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Sapete cosa abbiamo sulla testa?
Quello che vedete nella foto qui sopra.

Qualche giorno fa, da un satellite sono arrivate le immagini che immortalano la tensione nei nostri mari tra la flotta russa e quella della Nato.
Le immagini mostrano la portaerei statunitense Truman inseguita dal caccia Kulakov: una sfida che avviene a poca distanza dalle coste calabresi e quelle siciliane. 

Scene simili non si vedevano da più di 30 anni, dai tempi cupi della Guerra Fredda.
Sulle nostre teste avviene una dimostrazione di forza senza confini, in cui le navi di Mosca esercitano una pressione crescente su quelle dell’Alleanza atlantica.

Sono operazioni che hanno un obiettivo politico ossia far capire che Mosca è pronta a tutto e non teme nessuna escalation. 

La portaerei Truman è l’ammiraglia dello schieramento occidentale nel Mediterraneo: i suoi cacciabombardieri F18 Hornet hanno simulato incursioni volando fino al Mar Nero e al Baltico, per testimoniare la capacità di intervenire in sostegno dei Paesi più vicini all’area del conflitto.

Il Kulakov invece è una nave d’epoca sovietica, completamente modernizzata nel 2010: secondo alcune fonti è dotata pure di missili cruise Kalibr, lo stesso tipo di arma che viene usata per colpire le città ucraine. Si muove in coppia con l’incrociatore Varyag, il peso massimo della Marina di Mosca: un’unità progettata proprio come “killer di portaerei”.

Nel mar Mediterraneo dunque, Mosca ha schierato una forza navale di grande portata: due incrociatori, due caccia, due fregate, una corvetta, almeno due sottomarini convenzionali e con molta probabilità anche uno a propulsione nucleare.