Home / 2021 / Ottobre (Pagina 11)

I conti sono fatti e i numeri sono numeri. Forse.

L’elezione di Salvatore Martello a primo cittadino e i voti riportati dal suo avversario, Salvo Iacono, partoriscono numeri consiliari che necessitano la massima attenzione, non fosse altro perché il Consiglio comunale dovrà governare assieme al sindaco per i prossimi 5 anni la città empedoclina.

I consiglieri comunali eletti che hanno appoggiato il candidato Iacono, seppur perdente, sono di più rispetto ai consiglieri eletti che hanno supportato il vincitore Martello, secondo i calcoli matematici dettati solo dalla politica.

Un numero risicato, ma chiaro e lampante: 9 contro 7. Attenzione, però. Il 7 potrebbe essere rappresentato dal consigliere dei 5Stelle Ersini solo se rimane folgorato sulla via dei Grandi Lavori e decidesse di passare con il sindaco in carica.

Ci spieghiamo meglio; nove sono in consiglieri di Iacono, sei quelli di Martello. Ersini è un isolato 5Stelle.Tale circostanza comporta che il sindaco non ha in Consiglio comunale la maggioranza. E sarebbe un bel guaio per Martello perché dovrebbe affrontare i consiglieri del sindaco perdente.

Non sarebbe bello nemmeno per gli empedoclini ii quali, al contrario, avrebbero bisogno di una amministrazione unita e pronta a risolvere i problemi della città.

Ma non è detto. Circolano insistenti voci che qualcosa, in tal senso, potrebbe anche cambiare. Molti cittadini soldati e asserviti confidano ancora in un colpo gobbo del puparo locale e non è assolutamente escluso che qualche spunnapedi, da oggi fino all’altro venerdi (non questo) possa arriminari i carti mettendo in atto una macumba già testata e azzeccata nelle passate elezioni.

Incontri sottobanco, notturni, tragedie, magari la promessa di qualche posticino (alimentare?) e quei calcoli dettati dalla politica andranno a farsi benedire. C’è anche da discutere la presidenza del Consiglio comunale. Non poca roba.

Tu chi mi dasti, iu chi ti detti, ambarabà ci ci co co e…voilà, quella che era la maggioranza diventa minoranza e la minoranza passa sul carro dei vincitori.

Ribadiamo che sono solo voci di corridoio. Anche perché, se tale circostanza si avverasse, la dignità di qualche consigliere comunale andrebbe a finire nel depuratore cittadino.

E non sarebbe anche tanto difficile scoprire chi è.

Aspettiamo…

La commissione Salute dell’Ars ha approvato oggi all’unanimità un atto di indirizzo per il potenziamento degli ospedali “San Giacomo d’Altopasso” di Licata e “Barone Lombardo” di Canicattì. La risoluzione impegna il governo regionale a garantire il potenziamento dei due presidi ospedalieri. Ne danno notizia in una nota la presidente e il vice presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo e Carmelo Pullara.

In particolare, l’assessorato regionale per la Salute dovrà, impartendo i relativi indirizzi all’Asp di Agrigento, dovrà adottare tutte le misure idonee, si legge nella risoluzione, “a garantire la piena copertura delle piante organiche mediante il celere svolgimento delle procedure concorsuali a tempo indeterminato per i posti vacanti; prevedere, nelle more dell’effettuazione delle superiori procedure concorsuali, l’adozione di un efficace turnazione dipartimentale, stabilendo, peraltro, che la corresponsione di prestazioni aggiuntive non abbia luogo in caso di mancata adesione agli ordini di servizio; garantire la necessaria copertura assistenziale, nel rispetto delle disposizioni vigenti, anche prevedendo ed autorizzando la corresponsione di meccanismi incentivanti;  garantire la piena operatività della sala gessi e dell’astanteria e l’attuazione del progetto ‘Il parto con il sorriso’ nel Presidio di Licata; accelerare i processi di definizione e attuazione delle convenzioni con altre aziende ospedaliere al fine del supporto all’attività assistenziale dei superiori presidi; a garantire il potenziamento della Breast Unit del Presidio di Canicattì”.

