del Questore agrigentino (non sappiamo se concordato con altre Istituzioni) è assai riduttivo, vista la pericolosità del soggetto.

La recrudescenza dell’attività criminale del Quaranta avrebbe imposto ben altri e  molto più duri provvedimenti; poco più di un rimprovero, come fa un genitore con il proprio figlio. “Non fare il monello, queste cose non si fanno”.

Premiamolo, allora! Si, anche una caramella a latte. Nel suo ignobile gesto lo stesso Quaranta ha avuto “l’accortezza” di non usare materiale corrosivo e indelebile che avrebbe scempiato per sempre uno dei posti più belli al mondo!

Insomma, poco meno di uno schiaffetto sulla guancia e tanto di…mi raccomando non lo fare più. Questo, più o meno, il verdetto. Un verdetto che sembra svilire lo straordinario lavoro svolto da parte dall’Arma dei Carabinieri i quali, in pochissime ore sono riusciti ad acciuffare i pregiudicato. Con tutti i rischi che regnano sovrani quando si compiono operazioni del genere.

Figurarsi per Quaranta cosa vorrà significare un avviso orale. Gli è stato detto di non andare più al mare a Scala dei Turchi per i prossimi tre anni.

Cambi lido…

L’Assemblea dei sindaci siciliani, svoltasi oggi pomeriggio in videoconferenza, per valutare l’evoluzione della pandemia sui territori ha ribadito la necessità di chiarezza sul  rapporto esistente fra la normativa nazionale e quella regionale  con riferimento alle conseguenze derivanti dalla istituzione di zone gialle, arancioni e rosse e alle condizioni giuridiche per emanare le eventuali ordinanze sindacali.

Ha inoltre ribadito la necessità di avere a disposizione, Comune per Comune, dati certi e aggiornati sul numero dei contagiati  e dei vaccinati  e sulla eventuale incidenza dei ricoveri sulle strutture sanitarie  per evitare il ripetersi dello stato di incertezza e di preoccupazione dei giorni scorsi.

“In tale incerto contesto, come amministratori   abbiamo assistito alla crescente preoccupazione da parte del mondo scolastico e dei nostri concittadini per l’incremento esponenziale dei contagi ed abbiamo evidenziato con forza  in una nota ufficiale e nel corso dell’ultima riunione della   task force sulla scuola, l’assenza dei dati sull’andamento epidemiologico  e l’inadeguatezza degli strumenti disponibili nelle  strutture scolastiche, come la mancanza di mascherine FFP2 e dei  necessari impianti di areazione nelle aule”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“La posizione assunta da numerosi amministratori che hanno deciso di emanare le ordinanze (ex art. 50 del TUEL) tenendo conto dell’aumento esponenziale dei contagi – continua Orlando – è nata dalla necessità di  scongiurare una reale condizione di pericolo che di fatto è poi stata  confermata dalle ultime ordinanze del presidente della Regione, Nello Musumeci, che hanno sottoposto a provvedimenti restrittivi anti COVID – 19  e dichiarato in zona arancione, ben 149 comuni siciliani”.

“Chiediamo – conclude il presidente Orlando – inoltre  che le altre istituzioni competenti e le autorità sanitarie   si attivino per prevenire eventuali situazioni di pericolo rilevando e soprattutto arginando,  in tempi rapidi, eventuali focolai”.

Nel corso dell’assemblea è emersa, infine,  anche la criticità relativa alla circostanza che alcune ASP, a causa dell’incremento dei contagi, non hanno più provveduto a svolgere il servizio di ritiro dei rifiuti domestici dei cittadini in quarantena. A tal proposito è stato sollecitato  il ripristino del servizio di pertinenza delle ASP che, solo in qualche caso, potrà essere svolto dal Comune, previa intesa con l’ASP.

“Condividiamo la posizione presa dai Sindaci dell’Agrigentino in quanto riteniamo corretto che gli alunni facciano lezione in dad, senza discriminazione tra chi è positivo, chi è in quarantena familiare e chi non ha complicanze dovute al contagio pandemico.
In presenza si sarebbero avute classi dimezzate con grave pregiudizio per la didattica, la formazione e la salute degli stessi alunni in quanto avrebbero potuto usufruire della dad solo i dichiarati positivi o coloro posti in quarantena solo dopo l’inizio delle attività didattiche non anche chi era stato dichiarato in tale stato durante le vacanze natalizie – decisione assurda che si legge nelle disposizioni governative.
Almeno a distanza si è ripreso il gruppo alunni.
Senza dubbio la didattica in presenza è tutta un’altra cosa sia per gli alunni che per i docenti che di sicuro lavoreranno il triplo per dare ai nostri figli una corretta formazione.
Nella scuola, ormai, da monitoraggio costante si ha una notevole percentuale di alunni tra isolamento e quarantena.  Quindi dad equivale a distanziamento e quindi a meno contatti e quindi a meno contagi.
Ora occorre pensare ad interventi a sostegno di quei genitori che, per andare a lavorare, non sanno a chi lasciare in custodia i propri figli durante le attività didattiche a distanza”.
Lo dichiara l’avv. Giuseppe Di Miceli, coordinatore di Konsumer Agrigento.

