Home / 2021 / Ottobre (Pagina 11)

A fronte dei 31 progetti siciliani bocciati a Roma nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonio Scilla, riferendo all’Assemblea Regionale sul recente incontro con il ministro Patuanelli, ha annunciato: “Otto dei 31 progetti per le reti idriche in Sicilia bocciati nei giorni scorsi sono stati recuperati. Tali progetti avrebbero in realtà rispettato i parametri richiesti: sono 6 progetti esecutivi e 2 definitivi, per un valore complessivo di 121 milioni di euro. Dei 6 progetti esecutivi, 3 riguardano il Consorzio di bonifica Trapani 1; uno riguarda il Consorzio di bonifica Agrigento 3; uno Ragusa; un altro a Caltagirone”.

Breve disamina politica, a cavallo del periodo attuale di elezioni Amministrative, del presidente della Regione, Nello Musumeci, che afferma: “In Sicilia credo che il centrodestra abbia vinto: i numeri non sono opinabili. Credo sia emersa un’esigenza chiara. La gente si affida a persone che abbiano dimostrato competenza politica, capacità amministrativa e radicamento sul territorio. Non si può inventare una classe dirigente un mese prima, ovvero a candidati sindaco scelti un mese prima del voto. Sul fronte dei vari schieramenti politici ritengo che il centrodestra dove è unito vince. Dove non è unito inesorabilmente perde. I Cinque Stelle? Perdono a favore del Partito Democratico”.

Una storia, quella di Antonella Diacono, una ragazza piena di vita – “una forza della natura” come la descrive il suo papà –  che a 13 anni, il 28 novembre del 2017, decide di togliersi la vita.
Ho intervistato Domenico Diacono, padre di Antonella “Paninabella” e con lui abbiamo affrontato questo delicatissimo argomento, con il garbo e l’attenzione che merita.

Insieme abbiamo cercato di capire le dinamiche, gli errori, le mancanze, le problematiche che coinvolgono i giovani, che hanno però spesso una personalità così spiccata, tanto da non riuscire a perdonare nulla neanche a sé stessi.

Domenico e sua moglie Angela, hanno fondato un’associazione, senza fine di lucro che si può sostenere se si vuole cliccando qui https://www.paninabella.org/la-nostra-missione/

o devolvendo il 5×1000
https://www.paninabella.org/sostienici/

Domenico e Angela Diacono incontrano genitori e ragazzi, raccontando la loro storia ma senza voler mai trovare un colpevole, qualcuno su cui sfogare rabbia e dolore, ma analizzando un unico perché: “Perché Antonella non ha chiesto aiuto?” Una domanda scomoda che però può portare a comprendere cosa si può fare per aiutare chi sta male.

Durante questa toccante e a tratti commovente intervista, Domenico ha parlato utilizzando parole, sentimenti e pensieri che sono stati di sua figlia, raccontando una ragazza che si era sentita “Sfondo nella vita degli altri” e che per qualcuno era “diversa“. Perché le parole di Antonella riguardano tutti.

Vi invito a guardare questa intervista e a diffonderla, perché sono tante le parole chiave che Domenico Diacono ha pronunciato e  che – ne sono certa – potranno essere di aiuto a molti, anche a tutti coloro che mai hanno considerato il suicidio di un proprio figlio, come una cosa possibile.

 

 

E’ insorto un interrogativo: la morte nell’ospedale di Reggio Calabria del giocatore di basket agrigentino, Haitem Jabeur Fathallah, di 32 anni, preda di un malore durante la partita di domenica scorsa, sarebbe stata evitabile? Ecco perché la Procura di Reggio Calabria ha disposto l’autopsia per accertare innanzitutto se tutto sia stato compiuto secondo i protocolli. Ad esempio: Fathallah è stato soggetto con il massimo rigore ai controlli fisici? Avrebbe potuto compiere sforzi da atleta per le sue condizioni? I soccorsi sono scattati in tempo? Si è compiuto il possibile durante le manovre all’interno dell’impianto sportivo e durante il tragitto in ambulanza per trasportarlo in ospedale?

