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Ad Agrigento il Comune ha iniziato la raccolta domiciliare dei rifiuti speciali covid prodotti da soggetti in quarantena. Si tratta di un servizio che finora ha reso l’Azienda sanitaria. Il sindaco, Franco Miccichè, afferma: “Cercheremo, in tempi brevissimi, di liberarvi dai rifiuti. Non bisogna esporli in strada: è vietato oltre che pericoloso. Chi è in quarantena deve sospendere la differenziata e conferire tutto in scatole che prima erano fornite da un’impresa incaricata dall’Azienda sanitaria ma, dallo scorso 12 gennaio, il compito è passato ai Comuni”.

Cosa sarà mai questo effetto nocebo che gli studiosi hanno verificato esserci nel 76% delle COMUNI reazioni avverse, riferite da utenti soggetti a regolare vaccinazione anticovid?

Prima della inoculazione del vaccino alla popolazione, durante i regolari test di studio, alcuni ricercatori e precisamente quelli della Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, hanno analizzato gli eventi avversi sia nei soggetti che avevano avuto inoculato il vaccino, sia in coloro che avevano ricevuto solo il placebo, ossia soluzione fisiologica senza esserne a conoscenza.

Ebbene, più del 35% di coloro che erano stati vaccinati con il placebo, lamentavano i comuni sintomi post vaccino e cioè astenia, mal di testa, e il 16% dolore, gonfiore e arrossamento nel punto di inoculazione. Gli studiosi hanno quindi calcolato che circa i due terzi degli effetti collaterali comuni riportati negli studi sui vaccini sono collegati all’effetto nocebo, ossia effetti uguali a quelli che possono insorgere con la somministrazione del vaccino, senza però averlo ricevuto e quindi effetti collaterali associati a una sostanza che non è in grado di produrre conseguenze.

La normale conseguenza a questo genere di effetto collaterale resta dunque ancora una volta l’ansia.

Su qualunque foglietto di istruzione di medicinali da banco e facilmente reperibili anche per l’automedicazione, troviamo sempre come reazioni avverse almeno “mal di testa e affaticamento” che molto spesso si avvertono. Pertanto questo lascia pensare che avere informazioni circa gli effetti collaterali possibili, possano spingere i soggetti ad attribuire erroneamente al vaccino, disturbi comuni e di conseguenza valutare in maniera sbagliata le proprie condizioni.

Ma non sarà certo l’effetto ansia a indurre gli scienziati a dare meno informazioni sugli effetti collaterali, perché l’onestà soprattutto sulla questione salute è fondamentale ed imprescindibile.

Certo è che può capitare di avere mal di testa o sentirsi stanchi, a prescindere se ci si è sottoposti o meno alla somministrazione del vaccino anti-covid. Meno stress, meno ansia e dosi di buonsenso, potrebbero evitare la compromissione del nostro stato fisico.

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza cautelare firmata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo a carico di 22 indagati di associazione a delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tra Palermo, Carini Isola delle Femmine, Capaci, Terrasini, Borgetto ed Enna. Tra i 22, 8 sono stati ristretti in carcere, 9 agli arresti domiciliari, e ad altri 5 è stato imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla Procura antimafia di Palermo e svolte dai Carabinieri della Compagnia di Carini, sono iniziate nel luglio del 2018. A gestire la vendita di droga, tra cocaina, marijuana e hashish, vi sarebbero stati due distinti gruppi criminali. Nel corso delle attività investigative sono già state arrestate in flagranza di reato 12 persone, e denunciati in stato di libertà altri 2 soggetti per i reati di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrati inoltre 3,3 chili di hashish, 0,7 chili di cocaina, 0,6 chili di marijuana, e la somma di 5.330 euro.

