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A Palermo i Carabinieri della stazione di Brancaccio hanno arrestato marito e moglie perchè, in una stanza della loro abitazione, hanno allestito una piantagione di marijuana con oltre 70 piante di 60 centimetri di altezza. E’ stata scoperta dai militari grazie anche ai cani antidroga del nucleo di Villagrazia. E’ dotata di condizionatori, lampade alogene, fertilizzanti, in uno spazio della casa facilmente accessibile sia ai coniugi che ai loro figli minori. L’impianto è stato alimentato, come accertato dai tecnici dell’Enel, con un allaccio abusivo alla rete elettrica. L’arresto della coppia è stato convalidato dal gip del Tribunale di Palermo. Le piante sono state campionate e saranno analizzate dal Laboratorio analisi stupefacenti del Comando provinciale Carabinieri di Palermo.

La Dia, la Direzione investigativa antimafia, ha eseguito in provincia di Messina un decreto emesso dalla Corte d’Appello di confisca di beni per circa 7 milioni di euro a carico di un imprenditore nel settore della commercializzazione di pellame, ritenuto socialmente pericoloso a seguito di pregressi giudiziari per truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abusivismo finanziario e usura. L’imprenditore è anche sospettato di essere contiguo ad ambienti mafiosi locali. La misura eseguita è un provvedimento di secondo grado che segue quelli di sequestro e di confisca emessi dal Tribunale di Messina già nel corso del 2020. Nel dettaglio sono stati confiscati la quota pari al 50% di una società, la quota pari al 20% del Fondo Consortile di un Consorzio, 17 unità immobiliari tra fabbricati e terreni, 20 mezzi personali e aziendali, e vari rapporti finanziari.

“Il reparto di Neuroriabilitazione dell’ospedale di Ribera non sarà trasferito all’ospedale di Sciacca per recuperare posti letto Covid. Lo ha assicurato oggi, nel corso di un’audizione in commissione Salute, l’assessore Ruggero Razza, che ringrazio per aver assunto ufficialmente questo impegno che garantisce la continuità dei servizi offerti dall’Istituto Maugeri nel presidio ospedaliero di Ribera per la riabilitazione neuromotoria”. Lo scrive in una nota la presidente della sesta commissione dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’audizione alla quale ha partecipato anche il sindaco di Ribera, Matteo Ruvolo.

La Procura della Repubblica di Gela, coordinata da Fernando Asaro, ha disposto accertamenti sulle cause e le modalità di un incendio divampato nella Raffineria Eni a Gela. Le indagini sono state delegate alla Capitaneria. Le fiamme hanno coinvolto gli impianti di distillazione dell’Isola 8, forse dopo l’esplosione di un forno. A seguito dell’incendio è scattato il piano di emergenza generale. Il boato è stato avvertito distintamente in tutta l’area industriale. L’esplosione e il successivo incendio hanno provocato un fuggi fuggi da parte degli operai, anche dell’indotto. Dunque sono in corso accertamenti tecnici per risalire alle cause dell’esplosione.

Ieri presso l’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale è stato stipulato un Protocollo d’Intesa tra l’Assessorato stesso nella persona dell’Assessore On. Prof. Roberto Lagalla, e l’Associazione Obiettivo Infanzia, promotrice della realizzazione del Planetario di Agrigento sito in Contrada Borsellino (Strada Statale 118 Agrigento-Raffadali), rappresentata dal Presidente Antonino Rampello.

Il Planetario di Agrigento è un museo astronomico all’interno del quale si trova una cupola di 6 metri di diametro con una capienza di 50 posti a sedere ed è arricchito da percorsi espositivi e museali idonei a soddisfare la curiosità e le esigenze educative di alunni di scuole di ogni ordine e grado; è dotato di una sala conferenze dove si svolgono lezioni astronomiche curate da personale qualificato (astronomi e ingegnere aerospaziale), spazi ludoteca per le attività dei più piccoli e di un’area ristoro predisposta per l’accoglienza di scolaresche in visita d’istruzione.