A Canicattì i Carabinieri della locale Compagnia indagano per accertare se la rottura di un vetro posteriore dell’automobile di un esponente politico locale, l’ex presidente del Consiglio comunale, e assessore designato dal candidato sindaco Corbo, Alberto Tedesco, sia effetto di un raid vandalico oppure di una mirata intimidazione. L’auto, una Renault Clio, è intestata alla moglie di lui. Ed è stata danneggiata in via Garibaldi, dove è stata posteggiata nottetempo.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il 5 luglio del 2019, la prima sezione penale del Tribunale, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, ha emesso la sentenza di primo grado nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del Palazzo Lo Jacono – Maraventano, nel centro storico di Agrigento, il lunedì di Pasquetta 25 aprile 2011. Cinque condannati e quattro assolti. I condannati sono stati ad 1 anno e 2 mesi di reclusione l’architetto Gaspare Triassi, funzionario del Comune di Agrigento e direttore dei lavori di recupero sicurezza del Palazzo Lo Iacono. Poi 1 anno di reclusione ciascuno per Giuseppe e Carmelo Analfino, responsabili dell’impresa Edil.Co.A titolare dell’appalto delle opere, per il geometra Andrea Patti, componente del collegio di progettazione e direzione dei lavori, e per l’architetto Calogero Tulumello, responsabile unico del procedimento. Ebbene, adesso, in secondo grado, la Procura Generale di Palermo, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Appello di confermare le condanne inflitte dal Tribunale di Agrigento, e di riconoscere l’assoluzione nel merito, e non per prescrizione, di due imputazioni a carico dell’ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento, Giuseppe Principato. Gli imputati, a vario titolo, rispondono di condotte colpose perchè negligenti, imprudenti ed imperite, per non idoneità tecnica dei progetti di lavoro, per la inutilità delle opere eseguite, insufficienti, mal compiute e prive di una seria logica di progetto.

L’ultimo bollettino dell’Asp segnala 14 nuovi casi positivi al Covid 19 a fronte di 226 tamponi processati. I guariti sono 29 mentre c’è un nuovo ricovero in Terapia intensiva.

In ospedale, in degenza ordinaria/subintensiva del “Fratelli Parlapiano” di Ribera, restano 3 ricoverati. Salgono invece a 4 le persone che si trovano in Terapia intensiva.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento: 13 (+1); Aragona: 1 (stabile); Burgio: 2 (stabile)); Campobello di Licata: 1 (stabile); Canicattì: 25 (-2); Casteltermini: 1 (stabile) che è un migrante ospitato in un centro di accoglienza; Cattolica Eraclea: 7 (+3); Favara: 5 (stabile); Grotte: 3 (stabile); Licata: 16 (-1); Naro: 12 (+1); Palma di Montechiaro: 43 (-4); Porto Empedocle: 14 (-2); Racalmuto: 2 (stabile); Raffadali: 16 (+2); Ravanusa: 1 (stabile); Realmonte: 1 (stabile); Ribera: 8 (-1); Sambuca di Sicilia: 2 (stabile); Santa Margherita di Belice: 1 (stabile); Santo Stefano Quisquina: 1 (stabile); Sciacca: 33 (-3); Siculiana: 1 (+1); Villafranca Sicula: 12 (+1).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Castrofilippo, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro e Santa Elisabetta.

Sono 16 (-13) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

Il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, ha diffuso una nota tramite cui ribadisce ancora una volta che, come già da lui denunciato durante la sindacatura Firetto, il sistema di raccolta differenziata applicato in città è antieconomico, complicato da applicare e brutto da vedere. Lo stesso Di Rosa propone un nuovo metodo di raccolta differenziata, peraltro già da lui proposto all’amministrazione comunale in carica che, da parte sua, non ha ancora accolto una richiesta di incontro da parte del Codacons. Ecco la proposta di Di Rosa:

VALORE DELL’APPALTO CIRCA 7.500.000(più gli impianti di smaltimento ALTRI 2.000.000 circa)
Quinto d’obbligo: cos’è?
È il termine con cui ci si riferisce alla percentuale di un quinto dell’importo di un contratto pubblico.
Il termine viene impiegato nel contesto di modifiche operate su contratti di appalto in corso di validità.
Per la determinazione del quinto si considera l’importo dell’appalto come risulta dal contratto originario, cui si aggiungono:
l’importo degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi per varianti già intervenute;
l’ammontare degli importi – diversi da quelli a titolo risarcitorio – eventualmente riconosciuti all’operatore economico.
Quinto d’obbligo: a cosa serve?
Per fissare la soglia entro la quale la stazione appaltante può imporre all’operatore economico modifiche all’oggetto del contratto alle stesse condizioni previste nel contratto originario, senza che quest’ultimo possa far valere il diritto alla risoluzione del contratto.
E specularmente, per fissare la soglia al di sopra della quale (sesto quinto) l’operatore economico ha facoltà di non adempiere le modifiche disposte dalla stazione appaltante e di risolvere il contratto.

