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Il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara ha nominato Rosalia Spataro responsabile per la provincia di Palermo del comparto Sport e Spettacolo. ” Confasi– dichiara il presidente regionale Davide Lercara- ritiene di estrema importanza tutalare i lavoratori dipendenti del settore e per tali ragioni ha inteso creare all’interno del sindacato un comparto dedicato”. In Sicilia a causa della pandemia in corso sono rimasti senza lavoro centinaia tra attori, musicisti, comici, operatori e costumisti. Analoga situazione si è verificato per quanti sono impegnati nel mondo dello spor,  soprattutto quello dilettantistico. Numerosi sono gli impianti e le strutture sportive in Sicilia che, non riuscendo a contrastare le perdite dovute alle mancate attività hanno chiuso i battenti.  ” Il nostro sindacato– conclude Lercara- intende dare voce e sostegno a questi settori ben sapendo che tante sono le problematiche da affrontare“.

Sì, no, con il pubblico, senza pubblico, a febbraio, no a marzo.
Insomma intenzionati a farlo anche quest’anno, il Festival di Sanremo, alla fine tra mille problemi e critiche, sono riusciti a realizzarlo. E se l’idea era quella di far dimenticare per qualche giorno (per qualche ora) che viviamo ormai in tempo di pandemia, allora a prescindere dal risultato che porteranno a casa, ci sono riusciti.

Perché è proprio vero che un anno fa, il Festival di Sanremo fu l’ultimo momento felice e spensierato prima della drammaticità dei tempi che sono accorsi e che ci hanno investiti.

E siccome squadra che vince non si cambia, ecco anche quest’anno Fiorello che affianca Amadeus, ed anche quest’anno il Festival è in duo. Amadeus, che già dallo scorso anno aveva preso dimestichezza che le dinamiche della Kermesse, non fa fatica a riprendere lì dove aveva lasciato e Fiorello, che ormai è uno showman collaudato, balla e canta senza incertezze e la sua performance, tra gag e stacchetti musicali quasi rassicura.

Non è inutile sottolineare che Sanremo è Sanremo perché sostenuto da una orchestra strepitosa, guidata dal maestro De Amicis, che vanta musicisti di caratura e che quest’anno, fanno anche il sacrificio di suonare con indosso le mascherine. E sono quelle, insieme al carrello che trasporta i fiori per le signore del Festival a ricordarci che siamo in tempo di covid.

Quest’anno la scelta della figura femminile ricade – per fortuna – su una giovane attrice “made in Italy”, Matilda De Angelis, che ha dalla sua il fatto di essere autentica nei suoi pochi centimetri di altezza, senza troppe sovrastrutture e di possedere la spigliatezza di chi per mestiere deve essere qualcos’altro sembrando credibile. Carino il monologo sul bacio, ed è anche una discreta cantante, che a metà festival si cimenta in duetto con Fiorello in “Ti lascerò” che fu di Oxa-Leali.

Il pubblico non c’è, così come da decisione finale, ma non manca.
In fondo, di solito è un pubblico solo di bei vestiti e di autorità Rai nelle prime file; per il resto non è mai stato un pubblico chissà quanto competente o di slancio. Gli applausi sono finti e su questo dettaglio Amadeus in apertura di Festival dichiara “penserò che siano quelli degli spettatori da casa“.

Lo dico adesso così mi tolgo il pensiero, le canzoni in gara non sono un granché e nella prima serata ho apprezzato molto più i cantanti ospiti che quelli che si contengono la vittoria.

Diodato il primo, che ricanta il pezzo vincitore della scorsa edizione; emozioni e ricordi, qualche stonatura, ma alla fine resta un bel regalo fatto all’Ariston. E poi la Bertè in forma e in gamba, che all’Ariston regala un medley dei suoi successi, ben arrangiati, interpretati per come si deve e appassionata, mentre porta sul palco le scarpe rosse simbolo della lotta contro la violenza delle donne. C’è spazio anche per il nuovo singolo “Figlia di…” un brano autobiografico, sincero e ironico firmato dalla stessa Bertè, con Pula e Chiaravalli. E poi Achille Lauro, che calvalca l’onda ed è sicuro nel suo ruolo e nel suo look.

Superospite della prima puntata, Zlatan Ibrahimović, che riempie il tempo che gli è concesso con qualche battuta e la sua imponente fisicità.

