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Continuano a salire i ricoveri tra i non vaccinati e crollano le somministrazioni del vaccino, questo è quanto riportato dalla Fondazione GIMBE. Quest’ultimo scenario ha guidato la Sicilia inevitabilmente alla zona gialla e al collasso degli ospedali dell’isola.

I profani negli ultimi tempi hanno additato la colpa dell’aumento dei contagiati e alle ospedalizzazioni al turismo estivo, senza fare i conti che oltre 3,5 milioni di over 50 sono senza copertura.

Non sono bastati i richiami al senso civico, non si risponde all’appello. Allora è sceso in campo il prof. Corrado Tamburino che, come è nel suo stile, non ha peli sulla lingua e lancia una provocazione bella e buona, come riportato su laSicilia.it : “I no vax paghino le loro spese mediche”

 L’intervento del prof. Tamburino, va oltre la nozione medica del caso clinico e senza nascondersi lancia l’allarme sul restringimento del diritto alla salute per migliaia di malati che devono fare spazio ai nuovi malati Covid volutamente non vaccinati.

Il medico non lascia spazio alle incomprensioni e lancia la provocazione: «Visto che i costi di vaccinazione sono a totale carico delle Istituzioni, perché a fronte di una decisione personale di non vaccinarsi, i costi di ricovero devono essere sempre a carico delle stesse Istituzioni?».

Già nello scorso mese di Luglio, l’immunologo Mauro Minelli e la Dott.ssa Ilaria Capua avevano lanciato la stessa “provocazione”, ma oggi fronte si allarga, anche l’assessore Regionale Alessio D’Amato del Lazio è della stessa opinione.

Lampedusa ha segnato il suo secondo decesso, dall’inizio della pandemia, a causa del covid19.  Questa volta a non avercela fatta è stata una donna, 65anni.

Dalle prime indiscrezioni la lampedusana era stata trasportata a Palermo, dove si trovava ricoverata, perchè risultata positiva al virus dalla metà di Agosto.

Da quanto si apprende le condizioni di salute della donna , non vaccinata, sono precitate fino al decesso.

Il sindaco dell’isola, Toto’ Martello, con una messaggio sui social network, nella tarda mattina di oggi aveva invitato i propri concittadini a vaccinarsi: “vi ricordiamo che vaccinarsi è necessario sia per contrastare la diffusione del Covid19 che per limitarne fortemente gli effetti su chi ne viene contagiato“.

Era il 30 ottobre scorso, quando Lampedusa, nel pieno sgomento piangeva la sua prima vittima una donna di 62anni. In quella occasione il sindaco scriveva ai suo concittadini di un dolore immenso: “Cari Concittadini, con immenso dolore vi comunico che oggi a Lampedusa abbiamo registrato il primo decesso causato dal Covid19. Si tratta di una donna, aveva 62 anni, dopo essere risultata positiva stava osservando la quarantena in isolamento ed era sotto osservazione sanitaria prevista dai protocolli.”

 

 

 

 

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con l’ordinanza n.86 firmata nella serata di ieri ha disposto maggiori restrizioni per  due comuni nel ragusano: Comiso e Vittoria. I due comuni passano dalla zona gialla a quella arancione dal 28 agosto fino al 06 settembre.

Un atto dovuto quello del Presidente Musumeci, per contenere il dilagarsi del virus nei luoghi coinvolti.

La posizione critica, nei confronti dei non vaccinati, non è mancata,  l’assessore regionale alla salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza ai microfoni del  Tg5 ha affermato: “L’80% dei ricoverati non è vaccinato, oggi questi cittadini sono pentiti, ma non si sono vaccinati quando avrebbero potuto e dovuto. La Sicilia è stata invasa dal flusso di turisti arrivati da ogni parte d’Italia e del mondo e, quindi, paghiamo l’effetto di una grande circolazione del virus ma abbiamo il dovere di chiedere a quella percentuale di cittadini siciliani che non ha fatto il vaccino, di fare come la maggioranza, perché la minoranza non può consentire né consentirsi di decidere le sorti di tutti gli altri siciliani”.

