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Sarà presentata giovedì (18 giugno) alle 11, in piazza Marconi ad Agrigento (di fronte alla stazione centrale), le prima palina intelligente installata dalla TUA ad Agrigento. Al termine della presentazione inizierà la sperimentazione di questo nuovo pannello elettronico al servizio dei passeggeri.

Parteciperanno all’incontro il sindaco Lillo Firetto, l’assessore comunale alla Mobilità, Gabriella Battaglia e il presidente della TUA e amministratore delegato di SAIS Trasporti, Samuela Scelfo.

Sono oltre 200 i giornalisti in casa Rai che ormai da anni aspettano la definitiva stabilizzazione, dopo anni e anni di precariato.

Tra questi non sfugge il nome di Carmelo Lazzaro, storico conduttore e redattore di Teleacras il quale da dieci anni è stato capace di dimostrare ai vertici della tv di Stato che di stoffa ne ha abbastanza.

Lo conosco da oltre un ventennio; amico e collega di tante “battaglie” (a 360°…) non ho mai visto cambiare in lui la verve, lo spirito, la professionalità; che sia una tv locale o che sia la Rai.

Carmelo sa lavorare bene e dal primo giorno che ha intrapreso questa attività ha sempre dimostrato di possedere le doti per portare avanti un lavoro così difficile come il nostro. Tra l’altro, Carmelo, non ha mai aspettato che passasse per la sua via il treno della vita; molti lo hanno aspettato e ci sono saliti catapultandosi dentro, pur, spesse volte, non avendo il biglietto.

Carmelo no; Carmelo ha avuto pazienza e tanta fiducia nelle sue possibilità. Non ha mai aspettato il politico di turno, né altre scorciatoie pur di raggiungere un obiettivo. Carmelo ha sempre fatto tutto da solo, mettendo sopra i tavoli la propria professionalità, che tante volte (ma non sempre..) paga.

Ovviamente come accade nella vita non sono mancati momenti di difficoltà. Ed io, con qualche annetto in più di lui, gli dicevo una frase storica: “Carmè, taliami nell’occhi, andiamo avanti…” E lui come un treno (con tanto di biglietto…) andava avanti.

Con la scusa degli auguri ho approfittato per fare due chiacchiere con lui.

Carmelo, innanzitutto che sapore ha questo obiettivo?

 “Sapore gradevolissimo che condivido innanzitutto con i colleghi giornalisti che, insieme a me, vedono finalmente concretizzarsi gli sforzi di tanti anni di lavoro giornalistico continuo in Rai. Mi reputo molto fortunato perché ho la possibilità di svolgere il mestiere che amo sin da ragazzino e di farlo nella più grande azienda editoriale d’Europa. Finalmente giunge a compimento una lunga trattativa per il “giusto contratto giornalistico” portata avanti con grande determinazione e tenacia dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. Grazie, ovviamente, ai vertici dell’azienda ed al consiglio d’amministrazione, che hanno dato l’ok alla positiva conclusione dell’iter. Ma un pensiero – consentimi – in questo momento va agli altri colleghi che, mi auguro prestissimo, potranno anche loro centrare l’obiettivo tanto atteso”.

Da un decennio, oramai, lavori in Rai. Che anni sono stati?

“Anni importanti, bellissimi, di svolta professionale. Come si può intuire, arrivando a Roma da Agrigento avevo messo dentro il mio “bagaglio” tanti sogni, desideri, propositi ma anche incertezze. E’ stato un nuovo inizio dopo 18 anni di lavoro a Teleacras. Giorno dopo giorno, a Radio1 ho avuto l’opportunità di conoscere e confrontarmi con colleghi e tecnici di provata esperienza e grande umanità. Da loro ho ricevuto consigli, ho anche imparato tanto, ed ho maturato belle esperienze umane oltre che professionali.  Non sono mancati i sacrifici, le nottate di lavoro, ma quando gli sforzi sono ripagati dall’affetto degli ascoltatori e dai risultati tutto il resto passa in secondo piano”.

Tutto inizia da Agrigento…

“Agrigento è la mia città. La mia terra amatissima. Il cuore è sempre lì. Ad Agrigento sono nato e cresciuto, mi sono formato professionalmente. Da bambino a Radio Concordia: non avevo più sette anni e ricordo che leggevo gli indovinelli in un programma per bambini. Poi, da giovanissimo, a Radio Vela le prime radiocronache sportive che mi hanno consentito di approdare nel 1995 a Teleacras. Qui 18 anni di lavoro intenso ed emozionante nei quali ho fatto di tutto come accade quando lavori in emittenti private. E, a proposito di Teleacras, il mio grazie lo rivolgo al compianto editore Giovanni Miccichè che ha creduto in me sin dal primo giorno. Tante esperienze e bei ricordi anche con te, caro Lelio. Tu mi conosci davvero da sempre. Contestualmente, la collaborazione con il Giornale di Sicilia: grazie ad Alfonso Bugea che mi ha preso per mano fino a consentirmi di diventare giornalista professionista”.

Quali le esperienze più belle di questi anni a Radio Rai1?

