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“La Regione non può far finta di nulla sulla controversa realizzazione dell’impianto biogas a Montallegro, in provincia di Agrigento” lo dice il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Caro, che sul tema ha chiesto un’audizione urgente in commissione Territorio e Ambiente all’Ars, in presenza dell’assessore dell’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, del dirigente generale del dipartimento Acque e Rifiuti, dell’assessore Territorio e Ambiente, del dirigente generale del dipartimento Urbanistica e del sindaco di Montallegro.

“Nonostante la contrarietà del Comune – prosegue Di Caro – il governo Musumeci potrebbe autorizzare la  realizzazione, in prossimità del centro abitato di Montallegro, di questo impianto per trasformare i rifiuti in gas. Si tratta di un progetto del 2017, presentato  dalla ditta Catanzaro che è anche la titolare della discarica di Siculiana. L’impianto avrebbe già i pareri autorizzativi regionali, che però sono stati rimessi in discussione dal Comune che teme rischi per gli abitanti. La giunta regionale, cui spetta l’ultima parola, non può decidere di superare il parere del Comune dando un via libera d’imperio al progetto. Il caso rischia di diventare un precedente molto pericoloso. Pensiamo per esempio ai due termovalorizzatori che il governo regionale intende realizzare per smaltire la parte indifferenziata dei rifiuti: ci sarebbe a questo punto il rischio concreto che l’autorizzazione non tenga conto dell’eventuale dissenso da parte delle popolazioni interessate. Sarebbe inammissibile procedere senza confronto e mediazione”, conclude Di Caro.

I sindaci siciliani chiedono dati certi sulla diffusione dell’epidemia da COVID – 19 in Sicilia nei singoli Comuni, sull’attivazione delle USCA  e sulla disponibilità di mezzi di aerazione e delle mascherine FFP2. Questa la richiesta  emersa, ieri sera, dall’assemblea di tutti i sindaci siciliani, svoltasi in modalità digitale, nel corso dalla quale un gran numero di primi cittadini hanno espresso  preoccupazione per l’evoluzione del quadro epidemiologico in Sicilia e per la grande difficoltà nel reperimento di dati certi e attendibili sul tracciamento del contagio nelle proprie comunità.

“In una nota, inviata  stamattina al presidente Musumeci e all’assessore  Razza- ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia – abbiamo chiesto di conoscere i dati certi relativi al numero  dei contagiati comune per comune, all’incidenza degli stessi su 100.000 abitanti, al tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in aree mediche  insieme  al numero delle persone vaccinate”.

“Considerata la gravità della situazione sulla quale si è già espresso anche il Comitato Tecnico Scientifico della Sicilia auspicando una eventuale zona arancione o addirittura rossa per l’intera Isola – continua Orlando – essere informati, in tempo reale, sull’andamento dei contagi nei nostri territori rappresenta un elemento fondamentale per consentire l’adozione di eventuali misure di contenimento urgenti e necessarie”.

“Plauso alla magistratura, in particolare al Procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e al Sostituto Chiara Bisso, e plauso ai Carabinieri della Compagnia di Agrigento per essere riusciti a dare un nome e un cognome in tempi brevissimi agli autori dello scempio alla Scala dei Turchi. Sono due i denunciati per il reato di danneggiamento di bene avente valore paesaggistico. Il mondo intero ha seguito la vicenda del raid vandalico e la successiva opera di recupero di un luogo tra i più suggestivi e amati del pianeta”.
Lo dichiara l’ex sindaco di Agrigento e consigliere comunale Calogero Firetto.

Domenica 16 gennaio, alle ore 18:00, presso il Teatro della Posta Vecchia, a cura di Beniamino Biondi, per un OMAGGIO A LINA WERTMULLER con la presentazione del film “I basilischi” (1963).

La storia è ambientata nella provincia pugliese e racconta della vita quotidiana di tre ragazzi in attesa di un cambiamento di vita, sospirato ma non profondamente desiderato. Toni, Sergio e Francesco sono tre amici che, pur appartenendo a famiglie di classi sociali diverse, trascorrono oziosamente la quotidianità degli anni ’50/ ’60, in attesa perenne di un cambiamento passivo, ma sorseggiando mollemente i piaceri offerti dal vivere in un piccolo paese del Sud di Italia. A Toni giungerà improvvisa e inaspettata la grande possibilità. Il Paese natio e gli agi consueti avranno il sopravvento.Il film riproduce fedelmente l’Italia del tempo, e anticipa il percorso critico della nostra Nazione, saldamente legata a vincoli familiari e restia a mutamenti generazionali.

L’opera prima della Wertmuller, che in precedenza era stata aiuto regista di Fellini ne La Dolce Vita e 8 1/2, consegna a perenne memoria, le ragioni storiche, del ritardo socioculturale che ancora ci allontana dagli Stati maggiormente progrediti, soprattutto nel Nord Europa. Il film, I Basilischi, rappresenta con feroce ironia, la mentalità e il modo di vivere Italiano, in perenne stato di insoddisfazione, ed in eterna attesa di miglioramento: a condizione che questo non alteri i ritmi acquisiti. Come affermava saggiamente Ennio Flaiano ” L’Italia è un Paese dove sono accampati gli Italiani”.