Nel frattempo, la Sicilia, attende la conferma da parte della cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, che dovrebbe confermare il cambio di colore da bianco a giallo, dal 30 agosto.

 

 

La situazione nella regione Sicilia, pur avendo registrato un lieve calo,  mostra ancora una situazione preoccupante sul fronte contagi, dato riportato nel bollettino del 26 agosto.

La cosa che più preoccupa sono i 1.097 i nuovi casi di covid-19  nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 17.082 tamponi processati.

E’ del 6,42% l’indice di positività, i guariti 478, i decessi nell’ultimo giorno 15 (+6), Gli attuali positivi, nella regione sono 26.110, +604 così suddivisi: Palermo + 254, Catania + 231,  Siracusa + 139, Trapani + 131, Enna + 115, Caltanissetta + 96, Agrigento + 84,  Messina + 35, Ragusa + 12.

L’attuale tendenze in ascesa è stata prevista anche dal  GIBE che nel  monitoraggio della settimana 18-24 agosto,  ha registrato un incremento percentuale dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 3,7%.

Con il dato di oggi si registra il “primato” della Sicilia per numero di positivi dell’intera nazione.

 

 

 

di Bruno Cassaro

Il monitoraggio di venerdì 24 agosto lo ha certificato, nessuno scampo per la Sicilia: da lunedì 30 agosto sarà in zona gialla.

I dati raccolti hanno evidenziato il superamento dei parametri di incidenza  e occupazione ospedaliera: ricoveri con il 12,1% in terapia intensiva (la soglia è il 10%) e il 19,4% negli altri reparti (il limite è il 15%).

Con il cambio di casacca, per la Sicilia si prospetta un duro colpo al turismo anche se bisogna precisare che non si tratta di un vero e proprio sconvolgimento , ecco il nuovo scenario:  l’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio anche nei luoghi all’aperto, limite di quattro persone al tavolo nei ristoranti con l’esclusione dei conviventi e una minore capienza per spettacoli e impianti sportivi. Non ci sarà nessun coprifuoco, tutte le attività rimarranno aperte ad eccezione delle discoteche e vigerà l’obbligo del green pass.

Altre due regioni risultano essere in bilico, ma non ci sarà nessun cambio di casacca (almeno per adesso) e sono la Sardegna e la Calabria.

La Sardegna non ha superato il parametro delle rianimazioni occupate (11,2%) ma è salita al 14% di ospedalizzazioni negli altri reparti. La Calabria è al 15,2% di ricoveri in area medica ma è al 6% per le terapie intensive.

 

di Bruno Cassaro

Parole vere quelle del dott. Vincenzo Provenzano, primario del Covid hospital di Partinico, rilasciate in un intervista a qds.it, dove nel suo intervento non ha nascosto un dato oggettivo: siamo nel pieno della pandemia e vediamo un incremento giornaliero dei casi.

Parole scottanti ma sacre che aggiunge: rispetto alla ondata precedente la percentuale di pazienti ricoverata in rianimazione è superiore.

Sono dati impressionanti quelli che si evincono,  il 90% dei degenti nell’ara medica sono soggetti che non si sono volutamente vaccinati, il 10 % si tratta di degenti vaccinati anche con doppia dose ma che hanno consistenti morbilità, ma che sviluppano una patologia meno grave rispetto ai non vaccinati, continua il primario.

Secondo il dato ospedaliero, continua Provenzano,  la media di età degli infettati è intorno ai 60 anni, tra una fascia di età che varia dai 30 ai 60, e sono pazienti non vaccinati. I pazienti vaccinati hanno una media molto piu’ alta, ma con patologie concomitanti.

Le regole per combattere il virus, secondo il primario sono due: la prima regola è quella di vaccinarsi e la seconda le norme sul distanziamento sociale.