L’atto d’indirizzo porta la firma dei deputati Margherita La Rocca Ruvolo, Carmelo Pullara, Francesco Cappello, Giuseppe Arancio, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa.

I profili del personale ATA sono molteplici e il loro ruolo all’interno della gestione scolastica, differenziato in base a requisiti e competenze, è di vitale importanza ai fini del funzionamento dell’istituto stesso. Prendiamo i collaboratori scolastici ad esempio che oggi svolgono una di queste funzioni fondamentali per assicurare lo svolgimento dell’attività didattica.  A livello contrattuale,

“Profili di area del personale ATA” del quale citiamo un frammento nel quale si attesta che il collaboratore scolastico: Nello specifico è dovere di chi ricopre il ruolo di collaboratore scolastico occuparsi dello svolgimento delle seguenti mansioni: Deve occuparsi di vigilanza, accoglienza e sorveglianza degli alunni (nei periodi antecedenti e successivi all’orario delle lezioni, durante la ricreazione, nella sala mensa o durante l’assenza degli insegnanti); Deve svolgere servizi di custodia e sorveglianza dei locali scolastici;  Deve effettuare le pulizie straordinarie; Deve collaborare con i docenti; Deve impedire che gente estranea, non autorizzata dal preside, entri nelle aule; Deve segnalare al responsabile della sicurezza e al Dirigente scolastico le situazioni di pericolo; Deve occuparsi di carico, scarico, trasporto e sistemazione di materiale vario, didattico e non; Deve controllare e mantenere lo stato di conservazione del materiale didattico e non; Deve essere sempre presente sul lavoro, fatta eccezione per occasioni giustificate da valide motivazioni; Deve effettuare commissioni all’esterno della scuola, solo se ciò è richiesto dalla Direzione o dalla Segreteria; Deve sostituire i colleghi in caso di assenza; Deve pulire i bagnile aule e tutti i locali scolastici; Deve prestare assistenza agli alunni disabili o diversamente abili (occupandosi di tutte le loro necessità, anche di cambiare il pannolino se necessario)  Quali sono i compiti dei Collaboratori Scolastici nei confronti degli alunni con disabilità? Ai collaboratori scolastici è affidata la cosiddetta “assistenza di base” (corso teorico di di formazione di 40 ore) degli alunni con disabilità. Per assistenza di base si intende l’ausilio materiale agli alunni con disabilità all’interno della scuola, nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse. Sono comprese anche le attività di cura alla persona, uso dei servizi igienici e igiene personale dell’alunno con disabilità. In una scuola inclusiva l’assistenza di base è parte fondamentale del processo di integrazione scolastica e attività interconnessa con quella educativa e didattica. Se coinvolto in questo modo, il collaboratore scolastico partecipa al progetto educativo e collabora con gli insegnanti e la famiglia per favorire l’integrazione scolastica (CM 3390/2001).  A questo proposito, Aldo Mucci, del Sindacato Generale di Base, SGB Scuola, ha ribadito nell’incontro presso la Commissione ARS Sicilia, che gli ATA  possono svolgere compiti di base, ma per l’assistenza continua dei disabili gravi e gravissimi non autosufficienti ci vogliono operatori specializzatiIl personale ATA non può gestire un disabile non deambulante e non autosufficiente, questo nel supremo interesse dell’alunno e nel rispetto delle norme non solo di origine contrattuale. Il servizio, deve essere affidato a personale specializzato e non scaricato sul personale ATA.