di Filippo Cardinale

Diceva Aristotele che l’errore avviene in molti modi, mentre essere retti è possibile solo in un modo. Tra il vasto ventaglio di errori dal quale l’uomo può attingere c’è quello che riguarda la vendita all’asta del Piccolo albergo San Calogero e dell’ex Motel Agip. A sbagliare ancora, senza mostrare un limite, è la Regione tramite la Terme di Sciacca in liquidazione. A fine gennaio, infatti, scade il termine dell’ennesimo tentativo di vendere le due strutture che hanno lo scopo di aumentare la capacità alberghiera del complesso termale “da valorizzare” e che, nelle parole del presidente della Regione, Nello Musumeci, rappresenta “una grande potenzialità per l’economia turistica siciliana, che nel termalismo può trovare una fonte di attrazione e di sviluppo”. Peccato che alle parole non seguono i fatti. Peggio quando ai fatti non corrisponde la realtà che sui dimostra sconoscere.

Mentre il professore universitario, economista assai serio e noto, è impegnato in una “ricognizione completa delle condizioni dei siti termali di Acireale e Sciacca, necessaria alla definizione del Piano industriale con cui la Regione presenterà agli interlocutori gli investimenti necessari per riportare gli stabilimenti allo stato in cui si trovavano prima della loro chiusura”, il liquidatore della Terme di Sciacca Spa ha rinnovato la volontà a vendere le due strutture che hanno avuto la missione dell”hotelleria. Vendendo le due strutture è ovvio che quella “capacità alberghiera” ricercata dal Piano Industriale viene meno. Meno posti letto disponibili, meno interesse dei privati ad investire.

E’ stato lo stesso Nello Musumeci, con uno slancio di positivismo infondato a spiegare che nello “studio propedeutico al Piano industriale vanno tenuti in conto la valutazione degli immobili, le eventuali risorse disponibili per migliorare le condizioni delle strutture, ma anche la stima di fatturato quando sarà ripristinata la capacità produttiva e alberghiera, nonché il canone annuo per la Regione. La definizione del Piano consentirà di selezionare gli operatori economici che possano rilanciare questi complessi termali da troppo tempo inutilizzati”.

Insomma, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Un mare di confusione da parte della Regione. Come al solito. Per concludere, prendo in prestito il pensiero dell’imperatore Marco Aurelio, spesso sbaglia non solo chi fa, ma anche chi non fa qualche cosa. Musumeci e Armao sbagliano a non fare, dunque a non stoppare la vendita all’asta delle due strutture citate.

 

«Pnrr ultima chiamata per le aree della Sicilia centrale», Lo dichiara il segretario generale della Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna che richiama l’attenzione sullo strumento utile per dare una significativa spinta all’economia dell’entroterra siciliana. «L’entusiasmo delle istituzioni – prosegue il dirigente cislino – rischia di diventare elemento di facciata perché alle buone intenzioni devono sempre seguire i fatti che purtroppo non vedo. Sensibilità a parte di qualche amministrazione comunale, come quella di Gela che sta valutando una collaborazione con l’Università di Catania, non riscontro il febbrile lavorio di chi crede in uno strumento fondamentale per il rilancio della nostra terra, da impegnare entro il 2023. Se guardo al recente passato non posso che essere preoccupato perché i fondi strutturali 2014 – 2020 sono stati utilizzati in Sicilia solo per il 43 per cento. Abbiamo rimandato indietro più della metà delle risorse. Per fare bene non dovremo ripetere questo mezzo fallimento».

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – prosegue Emanuele Gallo – ha obiettivi ambiziosi che spaziano dalla digitalizzazione, alle rinnovabili, dalla riforma della Pubblica Amministrazione, alla semplificazione in materia di appalti. Non secondari gli investimenti per il sociale. Che si voglia o no il ventaglio delle opportunità è ampio e non approfittarne sarà il peggior servizio reso alle nostre bisognose comunità. Molte amministrazioni comunali lamentano la pochezza delle risorse economiche. Questa carenza dovrebbe però spingerle ad accelerare i processi di collaborazione con enti sovracomunali che hanno competenze in vari settori. Non ho notizie di protocolli d’intesa siglati con i consorzi universitari di Agrigento e Caltanissetta o con l’Università Kore di Enna come non mi risultano azioni che coinvolgano gli ordini professionali degli ingegneri, geometri, architetti e geologi o i sindacati che rientrano fra i soggetti attivi individuati dal Mise».