Riferendosi ai dati nazionali e alle proiezioni, quello che sta vivendo oggi la Sicilia è l’apice della curva massima di contagio che tenderà a scendere a metà settembre e a ottobre si registrerà un declino dell’infezione, afferma il primario.

Sono 1000 i nuovi positivi al coronavirus in Sicilia su 27.029 tamponi processati, con una incidenza del 3,7%. La Regione è quinta per numero di contagi giornalieri.

I morti sono stati 10 e portano il totale a 5.420.
Il numero degli attuali positivi è di 24.773, con un decremento di 123 casi rispetto a ieri. I guariti sono 1.113. Negli ospedali i ricoverati sono 1.303, 34 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 167, due in più rispetto a ieri.

 

La distribuzione dei nuovi casi di coronavirus tra le province, vede Palermo con 357 casi, Catania 193, Messina 93, Siracusa 106, Trapani 14, Ragusa 102, Caltanissetta 51, Agrigento 60, Enna 24.

Aveva 77 anni Giuseppe Licalzi, il commerciante di Canicattì deceduto questo pomeriggio all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove era stato ricoverato in terapia intensiva, a causa di una grave insufficienza respiratoria, risultato positivo al coronavirus e mentre insorgeva anche un infarto.

Il Covid-19 continua a mietere vittime. Il commerciante è la seconda vittima dopo l’anziana di Sambuca di Sicilia, dove dilaga la preoccupazione per il numero di positivi che continua a salire

 

In leggero calo rispetto a ieri ma sempre considerevole il numero di nuovi contagi da coronavirus in Sicilia. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute sono 107 i siciliani risultati positivi al Sars-Cov-2 nelle ultime 24 ore. Ieri l’incremento era stato di 125 casi. Da registrare anche altre due vittime del Covid. Ma c’è anche qualche segnale positivo come una riduzione delle ospedalizzazioni e un buon incremento di pazienti guariti. Oltre 5.000 i tamponi effettuati (in linea col numero di ieri), ma niente a che vedere con gli oltre 20.000 della Lombardia o gli oltre 10 mila dell’Emilia Romagna (regione assimilabile per numero di abitanti).

I nuovi 107 casi registrati in Sicilia fanno salire il numero degli attuali positivi a 2.530 (ieri erano 2.461), di cui 2.282 in isolamento domiciliare (ieri erano 2.208), 235 ricoverati in ospedale con sintomi (-2 rispetto a ieri) e 13 gravi ricoverati in Terapia intensiva (-3 rispetto a ieri).

I casi totali di coronavirus dall’inizio della pandemia in Sicilia sono invece 6.466 (ieri erano 6.359), le guarigioni sono 3.630 (36 in più di ieri), mentre i decessi salgono a 306.

Dei 107 nuovi casi positivi di oggi, 6 sono migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa. Resta invece Palermo la città siciliana con più focolai attivi e quindi quella con il maggior incremento di casi: sono infatti 60 i contagi registrati nel capoluogo siciliano, 24 invece quelli diagnosticati a Catania, poi 9 ad Agrigento, 4 a Ragusa, 3 a Enna, 2 a Caltanissetta, 2 a Messina, 2 a Enna e 1 a Siracusa.

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Quando si dice, gioire con parsimonia.
Dopo due mesi di Covid Free, ad Agrigento è di nuovo paura coronavirus.
Nella giornata odierna è stato registrato un nuovo caso di positività.  
La coppia di agrigentini di rientro in città dopo un viaggio oltralpe  è stata sottoposta al doppio tampone. 
La donna, che al primo tampone era risultata positiva ha poi mostrato al secondo esame la negatività al virus, mentre positivo è risultato l’uomo ad entrambi i tamponi e da ieri è sottoposto a quarantena.
Si cerca adesso l’eventuale contatto tra il contagiato ed altre persone, amici e parenti della coppia che saranno sottoposti a tampone oro-faringeo e a quarantena preventiva.
Il sindaco della città, Calogero Firetto, raccomanda con perentorietà di adottare tutte le misure anticontagio e di evitare gli assembramenti.