Al film sarà dedicata un’introduzione critica con dibattito finale.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa continuano a svolgere azione di contrasto al traffico di armi clandestine nel territorio del comune di Vittoria. In particolare, i militari dell’Arma di Vittoria hanno svolto mirati servizi, con il supporto di personale specializzato dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Sicilia”, finalizzati al contrasto del traffico di armi clandestine e sostanze stupefacenti, nonché alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio con particolare attenzione ai furti nelle abitazioni e nelle zone rurali.
Grazie all’approfondita conoscenza del territorio da parte dei Carabinieri di Vittoria, si è svolta un’ampia attività di rastrellamento nella area rurale della periferia di Vittoria, eseguendo diverse perquisizioni domiciliari all’interno di ovili e aziende agricole della zona. In un casolare ubicato in contrada Bosco Rotondo, a Vittoria, i Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” hanno eseguito una perquisizione all’esito della quale hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di detenzione abusiva di armi e munizioni, un operaio V.V. cl.1961, originario di Comiso, addetto alla manutenzione delle serre agricole.
In particolare, il sessantenne, già conosciuto alle forze di polizia, nascondeva nella propria abitazione una pistola rivoltella a tamburo calibro 6.35 artigianale, un fucile doppietta calibro 12 e venti cartucce dello stesso calibro. Le armi erano minuziosamente occultate in alcuni locali del casolare da lui abitato e l’uomo non ha voluto giustificarne il possesso ai militari.
Le armi e il munizionamento, detenuti illecitamente, sono stati sequestrati e custoditi presso gli uffici dei Carabinieri di Vittoria e l’operaio di Comiso è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione su disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea

Come già pubblicato, la Procura della Repubblica di Agrigento ha appena chiesto il rinvio a giudizio di tre imputati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte cosiddette “spese pazze” al Consorzio Universitario di Agrigento. Ebbene, in proposito il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario di Agrigento annuncia che, in occasione della prima udienza preliminare, si costituirà parte civile a fronte di ipotesi di reato che avrebbero arrecato danni materiali e morali al Consorzio.

Svolta lampo nelle indagini dei Carabinieri di Agrigento: denunciati due uomini di Favara. Sarebbero loro i responsabili dello scempio a Scala dei Turchi.

In poco meno di 48 ore i Carabinieri della Compagnia di Agrigento, capitanati da Marco La Rovere, hanno identificato gli autori del raid vandalico a danno della marna bianca a Scala dei Turchi a Realmonte, perpetrato spargendo polvere di ossido di ferro. Sono state denunciate due persone di Favara alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di reato di danneggiamento di beni aventi valore paesaggistico, formulata dai magistrati titolari e coordinatori dell’inchiesta, ovvero il procuratore Luigi Patronaggio e il sostituto procuratore Chiara Bisso.

Si tratta del pregiudicato favarese Domenico Qauranta, già noto alle Forze dell’Ordine in quanto l’esecutore materiale degli attentati terroristici alla metropolitana di Milano ed alla Valle dei Templi di Agrigento. Tra l’altro lo stesso quaranta è colui il quale nei mesi scorsi aveva imbrattato anche la marna di Punta Bianca.

Condannato a 16 anni per i due attentati, Quaranta aveva anche cercato di far saltare in aria la casa circondariale di Agrigento “Di Lorenzo” piazzando una bombola di gas nelle vicinanze.

Nello sfregio di Scala dei Turchi, il Quaratnta si è fatto “aiutare” da un complice, Francesco Geraci il quale avrebbe partecipato alle operazioni dello scempio. I due sono stati denunciati a piede libero.

Per quanto riguarda l’individazione i militari si sono avvalsi dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza. E poi hanno compiuto una raffica di perquisizioni e riscontri tra Realmonte e Favara, attraverso anche Porto Empedocle e Agrigento. Dai video è emerso che un furgone, un Ford Transit, è giunto di sera alla Scala dei Turchi. Sono saltati fuori i due uomini trascinando dei sacchi, verosimilmente contenenti la polvere di ossido di ferro. I Carabinieri sono riusciti a leggere il numero di targa del furgone e, da conoscitori del territorio, si sono subito concentrati subito su Domenico Quaranta. Il furgone è stato infatti trovato a Favara, e dentro sono state rinvenute tracce di polvere di ossido di ferro.

Nel corso delle successive perquisizioni sono sbucati, nei magazzini ispezionati, guanti ancora imbrattati della stessa polvere, e altre inequivocabili prove.

Il comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo, commenta: “L’Arma dei Carabinieri è intervenuta nell’immediatezza per individuare subito gli autori di questo crimine ad opera di scellerati che ha deturpato uno dei beni paesaggistici più importanti della Sicilia. L’Arma non molla il territorio a difesa dei nostri cittadini e delle bellezze naturali”.