Emanuele Gallo non vede altra alternativa di successo «alla partnership pubblico-privato, fondamentale per rafforzare la fiducia tra i diversi attori, per far leva sulla capacità della pubblica amministrazione locale di collaborare con le imprese per la promozione competitiva del territorio e del suo benessere, per realizzare misure efficaci locali di sviluppo sostenibile. Per rendere efficiente il Pnrr si dive inoltre  puntare alla semplificazione della fase burocratica, considerata il freno delle progettualità, come ripetutamente evidenziato da molti sindaci. Infine non c’è progetto efficace se non condiviso con enti e soggetti che hanno strumenti e competenze per comprendere gli effetti che le scelte adottate avranno su territori molto carenti come sono i comuni dell’area Sicilia centrale. La ripresa ha bisogno di una spinta collettiva che non può prescindere dalla partecipazione e dalla consapevolezza dei cittadini, che siano soggetti pubblici, privati o imprenditori».

“Dopo il clima di confusione generato dall’ordinanza del presidente della Regione e il successivo valzer sulle lezioni in presenza o a distanza, l’Asp di Agrigento mi ha assicurato che entro venerdì prossimo 21 gennaio, inizieranno le procedure per lo screening della popolazione studentesca nei 18 comuni agrigentini in zona arancione Covid”.

A dirlo è il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro che su segnalazione dei sindaci ha chiesto ed ottenuto dall’azienda sanitaria provinciale, la campagna diagnostica che grazie ai tamponi, consenta il ritorno in classe in sicurezza degli alunni.

“Mi sono fatto portavoce dei sindaci – dice Di Caro – e anche se con un po’ di ritardo, l’Asp ha accolto favorevolmente le istanze del territorio. L’autorità sanitaria – dice ancora il parlamentare agrigentino – che fornirà tamponi e personale, è già al lavoro per l’organizzazione degli screening nei luoghi idonei indicati da ciascun Comune. Ringrazio – conclude Di Caro – il commissario Mario Zappia per la collaborazione e la solerzia”.

Ha perso il controllo dell’auto, finendo giù in un burrone a pochi metri dal corso del fiume, per poi ribaltarsi. L’incidente stradale si è verificato lungo la strada che da Porta Aurea porta a Villaseta, a poche decine di metri dalla clinica “Sant’Anna”.

Sono stati alcuni automobilisti in transito a dare l’allarme. Sul posto sono arrivate due ambulanze, e i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. I soccorritori hanno raggiunto l’auto, una Hyundai, e hanno estratto l’uomo rimasto bloccato nell’abitacolo.
Il malcapitato è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” per le cure necessarie. Non versa in pericolo di vita. Ad occuparsi dei rilievi gli agenti della squadra Infortunistica della polizia Municipale.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Paola Vetro, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di 8 persone imputate del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito di un’inchiesta sostenuta dalla Squadra Mobile. Avrebbero procurato ad immigrati clandestini documenti, biglietti di viaggio e abitazioni, fra Porto Empedocle e Lampedusa. Il prossimo 9 febbraio, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo, risponderanno presente i tunisini Nazha Achibi, 56 anni, Sadok Fathallah, 62 anni, Mohamed Ahmed Mansour, 30 anni, ed El Aid Ben Mohamed, 44 anni. E poi, tra empedoclini e lampedusani, Mario Caruana, 38 anni, Francesca Del Volgo, 41 anni, Annalisa D’Ancona, 41 anni, e Irene Cocco, 39 anni.