I lavoratori della Clinica Santa Lucia di Cosenza, scrivono una lettera al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto evidenziando le problematiche reali che si stanno verificando e che mettono in pericolo i posti di lavoro, dopo due anni di soprusi e di diritti negati

 

 

Signor Presidente, siamo tutti dipendenti della Santa Lucia, Casa di cura oculistica in Cosenza. Lavoriamo da anni in questa struttura e possiamo testimoniare come operi in totale trasparenza non solo nel rispetto dei pazienti ma anche dei diritti dei lavoratori, sotto tutti i profili.-
Da febbraio 2020 aspettiamo che la Regione Calabria si determini – come è suo dovere – sul rinnovo dell’accreditamento che compete alla S. Lucia, o, nelle more, sulla proroga di quello di cui è titolare sin dal 1995.-
La S. Lucia ha superato tutte le verifiche ed i controlli e le ispezioni in ordine al possesso ed alla permanenza dei requisiti; ha ottenuto il verbale positivo del cosiddetto “organismo tecnicamente accreditante” che è stato recepito in delibera dell’ASP di Cosenza in data 13.1.20 con il n. 82 e trasmessa ai competenti uffici regionali in data 15.1.20.-
La Regione Calabria – rispettando la prescrizione emanata dalla medesima Regione – avrebbe dovuto completare l’iter e definirlo con un provvedimento di accreditamento entro il 31.3.2020.-
Ciò non è avvenuto ma quello che è incredibile, ingiusto ed inaccettabile è che, a causa di questa omissione regionale da quel momento l’attività della Casa di cura è stata sospesa per la mancanza dell’accreditamento. –
Abbiamo pensato che fosse un problema burocratico di pochi giorni ma così non è stato.- Abbiamo rivolto appelli diretti ai dirigenti che si sono succeduti: Biamonte, Palumbo, Longo, Bevere, Cotticelli ed altri. Tutti – proprio tutti – ci hanno sempre detto che la S. Lucia non aveva alcun problema e che la questione doveva ritenersi risolta.-
Nessuno ha mai – proprio mai – sollevato alcun problema o segnalato alcuna criticità sotto nessun profilo.-
Eppure, a distanza di due anni siamo ancora qui a chiedere come mai non abbiamo ancora il provvedimento di accreditamento. Una situazione precaria incredibile che dura da due annie ci ha messo in stato di ansietà per il nostro futuro, oltre a costringere migliaia di pazienti calabresi, che costantemente si rivolgevano alla S. Lucia, ad andare a curarsi fuori regione.-

La Società S. Lucia per due anni si è fatta carico del problema assicurando il rispetto dei nostri diritti pur senza poter svolgere alcuna attività. Ora siamo al capolinea.- E’ questione di ore.
Se chiude la S. Lucia noi perdiamo il lavoro e le nostre famiglie la fonte della loro dignitosa sopravvivenza. –
Signor Presidente, Lei ha più volte dichiarato che questioni come questa sarebbero state risolte con immediatezza dal suo governo.-
Ora Lei è anche Commissario alla Sanità e noi Le chiediamo di intervenire presso gli uffici competenti, presso i dirigenti da Lei nominati per definire subito la procedura e consentirci di lavorare.-
Lei ha sempre detto che il lavoro è la priorità da assicurare nella nostra terra. Lavoro onesto, pulito, trasparente. Noi eravamo in questa situazione e non vorremmo perderla.-
Dipende tutto da Lei, signor Presidente. Noi non ce la facciamo più siamo pronti a forme di protesta estrema, ma confidiamo che un Suo intervento diretto ci metta in condizioni di credere ancora che le Istituzioni sono vicine ai cittadini per bene

9.292 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 49.331 tamponi processati. E’ quanto emerge dal bollettino diffuso oggi dal ministero della Salute che registra anche 11 morti che fa salire il dato dei complessivi a 7878.