Due studi odontoiatrici, con sede a Menfi e Sciacca, già accreditati con il sistema sanitario regionale, al fine di poter erogare prestazioni per conto dello stesso S.S.R., avevano presentato apposita richiesta di contrattualizzazione all’Asp di Agrigento, la quale, tuttavia, differiva la contrattualizzazione di tali strutture alla previa adozione di “specifiche disposizioni da parte dell’Assessorato Regionale della Salute sulle procedure di selezione da utilizzare”.
I titolari delle due strutture, pertanto, ritenendo illegittima la nota dell’Asp, decidevano di agire in giudizio, assistiti dagli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione degli effetti, della suddetta nota resa dall’Azienda Sanitaria.
In particolare, gli avv.ti Rubino ed Impiduglia richiamavano l’ormai conclamato orientamento giurisprudenziale secondo il quale le strutture accreditate che ne facciano richiesta devono essere contrattualizzate, non potendo protrarsi “una situazione di oligopolio in favore delle strutture a suo tempo contrattualizzate, destinate, quindi, a gestire l’intero fabbisogno all’infinito”, ovvero fino alla loro chiusura.
In attesa della definizione nel merito del giudizio, i Giudici Amministrativi hanno accolto la domanda cautelare formulata dai legali G. Rubino e G. Impiduglia, ribadendo l’obbligo dell’Asp di determinarsi in via autonoma rispetto alle istanze di contrattualizzazione ricevute
L’Asp di Agrigento, pertanto, in ottemperanza alla superiore pronuncia cautelare, dovrà riscontrare le richieste di contrattualizzazione delle due strutture odontoiatriche di Menfi e Sciacca, riesaminando il proprio operato alla luce delle osservazioni formulate in giudizio dai ricorrenti.

Le condizioni meteo continua a peggiorare,  adesso a fare più paura è il vortice ciclonico che si è sviluppato sul Mediterraneo che procede in rotta verso la Sicilia che dovrebbe fare il suo arrivo domani, 28 ottobre.

Sarà quindi un giovedì di forte maltempo con raffiche di tempesta e il rischio di violenti nubifragi.

“Il vortice ciclonico che si è sviluppato sul Mediterraneo continua a insidiare i settori meridionali dell’Italia. Dopo essersi leggermente allontanato dal nostro territorio nella giornata di oggi, domani tornerà a farsi più intenso e ad avvicinarsi alla penisola, determinando un nuovo rinvigorimento del maltempo sulle estreme regioni meridionali.
Ancora una volta i fenomeni meteo più intensi, con il rischio di violenti nubifragi, si concentreranno soprattutto fra Calabria e Sicilia.

Anche venerdì il maltempo insisterà, a tratti intenso, più che altro su Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre nel resto d’Italia la situazione meteo si mostrerà decisamente più tranquilla – e quanto si apprende dal sito meteo.it”

Alla conclusione della seduta straordinaria e urgente del governo regionale, tenutasi  al Palaregione di Catania, convocata dal presidente Nello Musumeci , è stato deliberato lo stato di emergenza regionale e la richiesta di riconoscimento al governo centrale dello stato di calamità nazionale. Alla seduta straordinaria hanno partecipato anche il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, che ha relazionato sull’ondata di maltempo che da alcuni giorni sta devastando la Sicilia orientale.
Il presidente della Regione , Nello Musumeci, ha anche avuto stamane un colloquio con il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, che ha partecipato a Catania a un vertice in prefettura. Musumeci ha evidenziato al dirigente dello Stato la necessità di seguire a Roma procedure assai celeri per dare le necessarie risposte al territorio e alle aziende così pesantemente colpite.
La ricognizione dei danni – per la quale sono già stati attivati gli uffici regionali della Protezione civile, del Genio civile e degli Ispettorati agrari – sarà possibile solo dopo il cessato stato di allerta, che purtroppo potrebbe protrarsi fino a domenica.

“Gli eventi disastrosi che hanno colpito la fascia ionica siciliana ed in particolare la città di Catania, da un lato sono il frutto della spiccata antropizzazione e cementificazione dell’area pedemontana sud orientale etnea, che ha ridotto l’infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo, dall’altro sono la conseguenza della mancata realizzazione di adeguate opere di regimazione e smaltimento delle acque bianche”. È il commento di Fabio Tortorici, Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi all’indomani del nubifragio che ha flagellato Catania e l’intera provincia provocando la morte di un uomo che denuncia: “il capoluogo etneo ancora si allaga, essendo sprovvisto di un ‘canale di gronda’, pronto solo sulla carta. “La mano dell’uomo – prosegue – ha spesso avuto un ruolo predominante su alcune scelte errate dello sviluppo urbanistico. Una parte meridionale della città si è sviluppata sul corso del fiume Amenano, una naturale linea di impluvio che è stata tombata e su cui sono state realizzate abitazioni. Questo corso d’acqua alimentava il lago di Nicito, in parte ricoperto dalla colata lavica che raggiunse Catania nel 1669 ed in parte obliterato dalla antropizzazione con la costruzione di palazzi. Non è un caso se le aree in cui scorreva l’Amenano (Pescheria, piazza Alcalà, Piazza S. Francesco, villa Pacini, ecc.) oggi sono state invase dal ruscellamento delle acque che si sono riappropriate del loro originario percorso” spiega Tortorici.