“Tante. Sicuramente il servizio di “battesimo” a Radio Rai1 nel programma di informazione religiosa “Oggi2000” dedicato a don Franco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento che aveva iniziato da poco il ministero episcopale nella nostra città. Un’altra data scolpita nella mente è il 13 marzo 2013, quando Sandro Capitani, mi volle in studio con lui per co-condurre la puntata de “Le notte di Radio1” dedicata all’elezione di Papa Francesco. E poi, come non ricordare negli ultimi anni le esperienze a “Tra poco in edicola” con Stefano Mensurati. In questi anni abbiamo raccontato tanti eventi di cronaca nazionale e internazionale, politica, fino alla pandemia coronavirus che dalla fine di febbraio occupa le prime pagine dei giornali e del nostro programma. Grazie al programma “I viaggi di Radio1” ho avuto l’opportunità di conoscere tantissime interessanti realtà e persone del nostro Paese”.

Adesso cosa vedi nel tuo futuro professionale?

 “Intanto, aspetto di firmare il contratto giornalistico. Un passo alla volta. Il mio presente è Radio Rai1 e sono concentrato sull’attività che svolgo da anni: il lavoro nella redazione di “Tra poco in edicola”, la rassegna stampa notturna condotta da Stefano Mensurati; “I viaggi di Radio1 e “Top Car” condotti da Sandro Marini.  Ma permettimi di ricordare le precedenti esperienze: ho iniziato nel 2010 nell’informazione religiosa di Radio1, con il programma della domenica mattina dal titolo “Oggi2000”, curato dall’allora vice direttore del Gr Filippo Anastasi. Poi due anni intensi con il programma di attualità e approfondimento giornalistico “La notte di Radio1” con Sandro Capitani. Desidero ringraziarli tutti per le belle opportunità e per quanto mi hanno insegnato in questi anni di lavoro. Nel mio futuro professionale desidero soprattutto tanta sana informazione”.  

Carmelo, a chi dedichi questo significativo passo in avanti nella tua carriera di giornalista?

“Innanzitutto ai miei genitori, Lillo e Lia, che mi hanno messo al mondo. Li ringrazio per avermi inculcato i sani valori e per avermi sostenuto in ogni momento. Insieme a loro il pensiero va al mio super fratello Alfonso, ai miei amici di sempre che grazie alle videochiamate è stato come averli accanto in ogni momento. Il mio grazie con dedica a quanti hanno fatto parte del mio cammino personale e professionale. Facendo i nomi corro il rischio di dimenticare qualcuno e non voglio assolutamente. Tutti sono stati importanti: chi ha avuto fiducia in me e chi non l’ha avuta. Una dedica speciale a tutti gli agrigentini ed ai siciliani che in questi giorni mi hanno letteralmente e piacevolmente travolto da telefonate e messaggi. Grazie, davvero, a tutti di cuore indistintamente”.

 Vorrei dimostrare graficamente la gioia che provo in questo momento provo per Carmelo, orgoglioso del fatto che ho seguito i suoi passi sin dall’inizio. Purtroppo il grafico è così grande che non si può stampare!

Auguri amico mio di tante battaglie e complimenti!!!

Come si ricorderà, il Dott. Gaetano Di Giovanni– attuale Presidente dell’UREGA di Agrigento e Dirigente Amministrativo del Settore III del Comune di Agrigento – ha presentato domanda per l’inserimento nell’elenco dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende sanitarie locali.
Tuttavia, lo stesso – nonostante i numerosissimi titoli vantati – non è stato inserito in tale elenco.
Pertanto, il dott. Di Giovanni – assistito dall’avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha presentato apposito ricorso innanzi al TAR Lazio Roma, chiedendo l’annullamento degli atti con i quali era stato escluso dal suddetto elenco.
In particolare, con il ricorso, è stata contestata la mancata valutazione di due diversi Master di Primo Livello vantati dal Dott. Di Giovanni e aventi attinenza con le materie del management e della direzione aziendale nonchè di una pubblicazione in materia di conferenza di servizi.
Con il ricorso è stata anche chiesta l’adozione di una misura cautelare (c.d. sospensiva) giacchè i provvedimenti impugnati erano idonei a determinare un danno grave e irreparabile.
Ebbene, il Ministero della Salute – prima che si tenesse innanzi al TAR Lazio l’udienza fissata per il 09.06.20 – condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, con provvedimento del 22 maggio 2020, ha rettificato il punteggio attribuito al dott. Di Giovanni, inserendo lo stesso nel suddetto elenco.
Il TAR Lazio Roma, pertanto, con apposita sentenza, ha dichiarato cessata la materia del contendere in ragione dell’inserimento del dott. Di Giovanni nel suddetto elenco nazionale e ha condannato l’amministrazione al pagamento delle spese del giudizio (liquidate in euro 1.500), essendo stato adottato il provvedimento satisfattivo solo dopo la proposizione del ricorso
Il dott. Gaetano Di Giovanni, pertanto, rientra nel novero dei soggetti cui potrà esser conferito l’incarico di Direttore Generale del Servizio Sanitario nell’ambito della selezione che a brevissimo verrà indetto dalla Regione Siciliana mentre il Ministero della Salute dovrà pagare le spese di giudizio.