L’Isola è al nono posto per contagi in Italia, con un tasso di positività 18,8%. Sul fronte ospedaliero sono 1.488 ricoverati mentre in terapia intensiva ci sono 157 persone. Gli attuali positivi sono 166.341, con un aumento pari a 6.748 casi. I guariti sono invece 2.478.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo:  Palermo 2.100 casi, Catania 2.367, Messina 725, Siracusa 1.031, Trapani 482, Ragusa 832, Caltanissetta 623, Agrigento 962, Enna 170.

I Carabinieri hanno arrestato un uomo di 39 anni, di Favara, indagato di rapina, tentata rapina, e detenzione di droga a fine di spaccio. E’ stato incastrato sia dalle attività investigative e dalla conoscenza del territorio da parte dei militari dell’Arma, sia dai video delle telecamere di sorveglianza. L’arresto in carcere è stato convalidato dal Tribunale di Agrigento. Nell’arco di 24 ore, fra venerdì 7 e sabato 8, lui ha prima tentato un colpo in una farmacia e poi ha rubato mille euro dal registratore di cassa di un’ottica, nel centro di Favara. In farmacia l’indagato è irrotto con il volto travisato da una mascherina e da un berretto, e con in mano il collo di una bottiglia rotta. Ha ripetutamente minacciato il titolare che ha però reagito, costringendolo alla fuga. Stesso abbigliamento, mascherina e berretto sono stati utilizzati, l’indomani, per rapinare l’ottica, impugnando anche una pistola. Nel corso della perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto 31 grammi di hashish, parte del quale già diviso in 6 dosi, e un bilancino di precisione.

940 casi in provincia di Agrigento nelle ultime 24 ore su 3123 tamponi processati.  I morti sono 4, a Licata,  dei morti che destano preoccupazione: altri 4 decessi, 2 a Licata, 1 a Raffadali e Sciacca. 3 ricoverati in terapia intensiva; i guariti sono 215.

In ospedale ci sono 59 persone (-9). In degenza ordinaria/subintensiva sono 49 (-6): in 27 (-3) si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 22 (-3) al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 9 (dato stabile) i pazienti in terapia intensiva ricoverati. In 6 (-1) si trovano al presidio ospedaliero riberese (dato stabile) e 3 (+1) al San Giovanni di Dio.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1642 (+152); Alessandria della Rocca: 88 (-1); Aragona: 190 (+7); Bivona: 86 (-1); Burgio: 43 (-5); Calamonaci: 68 (+3); Caltabellotta: 90 (+1); Camastra 85 (+3); Cammarata: 222 (+15); Campobello di Licata: 310 (+11); Canicattì: 1383 (+84); Casteltermini: 257 (+12); Castrofilippo: 151 (+6); Cattolica Eraclea: 71 (+2); Cianciana: 135 (+5); Comitini: 38 (+1); Favara: 1294 (+85); Grotte: 199 (+2); Joppolo Giancaxio: 58 (+1); Licata: 810 (+52); Lucca Sicula: 61 (-4); Menfi: 243 (+2); Montallegro: 42 (-2); Montevago: 19 (+3); Naro: 210 (+14); Palma di Montechiaro: 1131 (+82); Porto Empedocle: 572 (+26); Racalmuto: 330 (+17); Raffadali: 379 (+22); Ravanusa: 235 (+22); Realmonte: 146 (+15); Ribera: 486 (-36); Sambuca di Sicilia: 109 (stabile); San Biagio Platani: 38 (stabile); San Giovanni Gemini: 261 (+30); Sant’Angelo Muxaro: 16 (stabile); Santa Elisabetta: 38 (+6); Santa Margherita di Belice: 195 (+11); Santo Stefano di Quisquina: 183 (+16); Sciacca: 937 (+50); Siculiana: 215 (+10, uno è un migrante ospitato al “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 36 (+4).

Ci sono 10 migranti (+9) in quarantena sulle navi di accoglienza.