ALCUNE NOSTRE PROPOSTE PER IL CAMBIO DI METODO E UN MIGLIORE SERVIZIO DI PULIZIA DELLA CITTÀ SENZA AGGRAVIO DI SPESE SULL’UTENZA
Uomini sui mezzi, valutare il dimezzamento per zone da circa 80 unità impegnate nella raccolta differenziata sui furgoni, valutando il tutto si può arrivare a ridurre l’impegno degli uomini di circa il 60 % e cioè circa 45 persone da adibire a spazzamento manuale e discerbamento assegnando loro delle zone definite delle quali risponderanno in pieno curandone tutta la pulizia;
Attivare il servizio di pulizia pomeridiana nei punti turistico commerciali (Es. Via Atenea e dintorni) con 2 unità dei 45
Pulizia ordinaria delle vie principali della città ed al bisogno nella periferia o anche attraverso segnalazioni, con vaporella nei punti dove si concentrano i cani a fare i loro bisogni(urina)
4 unità delle 45 saranno impegnate con 4 mezzi alla raccolta pomeridiana giornaliera dei SACCHI ABBANDONATI fuori dalle isole ecologiche e in tutto il territorio comunale;

VALUTARE TUTTI I SERVIZI CHE SI RITIENE POSSIBILE ATTIVARE IN HOUSE
Dove il territorio lo permette per la densità abitativa e per la sua conformazione, Analizzare, valutare ed eventualmente attivare il servizio della raccolta con campane eliminando la raccolta cosiddetta Porta a Porta istituendo le isole e la messa a sistema delle isole ecologiche di prossimità videosorvegliate (già previste in appalto, come mai non sono state mai attivate?), con modalità “open access”, fornite di videosorveglianza, raccoglitori a campane con l’apertura tramite scheda nominativa ed immediato risparmio da parte dei cittadini;
Dove sono finiti i soldi della premialità per la differenziata?

PERCHÉ NON VENGONO RESI PUBBLICI I PROVENTI DALLA VENDITA DEI “PRODOTTI” DELLA DIFFERENZIATA QUALI CARTA, CARTONE, PLASTICA, METALLI, ED ALTRO………….
Perché Agrigento conferisce l’umido pagando 245€ a tonnellata nell’impianto di Lercara Friddi e non conferisce nell’impianto di Joppolo essendo che pagherebbe 180€ a tonnellata così come da convenzione tra la SRR AG e la ditta che gestisce l’impianto ?

di Franco Pullara

“Le associazioni e i movimenti per l’acqua pubblica hanno lottato per anni per liberare il servizio idrico dal privato e farlo tornare alla gestione pubblica per migliorarlo e per mettere al centro l’interesse del cittadino utente. Adesso con AICA nulla di quanto ci aspettavamo si sta realizzando e le previsioni, in considerazione della partenza, non sono rosee”. A parlare è don Marco Damanti, vicario foraneo e parroco della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Favara, un sacerdote che ha partecipato e partecipa in tutti i percorsi per riscattare il territorio dall’abbandono della politica incapace di migliorare la qualità di vita dei cittadini.

Don Marco era presente alle manifestazioni in difesa dell’acqua pubblica e i locali della sua parrocchia hanno accolto diversi incontri tra i movimenti, le associazioni e le istituzioni con l’unico obiettivo di dare al cittadino un servizio essenziale migliore, dai costi più bassi e non precluso alle fasce più deboli della società civile.

“AICA – continua don Marco – non può essere una sostituzione, quando tutti noi ci aspettavamo la rivoluzione del sistema che mettesse in discussione quanto è accaduto dal 2007 ad oggi sulla pelle dei cittadini della provincia. I movimenti e le associazioni per l’acqua pubblica hanno messo nelle mani dei sindaci dei comuni che fanno capo all’Aica i risultati della loro fatica per continuare un percorso migliorativo nella qualità e nei costi. La stessa richiesta dell’autobotte in caso di carenza di approvvigionamento la dice lunga sugli errori iniziali di AICA, quando tra l’utenza e il gestore si è alzato il muro invalicabile della burocrazia. L’acqua non è una merce qualsiasi”.

Ora don Marco Damanti non ha l’abitudine di dare fiato alla bocca senza dare seguito alle sue parole.

“Le persone iniziano a dire che era meglio prima ed è un fatto gravissimo. Fatto che chiede un immediato confronto con i movimenti e le associazioni per un’analisi sull’inizio della nuova gestione che si fa difficoltà, al momento, a chiamarla pubblica, almeno per come speravamo fosse”.

All’Assemblea Regionale Siciliana non si entra senza green pass: pugno duro del presidente di Sala d’Ercole. Gianfranco Miccichè afferma: “Alcuni colleghi si sono presentati in portineria senza green pass, e correttamente gli assistenti non li hanno fatti entrare. Vorrei chiarire che qualsiasi iniziativa si voglia assumere lo si faccia. Si presenti ricorso al Tar se si vuole, ma la legge dispone all’amministrazione di fare rispettare le disposizioni. Non si può entrare all’Ars senza green pass”. Miccichè probabilmente si è riferito in particolare a due deputati di Attiva Sicilia, ex 5 Stelle, Angela Foti e Sergio Tancredi, che sono contrari all’obbligo del green pass. E Gianfranco Miccichè ha aggiunto: “Invito i deputati che hanno fatto questa richiesta di ingresso senza green pass, pur sapendo che era inutile, a desistere da iniziative di protesta. Se la legge dell’obbligo del green pass sia illegittima e contraria alla Costituzione non siamo noi a deciderlo”.