Prima dei big in gara, partono le nuove proposte: niente di che, ma se sai cantare vien fuori e così delle prime 4 nuove proposte salvo lui, Folcast, classe 1992, di Spinaceto, famiglia di musicisti, suona un po’ tutti gli strumenti e poi però approda alla chitarra che diventa sua compagna di viaggio. Con la sua “Scopriti” si assicura l’accesso alla finale. Buono il pezzo, bella la voce del cantautore e una buona capacità di gestire il mezzo vocale.

In una prima serata che si allunga fino a notte fonda, Amadeus trova il tempo per un appello alla liberazione di Patrick Zaki, lo studente dell’università di Bologna detenuto da un anno in Egitto.

Sarà che la prima sera della famosa kermesse, l’audio non è proprio al meglio o che i pezzi ci sono sconosciuti e facciamo fatica a metabolizzare testo e musica, ma al primo ascolto dei 13 brani in gara, non mi è sembrato ci fosse un gran livello di canzoni, ma come tutti gli anni ci sono delle certezze e delle conferme, oltre a qualche sorpresa che spiazza.

A parte che la classifica di gradimento stona completamente con la realtà delle esecuzioni, dire che quel primo posto di Annalisa, che ha cantato per terzultima è apparso scontato, visto che lei è sempre quella impeccabile, quella senza mai un pelo fuori posto, che canta senza stonare mai, che ha sempre il pezzo che le è congeniale, che è sempre la prima della classe, che è sempre prima, senza però vincere mai. “Dieci” il suo pezzo, e fosse solo perché non ha sbagliato una nota, lei è tra i big che salvo dalle prima serata del Festival. Insieme a lei Max Gazzé con “Il farmacista“, testo con il quale il bravo cantautore, veterano del Festival, vestito come un Farmacista dell’epoca di Leonardo, instaura un ipotetico dialogo con una donna, alla quale regala una seria di “rimedi” per i suoi malanni d’amore. Alcuni riferimenti a “L’elisir d’amore” di Donizzetti, fanno del pezzo una chic-cheria.

E dulcin in fundo – che però lui è proprio in fondo alla classifica – il mio preferito tra i big della prima serata del Festival di Sanremo è Ghemon, in abiti più sobri rispetto al solito, con indosso un completo scozzese e i capelli in libertà con la sua “Momento perfetto“. Il giovane avellinese, quasi irriconoscibile sul palco dell’Ariston, vince per me, per testo e arrangiamento e quel “country bluegrass folk” che a Sanremo porta una ventata di spensieratezza e di voglia di cantarla. Il ritornello si infila in testa e scommetto che questo pezzo sarà il pezzo dell’estate 2021.

Ci tengo a precisare che alcune mie aspettative sonore sono rimaste deluse: Arisa, per esempio, con una canzone scritta da Gigi D’Alessio che non le ha dato la possibilità di esprimersi a dovere. Rivorrei l’Arisa di “Sincerità”, anche se i tempi cambiano ed anche i dolori.
Bellissima nel suo vestito d’argento Noemi, ma poco arrosto, brano debole, non mi ha convinta.

Tra i nomi meno conosciuti ma inseriti tra i Big, bene Madame, rapper italiana, 18 anni, buono il pezzo “Voce”, da riascoltare sicuramente.

Renga, non pervenuto.

Maneskin, tanto rumore, poca sostanza.

Pessimi Fedez Michielin.

Ultima riflessione sulla scelta dell’infermiera Alessia Bonari, ospite di Amadeus in questa prima puntata, che è divenuta famosa per i segni della mascherina sul volto, dopo ore e ore in un reparto covid nella scorsa primavera. Avrei fatto un’altra scelta, avrei invitato la donna la cui foto è divenuta il simbolo dell’emergenza covid, Elena Pagliarini, ma mi rendo conto che alcune scelte nascono da alcuni cliché e si sa “Sanremo è Sanremo”.

A domani

La Stammelluti

A Palermo, al palazzo di giustizia, in Corte d’Appello, il procuratore generale Sergio Barbiera, a conclusione della requisitoria, ha proposto la conferma delle condanne già inflitte in primo grado nell’ambito dell’inchiesta antidroga a Favara cosiddetta “Fortino”. Per Emanuele Di Dio, 42 anni, sono stati proposti 7 anni e 6 mesi, poi Salvatore Stagno, 47 anni, 6 anni, Abass Bukary, 26 anni, 4 anni e 2 mesi, Massimo Crapa, 46 anni, 3 anni e 4 mesi, e Rosario Crapa, 31 anni, 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Maxi operazione della Guardia di Finanza di Catania contro l’infiltrazione di Cosa nostra nelle scommesse illegali online. I militari, con il supporto dello Scico di Roma, hanno eseguito 23 misure cautelari in Sicilia, Emilia Romagna, Puglia, Germania, Polonia e Malta. I reati ipotizzati dalla Procura antimafia etnea sono esercizio abusivo di gioco e scommesse, evasione fiscale, truffa aggravata e autoriciclaggio con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa Santapaola-Ercolano. Nell’operazione cosiddetta ‘Doppio Gioco’ sono indagate complessivamente 336 persone. Su proposta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro di beni e società per 80 milioni di euro.