Esso effettua un servizio di informazione-formazione anche presso le scuole che lo richiedano antecedentemente alla visita guidata effettuando insieme agli insegnanti la scelta del percorso formativo ad hoc da effettuare in loco in base ai specifici programmi scolastici delle classi che effettueranno la visita d’istruzione; inoltre contribuisce alla generazione di benessere anche tramite l’apporto diretto ed indiretto di conoscenze, competenze, know how, capaci di supportare lo sviluppo culturale nel campo delle scienze e dell’astronomia, offrendo opportunità di crescita e di formazione per i giovani che intendano intraprendere percorsi formativi ed istruttivi, oltre ad uno stimolo alla curiosità ed all’orientamento curriculare futuro per le nuove generazioni.

L’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale, riconoscendo l’importanza delle attività sopra esposte, in particolare quale stimolo ad una sempre più diffusa cultura astronomica e la rilevanza socio-culturale dei fenomeni che le stesse mirano a perseguire condivide l’operato dell’Associazione Obiettivo Infanzia e il progetto dalla stessa prospettato.

Alla luce di quanto sopra, si è ritenuto di stabilire una forma di collaborazione attraverso la sigla di un accordo che promuova e permetta di condurre, negli Istituti scolastici della Sicilia, campagne informative, divulgative e formative sui temi sopra indicati.

Nell’ambito del presente accordo di collaborazione, il Planetario di Agrigento mette a disposizione il materiale informativo e divulgativo ad uso delle scuole; sono previsti incontri informativi con docenti ed educatori scolastici che comprendono la presentazione del Planetario e della sua offerta formativa ed infine garantisce un ingresso al Planetario con tutti i servizi connessi, le lezioni e le proiezioni ad un prezzo ridotto per gli studenti delle Istituzioni scolastiche che ne facciano richiesta.

In meno di due settimane dalla data in cui è stato autorizzato ad intervenire, l’Ufficio del Genio Civile è riuscito ad approntare una perizia di pronto intervento, ad appaltare i lavori in regime di somma urgenza ed a rimuovere i massi, che si erano staccati dal costone roccioso a monte della strada, minacciando la sicurezza degli automobilisti in transito sulla SS118.

“Grazie alla competenza ed all’impegno dei funzionari incaricati e grazie all’operatività dell’impresa esecutrice dei lavori, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola,  siamo riusciti ad eseguire tempestivamente la prima fase dei lavori di messa in sicurezza del versante, procedendo all’immediato  disgaggio ed alla rimozione dei grossi massi calcarei in equilibrio precario, che rischiavano, come già peraltro accaduto a dicembre, di rotolare velocemente a valle, invadendo la sede stradale e rappresentando dunque un grave pericolo per la pubblica incolumità. Vista la natura del costone calcareo a monte della SS118, che si presenta fratturato, sarà necessaria anche la collocazione di una rete paramassi, al fine di scongiurare il rischio che, in futuro, il tratto della strada statale in cui stiamo intervenendo possa essere raggiunta da altri blocchi calcarei, che dovessero staccarsi dallo stesso costone calcareo”.

L’esecuzione dei lavori della prima fase, già dalla serata di oggi 12 gennaio, consentirà all’Anas di riaprire al traffico l’importante arteria statale di collegamento tra i Comuni dell’entroterra agrigentino ed il Capoluogo di Provincia, sebbene si tratti al momento di un’apertura a senso unico alternato, lungo la corsia sinistra della statale, procedendo da Agrigento verso Raffadali.  La corsia destra continuerà infatti a rimanere chiusa al traffico per consentire, l’esecuzione dei lavori della seconda fase, consistenti nella realizzazione di una barriera paramassi tirantata, con fondazioni su pali; barriera che sarà dimensionata in funzione delle caratteristiche geotecniche dei terreni di fondazione ed in relazione alla consistenza ed alla velocità stimata di eventuali ulteriori massi che dovessero, in futuro, staccarsi dal costone calcareo sovrastante, caratterizzato da una serie di fratture.

Oggi i lavori proseguiranno con la rimozione dei massi rotolati sulla sede stradale durante i lavori di disgaggio mentre, nei  prossimi giorni, saranno eseguiti i sondaggi geognostici e le prove geotecniche, al fine di ricavare le caratteristiche dei terreni di fondazione e di procedere, di conseguenza, al dimensionamento della rete paramassi, dei tiranti e dei pali di fondazione.

