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A Marina di Palma di Montechiaro una bottiglia contenente liquido infiammabile è stata lanciata nottetempo contro l’abitazione di un uomo di 55 anni. La molotov è esplosa contro il prospetto della villetta e poi si è incendiata in giardino. Le fiamme non sono divampate estinguendosi. Il 55enne, in casa con la famiglia, ha telefonato alla Polizia. Indagini sono in corso da parte degli agenti giunti subito sul posto.

A carico dell’ex sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, già condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”, è stata applicata la misura preventiva della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di residenza per la durata di 1 anno e 3 mesi. Sabella, che è stato anche interdetto dai pubblici uffici, risarcirà le persone offese che sono state riconosciute come parte civile. L’ex sindaco avrebbe stretto un patto di scambio di favori, in particolare appalti, con il presunto boss del paese, Giuseppe Nugara, che avrebbe poi favorito la sua elezione.

La Sicilia, e i suoi capoluoghi di provincia, al vertice della classifica nazionale per costo della tassa sui rifiuti a carico dei cittadini. Il report di CittadinanzAttiva.

In Italia la tassa sui rifiuti media a carico di una famiglia è di 312 euro all’anno. In Sicilia, dove la nettezza urbana è assurta a modello europeo di efficienza, la tassa sui rifiuti media pesa a carico di una famiglia 386 euro all’anno. A Catania, addirittura, schizza a 504 euro, primato nazionale. Così è secondo l’Osservatorio dei prezzi e delle tariffe di CittadinanzAttiva. La regione con la spesa media più bassa è il Veneto, 232 euro. La Campania è prima, maglia nera, con 416 euro, poi Liguria 407, e poi, terza in Italia, è la Sicilia, con 386 euro. In Lombardia invece pagano 246 euro. Marche e Molise 243 e 242 euro. In Friuli Venezia Giulia sborsano 238 euro all’anno. Ancora in Sicilia – dove soprattutto dalla Svizzera giungono in missione conoscitiva per apprendere come si garantisca un livello così elevato della qualità del servizio di nettezza urbana – dopo la prima in classifica, Catania, con 504 euro nel 2021 come nel 2020, la seconda, che si laurea vice campione regionale per costo della Tari, è Agrigento, con 428 euro all’anno nel 2021, e sono stati 425 nel 2020. Olè. Poi terza è Messina, 422 euro nel 2021 come nel 2020. Quarta è Siracusa, 418 euro nel 2021 e 442 euro nel 2020. Quinta è Trapani con 417 nel 2021 e 424 nel 2020. Sesta è Ragusa, 405 euro nel 2021 come nel 2020. Settima è Caltanissetta con 319 euro nel 2021 e 288 nel 2020. Ottava è Palermo, con 309 euro nel 2021 come nel 2020. Nona, ultima ma più virtuosa, Enna, con 254 euro pagati mediamente all’anno nel 2021, e sono stati 280 nel 2020. La città in Italia con la Tari meno costosa è Potenza, capoluogo della Basilicata: 131 euro nel 2021, ed è stata 121 euro nel 2020. L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia è relativa ad una famiglia tipo composta da 3 persone e con una casa di proprietà di 100 metri quadri. E in riferimento alla raccolta differenziata, la Sicilia sprofonda sotto la media nazionale: nel 2019 è stato raggiunto il 38,5% di rifiuti differenziati rispetto al 61,3% del resto d’Italia. E sul caso di Catania interviene il sindaco Pogliese, che replica: “Questo primato negativo purtroppo da diversi anni è una costante della nostra città. Sappiamo degli errori che hanno segnato il passato, la mala gestione di uno dei settori strategici, oltre ai gravi reati consumati da funzionari e dirigenti comunali compiacenti. Dopo tre anni di tentativi e gare d’appalto ripetutamente andate deserte, siamo riusciti a fare partire, lo scorso primo novembre, la nuova modalità di raccolta differenziata porta a porta già in oltre due terzi della città. Abbiamo invertito la rotta e gradualmente, con la collaborazione dei cittadini, allargheremo a tutta la città il servizio di raccolta porta a porta, indispensabile per raggiungere l’obiettivo di diminuire il conferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica ancora troppo alto e tra le cause principali dell’alto valore della Tari. Solo negli ultimi venti giorni, la nostra polizia municipale ha elevato circa 500 multe a carico soprattutto di residenti di altri Comuni che utilizzano Catania come discarica”.