Tra le Zes, le Zone economiche speciali, appena alla firma istitutiva da parte del ministro Provenzano, cinque sono nell’Agrigentino. In particolare ricadono nelle zone di Aragona-Favara, il porto di Licata, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle (con il porto e il retro-porto), e Ravanusa. Le altre, nella Sicilia occidentale, sono Calatafimi, Caltanissetta, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Carini con l’area Rimed, Cinisi, Custonaci, Gibellina, Marsala, l’aeroporto di Birgi, Mazara del Vallo, Misilmeri, il porto e il retroporto di Palermo, con le aree di Brancaccio, Partanna-Mondello e dell’Arenella, e poi Partinico, Salemi, Serradifalco, Termini Imerese e Trapani (con i loro agglomerati industriali e i porti).

“Formuliamo il nostro apprezzamento nei confronti dell’impegno di Guardia di Finanza e Procura nissena volto a individuare dipendenti infedeli dell’Urega di Caltanissetta/Enna. Avevamo visto bene quando, nei mesi scorsi, il Governo Musumeci aveva avviato la riorganizzazione degli uffici proprio per evitare i bivacchi nei corridoi. Preso atto infatti di un numero sovrabbondante di dipendenti negli Urega, abbiamo ridotto del 30 per cento gli organici in tutte le province attirandoci persino le contestazioni e il malumore dei sindacati. Tre dei dipendenti che oggi risultano indagati, peraltro, erano già stati trasferiti. Anche gli altri saranno sottoposti a dei provvedimenti, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e chiarisca le responsabilità”.

Lo afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito dell’operazione “Ghost” condotta da Procura e Guardia di Finanza di Caltanissetta. 

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, su proposta della Dia, la Direzione investigativa antimafia, ha sequestrato beni per un valore di circa 30 milioni di euro a Giovanni Pilo, 83 anni, costruttore edile, già condannato per mafia al maxi processo degli anni ’80. Dalle indagini patrimoniali è emersa una sproporzione tra i redditi dichiarati da Pilo rispetto agli acquisti effettuati e agli investimenti sostenuti. Tra i beni sequestrati vi sono sette società a Roma, operanti nel settore immobiliare e delle costruzioni edili, due strutture alberghiere (una pronta a Ladispoli e una in costruzione a Guidonia Montecelio), 38 immobili, alcuni locali commerciali e 4 terreni a Palermo, Terrasini, San Vito lo Capo, Roma e Dello in provincia di Brescia, e una villa ubicata a Mondello (nella foto).

A Licata i Carabinieri della locale Compagnia sono impegnati nelle indagini a seguito di una lite avvenuta ieri sera tra un uomo di 25 anni del luogo e un altro giovane extracomunitario. Lo straniero avrebbe sferrato una coltellata, ferendo alla mano il licatese, soccorso poi in ospedale. I medici hanno suturato la ferita al polso e hanno diagnosticato 30 giorni, salvo complicazioni, per la guarigione. I Carabinieri si avvalgono anche delle immagini registrate da impianti di video-sorveglianza nella zona teatro della lite.

I Carabinieri del Comando provinciale di Trapani, coordinati dalla Procura antimafia di Palermo, sono stati impegnati oggi in un blitz antimafia che ha provocato 13 arresti. Tra gli arrestati vi è il presunto reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, Francesco Domingo, conosciuto come “Tempesta”. I Carabinieri hanno inoltre notificato un invito a comparire per essere interrogato, con contestuale avviso di garanzia, al sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, interviene a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio comunale della proposta della Giunta di slittamento della scadenza dei tributi. Firetto afferma: “Compiuto questo secondo e ultimo passaggio per il differimento del pagamento, abbiamo potuto dare un’altra importante risposta ai bisogni di famiglie e imprese in questa crisi. Le scadenze saranno posticipate senza applicazione di sanzioni e interessi”.

Sono stati sospesi dal servizio 10 funzionari pubblici regionali assenteisti a Caltanissetta, dipendenti dell’Urega, l’Ufficio regionale gare di appalto, denunciati per truffa aggravata a danno dello Stato e false attestazioni. E’ l’esito dell’operazione “Ghost” (ovvero fantasma), condotta dalla Guardia di Finanza nissena e coordinata dalla locale Procura. Appostamenti, pedinamenti, video, foto e riscontri documentali hanno consentito di accertare che gli indagati, dopo aver timbrato loro il tesserino di presenza o altri colleghi compiacenti al posto loro, si sono allontanati in modo sistematico e consuetudinario dal posto di lavoro per girovagare per le vie cittadine, recarsi in banca, nei supermercati, o per altre esigenze personali. L’assenza dagli uffici si è protratta anche per 4 – 5 ore, su un turno di servizio della durata di 6 ore. A conclusione dell’indagine, durata circa un anno, seguirà ora la quantificazione delle retribuzioni percepite indebitamente dai funzionari, la cui posizione sarà segnalata alla Corte dei Conti per il conseguente recupero.