Svolta lampo nelle indagini dei Carabinieri di Agrigento: denunciati due uomini di Favara. Sarebbero loro i responsabili dello scempio a Scala dei Turchi.

In poco meno di 48 ore i Carabinieri della Compagnia di Agrigento, capitanati da Marco La Rovere, hanno identificato gli autori del raid vandalico a danno della marna bianca a Scala dei Turchi a Realmonte, perpetrato spargendo polvere di ossido di ferro. Sono state denunciate due persone di Favara alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di reato di danneggiamento di beni aventi valore paesaggistico, formulata dai magistrati titolari e coordinatori dell’inchiesta, ovvero il procuratore Luigi Patronaggio e il sostituto procuratore Chiara Bisso.

Si tratta del pregiudicato favarese Domenico Qauranta, già noto alle Forze dell’Ordine in quanto l’esecutore materiale degli attentati terroristici alla metropolitana di Milano ed alla Valle dei Templi di Agrigento. Tra l’altro lo stesso quaranta è colui il quale nei mesi scorsi aveva imbrattato anche la marna di Punta Bianca.

Condannato a 16 anni per i due attentati, Quaranta aveva anche cercato di far saltare in aria la casa circondariale di Agrigento “Di Lorenzo” piazzando una bombola di gas nelle vicinanze.

Nello sfregio di Scala dei Turchi, il Quaratnta si è fatto “aiutare” da un complice, Francesco Geraci il quale avrebbe partecipato alle operazioni dello scempio. I due sono stati denunciati a piede libero.

Per quanto riguarda l’individazione i militari si sono avvalsi dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza. E poi hanno compiuto una raffica di perquisizioni e riscontri tra Realmonte e Favara, attraverso anche Porto Empedocle e Agrigento. Dai video è emerso che un furgone, un Ford Transit, è giunto di sera alla Scala dei Turchi. Sono saltati fuori due uomini trascinando dei sacchi, verosimilmente contenenti la polvere di ossido di ferro. I Carabinieri sono riusciti a leggere il numero di targa del furgone e, da conoscitori del territorio, si sono subito concentrati su un uomo di Favara, già noto per danneggiamenti simili. Il furgone è stato infatti trovato a Favara, e dentro sono state rinvenute tracce di polvere di ossido di ferro. Nel corso delle successive perquisizioni sono sbucati, nei magazzini ispezionati, guanti ancora imbrattati della stessa polvere, e altre inequivocabili prove. I due favaresi denunciati sono di mezza età, e sono loro i responsabili dello scempio, a cui poi hanno rimediato meritoriamente volontari e tecnici, che ha sollevato scalpore nel pianeta anche perché si tratta di un bene candidato a essere riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo, commenta: “L’Arma dei Carabinieri è intervenuta nell’immediatezza per individuare subito gli autori di questo crimine ad opera di scellerati che ha deturpato uno dei beni paesaggistici più importanti della Sicilia. L’Arma non molla il territorio a difesa dei nostri cittadini e delle bellezze naturali”

In Sicilia, per incrementare la campagna di vaccinazione obbligatoria per gli over 50, gli hub delle tre città metropolitane, ovvero Palermo, Catania e Messina, sono attivi fino alla mezzanotte. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha aderito ad un’apposita proposta del generale Figliuolo. Lo stesso Musumeci afferma: “Faccio appello ancora una volta a tutti. La situazione ospedaliera dimostra sempre di più come lo status vaccinale faccia la differenza, essendo tantissime le complicanze su tutti i pazienti non vaccinati. Mi aspetto, alla pari di questi ultimi giorni, un’adesione convinta”.

L’assessore regionale alla Funzione pubblica, Marco Zambuto, emanerà una circolare per regolamentare la prosecuzione dello smart working per i dipendenti della Regione. E’ quanto emerso a conclusione di un incontro in videoconferenza tra l’assessore e i sindacati dei regionali.

«Abbiamo sollecitato questo incontro e siamo soddisfatti del risultato perché è necessario intervenire al più presto per mettere in sicurezza tutti i dipendenti dell’amministrazione regionale, soprattutto i più fragili», spiegano Gaetano Agliozzo e Franco Campagna della Fp Cgil, Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl. «In ambito nazionale – proseguono i sindacalisti – sono già stati forniti tutti gli strumenti utili per far fronte all’emergenza, quindi l’impegno preso dall’Assessorato è ora quello di intervenire con un proprio provvedimento, ricalcando e adattando all’amministrazione regionale i contenuti della recente circolare dei ministri della Funzione pubblica e del Lavoro, Renato Brunetta e Andrea Orlando, in merito alle linee guida in materia di lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni. L’assessore Zambuto e il capo di gabinetto Silvio Cuffaro hanno garantito che procederanno tempestivamente in questa direzione». «Da parte nostra – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – non mancheranno confronto e collaborazione per ottenere il miglior risultato possibile a tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. E vigileremo affinché vengano potenziate e rispettate tutte le condizioni di sicurezza necessarie».