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Anche l’ospedale di Ribera tra i Covid Hospital siciliani. E’ arrivato oggi in commissione il piano dell’assessore Razza che premia le richieste in tal senso del M5S all’Ars, che in questa direzione aveva presentato una mozione a prima firma di Giovanni Di Caro.

Esprimiamo soddisfazione per questo – affermano i deputati 5stelle componenti della commissione Salute, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca – anche se per la sua attivazione si dovranno attendere i tempi tecnici, i relativi interventi strutturali per l’incremento dei posti di terapia intensiva e di degenza ordinario e l’eventuale esaurimento dei posti letto nel presidio di Sant’Elia per il bacino Agrigento-Caltanissetta. A questo punto, però, si rende necessario l’intervento del governo affinché sospenda le determinazioni della rete ospedaliera attualmente vigente al fine di scongiurare la chiusura a tappe del presidio di Ribera, prevista per fine anno. Si intervenga subito o altrimenti saranno state ancora una volta promesse a vuoto. Vogliamo un presidio funzionante e non una cattedrale nel deserto”.

Il riconoscimento dell’ospedale di Ribera come Covid hospital – dice Di Caro – premia una battaglia del Movimento che da gennaio scorso pressa per scongiurare la chiusura del pronto soccorso e fare dell’ospedale dell’Agrigentino un centro d’eccellenza per le malattie infettive Per questo ho presentato una risoluzione ed una mozione cui hanno contribuito i cittadini e gli attivisti per difendere una struttura che riveste grande importanza, anche per la sua posizione geografica”

Nel Canale di Sicilia 185 migranti sono stati intercettati dalla Guardia Costiera della Libia, e sono stati scortati nuovamente a Tripoli. A terra, ad assistere allo sbarco, sono stati gli inviati dell’Oim, l’agenzia internazionale delle migrazioni, che rilancia l’allarme sulle condizioni e sui rischi a cui sono soggette le persone riportate in Libia. Federico Soda, inviato dell’Oim in Libia, ha dichiarato a Repubblica: “La scorsa notte il nostro staff era al punto di sbarco a Tripoli per provvedere all’assistenza in emergenza di 185 persone riportate indietro dalla Guardia Costiera. Noi continuiamo a sostenere che la Libia non è un porto sicuro. Soluzioni alternative devono essere trovate”. Soda ha poi confermato la notizia secondo cui almeno 20 migranti sono morti ieri nel naufragio della loro imbarcazione innanzi alle coste tunisine.

Nella maggior parte delle regioni italiane, si è concluso questo particolare anno scolastico, che sarà ricordato come l’anno del Covid-19.

Anno in cui il Governo ha stoppato le lezioni in classe nel mese di Marzo, a causa dell’emergenza sanitaria, chiedendo uno sforzo straordinario agli insegnanti, agli studenti ed anche alle famiglie, per concludere il percorso scolastico con la didattica a distanza.

Ma come riprenderà la scuola a Settembre?

Su come riprenderanno le lezioni, sono tante le ipotesi proposte dal professor Patrizio Bianchi, coordinatore del Comitato di esperti, costituito dalla ministra Lucia Azzolina.

Si ragiona; lezioni all’aperto con cambio del modello didattico, sull’adattamento del numero di alunni per classe, sulla rimodulazione dell’orario annuale, sulla durata delle lezioni e su come valorizzare la figura dell’Educatore.

In classe o a casa, insieme o divisi, plexiglass sui banchi o no; il centro territoriale (cts) ha tuttavia fornito un documento nel quale spiega le norme da adottare per il rientro in aula di studenti, docenti e tutto il personale scolastico; tra i cardini del documento ci sono il distanziamento fisico, le misure di igiene e la prevenzione.

Sulla ripresa scolastica si è discusso abbondantemente fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria rimandando, ovviamente, il tutto a settembre, e, nonostante la task force, non si è mai raggiunto un’ accordo.

È ormai una corsa contro il tempo, tra la stabilizzazione del personale scolastico, nuove assunzioni e la riorganizzazione della didattica scolastica; mancano poco più di tre mesi ed il mondo della scuola, tra una chiacchiera e l’altra, si trova ancora fermo alle proposte, non avendo fornito, pur avendone diritto, risposte a tutti coloro appartenenti al mondo dell’istruzione.

