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“I numeri in questo momento sono esagerati, abbiamo avuto anche 1.800 casi al giorno, di questi solo l’1 per cento sono ricoverati, ma i numeri vanno letti e interpretati per quello che sono nella loro essenza. Non vi preoccupati di tutti questi positivi, perché dal punto di vista sanitario impattano di meno dell’anno scorso sugli ospedali. Dimostrano solamente che il virus circola ormai tra noi, su 15.800 tamponi effettuati nell’ultima settimana, sono 7.897 i positivi riscontrati”. Lo dice nel consueto punto settimanale il commissario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia. Significativi sono però i numeri che riguardano le vaccinazioni: sempre dal 6 al 12 gennaio sono oltre 36mila le dosi somministrate in provincia di Agrigento, con ben 5.743 prime dosi, 3.103 seconde dosi, e ben 27.700 terze dosi. Uno sforzo importante per le strutture territoriali vaccinali.

A Licata lunedì prossimo, 17 gennaio, saranno demoliti altri immobili abusivi. Si tratta di 12 immobili, tra cui 5 sui quali incombe una sentenza penale di condanna perché costruiti entro la fascia di non edificabilità assoluta rispetto al mare. Le demolizioni sono coordinate dal Dipartimento lavori pubblici del Comune di Licata, e sono frutto di un apposito protocollo sottoscritto con la Procura di Agrigento.

A Palermo la Digos ha arrestato una infermiera in servizio nell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo. E’ indagata di falso ideologico e peculato. Durante un turno di servizio avrebbe finto di somministrare il vaccino anti-covid a due coniugi no vax. Si tratta di Giorgia Camarda, 58 anni, e lavora come infermiera anche nel Reparto malattie infettive dell’ospedale “Civico” a Palermo. Secondo gli investigatori, oltre a fingere di vaccinare la coppia no vax, adesso indagata per concorso in falso e peculato, avrebbe finto di avere ricevuto la dose booster del vaccino grazie alla complicità della collega già arrestata a dicembre, Anna Maria Lo Brano. La Lo Brano, in cambio di denaro, avrebbe finto di vaccinare 11 persone. Il sistema usato dalla Camarda è lo stesso della collega: versava la dose vaccinale in un quadrato di garza e simulava l’iniezione. Le indagini della Digos proseguono.

A Caltanissetta nell’aula bunker del carcere Malaspina, è iniziata la requisitoria al processo sul cosiddetto “Sistema Montante”, innanzi alla Corte d’Appello, con rito abbreviato, a carico dell’ex leader di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, e altri quattro imputati. Il sostituto procuratore generale, Giuseppe Lombardo, ha discusso la posizione del questore Andrea Grassi, e ha chiesto la conferma della sentenza di condanna, 1 anno e 4 mesi di reclusione, emessa in primo grado dal giudice per le udienze preliminari, Graziella Luparello, ma con la concessione delle attenuanti generiche, negate in primo grado. Imputati nel processo, oltre ad Andrea Grassi e Antonello Montante, già condannato dal Tribunale a 14 anni per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, vi sono il colonnello Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta, condannato a 3 anni, il sostituto commissario Marco De Angelis, 4 anni, e il capo della security di Confindustria Diego Di Simone, 6 anni. Sono imputati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, favoreggiamento, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A termine di apposite indagini del personale della Divisione Anticrimine della Questura di Agrigento, il questore, Rosa Maria Iraci, ha firmato il Foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno, per tre anni, a Realmonte, a carico dei due favaresi, Antonio Quaranta, 49 anni, e Francesco Geraci, 47 anni, già denunciati a piede libero per il danneggiamento vandalico della Scala dei Turchi. A loro carico è stato imposto anche il provvedimento di “avviso orale”, di competenza del Questore di Agrigento, perchè “soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica”. Rispondono del reato di danneggiamento di bene avente valore paesaggistico.

“Le leggi sono chiare e valgono anche in Sicilia: in piena pandemia da Covid-19 i lavoratori fragili devono tornare subito in smart working; principio ribadito dalla direttiva firmata ieri dall’assessore regionale alla Funzione pubblica Marco Zambuto che lo prevede anche per chi è entrato in contatto con positivi o ha figli che seguono la didattica a distanza. Adesso non ci sono più alibi: gli uffici concedano il lavoro agile”.

Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del sindacato Siad-Csa-Cisal, che ieri hanno inviato una nota a tutti i Dirigenti generali della Regione Siciliana.

“La nuova ondata pandemica ha posto in zona arancione quasi il 40% dei comuni siciliani e non c’è più tempo da perdere – continuano
Badagliacca e Lo Curto – Bisogna limitare i focolai negli uffici pubblici dove i contagi sono ormai all’ordine del giorno, provocando disservizi e mettendo a rischio la salute pubblica. Per questo siamo pronti a continuare a sostenere i lavoratori fragili che, vedendo ledere i propri diritti, si rivolgeranno alle autorità competenti”.