(Angelo Ruoppolo – Teleacras)

di Danila Bonsangue

A Delia in via Diaz, questa sera, 11 gennaio, intorno alle 20.20 è crollata una casa abbandonata. Via Diaz è una strada molto trafficata, fortunatamente nessun veicolo è stato coinvolto e non ci sono stati feriti. Intervenuti i carabinieri, la protezione civile e i vigili del fuoco. L’immobile era fatiscente ed era già stato segnalato dal comune. I proprietari risiedono fuori e tramite una ditta si sta procedendo a rimuovere i detriti. Probabilmente il crollo è stato causato dal maltempo di questi giorni.

Volutamente non ci siamo presentati alla conferenza stampa indetta dal sindaco di Agrigento assieme agli assessori Vullo e Vaccaro e al dirigente Di Giovanni.

Tema della conferenza? Gli amministratori di cui sopra, dopo le inutili e dannosissime polemiche di questi giorni, dovevano dimostrare alla città di non essere ladri, disonesti, delinquenti. Non ci pensiamo nemmeno!

Il tutto per l’acquisto di alcune auto, due bagni da posizionare nei punti strategici della città, alcuni computer.

Si era voluto distorcere sulla eventuale distorsione (scusate il gioco di parole) dei fondi destinati a ben altri settori, come a volere sottolineare che l’iniziativa “puniva” i meno abbienti, i disabili e i bisognosi a scapito di un uso personale (come ad esempio i Suv) per andare in vacanza o per farsi fotografare a bordo per le vie cittadine come faceva Alberto Sordi in un suo noto film.

Di cosa stiamo parlando ancora non l’ho capito nemmeno io; l’unica cosa certa è che si è alzato un polverone inutile che, di cotto o di crudo, frena inevitabilmente l’attività della amministrazione.

Una amministrazione che merita ad occhi chiusi la fiducia; e siamo anche consapevoli di trovarci di fronte a persone perbene, oneste e che tante ambizioni mostrano per cercare di recuperare quale che è mal ridotto in questa città.

Non spetta a noi dare le spiegazioni tecniche che tra l’altro sono state ampiamente fornite stamattina dagli addetti ai lavori.

Il nostro compito, semmai, è quello di invitare tutti alla calma, di appoggiare “le guerre civili” senza però lasciarle trasbordare nella inciviltà; e se c’è da fare opposizione, che ben venga, purchè sia solo ed esclusivamente costruttiva e solo per il bene della città.

Tutto il resto? Solo minchiate…

Ancora elevatissimo il numero di nuovi positivi in provincia di Agrigento: 1804, 9 ricoveri ma nessuna vittima. 135 i nuovi guariti che portano il totale a 19.578. QAuesti i dati rilasciati dal bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale.