Ad Agrigento i buoni spesa del Comune in arrivo, ma sul telefono cellulare. E’ stato pubblicato l’avviso pubblico del Comune di Agrigento per la distribuzione dei buoni spesa per sostenere le famiglie a fronte dell’emergenza covid. Ai beneficiari che hanno già percepito i buoni spesa nel mese di aprile, l’ulteriore buono di maggio arriverà sotto forma di credito elettronico. I beneficiari di questa terza distribuzione, senza necessità di presentare ulteriori istanze, riceveranno un sms sul proprio telefonino con il quale sarà comunicato un numero pin e l’ammontare del credito da spendere negli esercizi convenzionati.

Semaforo verde dall’assessorato regionale alla Sanità all’allestimento di un Covid-Hospital all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Si tratta di un’iniziativa già ipotizzata nei mesi scorsi quando l’emergenza coronavirus è stata molto più pregnante. La struttura sarà riferimento per le province di Agrigento e Caltanissetta, e sarà dotata di 40 posti di degenza ordinaria. Il Covid-Hospital di Ribera servirà inoltre come punto di riferimento emergenziale di posti disponibili nel caso che altre strutture a disposizione siano sature.

Prospettive positive per il vaccino contro il coronavirus. Molto probabilmente, se tutto procede bene, le prime dosi saranno disponibili tra l’autunno e l’inverno prossimo. Così ha affermato, ad Agorà su Rai Tre, Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità e Consigliere del ministro alla Sanità, Roberto Speranza. Walter Ricciardi ha spiegato: “Rispetto ad un vaccino contro il coronavirus, l’Europa è molto più avanti degli Stati Uniti. Ci stiamo organizzando affinché una parte sostanziale sia prodotto in Italia. Quindi ci stiamo organizzando per essere tra i paesi leader. L’Europa è avanti rispetto agli Stati Uniti perché il vaccino che si sta sviluppando, quello che vede unita l’Università di Oxford in collaborazione con un’azienda di Pomezia, è in una fase di sviluppo più avanzata rispetto all’altro. Rispetto ai tempi, se vanno le cose bene in autunno-inverno potremmo avere le prime dosi e naturalmente anche quelle per gli italiani”.

La Procura di Agrigento, tramite la sostituto procuratore Chiara Bisso, ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari al direttore sanitario dell’ospedale di Agrigento, Antonello Seminerio, 65 anni, in riferimento a presunte omissioni d’atti d’ufficio allorchè non avrebbe adempiuto alle iniziative di competenza volte a monitorare e prevenire l’insorgere di infezioni all’interno del nosocomio. L’indagine trae origine dalla morte di un paziente di 81 anni, Carmelo Cimino, risalente al 2015. Seminerio ha adesso 20 giorni a propria disposizione per presentare contro-deduzioni a difesa.

Agrigento. Il consigliere comunale Marco Vullo segnala all’amministrazione Firetto un incrocio pericoloso in zona Fontanelle a causa delle erbacce. Si intervenga per evitare incidenti

Marco Vullo, consigliere comunale di opposizione ad Agrigento, segnala con documentazione fotografica all’amministrazione Firetto, all’Assessore al ramo Hamel e agli uffici competenti, di intervenire con celerità per rimuovere le erbacce all’altezza dell’incrocio di Contrada Minaga a San Giusippuzzu, a ridosso dell’Ospedale Consolida di contrada San Benedetto in quanto pericolose per gli automobilisti che vi transitano quotidianamente.

“Ho constatato di persona che l’incrocio è particolarmente pericoloso a causa delle erbacce per chi si immette nella strada principale. Purtroppo svoltando a sinistra l’automobilista si ritrova in zona Ospedale e nella cosiddetta Area ex Asi e può subire un pericolo de facto. Sollecito quindi l’Amministrazione comunale ad intervenire prontamente con la pulizia e la scerbatura dell’area al fine di riportare l’arteria a una condizione di massima sicurezza e di decoro per i cittadini che sfruttano questa strada che tra l’altro è molto movimentata e trafficata per la presenza della struttura ospedaliera.”

Sono state donate un numero importante di mascherine FFP2 all’Ospedale di Agrigento da parte del Panathlon International di Agrigento.

I dispositivi di protezione individuali sono stati consegnati dal Presidente del Club Prof. Gerlando Amato personalmente al direttore sanitario dell’azienda San Giovanni di Dio di Agrigento Dott. Antonello Seminerio socio e Past Presidente del Panathlon di Agrigento.

Non possiamo che ringraziare – ha detto il manager dell’azienda ospedaliera, Dott. Seminerio – il Panathlon di Agrigento per l’importante gesto di solidarietà e per la sensibilità dimostrata dal club service agrigentino nei confronti del personale sanitario fortemente impegnato in questa difficile sfida.

Le mascherine sono state acquistate per il tramite e la preziosa collaborazione della ditta Giusi Parolino s.r.l. di Agrigento.