Home / 2020 / Giugno (Pagina 35)

Il caso abominevole del viadotto Himera lungo la A19 Palermo – Catania, in attesa della ricostruzione da 5 anni: il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, rassicura l’ultimazione dell’opera a breve. Cancelleri scrive sui social: “Continua incessante il mio impegno, e quindi di questo governo, per ridare presto ai siciliani un’infrastruttura fondamentale il cui crollo in questi 5 anni ha letteralmente diviso in due la Sicilia. Il viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania presto sarà pronto. Infatti, domani mercoledì 17 giugno inizieranno le operazioni di varo e cominceremo a portare il ponte in quota”.

Ieri i Consiglieri Comunali di Favara hanno risposto positivamente al nostro appello di “prendere atto della situazioni” che i Cittadini stanno attraversando ed hanno detto no all’aumento della Tari per l’anno 2019.
Un atto di estremo coraggio, vista la difficile situazione economico-finanziaria dell’Ente che non può essere ripianata solo con i soldi risparmiati dai Cittadini.
Oggi occorrono altri strumenti.
Non è più pensabile che “alcuni” sperperano i soldi pubblici e i Cittadini paghino le spese, ove e quando possibile.
Dalla Conferenza Stampa programmata per questo pomeriggio  dall’assessore al bilancio del comune di Favara ci aspettiamo di conoscere il piano b se c’è, e se non c’è occorre predisporlo immediatamente senza far versare lacrime di sangue ai Cittadini.
In merito proponiamo l’azzeramento dello stipendio e del gettone di presenza delle cariche pubbliche locali, così per come da sempre enunciato ma mai, ad oggi, effettivamente applicato.

di Giuseppe Moscato

Il Consiglio Comunale di Favara ha bocciato il Piano economico finanziario del servizio raccolta rifiuti solidi urbani, ovvero la TARI 2019. Troppo alto il costo che lievita inesorabilmente anno dopo anno a fronte di un servizio pessimo e che stenta a decollare nonostante il nuovo appalto plurimilionario.

Il Piano Finanziario TARI 2019 ammonta, infatti, a €. 7.099.242,72 ovvero circa 219.000,000 euro in più rispetto all’anno precedente, ha spiegato l’ing. Alberto Avenia leggendo la proposta di deliverazione. Aumento dei costi e servizio ritenuto pessimo che, uniti anche all’avversione politica dei consiglieri di apposizione e dall’assenza  dei consiglieri di maggioranza   (alcuni sono usciti proprio al momento del voto) ha causato una vera debàcle per la sindaca Anna Alba e la sua amministrazione comunale.

L’ing. Avenia espone il Piano Finanziario TARI 2019

Mancata approvazione del Piano TARI2019 che di fatto pone un ostacolo, forse insormontabile, alla chiusura del Bilancio stabilmente riequilibrato poiché, non approvando la tariffa si dovrebbe calcolare in base a quella dell’anno precedente. Ma siccome siamo già a consuntivo essendo già il servizio svolto e praticamente pagato( tranne la mensilità di dicembre 2019) si avrebbe uno sbilanciamento di circa 219 mila euro che andrebbero a configurarsi come debiti fuori bilancio, “voce non prevista” in un bilancio stabilmente riequilibrato per un Comune di dissesto finanziario qual è Favara.

Come anche i lettori meno avvezzi alle tematiche finanziarie avranno sicuramente capito la matassa non è facile da dipanare. Bastava guardare i volti dell’assessore al bilancio Maria Laura Maggiore, o quello della stessa dirigente Carmela Russello, non citiamo quello di Anna Alba che stranamente ci è sembrata più rilassata, per capire che  la strada è tutta in salita.

Un momento della seduta del Consiglio comunale

I consiglieri di opposizione, Marilì Chiapparo che ha parlato un po’ per tutti, spalleggiata da un Tonino Scalia scatenato (?) hanno spiegato il perchè del loro voto negativo e non si sono fatti “intimidire” (termine usato dagli stessi) dai presagi di sciagura rimarcati dall’assessore quando ha affermato che la mancata approvazione dalla TARI 2019 non avrebbe consentito al comune di pagare la mensilità arretrata alla Ditta , con ripercussione sugli stipendi dei netturbini, e la stabilizzazione dei precari per la probabile mancata approvazione del bilancio. “Noi stiamo dicendo No ad un Piano Finanziario dei rifiuti che non ci convince – hanno detto nella dichiarazione di voto i consiglieri – ad un servizio che non rispecchia il capitolato, a mezzi che non sono impiegati, a benefici sulla differenziata che non arrivano. Ad un costo del servizio che dal 2016 ad oggi è aumentato di oltre un milione di euro”.

Un momento della seduta consiliare

Questo il risultato della votazione: 10 NO – Maglio, Scalia, Caramazza Sergio, Chiapparo, Sorce, Sanfratello, Costa, Liotta, Castronovo Rossana e Baio. 7 SI – Castronovo Calogero, Fanara, Nobile, Cusumano, Lentini, Bellavia e Di Naro,  (alcuni dei quali usciti all’atto della votazione) –  Mossuto, Giudice, Pirrera, Failla, Sciara, Fallea, Caramazza Leonardo.