Ad Agrigento, Gianni Tuttolomondo, Claudia Alongi e Roberta Zicari, di “Diventerà bellissima”, hanno incontrato i tecnici del Comune nel merito del Pudm, il Piano di utilizzo del Demanio marittimo. A termine della riunione, i tre affermano: “Il Piano è un’occasione di rilancio per il nostro meraviglioso litorale. Grazie all’adozione del Piano del Demanio sarà nostra cura rendere il litorale più bello, prestando massima attenzione ai materiali ed ai colori utilizzati per il decoro urbano e per i chioschi. Grazie a questo strumento saranno potenziati servizi come docce, passerelle accessibili a tutti, corridoi per le barche, i parcheggi a San Leone, e le aree dedicate ai nostri amici animali ed alle associazioni sportive. Crediamo davvero nelle potenzialità del nostro litorale ed invitiamo ordini professionali, associazioni di categoria, cittadini a confrontarsi con noi e partecipare con proposte ed idee alla redazione di questo prezioso strumento”.

A San Cipirello, in provincia di Palermo, nella chiesa madre Maria Santissima Immacolata, diverse persone si sono picchiate non appena è terminata la celebrazione del battesimo. Dopo insulti durante le foto di rito, parenti e familiari del piccolo battezzato, i cui giovani genitori sono separati, si sono colpiti a calci e pugni. I carabinieri della locale stazione hanno denunciato 12 persone per rissa. A scatenare lo scontro è stata la pre-esistente tensione tra i componenti dei due nuclei familiari. Il parroco è intervenuto per sedare gli animi. Nessuno dei rissanti ha subito lesioni.

A Palermo, al palazzo di giustizia, la Corte d’Appello ha condannato a 6 anni di reclusione Antonio Massimino, 52 anni, di Agrigento, ed a 5 anni Liborio Militello, 51 anni, anche lui di Agrigento, imputati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso a danno di un imprenditore edile di Agrigento. In primo grado, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale di Agrigento ha assolto Massimino e condannato solo Militello a 4 anni di carcere.

“Mancante equilibrio tra entrate e uscite”: il governo Draghi impugna le variazioni di bilancio approvate dall’Assemblea Regionale. I dettagli.

Alla Regione Siciliana, alla scadenza dell’esercizio provvisorio, non sono stati approvati i documenti contabili prefissati, ovvero la finanziaria, il bilancio e il rendiconto 2019 sul quale poi si attende il giudizio di parifica della Corte dei Conti. La mancata approvazione entro febbraio rischia di incidere negativamente sull’accordo tra Regione e Stato per pagare a rate in 10 anni il disavanzo da 1 miliardo e 700 milioni di euro. Lo stesso accordo, firmato il 14 gennaio scorso, ha imposto alla Sicilia misure di contenimento della spesa, almeno fino a 40 milioni di euro nel 2021. A seguito di tutto ciò, laconico è il commento dell’opposizione, di Giuseppe Lupo e di Antonello Cracolici, del Partito Democratico, che affermano: “Musumeci ha firmato l’autocertificazione della propria incapacità di guidare la Sicilia, a fronte della piena emergenza sanitaria, economica e sociale in corso”. Adesso un’altra tegola si abbatte. Infatti, il governo Draghi ha impugnato le variazioni di bilancio approvate dall’Assemblea Regionale a dicembre. Si tratta della prima impugnativa del nuovo governo. Più nel dettaglio, secondo il governo nazionale, le variazioni di bilancio si pongono in contrasto con il principio dell’annualità del bilancio e conseguentemente dell’articolo 81 della Costituzione in cui si legge che lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. Per Roma ricorre dunque un problema di costituzionalità perché non risulta rispettato il principio costituzionale dell’annualità di bilancio in termini di equilibrio tra entrate e uscite. Ed ancora Cracolici commenta: “La Regione è nel caos più assoluto. Non c’è ancora il rendiconto, non si sa quant’è il disavanzo da coprire, siamo una Regione quasi da commissariare. E’ come una valanga che sta scivolando dalla montagna e trascina tutto. La famosa finanziaria di guerra è rimasta sulla carta, sono stati distribuiti pochi spiccioli, dopo un anno. E non si vede orizzonte. Già in Assemblea le opposizioni hanno denunciato che non c’erano le coperture per le variazioni di fine dicembre. Erano subordinate all’accordo con lo Stato che è arrivato a gennaio. Ma d’altronde anche sulla legge di riforma degli appalti avevamo detto che si andava verso la bocciatura dello Stato e non perché eravamo cassandre”. Nel frattempo, la nuova finanziaria regionale e il bilancio si apprestano ad iniziare il loro percorso in Commissione Bilancio. E l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, prospetta: “Si tratta di documenti che hanno una dote finanziaria significativa, che superano i 20 miliardi di euro, ed è giusto che siano approvati il prima possibile per liberare risorse per la nostra Sicilia”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sono Palermo, Catania, Messina, Trapani, Milazzo, Porto Empedocle e Sciacca le tappe siciliane di “Nauticinblu”, il progetto di educazione e informazione ambientale di Marevivo che si rivolge agli studenti di 18 istituti nautici di tutta Italia con l’obiettivo di formare una Generazione Oceano in grado di guidare la crescita economica in modo responsabile e attento alla sostenibilità ambientale e realizzato grazie alla MSC Foundation, Main Sponsor dell’iniziativa, e a Grimaldi Lines, Fondazione Terzo Pilastro e Caronte&Tourist.