“Se le condizioni climatiche ce lo consentiranno, conclude La Mendola, completeremo i lavori entro un mese, assicurando, già a metà febbraio, la riapertura in sicurezza della SS118, in ambedue le corsie”.

“Nonostante la contrarietà del Comune di Montallegro, il governo Musumeci potrebbe autorizzare la realizzazione, nel piccolo centro agrigentino, di un impianto di biogas che potrebbe sorgere in prossimità del centro abitato”.

Così il parlamentare regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro spiega il paradossale braccio di ferro che a Montallegro vede contrapposti la Regione e il Comune.

“Il progetto – continua Di Caro – è datato 2017 ed è stato avanzato dalla ditta Catanzaro che è anche la titolare della discarica di Siculiana. L’impianto che dovrebbe trasformare in gas i fiuti godrebbe dei pareri autorizzativi che però – aggiunge il parlamentare agrigentino – sono stati rimessi in discussione dal Comune che punta l’indice sui potenziali rischi per la popolazione.

La parola dunque – scrive ancora Di Caro – passa alla Regione che però non può non tenere conto della volontà dei sindaci, per questo motivo ho richiesto un’audizione urgente in commissione parlamentare Territorio e Ambiente alla presenza dell’assessore dell’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, del dirigente generale del dipartimento Acque e Rifiuti, dell’assessore Territorio e Ambiente, del dirigente generale del dipartimento Urbanistica e infine del sindaco di Montallegro.

La giunta – ribadisce il deputato regionale – non può decidere di superare il parere del Comune dando un via libera d’imperio al progetto. Il caso rischia di diventare un precedente molto pericoloso. La giunta regionale – conclude Giovanni Di Caro – potrà anche approvare i progetti per i due termo valorizzatori che il governo intende realizzare per smaltire la parte indifferenziata dei rifiuti, in barba all’eventuale dissenso dei territori”.

Il CEFPAS, che ospita il primo hub vaccinale di Caltanissetta, partecipa a “Influ Day”, la giornata promossa dall’Assessorato regionale della Salute e dal Dipartimento regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), che si svolgerà il 14 gennaio, per promuovere i valori della salute e della prevenzione vaccinale antinfluenzale tra la popolazione.

La campagna antinfluenzale di sensibilizzazione è realizzata in sinergia con le nove Aziende sanitarie provinciali e si pone l’obiettivo di incrementare le somministrazioni di vaccino contro il virus stagionale, in particolare per proteggersi dalle infezioni da pneumococco e da altre patologie virali. Grazie alla campagna di comunicazione “Influ Day”, la Sicilia punta a confermare il trend degli anni scorsi che ha visto un aumento delle persone vaccinate contro l’influenza, contribuendo a garantire una copertura soprattutto nei soggetti fragili, nella popolazione anziana e tra coloro i quali soffrono di gravi patologie.

“L’Influ Day in Sicilia rientra tra gli obiettivi di salute che il CEFPAS si pone nella sua strategia di supporto alle politiche sanitarie regionali – dice Roberto Sanfilippodirettore generale del CEFPAS -. La presenza dell’hub vaccinale per il Covid-19 ospitato al Centro è la conferma dell’impegno orientato a favorire i corretti stili di vita con ogni strumento di prevenzione. Vaccinarsi contro il virus stagionale significa ridurre ogni complicanza derivante dall’influenza sulle persone, salvaguarda la collettività e contribuisce ad alleggerire la pressione che in questo momento di emergenza, con grandi sforzi, stanno attraversando tutti gli operatori e le strutture del Servizio sanitario nella prevenzione e nelle cure dei pazienti affetti dal coronavirus”.

E’ stato attivato il fondo per il rimborso delle spese legali degli assolti nel processo penale. Con decreto del ministero della Giustizia, di concerto con il ministero dell’Economia, sono stati definiti criteri e modalità di erogazione dei rimborsi previsti dalla legge di bilancio per il 2021. Si tratta di una misura che introduce nel processo penale un principio di equità, prevedendo che a favore dell’imputato assolto, a decorrere dal 2021, con sentenza divenuta irrevocabile perché il fatto non sussiste, perché non ha commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato, sarà riconosciuta una somma di denaro per le spese legali che ha dovuto sostenere dovendo fronteggiare accuse rivelatesi infondate.