“Informazioni sulle criticità inerenti le prenotazioni, l’assistenza medica e le visite diagnostiche in favore dei detenuti presso la “Casa Circondariale di Agrigento”. Questo è il testo dell’interrogazione parlamentare urgente di cui è primo firmatario il deputato regionale Giovanni Di Caro e rivolta al governatore della Regione e all’assessore per la Salute.

Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’Ars, pone l’accento sulle diverse problematiche che ruotano attorno alla casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo”, che nel 2021 ha registrato ben 153 atti di autolesionismo e 14 tentativi di suicidio fra la popolazione detentiva.

“Il presidio sanitario del carcere – precisa Giovanni Di Caro – può contare sul servizio di un medico di guardia h24 e di un dirigente medico, personale quest’ultimo che è oberato dal lavoro. Dall’insorgere della pandemia Covid – aggiunge il parlamentare agrigentino – il diritto alla salute dei detenuti deve fare i conti anche con le lungaggini nelle prenotazioni di esami diagnostici e nella programmazione di interventi chirurgici”.

Ricordando che i detenuti, per Legge, possono anche chiedere di essere assistiti a proprie spese da medici di fiducia, Di Caro sprona i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento a migliorare i servizi sanitari offerti alla popolazione carceraria e chiede al governo della Regione quali sono le azioni necessarie per ottimizzare le prestazioni e garantire il diritto alla Salute ai detenuti.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 16 gennaio ad Aragona nel presso la chiesa San Francesco, e a Grotte presso il bar belvedere.

Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

“Turismo etico, responsabile e sostenibile, le prospettive della Sicilia, le sfide del Pnrr” è il tema del webinar che si svolgerà il prossimo 17 gennaio alle 15,30 su piattaforma Zoom, promosso da Legacoop Sicilia e Legacoop Sicilia occidentale.

L’incontro online sarà l’occasione per approfondire le tematiche del turismo etico e responsabile e di come questo, in un ottica di ripresa e rilancio dell’economia siciliana, può rappresentare un’occasione per la rivitalizzazione dei borghi, dei piccoli comuni e
del territorio rurale siciliano. Nel corso del webinar interverranno operatori turistici, cooperatrici e cooperatori che racconteranno le proprie esperienze, sindaci e amministratori locali.

L’incontro sarà moderato da Domenico Pistone, con l’intervento di Giovanna Barni, presidente nazionale di Culturmedia e le conclusioni del presidente di Legacoop Sicilia, Filippo Parrino.

Per partecipare è necessario inviare richiesta a segreteriaregionale@legacoopsicilia.it.

Con ricorso presentato dinanzi al TAR Palermo, il sig. Ignazio Cirasella, proprietario di taluni terreni occupati dal Comune di Cattolica Eraclea nell’ambito di due procedure espropriative avviate nel lontano 1993 e finalizzate alla realizzazione di edilizia popolare, aveva impugnato, con il patrocinio dell’Avv. Gaetano Caponnetto, i provvedimenti adottati dall’Amministrazione Comunale nell’ambito delle suddette procedure per talune presunte illegittimità, chiedendo altresì la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno subìto.
Costituitosi in giudizio con il patrocinio dell’Avv. Pietro Bisconti, il Comune di Cattolica Eraclea eccepiva l’irricevibilità, l’inammissibilità e chiedeva, comunque, nel merito, il rigetto del ricorso promosso dal sig. Cirasella.
Intervenivano nel suddetto giudizio, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, anche i sig.ri Angela Miceli e Giuseppe Vizzi, ex soci della “Cooperativa Le Foyer” illo tempore incaricata dell’espropriazione, eccependo l’inammissibilità del ricorso sia perché proposto oltre i termini decadenziali, ossia oltre i 5 anni dalla conclusione della procedura espropriativa ritenuta illegittima, sia perché il ricorso non era stato notificato agli ex soci della Cooperativa quali effettivi soggetti controinteressati considerato che la cooperativa, citata invece a giudizio, era stata sciolta già prima della proposizione del ricorso.
Inoltre, l’avv. Girolamo Rubino contestava la mancata impugnazione del decreto finale di esproprio con conseguente inammissibilità del ricorso anche sotto tale ulteriore profilo.
Il T.A.R. Palermo, accogliendo integralmente le eccezioni sollevate dal Comune e dagli intervenienti ad opponendum, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal sig. Cirasella.
In particolare, il Collegio ha ritenuto fondata l’eccezione di prescrizione dell’azione e la mancata notifica del ricorso agli ex soci della cooperativa sollevate dall’Avv. Girolamo Rubino, avendo il ricorrente proposto ricorso al TAR solo nel 2016, a fronte di provvedimenti adottati tra il 1993 e il 1996, e senza averlo validamente notificato.
Con la medesima pronuncia, inoltre, il T.A.R. ha condannato il ricorrente, assistito in giudizio dall’Avvocato Gaetano Caponnetto, al pagamento delle spese di lite liquidate in euro 1000,00 in favore del Comune di Cattolica Eraclea, difeso dall’Avv. Pietro Bisconti, e in ulteriori euro 1000,00 in favore degli ex soci della cooperativa originariamente incaricata degli interventi espropriativi, difesi dall’Avv. Girolamo Rubino, oltre accessori così come previsto per legge.