Sono intervenuti alla presentazione del progetto tutti gli studenti e i dirigenti scolastici destinatari dell’iniziativa, il direttivo nazionale e regionale di Marevivo Onlus ed il Comandante Generale del Corpo Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino che ha esortato gli studenti all’impegno e alla responsabilità nei confronti del mare e delle sue risorse auspicando che possano diventare non solo attenti professionisti del mare, ma anche bravi cittadini. In Sicilia il progetto coprirà il 70% degli istituti nautici presenti su tutto il territorio. Tra questi, come si diceva, anche l’istituto nautico di Sciacca del Don Michele Arena.

Da ieri e fino a fine aprile quasi 500 studenti avranno la possibilità di confrontarsi con esperti del settore ambientale su temi quali tutela della biodiversità, impatto dei cambiamenti climatici, protezione degli oceani, economia circolare e importanza delle Aree Marine Protette. Per il lancio iniziale è prevista una lezione collettiva cui parteciperanno – in modalità online – tutti gli studenti degli Istituti coinvolti insieme ad esperti di Marevivo. Un obiettivo oggi più che mai urgente, commentano gli organizzatori: la pandemia, infatti, si è rilevata l’ennesima dimostrazione di quanto il Pianeta sia ormai stremato, e formare una nuova generazione attenta e responsabile nei confronti di temi quali la tutela ambientale e il rispetto del mare è l’unico modo per non commettere nuovamente gli errori del passato.

Quest’anno, a causa della pandemia, l’esperienza didattica si attuerà principalmente attraverso la didattica a distanza ma privilegiando collegamenti esterni con centri di recupero tartarughe, subacquei in immersione e visite virtuali nei musei. Durante l’evento finale di premiazione, che avverrà anche questo in modalità virtuale, gli studenti presenteranno il loro lavoro finale e riceveranno l’attestato di partecipazione.

I posti letto dell’Unità Operativa Complessa di Medicina dell’ospedale di Sciacca, “requisiti” per necessità nel corso dalla crisi epidemiologica in atto per essere destinati al trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, tornano alla loro destinazione originaria. La ritrovata disponibilità dei posti in Medicina del nosocomio saccense è il risultato dell’attivazione di dodici posti di degenza ordinaria Covid presso il presidio ospedaliero di Ribera. Qui convergeranno gli eventuali ricoveri degli ammalati da coronavirus grazie al completamento delle azioni di verifica preventiva che hanno dato il via libera da ieri, lunedì 1 marzo, alla funzionalità della degenza ordinaria Covid al “Fratelli Parlapiano”. Si tratta di un duplice, importante risultato che consente di riportare alla normalità le funzioni dell’Unità di Medicina del “Giovanni Paolo II” e, contestualmente, inaugura l’utilizzo specifico del Covid-Hospital di Ribera. Presso l’ospedale crispino sono in dirittura d’arrivo gli interventi che porteranno ad un ulteriore ampliamento a quaranta posti della degenza ordinaria Covid e all’attivazione delle terapie intensiva e sub-intensiva.