In provincia sono 70 gli ospedalizzati. In degenza ordinaria/subintensiva sono 62, 40 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 22 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 7 i pazienti in terapia intensiva ricoverati al presidio ospedaliero riberese.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1082 (+244); Alessandria della Rocca: 45 (+13); Aragona: 140 (+21); Bivona: 63 (+9); Burgio: 50 (+11); Calamonaci: 47 (+7); Caltabellotta: 55 (+13); Camastra 74 (+9); Cammarata: 149 (+31); Campobello di Licata: 219 (+39); Canicattì: 1019 (+106); Casteltermini: 125 (+24); Castrofilippo: 157 (-6); Cattolica Eraclea: 50 (+21); Cianciana: 63 (+31); Comitini: 30 (+11); Favara: 868 (+135); Grotte: 145 (+13); Joppolo Giancaxio: 38 (+8); Licata: 499 (+124); Lucca Sicula: 57 (+22); Menfi: 178 (+29); Montallegro: 59 (+9); Montevago: 14 (+1); Naro: 155 (+22); Palma di Montechiaro: 723 (+155); Porto Empedocle: 359 (+113); Racalmuto: 190 (+28); Raffadali: 190 (+47); Ravanusa: 136 (+17); Realmonte: 97 (+32); Ribera: 583 (+6); Sambuca di Sicilia: 106 (+4); San Biagio Platani: 29 (+2); San Giovanni Gemini: 152 (+31); Sant’Angelo Muxaro: 15 (+4); Santa Elisabetta: 40 (+1); Santa Margherita di Belice: 76 (-13); Santo Stefano di Quisquina: 76 (+43); Sciacca: 601 (+139); Siculiana: 156 (+54, uno è un migrante ospitato al “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 23 (+8).

Un solo migrante in quarantena sulle navi di accoglienza, mentre sono nove i soggetti ricoverati ma non residenti (che non sono inclusi nel totale)

Trentatré persone sono state arrestate dai carabinieri e organismi di polizia stranieri in diverse province italiane tra cui anche Agrigento e Messina (ma anche Salerno, Ascoli Piceno, Avellino, Brindisi, Caserta, Catanzaro, Latina, Lecce, L’Aquila, Napoli, Potenza, Ravenna, Roma, Varese e in diversi stati esteri, in particolare Panama, Romania e Malta).

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia.

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di delitti in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro provento di delitto in attività economiche, autoriciclaggio, con l’aggravante, per taluni di questi reati, di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan dei “Casalesi”.

Contestualmente è stato eseguito sequestro preventivo di 11 siti internet e di società con sede legale a Mercato San Severino (Salerno), nonché di 3 milioni nei confronti di colui che è ritenuto il capo e promotore del sodalizio criminale. E’ accusato di aver costituito una vera e propria holding dedita al gaming on line illecito sul territorio nazionale ed estero, avvalendosi anche dei legami con i vertici dei Casalesi. Gli introiti stimati dall’asset criminoso nel suo complesso sono stati quantificati – nell’arco temporale di circa due anni in oltre 5 miliardi di euro. Qualora i giochi fossero stati svolti in forma lecita, le entrate per l’erario sarebbero state di circa 500 milioni di euro.

Il Covid Hospital di Ribera ha raggiunto il punto massimo di saturazione. Sono 62 al momento i ricoverati in degenza ordinaria. Ventidue di questi hanno trovato posto all’ospedale di Agrigento.

La situazione delle terapie intensive continua invece ad essere gestibile, le persone ricoverate sono sette,  tutte concentrate al “Fratelli Parlapiano”.

La situazione, come era prevedibile, sta assumendo connotazioni preoccupanti e proprio oggi in commissione Salute dell’Ars c’è stata un’audizione organizzata dalla presidente Margherita La Rocca Ruvolo per trattare anche questa emergenza.

Si pensa ad incrementare ulteriormente il numero di posti letto disponibili a Ribera, ma a questo punto si teme che si debba fare ricorso anche ad altre strutture ospedaliere, come quella di Sciacca.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento un uomo di 25 anni di Naro perché lo scorso 31 dicembre, sotto effetto di cocaina, ha provocato un incidente stradale. All’autorità giudiziaria risponderà del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. A Canicattì, all’incrocio tra le vie Inghilterra e Ungheria, il 25enne, alla guida della sua Fiat Punto, si è scontrato con una Lancia Y. Il narese è stato sottoposto all’esame tossicologico, con esito positivo alla cocaina.