C’è stato anche il tempo di proseguire l’ordine del giorno con la trattazione del secondo punto ovvero  L’Istituzione di una Commissione di studio (art. 18, comma 1, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale) per valutare l’incidenza dei tumori nel territorio di Favara, commissione fortemente voluta dal consigliere Scalia. Ma anche in quest’occasione non ha avuto fortuna.

Infatti dopo una breve pausa per formulare un emendamento per una piccola variazione, al prosieguo della discussione è venuto a mancare il numero legale. Solo 12 i consiglieri presenti in aula: Maglio, Scalia, Castronovo Calogero, Caramazza Sergio, Chiapparo, Sorce, Sanfratello, Costa, Liotta, Castronovo Rossana, baio e Di Naro. All’aggiornamento ad un ora nessuno era presente. Seduta aggiornata alle 19,30 di stasera.

Giuseppe Moscato

La provincia di Agrigento, per quanto riguarda il sistema viario, si caratterizza per investimenti pubblici quasi inesistenti, nonostante la grave condizione infrastrutturale del nostro territorio.

Strade impraticabili; arterie importanti come la S.S. 115 che attraversa cinque province che ha dei tratti molto pericolosi ed alcuni che sembrano Regie Trazzere; il sistema della viabilità interna della zona montana oggi è in parte isolato.

Purtroppo, non vediamo prospettive future positive, ad esempio con l’arrivo di investimenti di dimensioni importanti in questo settore . Necessitano investimenti pubblici ed un’accelerazione della spesa pubblica .

Il rilancio delle infrastrutture , in particolare, per non fare un elenco sterile, necessita: – del completamento dei lavori della S.S. 640 Agrigento-Caltanissetta e della S.S. 189 Agrigento-Palermo;

– il completamento dei lavori sul ponte Morandi (detto anche Akragas 1 e Akragas 2), il cui tratto più lungo è chiuso dal 16/03/2017;

– di interventi sulla rete stradale provinciale in particolare dando priorità alle S.P. chiuse ( per es.: SPR n. 21 Montallegro-Fontana Mattei per il crollo di un ponticello   arteria che porta alle spiagge e alla Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa) ed a quelle ricadenti sul territorio montano tagliato fuori dai collegamenti più importanti: Ospedali, Scuole, Università e Servizi Pubblici, ( per es.:  la strada  provinciale n. 32 che collega i comuni montani con Ribera e Sciacca ).

E’ necessario, utile ed urgente lo studio e la progettazione ex novo di un’autostrada sul tracciato della S.S. 115 che attraversando 5 provincie (Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa) chiuderebbe l’anello autostradale siciliano ed incrementerebbe l’economia di questa fascia costiera la cui presenza di eccezionali nicchie di produzioni  agricole ed  artigianali nonché il grande patrimonio artistico, monumentale, culturale, ambientale e paesaggistico fanno la differenza.

Ciò consentirebbe lavoro per le nostre maestranze, le imprese e l’indotto del territorio per qualche decennio oltre ai benefici su Agricoltura, Turismo, Commercio e Artigianato già presente.

Fare ripartire il settore vuol dire non solo generare occupazione ma dotare la Sicilia di infrastrutture moderne, sicure e necessarie in modo, anche, da limitare il grande esodo di popolazione dai nostri centri al nord Italia ed all’estero in particolare delle giovani generazioni anche altamente qualificate ed istruite.

Questo è quello che da anni denunciamo e proponiamo. Oggi apprendiamo e sosteniamo l’appello dei Sindaci agrigentini sul finanziamento della SS 115 a chiusura dell’anello autostradale siciliano

Vincenzo Filippazzo 46 anni e Antonina Pullara 44 anni, coniugi nella vita, sono stati bloccati dai carabinieri, in seguito alla sparatoria avvenuta  all’ interno di una macelleria di Porto Empedocle.

Entrambi con precedenti, sono stati fermati con l’accusa di tentato omicidio e detenzione illegale di arma.

La coppia, si sarebbe recata in macelleria per un chiarimento con il titolare dell’attività, ma dopo un accesa discussione tra il commerciante e Filippazzo, quest’ultimo ha cercato di sparare all’ impazzata, ma l’arma per fortuna si è inceppata, evitando così una situazione che potesse diventare catastrofica.

I carabinieri, prontamente intervenuti, hanno provveduto a fermare la coppia.

A Palermo, al palazzo di giustizia, la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Appello la conferma della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Agrigento a carico di Vincenzo Giardina, 76 anni, di Canicattì, già condannato a 4 anni di reclusione per tentata prostituzione minorile e violenza sessuale. L’imputato, giudicato in abbreviato, tra l’ottobre e il novembre del 2015 avrebbe adescato in una villetta pubblica un minore di 15 anni e gli avrebbe proposto atti sessuali, in parte compiuti, in cambio di denaro.