L’area del centro storico di Catania è stata invasa da una quantità impressionante d’acqua sotto l’azione di un potente uragano mediterraneo, previsto dai modelli matematici predisposti dai meteorologi, che ha scaricato sulla città di Catania oltre 200 mm di pioggia in 24 ore e nell’hinterland (Stazione SIAS di Linguaglossa) sono stati superati i 600 mm di pioggia in 72 ore toccando punte di intensità pari a 400 mm in 20 ore.  “Gli eventi estremi nell’area mediterranea si stanno facendo sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico con la temperatura media dell’area in continua risalita e la circolazione meteorologica in evoluzione” dichiara Filippo Cappotto, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Gli avvisi della protezione Civile ci sono stati e allerte rosse sono state diramate, ma non è bastato – continua -. Questi eventi possono concentrarsi puntualmente in una determinata area e la loro evoluzione non è facile da prevedere con tempi di risposta adeguati del sistema, ma dobbiamo conoscere i nodi critici del nostro territorio e i Piani di Emergenza. È fondamentale che tutti i comuni si dotino di piani di Protezione Civile adeguati che definiscano con chiarezza gli scenari e i modelli di intervento e che vengano attivati con decisione e giusta consapevolezza già in fase di pre-emergenza.

Molto si sta facendo per la difesa del suolo, con ingenti interventi economici che denotano una maggiore attenzione nei confronti del territorio, ma è necessario pensare a strategie di gestione territoriale non più legata solo ed esclusivamente ad opere strutturali, che in alcuni casi possono rivelarsi peggiorative del problema, ma a misure non strutturali associate al monitoraggio esperto e continuo del territorio. Questa catastrofe infatti – prosegue Cappotto – mette in luce, da un lato, la fragilità di un contesto territoriale vulcanico attivo, complesso, dove il reticolo idrografico superficiale è stato più volte obliterato e modificato dalle colate laviche, e dall’altro come il sistema di difesa del suolo debba seguire nuove politiche ambientali volte alla rinaturalizzazione del territorio,  sfruttando sempre più competenze di professionisti geologi, formati per la realizzazione di quella ‘progettazione geologica’ che deve essere avulsa dalla cementificazione ricorrente, molto spesso rivelatasi non risolutiva, ma addirittura causa dello stesso fenomeno” conclude il vice presidente Cappotto.

34 i nuovi casi Covid in provincia di Agrigento con il nuovo bollettino dell’Asp: ci sono 34 positivi e 40 guariti con un nuovo ingresso in terapia intensiva. Nessun decesso e 296 tamponi processati.

4 le persone in degenza ordinaria con tre ricoverati al “Fratelli Parlapiano” e 1 ricoverato in ospedali fuori provincia. Sale invece a 3  il numero dei soggetti che si trovano ricoverati in terapia intensiva.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento: 18 (+6); Aragona: 1 (stabile); Burgio: 2 (stabile); Campobello di Licata: 1 (stabile); Canicattì: 35 (stabile); Casteltermini: 1 (stabile) che è un migrante ospitato in un centro di accoglienza; Cattolica Eraclea: 24 (stabile); Favara: 4 (stabile); Grotte: 3 (stabile); Licata: 17 (stabile); Lucca Sicula: 2 (+1); Naro: 23 (+6); Palma di Montechiaro: 24 (-14); Porto Empedocle: 5 (-5); Raffadali: 15 (stabile); Ravanusa: 3 (+2); Ribera: 6 (-3); Sambuca di Sicilia: 1 (stabile); Santa Margherita di Belice: 1 (stabile); Santo Stefano Quisquina: 1 (stabile); Sciacca: 32 (+3); Siculiana: 1 (stabile); Villafranca Sicula: 6 (-3).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Castrofilippo, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Menfi, Montallegro, Montevago, Racalmuto, Realmonte, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro e Santa Elisabetta.