SGB Scuola ha incontrato i lavoratori del Servizio di assistenza igienico- personale per gli studenti con disabilità ed alcuni genitori di bambini disabili. Durante l’incontro, Giusy, mamma di due bambini disabili gravi, ha esposto il suo caso.  Due bambini, con la stessa patologia, due bambini che VOGLIONO andare a scuola. Due bambini seguiti in modo diverso: il primo tramite l’assistente igienico personale,l’altro tramite l’ATA. Non si capacita Giusy. E’ un fiume in piena.  Il Ministero – continua Giusy – è chiaro  sul profilo professionale del personale ATA coinvolto nei servizi di assistenza agli alunni con disabilità, specificando che ai collaboratori scolastici è affidata la cosiddetta “assistenza di base” degli alunni con disabilità, tale intendendosi l’ausilio materiale agli alunni con disabilità all’interno della scuola, nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse, nonché le attività di cura alla persona, uso dei servizi igienici e igiene personale dell’alunno con disabilità e non certamente il mio bambino – disabile grave – che tra le altre cose aveva istaurato un rapporto speciale con l’assistente igienico personale. Questa figura (Assistente all’igiene personale) è riconosciuta nella certificazione e nella diagnosi funzionale.  Il Gruppo di Lavoro operativo di cui all’articolo 15, comma 1 della Legge 104/92 così come aggiornato dalla Legge 66/2017,  completa poi  le necessità e le modalità; il Dirigente Scolastico, invece, deve farsi portavoce presso l’Ente Pubblico locale, richiedendo per tempo di fornire l’assistente specializzato all’alunno. Ed ancora: le competenze sono dei Comuni per le scuole della primaria e della secondaria di primo grado,  della Provincia per le scuole della secondaria di secondo grado (articolo 139                   del Decreto Legislativo 112/98). I Dirigenti scolastici dovranno verificare se tale assistenza possa qualificarsi di “base”, quindi, possa essere garantita ordinariamente con l’Organico dei Collaboratori scolastici a disposizione, nel caso invece sia richiesta un’assistenza igienico personale specifica per singolo alunno o per alcuni alunni, dovranno richiedere all’Ente locale di competenza la nomina  di questa figura specialistica. In tutto questo grande apparato, si sono fatti i conti senza l’Oste, un tassello importante che “regge” il “grande” apparato gestionale della disabilità, studiato e fortemente voluto dalla Regione Sicilia: Le Cooperative ! Si proprio le coop. alle quali è stato attribuito il “compito” di gestire i lavoratori i quali fungono da “procacciatori” di genitori  con bambini disabili.”tu trovi  i bambini disabili…..io ti pago” ”tu non trovi i bambini disabili…..io non ti pago”

Nel frattempo che facciamo con i bambini disabili? Che facciamo delle disposizioni  in materia di diritto allo studio, il cui all’art. 4 dispone, lo svolgimento, in relazione a tutti i gradi di istruzione e ai percorsi di istruzione e formazione professionale, dei servizi per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità fisica, intellettiva o sensoriale, tramite il coinvolgimento degli enti preposti? . Che facciamo con i  servizi di assistenza specialistica previsti dalla legge n. 104/92 e di assistenza igienico- personale, così come previsto dalla legge regionale 5 novembre 2004 n. 15 e dall’articolo 6 della legge regionale 5 dicembre 2016 n. 24 e successive modifiche ed integrazioni ? Ai sordi che non vogliono sentire,faremo ascoltare,nelle piazze, la disperazione delle mamme siciliane e dei lavoratori assistenti igienico personale disoccupati. Non possiamo più tollerare una politica siciliana incapace  di erogare  servizi sociali efficienti, al pari della Repubblica Centrafricana.

 Convocata dal presidente facente funzione, Giangaspare Di Fazio in qualità di consigliere più anziano, la commissione ha eletto, all’interno dei suoi componenti, le figure del Presidente e del Vice.
Con votazioni separate sono stati eletti il consigliere di maggioranza Marcello Cipollina (7 voti favorevoli e 2 astenuti) lista “CORBO SINDACO” mentre alla vice presidenza è stato proposto e votato il consigliere di minoranza, lista “SOPRATTUTTO CANICATTI”, l’uscente assessore alla Cultura e P.I., Angelo Cuva che ha ottenuto 7 voti favorevoli e 2 astenuti.
Gli altri membri della I commissione, le cui competenze sono afferenti gli affari generali e istituzionali – bilancio, finanze e politiche finanziarie – programmazione economica/finanziaria – – patrimonio comunale, sono i consiglieri di minoranza Cilia Gianluca (Lista “ONDA”), Giangaspare Di Fazio (Lista “SOPRATTUTTO CANICATTI”’), Liliana Marchese Ragona (Lista “FRATELLI D’ITALIA”) e quelli di maggioranza Rossella Ferraro, Anna Muratore, Massimo Muratore (Lista “CORBO SINDACO”) e Giuseppe Lo Giudice (Lista “FACCIAMO SQUADRA”).
Al Presidente Cipollina e al vice Cuva, nonché ai componenti della I commissione vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutto il Consiglio e dell’Amministrazione comunale.
Nel suo discorso di insediamento, Cipollina, di cui sono note le competenze professionali in campo finanziario, si è detto onorato dell’incarico ricevuto, ha dichiarato che si impegnerà ad espletare il mandato ricevuto con serietà, dedizione, imparzialità e ha chiesto la fattiva e propositiva collaborazione di tutte le forze politiche per il bene e nell’interesse dell’intera comunità.