Il governo nazionale annuncia la chiusura di Comiso e Birgi fino al 14 luglio. Smentisce Cancelleri. Nel frattempo Musumeci rilancia la vertenza Alitalia.

La ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Paola De Micheli, del Partito Democratico, ha interloquito con il ministro alla Salute, Roberto Speranza, di Liberi e uguali. E ha sentenziato: “Fino al 14 luglio, tra gli altri, saranno chiusi due dei quattro aeroporti siciliani, Comiso e Trapani Birgi. E perché? Perché la chiusura è disposta nell’ambito delle misure di contenimento del contagio da coronavirus durante la cosiddetta ‘fase 3’. Ed ancora perché, secondo i due ministri, incomberebbe su Comiso e Trapani Birgi l’impossibilità di garantire i controlli, che invece sono valutati più che sufficienti a Palermo “Falcone e Borsellino” ed a Catania “Fontanarossa”. Immediate sono state le reazioni. Ad esempio, i coordinatori di Italia Viva della provincia di Trapani, Giacomo Scala e Francesca Incandela, e della provincia di Ragusa, Marianna Buscema, tuonano: “E’ una decisione ingiusta e incomprensibile, che penalizza ancora una volta la nostra terra. Chiudere Trapani e Comiso è vergognoso. Su tali questioni noi ci giochiamo la credibilità politica della difesa del nostro territorio. Se si chiudono per l’emergenza covid i cosiddetti aeroporti minori, vorremmo capire perché nelle zone dove i contagi sono stati e sono più rilevanti, come a Bergamo, gli aeroporti funzionano regolarmente. La deputazione regionale e nazionale di Italia Viva interverrà affinchè la ministro De Micheli riveda la propria posizione”. E reagisce il presidente della Regione, Nello Musumeci, che, nel frattempo, rilancia la vertenza Alitalia. Le sue parole: “Gli scali minori sono abbandonati da Alitalia, e non è possibile in una regione che si candida a giocare una partita per il turismo da protagonista nel Mediterraneo. Come governo della Regione Siciliana, insieme ai sindaci, abbiamo concordato una vera e propria vertenza con la compagnia Alitalia, invitando al tavolo il governo nazionale. Noi siciliani ci muoviamo con l’aereo non per turismo o shopping ma perchè per noi, abitanti di un’Isola, la mobilità è essenziale. Siamo costretti. E pretendiamo un’attenzione particolare, possibilmente un biglietto unico, che non vada dai 60 ai 700 euro, ma con una tariffa unica per Milano e una per Roma”. Ancora nel frattempo, a fronte dell’annuncio della chiusura di Comiso e Birgi fino al 14 luglio, è intervenuto il viceministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, che assicura: “Ho subito contattato il presidente dell’Enac. Si tratta di un disguido burocratico. Non vi è alcuna ragione per posticipare al 14 luglio l’apertura degli aeroporti di Comiso e Trapani Birgi. I due scali saranno aperti già da domenica prossima, 21 giugno”.

(Angelo Ruoppolo Teleacras)

Agrigento, via Unità d’Italia, un magazzino sottostante un palazzo ha preso fuoco.

Si tratta di un’azienda di imballaggi alimentari di proprietà della Commer Sud; la gente travolta dal panico è scappata dalle proprie abitazioni e comunque tutto il palazzo è stato evacuato, perché le fiamme hanno raggiunto il secondo piano.

In questi momenti, i Vigili del Fuoco stanno lavorando con non poche difficoltà per domare le fiamme.

Alle operazioni ha assistito, anche il Sindaco di Agrigento Calogero Firetto, che da supporto ha chiamato anche un’autobotte del comune.

A fuoco anche le macchine ed i furgoni parcheggiati nell’ area circostante.

Uno dei proprietari dei magazzini è stato colto da malore ed è intervenuta l’ambulanza per il relativo soccorso.

Non si conoscono le cause dell’incendio.

 

 

“Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione in merito alle ultime dichiarazioni, apprese dalla stampa, secondo le quali il Governo nazionale non sarebbe in grado di assicurare i  termoscanner nei 25 aeroporti nazionali che tornano, da oggi, ad essere operativi a seguito del decreto firmato, in queste ore, dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli e dal ministro della salute Roberto Speranza e chiediamo che vengano invece assicurati tutti i controlli necessari con il coinvolgimento del personale degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF)”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Un’applicazione scrupolosa e attenta dei protocolli sanitari,  finalizzata al contenimento della diffusione del Covid-19, nella fasi di check-in, imbarco e controllo passaporti  – continua Orlando –  è oggi più che mai indispensabile e va semmai implementata   per evitare e scongiurare la tanto paventata seconda ondata di diffusione del virus”.

“Sollecitiamo pertanto – conclude il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani- l’intervento urgente dei ministri dei Trasporti, della Salute, per il Sud e il MISE perchè  vengano assicurati i necessari screening sanitari  su passeggeri e personale aeroportuale e affinchè il trasporto aereo possa tornare alla sua piena operatività in totale sicurezza”.