La piena intesa c’è: «Un Polo per la ricerca e l’innovazione con le università siciliane per poter utilizzare al meglio le risorse comunitarie e offrire nuove opportunità di lavoro ai neolaureati».
Ad annunciarlo è il presidente della Regione Nello Musumeci, che nel pomeriggio ha incontrato a Palazzo Orléans i rettori dei quattro Atenei dell’Isola: Palermo (Massimo Midiri), Catania (Francesco Priolo), Messina (Salvatore Cuzzocrea) ed Enna (Giovanni Puglisi), con i quali è stato sottoscritto un apposito protocollo d’intesa. All’incontro erano presenti anche gli assessori regionali all’Istruzione, Roberto Lagalla, alle Attività produttive, Mimmo Turano, e all’Energia, Daniela Baglieri.
 
«Un momento di confronto – evidenzia Musumeci – per definire un percorso comune, alla luce soprattutto della molteplicità di risorse che saranno disponibili a breve per l’Isola. Regione e Atenei, infatti, siamo chiamati ad affrontare insieme, nei prossimi mesi, sfide vecchie e nuove: dall’energia rinnovabile alla sismicità, dalla desertificazione al cambiamento climatico, dal digitale all’idrogeno, solo per fare alcuni esempi. Ecco perché con i quattro rettori firmiamo un Protocollo d’intesa per la creazione di un Tavolo partenariale da attivare fin da subito. Servirà ad una strategia comune per le procedure di candidatura nell’ambito delle risorse del Pnrr e per ogni altro settore di intervento in seno al nuovo ciclo di programmazione dei Fondi delle politiche di coesione».
 
Il “Coordinamento della ricerca in Sicilia”, così come verrà chiamato, intende promuovere «una forma di collaborazione stabile e organizzata fra i diversi attori della ricerca e innovazione operanti in Sicilia». Si punta insomma alla «costituzione di un coeso e armonico sistema regionale della ricerca e dell’innovazione, attraverso la creazione di alleanze e la definizione di rapporti di collaborazione e cooperazione interregionali, nazionali e internazionali a supporto delle progettualità delle università siciliane».
 Gli ambiti interessati dall’accordo riguardano, tra gli altri: la doppia transizione green & digital; la valorizzazione delle tecnologie chiave abilitanti (Kets); la collaborazione su progetti di produzione di idrogeno low-carbon, la diffusione dell’idrogeno pulito negli usi industriali; la promozione di iniziative e progetti di ricerca e sviluppo per accelerare la transizione verso forme di produzione a minore impatto energetico e ambientale; l’attivazione di interventi di ricerca di base e applicata nei settori propri delle aree di sviluppo strategico della Regione (agroalimentare, digitale, scienza della vita, beni culturali, energia, turismo, economia del mare, etc.).
Da tutti i rettori è stata condivisa la proposta del governo regionale di avviare l’iter per la costituzione di un’Agenzia regionale della ricerca. «In questi quattro anni la politica della Regione verso le Università è stata costante e molto attenta – ha sottolineato il presidente della Conferenza dei rettori delle Università siciliane, Giovanni Puglisi – Concordo con l’importanza di un’Agenzia regionale che parta dagli Atenei e raccolga tutti gli enti pubblici e privati che si occupano di ricerca. Il sistema universitario è pronto a fare la sua parte».
Fondamentale la necessità di fare sistema per utilizzare al meglio le risorse messe in campo dal Pnrr. «È un’occasione unica per ridurre il gap infrastrutturale che ancora esiste tra Nord e Sud» ha osservato Priolo. «Questo protocollo d’intesa è un atto di riconoscimento del ruolo svolto dalle Università siciliane nel campo dell’innovazione e della ricerca» ha aggiunto Cuzzocrea. Per Midiri «le risorse ci sono, bisogna saperle spendere bene. Noi dobbiamo investire per fare in modo che l’Università sia l’anticamera del lavoro per i nostri studenti».